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lunedì 14 ottobre 2024

IL RITORNO PER CUMMINGS

 



                                                Ovunque e della gioia perfetta integrità siamo...



E' una poesia che parla d'amore, ma lo fa fuori dagli schemi: non è un'elegia della donna amata; non è la descrizione di un momento felice trascorso o da trascorrere insieme; non è nemmeno una dichiarazione d'amore che passa per una metafora o una trasposizione naturalistica.  Secondo l'autore, l'essere umano è composto da innumerevoli altri sé, così che quando l'oggetto d' amore si allontana, è come se - materialmente - le persone che abitano il corpo dell' innamorato lo abbandonassero. Resta solo lui, un'ombra, un " nessuno" che brancola nel buio del desiderio e dell' attesa, un nessuno che fino al loro e tuo ritorno passa la sua solitudine a sognare.




IL TUO RITORNO SARA' IL MIO RITORNO


Il tuo ritorno sarà il

mio ritorno

i me stesso ti 

seguono, io solo

resto;


un'effige d'ombra o

che pare

( un quasi qualcuno

ch'è sempre

nessuno ),

un nessuno che, fino

al loro e tuo ritorno,

passa perenne la sua 

solitudine

a sognare i loro

sguardi aprirsi al tuo

mattino

a sentire le stelle

levarsi nei tuoi cieli:


quindi, nel nome

misericordioso

dell' amore,

non tardare più di

quanto io privo di me

sopporti l'assenza

dell' attimo in cui un

altro

stringa fra le braccia

la mia stessa vita che

è tua

- quando paure,

speranze, credi,

dubbi, spariranno.

Ovunque e della gioia

perfetta integrità

siamo.



                               Edward Estlin Cummings



giovedì 6 dicembre 2018

L'AMORE DI EDWARD

 
 

                                                                Sta' un po' più attenta all'amore…


Guarda
le mie dita, che
toccarono te
e il tuo caldo e il frale
tuo poco
- vedi, non sembrano le mie
dita. Le mani e i polsi miei
che strinsero cautamente il fioco silenzio
di te ( del corpo del
sorriso degli occhi delle mani dei piedi tuoi )
sono diversi
da quello che erano. Le mia braccia
in cui tutto di te si ripiegò
quietamente, come
foglia o qualche fiore
appena fatto dalla Primavera
stessa non sono le mie
braccia. Non riconosco
come me stesso questo che trovo davanti
a me in uno specchio. Non
credo
di aver mai visto queste cose;
qualcuno che tu ami
e che è più alto
più magro di
me è entrato e divenuto le
labbra che uso per parlare,
una nuova persona vive e
gesticola con il mio
o sei forse tu che
con la mia voce
stai giocando.


                                  ***


Sta' un po' più attenta all'amore
più che alle altre cose
proteggila forse soltanto
un po' meno
( appena più di molto )
vicino
ricorda l'amore con tormento
frequente ( non immaginarla
mai di meno
con tutta la memoria possibile)
le due metà per sempre libere
( osa sino a quando un fiore,
comprendendo la luce imperitura del sole
sboccerà con mille perché e
imparerà a ridere ).


             Edward  Estlin  Cummings  da    Il periodo dentro l'istante