" La durezza di questi tempi non ci deve far perdere la tenerezza dei nostri cuori " ( E. Che Guevara )
DEBOLEZZA
(…) La differenza tra dolcezza e debolezza è evidentemente nella
mancanza di fermezza; non è una questione di gradi.
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DONNE
(…) Il mito della dolcezza femminile è una vecchia trappola del
sessismo, come lo è - per gli uomini - la compassione in amore
E' la più efficace delle trappole: qualsiasi misogino è capace
di sfruttare questo dato sociale; e ogni bravo psicopatico può
sedurre ostentando una qualche dolcezza senza per questo
rinunciare a tormentare e stuprare " dolcemente " la sua
vittima perché è più divertente. Detto in modo banale, questa
ideologia sdolcinata, ma potente, favorisce le varie forme di
sfruttamento delle donne, nei luoghi di lavoro e nella vita
privata.
Tuttavia non per questo bisogna condannare la dolcezza, ma
solo la modalità che pretende di imporla come modello- insieme
al suo corrispettivo- l'ideale della durezza maschile. Non
dobbiamo farci ingannare in proposito da alcuni cambiamenti
superficiali,come la presenza nei supermercati di prodotti di
bellezza destinati agli uomini. (…)
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FARE L' AMORE
(…) Godard, tempo fa: se si dice " Fare l'amore ", vuol dire che c'è
un'idea di lavoro. L'amore è una violenza dolce, come la
speranza. Un ossimoro, mentre la passione è semplicemente
un parossismo. (…)
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COPPIA
(…) Il nostro tempo ha una strana ossessione per la sessualità. Mi
riferisco a quella concezione che considera il sesso una sfera
separata e indipendente dal resto dell' esistenza, di cui
dovremmo problematizzare la pratica, come ci invitano a fare
i rotocalchi, nei due aspetti:tecnico ( come fare?) e psicologico
( perché, per che cosa ? ).
D'altra parte, per la maggioranza degli occidentali, oggi la
coppia non è un luogo di tensioni meno rilevanti di due secoli
fa, anzi forse di più, da quando si è affermato l'insolito
progetto di introdurvi un'idea di felicità sentimentale e
sessuale. Non è chiaro come la problematizzazione di cui
parlavo prima potrebbe condurre a una vita armoniosa; ma è
anche vero che si tratta soprattutto di vendere delle riviste, e
non solo.
Quanto all'invenzione di una felicità autentica, si farà come
sempre: in segreto. (…)
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ARTE DI TACERE
(…) Nell' Arte di tacere ( 1771 ) dell'abate Dinouart, possiamo
leggere ": Credo che - per ben tacere - non sia sufficiente
chiudere la bocca e non parlare affatto: non esisterebbe così
nessuna differenza tra l'uomo e l'animale, poichè quest' ultimo
è muto per natura. Bisogna saper dominare tuttavia la propria
lingua, cogliere i momenti opportuni per trattenerla o per
offrirle una libertà moderata. Ma anche seguire le regole che
la prudenza prescrive in questa materia,cioè distinguere, negli
eventi della vita, le occasioni in cui il silenzio non deve essere
violato; essere fermi e inflessibili nel rispettare - senza
smentirsi - ciò che si è scelto di tacere. Ora, tutto questo
presuppone accurate riflessioni, lumi e conoscenza. (…)
Stéphane Audeguy da Piccolo elogio della dolcezza
