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sabato 29 ottobre 2022

POESIE E PROSE DI ALDA



  " Tu non sai quante volte bacio i cancelli di casa mia che si aprono soltanto se citofono alla pazza della porta accanto. E lei mi lascia fuori come un mendico. Ma io servo la sua nudità, la sua avarizia e il suo vangelo assassino ".  ( A. Merini )


                                   


L' AMORE


E' un petalo la tua memoria

che si adagia sul cuore

e lo sconvolge.

Addio, come ogni sera,

oltre le fratture c'è un cadavere

eretto di discorso,

sembra un frammento di un'eutanasia,

ma tu mi uccidi come sempre, amore,

e riapri i miei eterni giacimenti.

I Sepolcri del Foscolo, gli addii

di certe mani che non sono sepolte

ed emergono futili dal nulla.



                                               ***


Se la morte fosse un vivere quieto,

un bel lasciarsi andare,

un'acqua purissima e delicata

o deliberazione di un ventre,

io mi sarei già uccisa.

Ma poiché la morte è muraglia,

dolore, ostinazione violenta,

io magicamente resisto.

Che tu mi ricopra di insulti,

di pedate, di baci, di abbandoni,

che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché

o senza variare di senso

nel largo delle mie ginocchia,

a me non importa perché tu mi fai vivere,

perché mi ripari da quel gorgo

di inaudita dolcezza,

da quel miele tumefatto e impreciso

che è la morte di ogni poeta.



                                           ***


Ieri mi successe un fatto così strano, così dolce, così inaspettato. Un ragazzo, un giovane bancario, strabico, ma profumato, mi prese e mi baciò con grande trasporto davanti a tutti. La banca applaudì e io rimasi sconvolta. Tornata a casa, lo dissi a M. e allora capii che cosa avesse voluto dire quel trasporto. A soli ventitrè anni lui, che io chiamavo Tom Ponzi, voleva trasmettermi un messaggio : Roberto non era stato un'illusione e io non avrei avuto bisogno di elettroshock.



                                       ***


Io mi domando se un uomo e una donna non abbiano diritto di morire quando vogliono e per le ragioni meno chiare di questo mondo. D' altra parte io penso anche che non si muoia propriamente d'amore, ma di una lunga serie di disagi, di paure, di accertamenti interni. Quando si trova la compagna o il compagno della propria fine, la si guarda e la si aspetta con un grande sorriso. Ma anche la morte per amore non è così orribile e dovrebbe essere la fine più dolce che Dio concede. Non vorrei parlare sempre di cose tristi, mi viene quasi innaturale, ma questi sono i miei pensieri notturni, sono le aquile notturne. Le rondini non cantano più, sono troppo piccole per quella macroscopica vicenda che è l'odio. Quando la gente mi riconosce e mi ferma per strada, dico : " Alda Merini non sono io, io sono la sosia " e cerco di scappare.



                                         ***


Io e Casiraghi, con il nostro amore pieno di speranza, non ci siamo mai sfiorati né le labbra né il cuore perché entrambi pensiamo di appartenere allo stesso Nume che ci ha governati fin qui. Estremi vassalli del dovere di scrivere, non ci concediamo piaceri, pause, lasciapassare. Alla dogana del sentimento noi chiudiamo gli occhi perché abbiamo un sepolcreto nascosto. Portiamo in giro un amore morto e, come tanti innamorati, siamo diventati purissimi simulacri. Non vogliamo più piangere. Entrambi egoisti fino allo spasimo, gelosi che l'uno possa guardare nel profondo dell'animo dell'altro, non osiamo neppure sperare di diventare amici e ci copriamo di quel letame immondo che la gente chiama cultura. La cultura oggi è un vero letame. E' un letamaio che alcuni riescono a far fruttare, ma che non fa germogliare il seme di poeti veri.



                                         ***


Fu in quell'incontro sublime sull'erba, quell'incontro bucolico e senza speranza che tutti e due insieme, Manganelli e io, bruciammo l'incanto delle nostre vecchie mani per entrare nel forsennato castello dei sogni. Dove tutto, anche la nostra cecità interiore, venne distrutto per far posto a un disegno e a una visualizzazione della vita più adulta e certamente più profetica. Manganelli non avrebbe mai osato chiedermi il dono prezioso dell'amore. Ricordo benissimo il suo sorriso un po' sghembo, gonfio di infantile curiosità. A  me quella figura di uomo ventisettenne pareva vecchia e scontata, mentre era giovane e ardente come amatore e paladino. Dl mio letto spesso gli scrivevo lunghe lettere, in cui deprecavo lo sconcio degli ambienti del centro di igiene  mentale. E Giorgio tanto se ne accorava di questo stupido e ignorante ricatto, facendo conto delle mie passate virtù letterarie e dei miei giovanili ardori. Era scontento e amareggiato per quanto mi era accaduto e mi stava a fianco come un ricercatore assoluto. Finché le sue ossa furono tragicamente infrante.



                                                ***


Alberto ( Casiraghi ) è un resoconto speciale : a volte lo penso che un omino di burro intento a impastare formelle e dolcetti per la fantasia. Alberto ha un carisma, non vuole possedere, imbrogliare, capire. Vuole solo comporre: è, per così dire, una persona composita, assurda, indomabile. E' un domatore di piccoli leoncini in gabbia come sono io. Entra da me a tutte le ore attraversando chili di spazzatura, non degnando nemmeno di uno sguardo la polvere dei libri, dei mobili, delle ragnatele. Ogni tanto apre il palmo della mia mano, vi deposita un bacio e dice : " E' l'ostia immacolata del nostro personale delitto". Non mi ha mai toccata, non mi ha mai vista né nuda né vestita. Alberto non mi ha mai veduta. Mi ha solo sognata e cantata come avrebbe voluto che io fossi. Ho provato a portarlo sul mio letto e si è beatamente addormentato continuando il suo sogno. Ad Alberto ne ho dette di tutti i colori. Gli telefono nelle ultime ore, nelle ore piccole della notte dicendogli di portarmi un pacchetto di sigarette da Osnago. Ho disfatto tutti gli impianti di casa, luce, gas, telefono per costringerlo a ripararli, per farlo venire a casa mia. Quando gli ho proposto di sposarmi, Alberto mi ha chiesto il tempo di una settimana perché doveva pensare a una bambina. Quella bambina ero io.





                     Alda  Marini  da  Respiro nella notte. Poesie e prose ( A cura di M. Marzano )



mercoledì 23 dicembre 2020

NOTIZIE SU CASIRAGHY

 


(...) Alberto Casiraghi, in arte Casiraghy ( per un piccolo vezzo, come dice lui ), è nato ad Osnago nel 1952. E' poeta e aforista, ma soprattutto pensatore ( al modo di Mecedonio Fernandez ), pittore e illustratore, ex liutaio, violinista e fondatore della casa editrice Pulcinoelefante, unica nel realizzare libri stampati esclusivamente a mano, piccole opere d'arte che in sole quattro pagine svelano la profondità di aforismi, poesie, corredate di incisioni o acquerelli. Dal 1982, Pulcinoelefante ha pubblicato più di diecimila opere, stampate con una pregiatissima carta prodotta in Germania e con un'antica pressa in piombo. L' abitazione di Casiraghy è stata, in questi decenni, la stamperia del Pulcino, una villetta in cui ogni stanza ha una funzione editoriale e dove si possono incontrare scrittori, pittori, intellettuali e amici che chiacchierano e creano, come in un  Café francese dell' Ottocento.

Il nome che Casiraghy ha scelto per la sua casa editrice, è una metafora dell'associazione degli autori di oggi - spesso esordienti - e i grandi poeti del Novecento, da Campana a Gadda, da Pasolini a Penna, da Luzi a Pound, le cui opere sono accompagnate da illustrazioni di artisti del calibro di Munari, Baj , Tadini, Paladino, Mainolfi, Vedova, Della Casa, Nespolo e molti altri.  (...)



                                 A. P.



I GIOCATTOLI INQUIETI DI CASIRAGHY

 




1

Nei sogni dei  coccodrilli c'è sempre un uomo senza denti.

In cocodriles' dream men are toothless


***

10

Cercherò di capire 

chi sono
 
nelle mie autopsie.


I will try to find out
who I am
in my autopsies.


***

12

Non ci sono più le bugie di una volta:

ora c'è la psicanalisi.


Lies just aren't what they used to be:
now we have psychoanalysis.


***

21

Non scavo più come una volta:

ora gli abissi sanno

dove trovarmi.


I don't dig as much as I used to :
the abyss knows
where I live already


***

22

Il senso della vita
mi sta trovando impreparato.

The meaning of life
is catching me off - guard.




23

Gli alberi trovano sempre qualche scusa

per volare.


Trees always find an excuse to fly


***

24

Puoi dirmi ciò che vuoi,
ma non tutto.


You can tell me anything,
but not everything.


***

25

Non c'è tregua per chi sa ascoltare.

There in no truce for good listeners.


***

31

Il poeta è un abisso che vede

in tutte le direzioni.


The poet is an abyss
seeig in every direction.


***

32

Gli aforismi

 sono la parte migliore

dell' invisibile.


Aphorisms
are the best part
of the invisible.






Alberto Casiraghy  da    Giocattoli inquieti ( Restless toys )