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giovedì 28 novembre 2019

L'INVERNO DI VIVIANA 1

 
 

                                                     Quando fiorirà quel fiocco di neve…


IN GIARDINO

Tra il rosmarino e la menta tu dove
adesso manchi, nitido tornava
quel giorno al mare di tanti anni fa
quando la luce era cornice del volto.
Tra la rosa canina e la lavanda
un cielo viola si apriva in frantumi.
" Forse " promettevi e nel tuo viso
imprimevo il cielo.


                                           ***

FORSE UN RAMO DI ROSA

Io non so cosa poi stamattina,
il  cuore tuo o forse il cervello
a bucare in quel punto
l'esistenza imbrogliata
il silenzio dei ragni,
a strappare in quel punto
ad aprire eternità tra le dita,
come quei santi,
le città sul palmo di pianto e rughe.

Io poi non so ancora cosa ma
alle schegge del cielo
io mi aggrappo,
dove tu con il cuore
hai lì strappato,
ed è sangue che pompa.

Io poi non so ancora cosa ma
il tuo vaticinio
seguo senza ala
tra i cespugli di marzo
e l'alzarsi da inverni,
ma non è
non è per me ma
per gli steli e le gemme.

Allora tu mi avvisi
che adesso tra edera e bosco i veleni
incoronano il giorno
ed è il sonno.
Che tra sentieri di ghiaia e di pietra
scricchiola il passo e
non è del sogno.

Io non so io ancora cosa ma
forse un ramo di rosa.


                                               ***

QUANDO ACCADRA'

Quando accadrà dunque di seccare
queste piaghe alla luce del sole.

Quando fiorirà quel fiocco di neve
in un fiore e andare più non sarà
il vento violento che brucia e riarde
le labbra sfinite di madre
senza i suoi figli.


                                             ***

INVERNO

E forse questo è inverno,
il giardino straniero
annaffiato di pianto e sangue.

O forse terra di destini
tra le macerie del secolo
o le mandorle e il tempo
che ora sguscia
ancora fuori
e lo sforzo di rifare e tornare
del ramo di susino.

Tu mi dici che la corona
è rosa, è il tempo che riarde
nella catasta di legnetti.

E io ti credo, ancora
e aspetto il tempo
che torni dentro il guscio.

Di nuovo io ti credo,
anche se poi esco e vado
a cercare se il cielo
è integro fra i rami del susino.

E tu mi dici e io ti credo
che la pianta diventa fiore.

Allora io conservo quel fossile
l'ammonite muta,
la voce fedele ed esile,
di un mare come in tasca.

E io ti prego e vado fuori,
nel giardino straniero,
e per la rosa
quest'inverno
e pianto pietre
che si faranno fiori.

E forse sarà ancora l'inverno
il battito sepolto
che odora eterno
sotto
di noi
ingenui tra mura di gelo.


                                         ***

VENEZIA

Tra queste pietre che affondano in acqua,
cianofite e patine algali,
in un buio di madre e strade
camminiamo tra budella di pietra
arcane come il cuore umano.

E' questo il sogno tu mi dici
e la pietra che vedi
che dall'acqua ora emerge
sfinita.

E quel che senti non sai
se da verdi escrescenze
marine
o da labbra d'oro e d'oblio
proviene.

O forse è acqua lo specchio in te,
dilaga e inonda,
occulta cupa l'onda immemore
del tuo niente.



                     Viviana  Fiorentino    da    In giardino

L'INVERNO DI VIVIANA 2



HALLOWEEN

Notte di Halloween.

Paura a te non fece
e ai tuoi occhi che ridono.

Colse me di sorpresa
la porta spalancata
sull'enigma.


                                                 ***

LUCE DI IERI

Di notte
tu sai
la superficie
riflette anche le stelle
sono diamanti
duri sul nero.

Il tempo emana anche da loro,
luce e gas la memoria.

Cominceremo ancora la luce di ieri?


                                                ***


NEVE

Poi arrivò la neve,  portai in stanza
la lettera, chiamai la gatta in casa,
ogni parola misi
al riparo,
la coltivai nel cavo della gola.

Chiuse dentro le sillabe trattenni
come semi che aspettano di aprirsi,
per un colpo di vento,
per un raggio di sole,
una domanda.


                                            ***

INVISIBILE

Mi dicevi la storia, ciò che resta,
io dei fiori di semi dicevo.

Di ciò che si crea senza sapere
di quando ci imbrogliamo di parole
che dentro mute si fanno quiescenti.

Dell'invisibile e anche delle gemme
del ramo che sul davanzale
si sono aperte in foglia.

Cos'era foglia, cosa gemma, chiedo.

Poteva accadere.

Ma la tua fronte di cielo vedevo.

E poi sarebbe comunque accaduto.

So che senza sapere apprendevo
la cecità e il costo dell'amore.


                                            ***

OGNI COSA

Ho scoperto che
i fiocchi di neve e poi i loro nomi
nella lingua straniera
sono le paillettes nei tuoi occhi.

So anche - per esattezza di tempo -
un nome scritto nell'aria di marzo.

Comunque sono gli anni
fra me e te, i gesti che più non ritornano,
come disfatti in una luce nuova.

E questa poi è forse la misura,
gli anni lasciati indietro nella neve
e questi fiocchi che io adesso inghiotto.

L' andare oltre il pianto,
giungere a questa gioia,
unica e muta,
che tenace rimane
e nasce nel colore di ogni cosa.



                        Viviana  Fiorentino   da   In giardino