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venerdì 23 settembre 2022

LE STAGIONI DI BERTOLUCCI



                                                           Chiaro cielo di settembre..




SETTEMBRE


Chiaro cielo di settembre

illuminato e paziente 

sugli alberi frondosi

sulle tegole rosse


fresca erba

su cui volano farfalle

come i pensieri d'amore

nei tuoi occhi


giorno che scorri 

senza nostalgie

canoro giorno di settembre

che ti specchi nel mio calmo cuore.



                                           ***


MATTINO


Dalla finestra aperta

entran le voci calme

del fiume,

i canti lontani

delle lavandaie

laggiù fra i pioppi e gli ontani,

presso la pura corrente

che mormora sì dolcemente.

Il fiume dei vapori

si confonde con quello  delle case

sotto il riso trionfale

del cielo.

Sull'altra riva, nel viale

le affiches azzurre

delle compagnie di navigazione

riempiono di nostalgia e di illusione

il cuore degli uomini

seduti sulle panchine.

Penso a una fanciulla bionda.

Fra poco sarà mezzogiorno

e una gran tenerezza m'invade

e una voglia di piangere senza perché.



                  ****


LA NEVE


Come pesa la neve su questi rami

come pesano gli anni sulle spalle che ami.

L'inverno è la stagione più cara :

nelle sue luci mi sei venuta incontro

da un sonno pomeridiano, un'amara

ciocca di capelli sugli occhi.

Gli anni della giovinezza sono anni lontani.



                                          ***


AT  HOME


Il sole lentamente si sposta

sulla nostra vita, sulla paziente

storia dei giorni che un mite

calore accende, di affetti e di memorie.


A quest'ombra meridiana

lo spaniel invecchia sul mattone

tiepido, il tuo cappello di paglia

s' allontana nell'ombra della casa.



                                           ***


LA DIREZIONE DELL'ESTATE


Non mi lasciare solo se io

ti lascio sola

e intorno a te la luce

è quella che fa piangere

dei giorni ordinari,


non allontanarti con passo

fiducioso in direzione

dell'estate e non

considerare rassegnata

la fatalità delle averse e del sole,


non acquistare viole in prossimità della casa.




                   Attilio  Bertolucci   da  Sirio e Viaggio d'inverno



lunedì 19 luglio 2021

L'ESTATE DI BERTOLUCCI

 


                                            Il sole lentamente si sposta sulla nostra vita...




Ma se il tramonto dura sulle cime

degli alberi che chiudono la pianura

soffocata da brume estive, il cielo

è una leggera aria spoglia inerte.


Eterno giorno, che cos'è la morte

quando sui visi radiosi si posa

la maschera lucente

del tramonto lentissimo di luglio?


Non c'è memoria più, non c'è speranza

nel transito fatale del tempo.



                                                ***


AT HOME


Il sole lentamente si sposta

sulla nostra vita, sulla paziente

storia dei giorni che un mite

calore accende, d'affetti e di memorie.


A quest'ora meridiana

lo spaniel invecchia sul mattone

tiepido, il tuo cappello di paglia

s'allontana nell'ombra della casa.



                                          ***


COMMEDIA DELLA SERA


Passano carri di fieno

davanti a ville addormentate,

arlecchini dormono

all'ombra di lucenti magnolie.


Fra breve il tramonto

coprirà di porpora le nuvole,

serena la sera scenderà

battendo gli zoccoli sulla strada.


I cavalli lentamente

masticano un po' d'erba fresca.



                                                ***


GINESTRE


Gioventù sacrificata

delle ginestre

grama e splendente

per le pendici d' Appennino.

Vento e luce

ti nutrono.

Solitudine t'adorna.



                                       ***


MATTINO


Dalla finestra aperta

entrano le voci calme

del fiume,

i canti lontani

delle lavanderie,

laggiù fra i pioppi e gli ontani,

presso la pura corrente

che mormora sì dolcemente.

Il fumo dei vapori

si confonde con quello delle case

sotto il riso trionfale

del cielo.

Sull'altra riva, nel viale,

gli affiches azzurri 

delle compagnie di navigazione

riempiono di nostalgia e di illusione

il cuore degli uomini

seduti sulle panchine.

Penso a una fanciulla bionda.

Fra poco sarà mezzogiorno

e una gran tenerezza m'invade,

e una voglia di piangere senza perché.



                           Attilio Bertolucci   da     Le poesie



lunedì 21 settembre 2020

SETTEMBRE


 


                                    E ancora loderai il Settembre che avvicina l'inverno...



Il calore di un giorno di Settembre

è un bene che non devi lasciar perdere;

ogni foglio del calendario che stacchi

se ne porta via un po' come si porta

via la tua vita giunta al suo settembre.


E ancora loderai tu il Settembre

che avvicina l'inverno, poi che il sole

nascente dalle sua albe tranquille

e fùmide entro i cieli del meriggio

arde di un fuoco che ha solo Settembre?


Così le foglie bruciano in Settembre

e si fanno metallo, fulva lamina

fragile, che spezzano le tue

dita smagrite, del colore perso

che hanno le foglie alla fine di Settembre.




                     Attilio  Bertolucci     da    Viaggio d'inverno




martedì 24 dicembre 2019

ALTRO TEMPO... ALTRE PAROLE

 
 

                               Un'anima al cospetto di se stessa: infinità finita.


C'ERA UNA VOLTA

Bosco Cappuccio
ha un declivio
di velluto verde
come una dolce
poltrona.

Appisolarmi là
solo
in un caffè remoto
con una luce fievole
come questa
di questa luna.

                                 Giuseppe  Ungaretti


                                              ***

SOLITUDINE

Io sono solo.
Il fiume è grande e canta.
Chi c'è di la?
Pesto gramigne bruciacchiate.

Tutte le ore sono uguali
per chi cammina
senza perché
presso l'acqua che canta.

Non una barca
solca i flutti grigi
che come giganti placati
passano davanti ai miei occhi
cantando.

Nessuno.


                                           Attilio  Bertolucci


                                                    ***  


FORSE UN MATTINO ANDANDO IN UN' ARIA DI VETRO

Forse un mattino andando in un'aria di vetro
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi, come su uno schermo, s'accompagneranno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi : e io me ne andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


                                         Eugenio Montale


                                                     ***

SENZA DI TE TORNAVO, COME EBBRO
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte sono stato così solo
dacchè son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato gli occhi, l'erba, i monti,
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo ombra.
E mi sarai lontano mille volte
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno:
essere solo.

                                           Pier Paolo Pasolini


                                                     ***

SOLITUDINE

Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte - eppure
tutte queste sono folla
in confronto a quel punto più profondo
- segretezza polare -
che è un'anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.

                                      Emily  Dickinson

giovedì 2 maggio 2019

I POETI E LE ROSE

 
 

                                                  Un po' smemorata, come tu sarai allora…


E' MAGGIO…

E' maggio e io scrivo delle rose.
E' la paleobotanica che dice
semplicemente che sono un mistero.
Mistero voglio chiamarvi - rose - ticchettìo
di una fuga, silenzio che ha colore,
sosta d'altro mondo dentro il mondo,
fuoco che rinfresca, respiro vero
di creature piccole alate.
Voi dettate una legge d'eleganza
una sprezzatura di ciò che osa
durata e non profuma o chiama
come voi la luce. Fino a cadere
dentro una passione che vi bagna.
Voi vi spandete tutte in un'altura
di battiti - visione che vi induce
a sparire senza rumore. Rose.


                               Mariangela  Gualtieri


                                           ***

XXIV

Rosa, occorre lasciarti fuori,
così squisita?
Che fa una rosa là dove la sorte
su di noi si consuma?

Nessun ritorno. Anche tu
dividi
- con noi smarrita - questa vita, questa vita
che non è del tuo tempo.


                             Rainer  Maria  Rilke


                                        ***

ROSE AI PILASTRI

Rose ai pilastri, rose lungo i muri
e dentro i vasi, da per tutto rose
che sbocciano fiammanti e sanguinose
come ferite sopra i seni impuri.

Rose thee dai bei labbri immaturi
dalle fini ceramiche untuose,
rose di siepe, rose rugiadose
avvinghiate ai cancelli e ai vecchi muri.

Eruzione di rose nei giardini,
di rive sanguinose e odorose,
vive e rampanti per la mia ringhiera.

Rose e rose ne' miei vasi murrini,
rose odorose, rose sanguinose
rosee bocche della primavera!


                            Andrea  Zanzotto


                                  ***

ELOGIO DI UNA ROSA

Rosa della grammatica latina
che forse odori ancor del mio pensiero,
tu sei come l'immagine del vero
alterata dal vetro che s'incrina.

Fosti la prima tu che al mio furtivo
tempo insegnasti la tua lingua morta
e mi fioristi gracile e contorta
per un dativo o un accusativo.

Eri un principio tu: ma che ti valse
lungo il cammino il tuo mesto richiamo?
Or ti rivedo e ti ricordo e t'amo
perché hai la grazia delle cose false.

Anche un fior falso odora, anche il bel fiore
di seta o cera o di carta velina,
rosa della grammatica latina:
odora d'ombra, di fede, d'amore.

Tu sei più vecchia, e sei più falsa e odori
d'adolescenza e sembri viva e fresca,
tanto che detta e quasi pedantesca
sai perché t'amo e non mi sprezzi o fori.

Passaron gli anni: un tempo di mia vita.
Avvizzirono i fiori del mio giardino.
Ma tu, sempre fedele al tuo latino,
tu sola - o rosa - non sei più sfiorita.

Nel libro la tua pagina è strappata, strappato
il libro e chiusa la mia scuola,
ma tu rivivi nella mia parola
come nel giorno in cui t'ho " declinata ".

E vedo e ascolto: il precettore in posa,
la vecchia Europa appesa alla parete
e la mia stessa voce che ripete
sul desiderio di non so che cosa:


Rosa, la rosa Rosae, della rosa…


                                  Marino  Moretti


                                        ***

LA ROSA BIANCA

Coglier per te
l'ultima rosa del giardino,
la rosa bianca che fiorisce
nelle prime nebbie.
Le avide api l'hanno visitata
sino a ieri,
ma è ancora così dolce
che fa tremare.
E' un ritratto di te a trent'anni,
un po' smemorata, come tu sarai allora.


                              Attilio  Bertolucci


giovedì 28 marzo 2019

LE POESIE DI ATTILIO 1

 
 

                                         Si screzia il tuo volto di bruna come i fiori che ami…


VENTO

Come un lupo è il vento
che cala dai monti al piano,
corica nei campi il grano
ovunque passa è sgomento.

Fischia nei mattini chiari
illuminando case e orizzonti
si sconvolge l'acqua nelle fonti
caccia gli uomini ai ripari.

Poi, stanco s'addormenta e uno stupore
prende le cose, come dopo l'amore.


                                              ***

PRIMAVERA

E' venuto il tempo
che il ranuncolo limpido
rischiara
l'erba folta e amara;
fitte e stupite
si schierano sulle prode
le margherite,
già l'usignolo s'ode.
Sotto gli occhi di ogni fanciulla
una tenera ombra è fiorita,
e con quell'ombra di viole
il giovane sole
si trastulla.


                                              ***

CONVALESCENTE

Ancora vita il tuo dolce rumore
dopo giorni bui e muti riprende.
Porta il vento di maggio l'odore
del fieno, il cielo immobile splende.
Gli occhi stanchi colpisce di lontano
il rosso papavero in mezzo al tenero grano.


                                                ***

ALLA MADRE

Se tu torni fra noi
è un caldo e grigio
giorno di marzo, è l'ora del riposo
per noi rimasti nella casa, in pace.

Così lungamente
abbiamo aspettato nel silenzio
delle stanze assopite; ora i bambini
sono andati per viole.

Oh, poterli cercare con te
fra le gaggìe nude nel sole.


                                        ***

PER UN BEL GIORNO

Un cielo così puro
un vento così leggero
non so più dove sono
dov'ero.

O gaggìa nuda,
bruna violetta
che nel calore fugace
appassisci in fretta.

Giorno che te ne vai
e non sai nulla di me e della violetta
che tanto amo
e del ramo
nudo della gaggìa,
giorno, non andare via.


                         Attlio  Bertolucci    da     Le poesie


LE POESIE DI ATTILIO 2



QUESTA SERA IL SOLE…

Questa sera il sole tramonta nei tuoi occhi
l'inverno vi si spegne, lenta brace tranquilla.
Così la gente indugia per le strade che l'ombra
non ha toccato ancora, ma il fumo appena
da umili camini intimamente annuvola.
Tu lascia che ristagni sulle case ed offuschi
i lontani del cielo che scolora.
Finchè un'altra pena
porti la notte, vigilia della primavera.


                                                   ***

PROVA DI SONETTO

Al sole che declina questo giorno
d'alte nubi, poeta derelitto,
imporpora soave il disadorno,
umile marmo ove il tuo nome è scritto.

La città che si muove a te dattorno
quetamente  felice lo sconfitto
tuo nome ignora, persa nel ritorno
del mese che il cucù saluta afflitto

dalla pianura verde e nera poi
che il primo temporale s'è perduto
di là dell'Appennino che rischiara.

Ma il tumulto pacifico che noi
nella sera moviamo, la tua amara 
ombra conforti e il tuo cuore muto.


                                                ***

E VIENE UN TEMPO…

E viene un tempo che la tua persona
si fa maturando più dolce, si screzia
il tuo volto di bruna come i fiori
che ami, i garofani e i gerani
dell'umida primavera di qui.
Gli anni sono passati, sull'intonaco
inverdito di muffa, luce e ombra
si baciano, a quest'ora che volge,
con tale disperata tenerezza
il tempo prolungando dell'addio.


                                                   ***

I PAPAVERI

Questo è un anno di papaveri, la nostra
terra ne traboccava poi che vi tornai
fra maggio e giugno, e m'inebriai
d'un vino così dolce così fosco.

Del gelso nuvoloso al grano all'erba
maturità era tutto, in un calore
conveniente, in un lento sopore
diffuso dentro l'universo verde.

A  metà della vita ora vedevo
i figli cresciuti allontanarsi soli
e perdersi oltre il carcere di voli
che la rondine stringe nello spento

bagliore d'una sera di tempesta,
e umanamente il dolce cedeva
alla luce che in casa s'accendeva
d'un'altra cena in un'aria più fresca

per grandine sfogatasi lontano.


                                               ***

NON

Non mi lasciare solo se io
ti lascio sola
e intorno a te la luce
è quella che fa piangere
dei giorni ordinari,

non allontanarti con passo
fiducioso in direzione
dell'estate e non
considerare rassegnata
la fatalità delle averse e del sole;

non acquistare viole in prossimità della casa.



                      Attilio  Bertolucci    da     Le poesie


giovedì 6 luglio 2017

ASSENZA

 
 

                                  
                                              ...come una pietra. Leggera...


Assenza,
più acuta presenza.
Vago pensier di te
vaghi ricordi
turbano l'ora calma
e il dolce sole.
Dolente il petto
ti porta,
come una pietra
leggera.


     Attilio  Bertolucci    da                Sirio, 1929