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venerdì 11 ottobre 2024

A PROPOSITO DI...

 


                                                    Vorrei essere libero come un uomo...




... Stefano Dal Bianco.


Ha vinto ( a sorpresa ? ) il Premio Strega con " Paradiso " di cui si possono leggere alcune poesie postate su questo blog già dal mese di Aprile.

Oggi però vorrei proporre una sua lirica dalla Raccolta  " Prove di libertà" del 2012.




DALLA GABBIA


Vi sono giorni di

debolezza estrema

poiché - dice

qualcuno - la

pressione

atmosferica di fuori,

che ha potere sui

corpi, essendo bassa,

si consustanzia a noi

fin dentro il sangue

con la sua tenera

virtù di morte.


Ma altri vi potranno

assicurare

( e oggi io sono tra

quelli )

che tutto questo

spossamento, in certi

giorni,

non procede dall' aria

né dal corpo

ma è soltanto dolore

di anime costrette,

solitudine di molti,

vuoto vissuto male,

mancanza o assenza

di uno scopo.



                 Stefano Dal Bianco  da   Prove di libertà



martedì 9 aprile 2024

IL PARADISO DI STEFANO

 


                                               Il cielo è completamente vuoto questa notte...




Sempre la sofferenza si trasforma

in qualcosa di sacro

sempre che siamo in grado di domarla

o assottigliarla come fa la terra

quando si chiama fuori

solo distribuendo i suoi tormenti

a ogni filo d'erba

perché restituisca inavvertitamente

la sua penosa pena al vento

che la libra sul prato e la trascende

come ogni cosa quando si affida al vento.



                                                ***


Il cielo è completamente vuoto questa notte

perché la luna di febbraio è abbagliante

e cancella le stelle

mentre qui sulla terra

gli alberi e le siepi e l'asfalto della strada

si stagliano potenti

e ci chiedono di stare

a occupare lo spazio che incombe

come se fosse un'orbita possibile

questo girare e camminare senza firmamento.



                                            ***


La soluzione temporanea

di tutta questa nuvolaglia indotta di pensieri

è stare a vedere una valle con il vento e sotto il sole

mentre il verde dei declivi

di collina in collina sovrapposti

si fa sempre più grigio di foschia

e finisce nel bianco

che confonde l' Amiata in lontananza con il cielo.


Stare a vedere è facoltà di tutti

ma ricavarne la chiarezza di un messaggio è privilegio

di chi si lasciasse intontire dal sole

scardinare dal vento e ritornasse

su di sé ma senza più visione

ora che tutto è perduto nel bianco lontano

e sale, sale da dentro la voce del mondo.



                                             ***


Un certo raggio della luna bianca di stanotte

ha attraversato il cielo e ha raggiunto me

il cane Tito e poi l'asfalto.

Io in ritardo me ne sono accorto, il cane Tito

credo era distratto

e l'asfalto ha luccicato per un attimo

sostituendosi con garbo alla

inadempienza di Tito

e alla mia.



                                              ***


Trasfòrmati in parole luna piena rossa di gennaio

e includi nel racconto il rombo della superstrada

così che tutto sia completo

ma non risponda dei significati

così che quando uno arriva

a congiungere i punti delle luci nella valle

la figura sia libera

di assomigliare a chi la traccia

e il silenzio di dentro sia tale

da sovrastare ogni mania del mondo.




              Stefano Del Bianco   da      Paradiso



domenica 5 dicembre 2021

UOMO ALLA FINESTRA

 


                                            G. Caillebotte - Giovane uomo ala finestra




E' difficile stabilire un confine

tra quello che si vede - una pianura

un palo della luce una macchia di bosco

e quello che si immagina

o ritorna dopo lunga

frequentazione identico com'era

alla mente passiva ;

ma sarà nebbia, nube o fumo di camino

quello che sale dalla valle risolvendosi

in una vaga profezia di luce e vista

in nuce e ridondanza fosca di

sconfinamenti

da visione a visione

nel ricordo o nell'immaginazione?



                                                   ***


Non capita spesso che dalla mia finestra

la luna bassa abbia quel colore

tra il giallo e l'arancione,

esattamente quel colore

che ha il lampione qui sotto,

i due molto più simili tra loro

grazie anche all'indulgenza

di una notte serena, non turbata

da silenzi fittizi e considerazioni

che premono talvolta

dal profilo umano della vita,

vita che di per sé invece insiste

a voler farsi riconoscere

fra le altre cose

in certe casuali rispondenze di colori.



                                          ***


Durerà pochissimo la fascia di sole

che  in orizzonte fa brillare

la seconda schiera di colline

lasciando spenta la prima

e più vicina a noi.

E infatti è alle nostre spalle

che il sole in due minuti nel frattempo

è tramontato lasciandoci di guardia

all'ombra della terra.



                                            ***


Sempre la sofferenza si trasforma

in qualcosa di sacro

sempre che siamo in grado di domarla

o assottigliarla come fa la terra

quando si chiama fuori

solo distribuendo i suoi tormenti

a ogni filo d'erba

perché restituisca inavvertitamente

la sua penosa pena al vento

che la libra sul prato e la trascende

come ogni cosa quando si affida al vento.




                     Stefano Dal Bianco       Inediti