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lunedì 29 dicembre 2025

IL NATALE DI EFREM

    

                                                                                  Efrem il Siro



                                                                                                                                                                                                    

PERCHE' - SIGNORE - IL PREZZO DELL' AMORE E' DI ESSERE DETESTATI ?


Natale non è la festa della bontà, ma  - in queste parole  - sembra invece la sfida definitiva lanciata dall' amore alla morte, l' inizio del duello finale.


" A causa tua eccomi detestata, o tu che tutti ami". Rimango folgorato da questo passaggio di Efrem il Siro, è il sesto inno sulla natività, e a cantare è Maria. Parole affilate le sue, coraggiose : non è vero che l' amore dilata amore, che chi ama è sicuramente riamato, non sarà così per il figlio che la donna tiene in braccio, per l' incarnazione dell' Amore, perché colui che tutto ama  morirà detestato.

Respiro profondamente, sollevo lo sguardo dal libro, cerco conforto nel piccolo presepe che mi guarda dall' alto, provo a salvarmi dall' agguato di queste righe : perché - Signore - il prezzo dell' amore è di essere detestati ? Il bambino nella culla rimane muto, le luci elettriche lampeggiano irridendo la mia ingenuità; torno ad affondare gli occhi nelle pagine del libro " eccomi perseguitata " continua la Madonna di Efrem, " per aver concepito e partorito l' unico rifugio degli uomini ". Ora le sue parole mi sembrano commosse, quasi stupite, la colpa dell' odio è quella di aver partorito l' unico rifugio per gli uomini, e forse comincio a capire. Non un rifugio, ma l' Unico, dice Maria: significa che Cristo ha reso inabitabile tutto il resto.

Maria è detestata dagli uomini per averci sottratto l' illusione di poter trovare salvezza anche altrove; l' amore fa paura perché è esclusivo, totalizzante.

" Ecco che freme il mare contro tua madre, come contro Giona ". Nel mio poverissimo presepe, Maria ha le braccia spalancate in posizione innaturale, le parole di Efrem trasformano ai miei occhi un goffo atto di adorazione in una richiesta di aiuto. Donna naufragata nella violenza degli uomini ,chiede al figlio di guardarla, di salvarla, " ecco che Erode il flutto vittorioso, vuole affogare il signore dei mari". La tensione è al culmine : Maria guarda quel bambino fonte di amore e di odio, guarda quel figlio fragile e pericoloso ed esplode in una domanda commovente, parole che mi sembrano la genesi di qualsiasi cammino di fede : " Dove devo fuggire ? Insegnamelo tu, o maestro della madre tua.". 

Le lacrime mi salgono agli occhi : la madre si mette nelle mani del figlio, la fede diventa una fuga per la sopravvivenza: quella in Egitto sarà solo la prima.  Natale non è la festa della bontà ma - in queste parole - sembra invece la sfida definitiva lanciata dall' amore alla morte, l' inizio del duello finale. Maria sembra la prima ad accorgersene: la nascita dell' Amore risveglia la belva, la morte farà di tutto per cancellare quel bambino. Dove fuggire ?

Nelle parole di Efrem sembra che il bimbo abbia suggerito al cuore di Maria la risposta: così la donna canta la preghiera che faccio mia davanti a questo presepe che non ha nulla di artistico, ma che è stato dei miei nonni e che mio padre ha conservato e mi ha consegnato e che ora è qui con me. Presepe dozzinale, ma carico del ricordo di persone che ho amato e che mi mancano, carico quindi del mormorìo tetro della morte, così la Madonna di Efrem mi salva, mi aggrappo alle sue parole, diventano mia preghiera per la sopravvivenza, mio augurio per voi : " Fuggirò con te per ottenere vita, per mezzo tuo, in ogni luogo. Con te la fossa non è più una fossa, perché per mezzo tuo si sale al cielo. Con te il sepolcro non è più un sepolcro, perché tu sei anche la resurrezione ".



                                  Alessandro  Dehò



giovedì 4 dicembre 2025

VENI, VENI EMMANUEL

 

        Gaude... gaude...

                                                                               


AVVENTO


Come un pastor, nel bosco innevato

gregge di fiocchi sospinge il vento,

e qualche abete - ecco - ha indovinato

ch' avrà di sacre luci presto ornamento.


I  rami verso i bianchi sentier spingendo

ogni fruscio spia nell' attesa ansiosa,

e sfida il vento e va così crescendo

incontro a quella Notte radiosa.




                    Rainer Maria Rilke   " Schmargendorf , im Dezember 1897 "


                      

martedì 24 dicembre 2024

NOTTE DI NATALE



                                                     La cometa di Natale  ( Foto dal web )



La stella non si è ingannata,

quando ha chiamato chi era più

lontano,

perché si incamminasse verso il Dio

a lui vicino.


La stella non si è ingannata,

indicando la via del deserto,

la più umile, la più dura.


La stella non si è ingannata,

fermandosi sopra le case di gente

umile :

è nato il grande futuro.


Il tuo cuore non si è ingannato,

mettendosi in cammino

in cerca dell' ignoto.


Il tuo cuore non si è ingannato,

inginocchiandosi

dinanzi al Bambino.




                            Klaus Hemmerle      Teologo e Vescovo tedesco



 A tutti i miei Auguri più cari.


                          

                                         frida



OTTO VOLTE NATALE

 


                                             Marc Chagall -  Sogno di una notte di Natale



Natale, credo, scada il bollino blu

del motorino, il canone URAR TV,

poi l' IMU e in più il secondo 

acconto IRPEF - o era INRI ?

La password, il codice utente, PIN e PUK

sono le nostre dolcissime metastasi.

Ciò è bene, perché io amo i contributi,

l' anestesia, l' anagrafe telematica,

ma sento che qualcosa è andato perso

e insieme che il dolore mi è rimasto

mentre mi prende acuta nostalgia

per una forma di vita estinta : la mia.



                                                      ***


NATALE DELLE CENERI : UN MONOLOGO


Mia madre mi inflisse la vita.

F.R. De Chataeubriand


" Maledetto fu il giorno in cui nacqui ".

Così parlava Geremia, e continuò:

" E' nella Mangiatoia, non sul Golgota,

il vero sacrificio del Signore.


Scegliamo di morire, non di nascere,

mettiamo al mondo i figli, non noi stessi;

e chi vorrebbe infliggersi una pena

talmente disumana? Solo  Cristo


ebbe la forza di darsi la vita

come il suicida che si dà la morte.

Non la Crocefissione, ma la Culla


è segno di martirio, lutto, scandalo:

non il Legno su cui versare il sangue,

bensì la Grotta nella quale accoglierlo ".



                                                    ***


USANZA DELL' ISOLA DI CEO


La morte più volontaria è la più bella.

La vita dipende dalla volontà altrui, la

morte dalla nostra.


        ( Montaigne )


Se Cristo volle scegliere di vivere,

perché non potrei scegliere di s- vivere ?

La libertà è amare il suo Natale

si specchierà nel mio giorno mortale

scelto attraverso Santa Eutanasia,

nostro natale, auto - eucarestia.



                                            ***


Porgere l' altra guancia

fu una rivoluzione copernicana:

spingere l' odio alla periferia

del nostro sistema celeste,

per mettere al centro la stella,


un Sole - Amore che illumini la Terra !

Facile a dirsi, ma tra il dire e il fare

c'era di mezzo il Male,

e questa Eclissi che non finisce mai

e getta la sua ombra sul Natale.



                                             ***


E PER CONOSCENZA


Con la presente, nel ribadire la sua ferma convinzione che la Chiesa rappresenti un Ufficio Reclami ingiustificabilmente e inqualificabilmente privo del suo diretto Responsabile, e reputando Dio un arto fantasma, vivo solamente nel dolore della sua amputazione, il sottoscritto e viceversa,


DICHIARA


di nulla aver a pretendere sul piano del risarcimento personale limitatamente al giorno del Natale


(... l' incanto della mattina gialla e bianca,


calda e conclusa in sé, trepido uovo


d' amore covato nella notte


dentro un paesaggio d' orrore... )


Roma, 25 Dicembre 2007


In fede


            Valerio Magrelli  


Poesie tratte da     Il sangue amaro




lunedì 23 dicembre 2024

AUGURI ERETICI

 


                        Caravaggio - Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d' Assisi




(... )  Vi auguro di essere eretici.

Eresia deriva da una termine greco e significa " scelta". 

Eretico è una persona che sceglie e - in questo senso - è colui che più della verità ama la ricerca della verità. E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell' eresia. Vi auguro l' eresia dei fatti prima che delle parole, l' eresia che sta nell' etica prima che nei discorsi. Vi auguro l' eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell' impegno. Oggi è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri, Chi impegna la propria libertà per chi ancora libero non è. 

Eretico è chi non si accontenta dei saperi di seconda mano, chi studia, chi approfondisce, chi si mette in gioco in quello che fà.

Eretico è chi si ribella al sonno della coscienza, chi non si rassegna alle ingiustizie, chi non pensa che la povertà sia una fatalità.

Eretico è colui che non cede alla tentazione del cinismo e dell' indifferenza, che crede che solo nel " noi" " l' Io " possa trovare una realizzazione.

Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.



                                  Don Luigi Ciotti



Agli Auguri " eretici " di Don Ciotti mi associo anch'io e penso e spero per voi un Natale di consapevolezza e di pace.



                                           frida



domenica 24 dicembre 2023

NOTTE DI NATALE

 



                                                                            Auguri a tutti!



                                                  frida



GLI AUGURI SCOMODI DI DON TONINO

 


                                                Antonio da Correggio - Adorazione dei pastori




(...) Carissimi,

non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi " Buon Natale! " senza darvi disturbo. Io - invece - vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine del calendario. Mi lusinga addirittura l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi - allora - miei cari fratelli! Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e  vi faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno straniero che scappa dalla guerra, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo strumento delle vostre scalate. Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa. Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro. Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità , incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame. I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che - se anche voi volete vedere " una gran luce ", dovete partire dagli umili. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. I pastori che vegliano nella notte " facendo la guardia al gregge" e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri, che poi è l'unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza. (...)



                                         + Tonino Bello



sabato 24 dicembre 2022

FESTE CHE VANNO E VENGONO...





                                                                 Nonostante tutto...

                                     Buon Natale!


                         

                                                frida


                         

QUESTO E' NATALE !




                                                        Auguro un sereno Natale a chi -

                                              per scelta o per ventura -

                                              si trovasse a transitare in codesti lidi...




                                                         frida


  

venerdì 23 dicembre 2022

IL DIO INCARNATO

 


                                                              Maurice Denis - La Natività




(... ) Il Natale ha lo stesso problema del Cristianesimo: diventa una noia quando smette di dare vita. Cristianesimo è la parola che rinchiude Cristo in una dottrina, una filosofia, una morale, tanto che Agostino rispondeva a coloro che si vantavano di essere cristiani, come si trattasse di un cinema o di una casta: " Non rallegratevi di essere cristiani, ma di essere Cristo". Lo stesso accade con il Natale : ridotto all'ideologia del " tutti più buoni" e alla morale di regali e brindisi, seppur accarezzati da una ventata di consumismo senza sensi di colpa, ne usciamo pesanti di cose e calorie, ma poco pieni di vita nuova. Natale è la nascita di un tale di nome Gesù, nome che significa " Dio salva ", ma salva che cosa, a parte qualche giorno di vacanza? Proviamo a usare questo racconto - credenti o no - come risorsa esistenziale per scoprire se ha ancora qualche potere " salvifico ", cioè se può dare alla nostra vita un'energia più duratura di qualche regalo e un menù. Dio, che tutti cercano più o meno da sempre, si fa carne, si in- carna : la cosa intrigante non è di che colore ha gli occhi o quanto è alto, ma che ha la mia stessa carne e che la mia carne può diventare la sua. Ma che cosa è mai questa carne?

La carne, basar nel lessico biblico, non è quella che si compra dal macellaio o la gabbia dell'anima, come diceva Platone, ma è l'uomo vivo, nella sua interezza ( anima e corpo ) e in generale ogni essere vivente ( " ogni carne in cui è alito di vita" , così la Bibbia indica tutti i viventi). C'è una parentela " carnale " in tutte le cose che hanno vita " a tempo" limitata. Questa comunione ( co - munus : dono comune ) non è un ragionamento o un impegno morale, ma un fatto : la carne è dono che ho in comune con una rosa, un dalmata o un passante. Ma nell'uomo c'è di più, un respiro in più : la carne può essere aumentata! Infatti, dell'uomo e della donna uniti si dice addirittura che diventino " una carne sola" ( è la mia carne che abbraccio se ti abbraccio, è la mia carne che ferisco se ti ferisco ), un nuovo soggetto talmente vivo da poter creare una nuova vita. La carne è quindi la relazione più o meno intima che posso intrattenere con tutto ciò che vive, per creare altra vita. Disprezzare la carne è disprezzare la vita come legame fra tutte le cose : le filosofie, le morali, le tecniche che dis - incarnano fanno sempre violenza alla vita. La tendenza odierna a sostituire la carne, perché ci inchioda al fatto che siamo " a tempo" con proiezioni che ci fanno credere di essere illimitati, è un modo di sottrarsi al benedetto peso ( pienezza ) della vita. C'è dis- incarnazione in un social che porta a manipolare la propria immagine per esistere un po' di più ; in un algoritmo che ci stritola in dati; nell'uso mercificato del corpo. A fine giornata, bisognosi di una carezza, di un abbraccio, di un sorriso, non siamo più in grado di chiederli o di darli perché non abbiamo più una carne, se non per vergognarci dei suoi limiti, quando sono proprio i limiti a salvarci, perché la carne costringe alla relazione ( il limite non è un muro ma una soglia ). E allora un Dio che si incarna è una sorpresa a cui non mi abituerò mai : la carne che unisce tutti i viventi " a tempo" è anche la carne della Vita senza tempo. tanto che Cristo arriva a dire che non solo chi fa qualcosa a un altro la fa a Lui ( è la stessa carne ), ma anche che chi mangia la sua carne riceve la vita eterna. Adesso, non domani.(...)



                  Alessandro D' Avenia   da   Farsi carne



sabato 25 dicembre 2021

BALULALOW

 




                                                                Buon Natale !


 

                                                  frida



venerdì 24 dicembre 2021

NOTTE DI NATALE



                      " Gesù è tutto misericordia, è tutto amore: é Dio fatto uomo. "  ( Papa Francesco )





DAL LIBRO DEL PROFETA ISAIA


Il popolo che cammina nelle tenebre

ha visto una grande luce;

su coloro che abitavano in terra tenebrosa

una luce rifulse.

Hi moltiplicato la gioia,

hai aumentato la letizia.

Gioiscono davanti a te

come gioiscono quando si miete

e come si esulta quando si divide la preda.

Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva,

la sbarra sulle sue spalle

e il bastone del suo aguzzino,

come nel giorno di Mdìan.

Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando

e ogni mantello intriso di sangue

saranno bruciati, dati in pasto al fuoco.

Perché un bambino è nato per noi,

ci è stato dato un figlio.

Sulle sue spalle è il potere

e il suo nome sarà :

Consigliere mirabile, Dio potente,

Padre per sempre, Principe della pace.

Grande sarà il suo potere

e la pace non avrà fine

sul trono di Davide e sul suo regno,

che egli viene a consolidare e rafforzare

con il diritto e la giustizia, ora e per sempre.

Questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.



NATALI CHE PASSANO...

 


                                                      Capita... Buona Vigilia !



                                      frida



VIGILIA



                    " Su, vieni, se non vuoi perderti il meglio.

                    Oggi è la Vigilia".



                              Dino  Buzzati


mercoledì 22 dicembre 2021

UNA FIABA DI NATALE

 

LO SCHIACCIANOCI


Il 18 Dicembre 1892 debuttava al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, il balletto " Lo Schiaccianoci " di Petr Ilic Tchaikovsky, considerato uno dei capolavori del balletto classico.

Quest'opera porta da sempre sul palco la magìa del Natale, attraverso le avventure di Clara e dello schiaccianoci. La trama del celebre balletto deriva dal racconto " Schiaccianoci e il re dei topi " dello scrittore tedesco E.T.A. Hoffmann ( 1816 ); in seguito questo racconto venne riadattato dal romanziere Alexander Dumas, col titolo " Histoire d'un casse - noisette", ossia " La storia di uno schiaccianoci" ( 1845 ).

Per chi non la conoscesse, ecco il racconto della fiaba :




Le musiche di Tchaikovsky riescono a restituire alla storia l'aria spensierata dell'infanzia, unita a una malinconia intangibile. Ne lo " Schiaccianoci", il compositore russo crea la propria rappresentazione di un irraggiungibile paradiso perduto, che ancora oggi restituisce agli spettatori l' incanto del Natale vissuto nella prima infanzia.




                                  Tchaikovsky - Suites da lo " Schiaccianoci "



ILNATALE DI TUROLDO

 


                                                  Heiniken -  Pastorale per la notte di Natale





La tristezza di questi natali

Signore, ti muova a pietà.

Luminarie a fiumane,

ghirlande di false costellazioni

oscurano il cielo di tutta la città.

Nessuno più appare all'orizzonte :

nulla che indichi l'incontro con la carovana del Pellegrino;

non uno che dica in tutto l'Occidente

" Nel mio albergo, sì, c' è posto! ".

Non un segno di cercare oltre, 

un segno che almeno qualcuno creda,

uno che attenda ancora colui che deve venire...

Non attendiamo più nessuno!

Tutto è immoto, pur se dentro un inarrestabile vortice !

E' così - è Destino - più non ci sono ritorni,

né ricorsi: è inutile che vanga!

Tale è questa civiltà gravida del Nulla!

Ora tu, anche se illuso di credere

e figlio dell'ateo Occidente, segui pure la tua stella

- così è gridato per tutta la città dai vessilli -

segui, dico, la stella e troverai cornucopie vomitare leccornie,

o non altro che spiritati manichini di mode folli in volo dalle vetrine...

Poiché è falso questo tuo donare ( è Natale! ),

falso persino stringerci la mano avanti la Comunione,

e trovarci assiepati nella Notte a cantare " Gloria nei cieli..."

Un amaro riso di angeli obnubila lo sfavillìo dei nostri presepi,

Francesco cantore di perfette, tragiche letizie :

pure se un Dio continuerà a nascere,

a irrompere da insospettati recessi :

là dove umanità alligna ancora silenziosa e desolata:

dal sorriso forse di un fanciullo della casba di Daccà o a Calcutta...

Nessuno conosce la solitudine come il Dio del Cristo:

un Dio che meno di tutti può vivere solo!

Certo verrà, continuerà a venire,

a nascere, ma altrove,

altrove...




        David  Maria  Turoldo  da        Il sapore del pane



venerdì 25 dicembre 2020

NATALE 2020

 



                                                                     ... cioè

                                                               


                                                               

                                                                             ... poi

                                                                        




                                      ma nonostante tutto...

                                                                







frida



giovedì 24 dicembre 2020

FESTIVITA' E MANSUETUDINE

 


                      Questa " Adorazione dei pastori ", di Vincenzo 
             Lotto,  col neonato che accarezza il muso di un 
             agnello, mi pare ( oltre che una licenza pittorica ) 
            un buon invito alla mansuetudine.
            Che in un periodo rissoso come quello che stiamo
            vivendo, mi sembra un giusto richiamo.
     
            Buone e serene Festività a voi che leggete!


                              frida



lunedì 21 dicembre 2020

DIALOGHETTO DI NATALE

 


                                     Il corto respiro entra nel soffio universale...


I


Quel tuo laborioso affannarsi

sulla stagnola del lago e del fiumetto

che sudava acqua, ma davvero,

portento d'una tecnologia essenziale

nel gesso della pecorella e sul

cartone crespato della collina

con angeli intermittenti,

faville stuccate nel soave frattale

della loro metamorfosi,

era meraviglia,

allegria che vela la tristezza

in un silenzio di molte cose quiete.



                                               ***

II


Che le parole possano

ancora abitare nel tenue lume

di perla e turchese...

Coprano arbusti e ciocchi di faggio,

pronte all'uso di chi ne fa poltiglia

e le svende... le svende... le svende...


Siamo solo la buccia e la foglia

nel Natale,

un frutto attorno a cui scivola ogni cosa.



                                            ***

III


Ma per essere colpevoli di ciò che facciamo

dobbiamo essere colpevoli di ciò che siamo?

Come piccole bolle formate

al momento dell'incontro,

e poi svanite, viviamo in spazi

evanescenti nella paura

di non avere tempo per tutto;

non sappiamo che avere tempo

significa non avere tempo per tutto?



                                             ***

IV


Ogni candela è una stella.

In cima l' angelo di Wenders

precipita

credendo di volare.

Nello stesso prato

il bue cerca l'erba,

il cane vuole la lepre,

la cicogna fiuta il ramarro.

Siamo le carte

di un castello perfetto,

ognuna è un crollo,

il cedimento.

Una debolezza

si appoggia ad altre,

il corto respiro entra

nel soffio universale.



                                          ***

V


La cometa ha la forma

del bianco che resta sulla carta,

non di queste lettere di calendula

che pianto come chiodi.

E le dieci candele d'una stella

illuminano il foro senza fondo

della grotta mai colmato

da ciò che è solo iridescenza.

Il tempo ha tanta vita,

la vita ha poco tempo.

Ma non c'è vento benevolo

per il marinaio che non sa dove andare.

Quando il cuore può parlare

non occorre prepararsi.

Interroga, oh se interroga!

Non arriva a comprendere.



                                                   ***

VI


Non esistere

sarà forse impossibile.

Nel multiuniverso patchwork,

a pochi millimetri

dal nostro presepe,

un altro lo replica

con lane di pastori,

scintillìo di stagnola,

verde muschiato,

neniette a ricarica.

La luce batte e rimbalza

come in gabbia.

Mai lo vedremo,

mai sapremo

se ancora nella santa notte

le streghe alzino la selce

per farne malìe,

se chi nasce vince

l'esitare del vuoto.




       Renato  Minore   da   Quadernario ( Almanacco di poesia contemporanea )



mercoledì 25 dicembre 2019

INCONVENIENTI

 
 


                                                   
                                         AUGURI !


                                             frida