Visualizzazione post con etichetta Piera Oppezzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piera Oppezzo. Mostra tutti i post

mercoledì 1 maggio 2024

IL SOLLIEVO DI PIERA

 


                                                      Il sollievo non è un guizzo periferico...




SOLLIEVO


Il sollievo è sollievo

solo se vasto. Consistente.


Non guizzo periferico.

Non viavai incerto nella mente.


Perché il sollievo è sollievo

quando finalmente è un fatto.




                        Piera Oppezzo    da    Una lucida disperazione



martedì 21 dicembre 2021

ESERCIZI D'ADDIO



 
                                                                E' nei colori dell'alba...







TUTTA LA MIA SPERANZA


E' nei colori dell'alba

il mio grande amore per l'alba

la mia angosciosa fiducia.


Tutta la mia speranza

è nel giorno pieno.

Ma senza la temibile

civiltà organizzata.


E' nell'ovatta del tramonto

e nel notturno

ricco, sospeso desiderio.


Non so dove finisce

la mia speranza.

Ha già toccato la musica

ha quasi paura


del mio scattante dolore

puntuale presente quotidiano.


            ( Gennaio '56 )



                                             ***


PRESENTE O ASSENTE


Presente o assente

la nostra sofferenza

è qualcosa di intatto

per sempre.


Mai consumata

fino al suo esaurirsi

non arriva nuova

ma semplicemente torna

come una stagione

torna a compiere

i suoi atti naturali.


Nociva e violenta

per una cosa tenera

quale la nostra debolezza

la sofferenza ci assorbe .


                 ( '61 )



                                             ***


SERA


Sento come tutto muta

e ancora si converte

in altra luce,

nel traguardo della sera.

Davanti a questa pace

che non ha ragione

a lungo il cuore 

resta incerto nella pena

e quasi ha in sé il timore

del riposo e della fede.

Ma è sera, veloce sempre

cresce l'ora e mi convince

del murmure ritorno

d'un ritmo di parole.


              ( Settembre '54 )



                                                ***


TEMPI DI GUERRA


Quel grigio di giorni d'inverno

quando, sola sulla strada

di un paese sconosciuto,

fissavo le pietre fredde

subito coperte dai mie passi,

pensando ai giochi o a una favola

per non capire la paura

che mi batteva sulla nuca

e credere colpi di tuono

quei boati tra le valli

che mi toglievano all'infanzia.


                  ( Marzo '53 )



                                                   ***


AMORE


Ti amerò, per le infinite

strade del mondo,

per i giorni di pioggia

e l'accendersi lento del sole :

tutte cose che vedo ricordandoti.

Ma - soprattutto - ti amo

per la tua consapevole vita.




                  Piera Oppezzo  da   Esercizi d'addio . Poesie inedite 1952 - 1965




lunedì 12 aprile 2021

ESERCIZI D'ADDIO

 


                                                        Ti amo per la tua consapevole vita





TUTTA LA MIA SPERANZA


E' nei colori dell'alba

il mio grande amore per l'alba

la mia angosciante fiducia.


Tutta la mia speranza 

è nel giorno pieno.

Ma senza la terribile

civiltà organizzata.


E' nell'ovatta del tramonto

e nel notturno

ricco, sospeso desiderio.


Non so dove finisce

la mia speranza.

Ha già  toccato la musica

ha quasi paura


del mio scattante dolore

puntuale presente quotidiano.


                       ( Gennaio ' 56 )



                                          ***


APRILE


Sto all'inutile discorso

d'un filo bianco di sole

che mormora sensi opachi

in disegni di pulviscolo.

Sto allo sfibrarsi di stagione

d'ogni alterna fantasia

che avvolge scarni enigmi

in regni di malinconia.


                           (  Aprile '54 )



                                                 ***


AMORE


Ti amo, per le infinite

strade del mondo,

per i giorni di pioggia

e per l'accendersi lento del sole :

tutte cose che vedo ricordandoti.

Ma - soprattutto - ti amo

per la tua consapevole vita.


                               ( Settembre '56 )



                                          ***


PERDONO


Perdono sempre

alle cose

che si negano a me,

ho pietà

del mio dolore

e così risorge.


                                    ( Febbraio ' 55 )



                                            ***


PRESENTE O ASSENTE


Presente o assente

la nostra sofferenza

è qualcosa di intatto

per sempre.


Mai consumata

fino al suo esaurirsi

non arriva nuova

ma semplicemente torna

come una stagione

tende a compiere

i suoi atti naturali.


Nociva e violenta

per una cosa tenera

quale la nostra debolezza

la sofferenza ci assorbe.


                                 ( ' 61 )




                              

                         Piera  Oppezzo  da   Esercizi d'addio,   Poesie inedite 1952 - 1965 




domenica 14 aprile 2019

LA LUCIDA DISPERAZIONE DI PIERA

 
 

                                                   Adesso, una ferma utopia, sta per fiorire…


PASSEGGIATA

Più in là
ci aspettano le foglie morte;
fermiamoci:
qui c'è profumo di rose.
Basta che tu non respiri
perché il futuro muoia.
Così tutto finisce
prima d'aver pianto.
Neanch' io respiro più.


                                            ***

COME

Felice,
come il figlio
che non avrai.

Dolcissimo
come l'amore
che non puoi.

Più puro
come l'uomo
che non sei.

Perfetto
come il volo
della tua tristezza.


                                               ***

PAROLE

E' contenta la persona
se trova parole che somigliano
alla vita.
Se con la vita proprio adesso
si sono messe in relazione.
E' così che viene a sapere.


                                         ***

ESTERNO

Il paesaggio è pronto
per una bella
serata autunnale
che l'uomo asseconda
con ondosità tranquille
del suo passo mentale.
L'albero è là
il pensiero più sotto
il cielo lassù
lui in basso a destra
volendo potrebbe avvertire
queste nette, lucide
perfette distanze.


                                      ***

AMO IL CORPO

Amo il corpo
che ancora dorme voltato su un fianco
quando mi sveglio al mattino.

Quello che resta con me solo un'ora
mi tormenta più a lungo.
Ma non parliamone più.

L'amore si è decomposto nei lacrimatoi
mentre voleva un dolore violento.
Il muschio è spuntato sul ricordo.

Troppe volte - inutilmente -
lo sguardo
si è purificato durante la notte
la vena sulla tempia
ha rinnovato il suo sangue.


                                             ***

LA GRANDE PAURA

La storia della mia persona
è la storia di una grande paura
di essere me stessa,
contrapposta alla paura di perdere me stessa,
contrapposta alla paura della paura.
Non potevo essere diversamente:
nell'apprensione si perde la memoria,
nella sottomissione tutto.
Non poteva
la mia infanzia,
saccheggiata dalla famiglia,
consentirmi una maturità stabile, completa.
Né la mia vita isolata
consentirmi qualcosa di meno fragile
di questo dibattermi tra ansie e incertezze.
All'infanzia sono sopravvissuta,
all'età adulta sono sopravvissuta.
Quasi niente rispetto alla vita.
Sono sopravvissuta, però.
E adesso, tra le rovine del mio essere,
qualcosa - una ferma utopia - sta per fiorire .



                Piera  Oppezzo    da        Una lucida disperazione