Nina Cassian, una delle figure più iconiche della poesia romena del XX secolo, nacque il 27 Novembre 1924 Galati, una città portuale sul Danubio. La sua vita fu segnata da un'intensità di esperienze che plasmarono non solo la sua scrittura, ma anche la sua esistenza al di fuori della pagina. Cassian non fu solo poeta, ma una testimone della Storia, un'impegnata sociale che visse in prima persona le atrocità e le sfide del suo tempo, dall' occupazione nazista ( era ebrea ) alla repressione comunista, contribuendo con la sua voce a una forma di resistenza culturale. Fu una poeta critica e molto determinata e il suo lavoro fu così intelligente e non privo di ironia, che è impossibile sottovalutare la sua feroce presenza nonché il suo senso di meraviglia. Era come se stesse ricordando in modo aggressivo la creazione o, più precisamente, scrivendo subito dopo l' espulsione di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. E' riconosciuta come una poeta di profondità appassionate e di grandi altezze.
Mi è toccato portare in giro un aggressivo contorno... AUTORITRATTO Mi è toccato portare in giro un aggressivo contorno errabondo da mane a sera che spesso squarcia la retina di chi mi sta intorno quando proietto alla parete il mio incongruo essere. A chi appartengo? Mi rinnegano antenati e genitori. Temporaneamente alleate mi rinnegano le razze, i bianchi, i gialli, i rossi e i neri. Neppure la specie mi riconosce tutta d'un pezzo. E solo quando grido perchè sbatto e solo quando il freddo si promana e solo quando il tempo di peccato m'imbratta - mi chiamano bella. Mi riconoscono umana. *** Ho creduto di essere facilmente riconoscibile dal mio leggero anulare ( ora tutto ingobbito ) e dal cane piumato che mi accompagna. Ho creduto di poter essere una nappina appesa al suo abat- jour, Donna Decrepitudine. La sabbia rosicchia la mia sagoma. Scompaio, divengo con lei una cosa sola. *** LA TENTAZIONE Più vivo di così non sarai mai, te lo prometto. Per la prima volta vedrai i pori schiudersi come musi di pesce e potrai ascoltare il mormorìo del sangue nelle gallerie e sentire la luce scivolarti sulle cornee come lo strascico di un abito; per la prima volta avvertirai la gravità pungerti come una spina nel calcagno e per l'imperativo delle ali avrai male alle scapole. Ti prometto di renderti talmente vivo che la polvere ti assorderà cadendo sopra i mobili, che le sopracciglia diventeranno due ferite fresche e ti parrà che i tuoi ricordi inizino con la creazione del mondo. *** FACCIA A FACCIA Aspettavo questo istante, faccia a faccia, un viaggio verso una meta che ci separa; faccia a faccia, con sembianze di violenta reciprocità, le mani consumate dal sangue che non osano baciarsi, gli abiti che non ardiscono tendere al rosso, le bocche aggirate dalla parola che porta giorno e sera sulle cose. Eccoci dunque, faccia a faccia, allontanarci con tutta l'incomprensione di cui siamo capaci, in un'avversione per la specie tale che quando il treno ci getta l'uno nelle braccia dell'altro ci si rivela la morte, come forse capitò ai mammut nel fare il balzo nell'era successiva. *** L' INCIDENTE La luce sbatte contro i muri, sballa, scivola nel bicchiere, guizza via strozzata, urta le mie iridi che deboli risuonano, dolenti, poi si ritrae, torna indietro e arriva alla tua bocca liscia come vetro, la frantuma, sulla tua bocca si disegna una nervatura nera : siamo gravemente feriti tutti e due , la luce imita il nostro sangue. Nina Cassian da C'è modo e modo di sparire ( Poesie 1945 - 2007 )
PURITA' Solitudine incredibile. Soltanto io e la mia sigaretta e la piccola libellula dipinta con il blu dei monasteri moldavi. Nulla mi spaventa, nemmeno il sole. Il cielo è una nuvola immensa di madreperla. Il lago è una nuvola immensa di madreperla. Sono la sirenetta del lago. - Sono una melodia infinita come il mormorio della pioggia. E sono pulita. Come la poesia che sto scrivendo. ***
TAPPEZZERIA Un piede nella fossa e l'altro sulla tigre impallinata - così vedo la mia sconfitta e la mia vittoria in questa scena venatoria. ***
INTIMITA' Posso stare da sola. So stare da sola. C'è un tacito accordo tra le mie matite e gli alberi là fuori, tra la pioggia e i miei capelli diafani. Bolle il the, spazio mio dorato, mia ambra pura e ardente... So stare da sola. Posso stare da sola. Scrivo a lume di tè. Nina Cassian da C'è modo e modo di sparire