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lunedì 10 maggio 2021

POESIE DI DIO 3


 CURVA MINORE


Pèrdimi, Signore, ché non oda

gli anni sommersi taciti spogliarmi,

sì che cangi la pena in moto aperto:

curva minore

del vivere m'avanza.


E fammi vento che naviga felice,

e seme d'orzo o lebbra

che sé esprima in pieno divenire.


E sia facile amarti

in erba che accima alla luce,

in piaga che buca la carne.


Io sento una vita:

ognuno si scalza e vacilla

in ricerca.


Ancora mi lasci: non solo

nell'ombra che in sera si spande,

né valico s'apre al dolce

sfociare del sangue.


            Salvatore  Quasimodo ( Oboe sommerso )



                                     ***


AMORE E' LUCE


Amore è luce che non ti distingue.

Hai il tremito degli astri fra i capelli

e gentilezza all'ombra delle ciglia

dove t'accadde poi quello che sogno:

una morte intermedia fra due vite.


Madido di celesti avvenimenti

io so che in alto perirà la notte

sotto un peso di accese rimembranze.

So che il frutto compiuto dei miei giorni

sarà il mio inizio in fondo alla mia fine.


                        Giuseppe  Centore  ( Esule vento )



                                         ***



PENSIERO D'AUTUNNO


Fammi uguale, Signore, a quelle foglie

moribonde che vedo oggi nel sole

tremar dell'olmo sul più alto ramo.

Tremano, sì, ma non di pena: è tanto

limpido il sole, e dolce il distaccarsi

dal ramo per congiungersi alla terra.

S' accendono alla luce ultima, cuori

pronti all'offerta; e l'agonia, per esse,

ha la clemenza d'una mite aurora.

Fa' ch'io mi stacchi dal più alto ramo

di mia vita, così, senza lamento,

penetrata di Te come del sole.


                                  Ada Negri  ( Vespertina, in Poesie )



                                            ***


PIETRA DI CARITA'


E quando

scenderà

dei rischi che verranno

la paura,

stringiTi in noi

e stringi noi in Te;

facci realtà santa,

realtà paziente,

realtà sicura;

e fa' che noi

si sia

pietra di carità

che oltre morte

dura.


                                Giovanni Testori   ( Post - Hamlet )



                                          ***


LE MIE MANI NON SONO ANCORA VUOTE


Le mie mani non sono ancora vuote

ch'io possa alzarle a Te.

Io che fallii nella stretta, fallisco

ora nella rinunzia. E' così poco

quel che trattengo, scherno alla mia fame,

e tuttavia un ingombro smisurato

che mi sbarra il cammino verso Te.

Poiché per queste briciole furiosamente amare

non sono pronta al tuo dono

di nudità, di bellezza severa,

di un silenzio più trasparente delle lacrime.


                            Margherita  Guidacci  ( Brevi e lunghe )



                               da    Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )



venerdì 19 aprile 2019

VIA DELLA CROCE

 
 

                        Di morire in croce puoi essere grato a un brav'uomo di nome Pilato…


GESU' NELL'ORTO

Piange col viso nella terra
lacrime e sangue.
Solo.


                         Elena  Bono


                                     ***

CON UN TENERO GRIDO

Con un tenero grido
cede petali il giorno
in agonia di fiamme
scarno di fianchi
crepita il Calvario

fra poco anche Dio
consuetudine arcana
reclinerà il suo capo
come chiusa corolla
prossima e lontana.

                        
                      Giuseppe  Centore


                                          ***

VENERDI'  SANTO

Il pesco malato nell'orto
stasera è fiorito - in un cielo
impazzito di stelle.

Prega il mare più della terra.
( il miracolo è dentro di te ? )
Parole : la voce che adora
è silenzio, e quello che piange
si chiude nel cuore - pudore.

Non posso pensarti dolente:
da che la morte, se non porta a fine,
odora di resurrezione.
Soltanto la madre che piange
ricorda che è vero il mistero.


                       Luca  Ghiselli


                                           ***

PIETA' PER QUEL SOFFIO

Pietà quel soffio
che sfiora l'altopiano, e lo solleva
- appena - sulle punte : piana deserta
offre le labbra a un bacio
come alla fine
del segno della croce.

Da quale serpe stilli l'acqua chiara,
da quali traumi innesti la mimosa
nei marmi mutilati sui bastioni,
quale vergogna o colpa innominata
ci tiene desti ?

Sono il muro del pianto che riversi
come un'ondata
sui volti. Sono finito
e duro
nella pietà: il tuo sollievo
mi  sfuma indenne
lasciando solo un'orma
sulla neve.


                          Marco  Guzzi


                                         ***

LA CROCE

Fra i rami d'olivo cadenti
ti reggi,
com' ultimo miracolo vivo;
sui vecchi pilastri
corrosi e spezzati,
coperti di muschi e licheni
verdastri, bluastri:
ancora ti reggi
o agile annosa!
" Salve, Crux pretiosa".


                          Aldo  Palazzeschi


                                   ***


XIV

Qui finisce
la mia azione.
La mia parte
qui si spoglia.
Del teatro
lascio soglia.
Con voi giù
in strada scendo.
M' inginocchio
a chi m'è Dio.
Atterrito,
con la croce
in cranio
anch'io,
sua pietà
invoco
e attendo.


                           Giovanni  Testori


                                 ***

ERI BIANCO

Eri bianco,
la vita sembrava
in te finire,
io mi dicevo
anch'io…

(… e il verbo che seguiva
era uccidersi, morire ).


                           Giovanni  Testori



   Pasqua dei poeti ( Cento modi di leggere la Pasqua nella Poesia italiana del Novecento )