Visualizzazione post con etichetta Luigi De Marchi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Luigi De Marchi. Mostra tutti i post

mercoledì 7 luglio 2021

SCIMMIETTA, TI AMO ! ( Lo shock primario ) ANTEFATTO

 

A  DANIELA


Da molto tempo ( da quando lei era morta

in quel modo atroce ) i miei miti

naturalisti erano entrati in crisi.

Nell'uomo non vedevo più il figlio

degenere e perverso di una Natura Buona

e Provvida ( moderna versione del vecchio

e barbuto Buon Dio ), ma una sventurata

e prodigiosa scimmia del laboratorio cosmico

che, se era spesso impazzita per le

tremende tensioni della sua condizione

esistenziale, era anche riuscita ad esplorare

l'universo coi suoi occhi di pulce

e a inventarsi sogni  d' Amore, di Armonia, di Bellezza,

di Libertà, di Giustizia, di Felicità sconfinata

da contrapporre alla giungla spietata

e ripetitiva della Natura.

Una mattina, sul muro di una quieta

stradetta romana dietro l'angolo di casa mia,

 mi apparve all'improvviso, gigantesco,

il messaggio di uno studente alla sua

ragazza : " Scimmietta, ti amo! ". E subito 

sentii che quelle parole erano anche la mia

nuova, definitiva dichiarazione d'amore

all'essere umano.



                        Luigi De Marchi  ( 1984 )



LO SHOCK PRIMARIO ( scimmietta, ti amo ! ) 1

 


                                     Graffiti in caverna neolitica Magura ( Bulgaria )




MORTE E CULTURA : LO SHOCK PRIMARIO


(...) Questo lavoro tenta di tratteggiare a grandi linee le espressioni molteplici ( religiose, politiche, economiche, demografiche, filosofiche  ecc ) che lo shock esistenziale e le relative formazioni reattivo - difensive hanno avuto nella civiltà umana. Per shock primario intendo il trauma primario e ricorrente che la scimmia umana ha subito quando ha preso conoscenza del proprio destino di morte e le sue particolari capacità intellettive e affettive hanno moltiplicato in lei l'angoscia di morte e la sofferenza per la morte dei suoi simili.

Incredibilmente, le scienze umane hanno riservato ben poca attenzione a questa marea di angoscia, panico e disperazione che ha allagato ( e continua ad allagare ) la psiche dell'essere umano quando questa ha preso coscienza della morte e ha acquisito la sua tipica e tragica capacità di intuire il proprio destino di annientamento, di immaginare e aspettare la propria morte in salute e in malattia, di sospettarne in ogni istante l' imminenza, di partecipare dolorosamente all'agonia e alla morte delle persone amate e di ripetere questa quotidiana e silenziosa tortura nella memoria, nel lutto e nella previsione ansiosa. Dimostrare inconfutabilmente che la nascita stessa della cultura nei primordi più remoti scaturì da questo shock non è possibile per ovvi motivi : non potremo mai sapere con certezza come e quando questo o quel gruppo di ominidi cominciò a darsi una cultura. Sarà anzi opportuno chiarire che qui, per cultura, non si intende la cosiddetta " cultura materiale" ( insediamenti, utensili, armi, ecc ) che del resto gli ominidi e gli uomini del paleolitico superiore condividono in qualche misura con vari animali. E' questa - significativamente - la cultura che il solito gruppo di studiosi attenti alle mode marxiste aveva privilegiato negli anni Sessanta  e Settanta, considerando e trattando come " epifenomeni  sovrastrutturali " tutto quanto l'antropologia classica aveva visto come nucleo autenticamente umano del concetto di cultura . (...)



          Luigi De Marchi   da   Lo shock primario (  scimmietta, ti amo !)



LO SHOCK PRIMARIO ( scimmietta, ti amo ! ) 2

 

(...)  Da bravi marxisti, questi studiosi guardavano con indulgente ironia gli antropologi che si perdono a discutere delle varie " sovrastrutture " anziché concentrarsi sulla " struttura di base", quella economica, che il socialismo scientifico insegnava essere la matrice di ogni cosa umana : né li sfiorava il dubbio che la vera fuga dalla realtà fosse proprio il loro approccio " oggettivo", che li escludeva dalle dinamiche psichiche profonde, tanto più essenziali dei fatti economici per l'articolazione delle culture umane nei loro aspetti religiosi, etici, estetici, sociali e politici. Questo fenomeno altrimenti enigmatico per cui la cultura nel senso ideativo è tipica ed esclusiva dell'uomo, mentre la cultura materiale è rintracciabile anche in  varie specie di animali, mi sembra anzi una prova ulteriore dell'assunto di questo lavoro: se - come qui si sostiene - la genesi della cultura umana sta appunto nello shock esistenziale, cioè nell'angoscia tipicamente umana derivante dalla coscienza, dall'attesa e dall'esperienza partecipativa e affettiva della morte, e nell'elaborazione di tale angoscia, è logico che questa cultura sia reperibile solo fra gli uomini, mentre la tecnologia e la cultura materiale sono osservabili anche tra gli animali.

Se dunque si esplorano le origini della cultura nel senso citato, si resta  subito colpiti da un fatto tanto significativo quanto estesamente trascurato : cioè che il più antico documento di cultura umana ( ossia di attività umane espressione di credenze ) finora conosciuto, sono le sepolture neandertaliane del paleolitico medio, cioè documenti inequivocabili di una formazione reattiva all'angoscia di morte. (...)



              Luigi De marchi  da   Lo shock primario ( scimmietta, ti amo ! )