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giovedì 5 settembre 2024

IL SETTEMBRE DI VITTORIO

 


                                                          Andremo a lento guado con i cani...




SETTEMBRE


Già l'olea fragrante

nei giardini

d' amarezza ci punge:

il lago un poco

si ritira da noi, scopre

una spiaggia

d' aride cose,

di remi infranti, di

reti strappate.

E il vento che

illumina le vigne

già volge ai giorni

fermi queste plaghe

da una dubbiosa

brulicante estate.


Nella morte già certa

cammineremo con

più coraggio,

andremo a lento

guado con i cani

nell'onda che rotola

minuta.




                        Vittorio Sereni    da   Frontiera



lunedì 18 aprile 2022

VIAGGIO DI ANDATA E PIU' RITORNO



                                                           O strido che sgretola l'aria...




VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO


Andrò a ritroso della nostra corsa

di poco fa

che tanto bella  mai ti sorprese la luna.

Mi resta una città prossima al sonno

di prima primavera.

O fuoco che ora tu sei

dileguante, o ceneri confuse

di campagna che annotta e si sfa,

o strido che sgretola l'aria

e insieme divide il mio cuore.




                     Vittorio  Sereni    da     Gli strumenti umani



martedì 3 agosto 2021

DUE RIVE CI VOGLIONO ( Per Char e Sereni )



 " Nel presente stato del mondo, stendiamo sopra il reale una candela di sangue illleso..."  ( R. C. )




Sans l'appui du rivage, ne pas se confier à la mer, mais au vent.


Senza l'appoggio di sponda, affidarsi

non al mare, ma al vento.



                                                 ***


Il faut saluer l'ombre aux yeux mi clos. Elle quitte le verger sans y cueillir.


L' ombra si deve salutarla a occhi socchiusi.

Dal frutteto se ne va senza cogliere nulla.



                                               ***


Il advient que notre coeur soit comme chassé de notre corps.

Et notre corps est comme mort.


Avviene che il nostro cuore sia come

cacciato dal corpo. E il corpo

è come morto.



                                                ***


L'impossible, nous ne l'atteignons pas, mais il nous sert de lanterne. Nous éviterons l'abeille et le serpent, nous dédaignerons le venin et le miel.


L'impossibile, non lo raggiungiamo

ma ci fa da lanterna. Eviteremo 

l'ape e la serpe, disdegneremo

il veleno e il miele.



                                          ***


Soins consolé. En mourant, tu rends tout ce qui t'a été preté, ton amour, tes amis. Jusqu' à  ce froid vivant tant de fois recueilli.


Sii consolato. Morendo, rendi tutto quanto ti è stato prestato, il tuo

 amore, i tuoi amici. Fin

questo freddo vivo tante volto raccolto.



           René Char  - Vittorio Sereni   da  Due rive ci vogliono ( 47 traduzioni inedite )



giovedì 18 febbraio 2021

IL POSTO DI VACANZA DI VITTORIO

 


                                                 Ancora un poco ed è da capo il nero...



FISSITA'


Da me a quell'ombra in bilico tra fiume e mare

solo una striscia di esistenza

in controluce dalla foce.

Quell'uomo.

Rammenda reti, ritinteggia uno scafo.

Cose che io non so fare. Nominarle appena.

Da me a lui nient'altro: una fissità.

Ogni eccedenza andata altrove. O spenta.



                                                 ***


Sentire

cosa ne dicono le rive

( la sfilata delle rive

le rive

come proposte fraterne ).



                                             ***


E vinto il naturale spavento

ecco anche da me dalla parte del mare

fare con lui tutt'uno

senza zavorra o schermo di parole,

fendendo il poco di oro che rimane

sulle piccole isole

postume al giorno tra scogliere in ombra già:

ancora un poco ed è da capo il nero.



                         Vittorio  Sereni     da    Un posto di vacanza



venerdì 5 aprile 2019

LA MALINCONIA DI VITTORIO

 
 

                            O strido che sgretola l'aria e insieme divide il mio cuore…


LE MANI

Queste tue mani a difesa di te:
mi fanno sera sul viso.
Quando lenta le schiudi, là davanti
la città è quell'arco di fuoco.
Sul sonno futuro
saranno persiane rigate di sole
e avrò perso per sempre
quel sapore di terra e di vento
quando le riprenderai.


                                  ***

VIAGGIO DI ANDATA E RITORNO

Andrò a ritroso della nostra corsa
di poco fa
che mai tanto bella ti sorprese la luna.
Mi resta una città prossima al sonno
di prima primavera.
O fuoco che ora tu sei
dileguante, o ceneri confuse
di campagna che annotta e si sfa,
o strido che sgretola l'aria
e insieme divide il mio cuore.


                                ***

SE LA FEBBRE DI TE…

Se la febbre di te più non mi porta

come ogni gesto si muta in carezza
ove indugia un addio
foglia che di prima estate
si spicca.

Fatto il mio sguardo più tenero e lento
d'essere altrove e qui non è più teso.

Strade fontane piazze
un giorno corse a volo
nel lume del tuo corpo
in ognuna m'attardo in un groviglio
di volti amati
nel poco verde tra gli anditi bui
nel vecchio cielo diventato mite.


                                         ***

TERRAZZA

Improvvisa ci coglie la sera.
Più non sai
dove il lago finisca:
un murmure soltanto
sfiora la nostra vita
sotto una pensile terrazza.

Siamo tutti sospesi
a un tacito evento questa sera
entro quel raggio di torpediniera
che ci scruta poi gira se ne va.


                                     ***

GLI SQUALI

Di noi, che cosa fugge sul filo della corrente?
Oh, di noi una storia che non ebbe un seguito
stracci di luce, smorti volti, sperse
lampare che un attimo ravviva
e lo sbrecciato cappello di paglia
che questa ultima estate ci abbandona.
Le nostre estate, lo vedi,
memoria che ancora hai desideri:
in te l'arco si tende dalla marina
ma non vola la punta più al mio cuore.
Odi nel mezzo sonno l'eguale
veglia del mare e dietro quella
certe voci di festa.

E presto delusi dalla preda
gli squali che laggiù solcano il golfo
presto tra loro si faranno a brani.



                     Vittorio  Sereni    da            Tutte le poesie ( 1995 )



venerdì 30 novembre 2018

VIA SCARLATTI

 
 


                                                                      E qui t'aspetto…


Con non altri che te
è il colloquio.

Non lunga tra due golfi di clamore
va - tutta case - la via;
ma l'apre d'un tratto uno squarcio
ove irrompono sparuti
monelli e forse il sole a primavera.
Adesso dentro lei par sempre sera.
Oltre anche più s'abbuia,
è cenere e fumo la via.
Ma i volti i volti non so dire:
ombra più ombra di fatica e d'ira.
A quella pena irride
uno scatto di tacchi adolescenti,
l'improvviso sgolarsi d'un duetto
d'opera a un accorso capannello.

E qui t'aspetto.


                      
             Vittorio Sereni   da      Poesie e realtà  ' 45 - ' 75

venerdì 4 maggio 2018

STELLA VARIABILE

 
 

                           
                                          Amare non è sempre conoscere...


VII

Mai così fitto mai
così fittamente deliberante
appena fuori dalla foce
in tondo il crocchio dei gabbiani. Uno
si stacca a volo: tuffatosi
pesca un alcunché, torna al conciliabolo.

Sei già mare d'inverno:
estraniato, come chiuso in sé.

Amare non è sempre conoscere ( "non sempre
giovinezza è verità " ), lo si impara sul tardi.
                                  Un sasso - ci spiegano -
non è così' semplice come pare.
Tanto meno un fiore.
L'uno dirama in sé una cattedrale,
l'altro un paradiso in terra.
Svetta su entrambi un Himalaya
di vite in movimento.
                                  Ne fu colto
il disegno profondo
nel punto dove si fa più palese
- non una storia mia o di altri
non un amore nemmeno una poesia
                                  ma un progetto
sempre in divenire sempre
" in fieri" di cui essere parte
per una volta senza umiltà né orgoglio
sapendo di non sapere.
Sul rovescio dell'estate.
Nei giorni di sole di un dicembre.

Se non fosse così tardi.

Ma tu specchio ora uniforme e immemore
pronto per nuovi fumi
di sterpaglia nei campi per nuove luci
di notte dalla piana per gente
che sgorghi nuova da Carrara o da Luni

tu davvero dimenticami, non lusingarmi più.


              Vittorio  Sereni    da      Stella variabile

domenica 7 gennaio 2018

IN ME IL TUO RICORDO

 
 

                                     Leggera te ne vai sul vento, ti disperdi nella sera...



In me il tuo ricordo è un fruscìo
solo di velocipedi che vanno
quietamente là dove l'altezza
del meriggio discende
al più fiammante vespero
tra cancelli e case
e sospirosi declivi
di finestre riaperte sull'estate.
Solo - di me - distante
dura un lamento di treni,
d'anime che se ne vanno.

E là - leggera - te ne vai sul vento,
ti disperdi nella sera.


       Vittorio  Sereni    da      Poesie e prose