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giovedì 16 aprile 2026

IO NON CI SARO '

 

                                                                       Fotografia ricavata dal web



E'  arrivato alle battute conclusive in Inghilterra il percorso parlamentare per la contestatissima riforma dell' accesso all' interruzione di gravidanza, che non avrebbe più limiti temporali. Una riforma destinata a far compiere un passo verso l' indicibile. Da secoli nessun sovrano si oppone alla firma di una legge. Ma c'è chi spera in un colpo di scena. Due giorni fa, 14 Aprile, è iniziata la fase finale per l' esame del " Crime and Policing Bill  ", l' ampia riforma della Giustizia penale che, dopo il passaggio alla Camera dei Lords, torna alla Camera dei Comuni per la revisione finale degli oltre 500 emendamenti approvati il 18 Marzo scorso dai Lords. Questa proposta di legge si occupa dell' aborto, introducendo con la clausola 208 ( approvata dalla Camera dei Comuni nel Giugno 2025 e poi confermata dai Lords ), depenalizzando anche l' aborto tardivo e aprendo - di fatto - all' aborto possibile fino alla nascita. Quello che è previsto alla Camera dei Comuni è un passaggio formale che precede il Royal Assent ( il consenso del Re, in questo caso Carlo I d' Inghilterra ), ultimo atto necessario perché la proposta diventi legge dello Stato. Il passaggio definitivo è previsto per la tarda primavera o l' estate, salvo colpi di scena : il Royal Assent non è mai stato negato a nessuna legge fin dal 1700, ma il popolo inglese della Vita continua a sperare e a fare di tutto per difendere le donne e i bambini. E se Carlo non firmasse ?. 

Uno dei motivi della riforma è stata la preoccupazione per una " criminalizzazione di massa " delle donne che - oltre a dover subire il trauma di un aborto tardivo, dovevano subire le conseguenze di un eventuale procedimento penale. Il rischio - ora - è l' opposto : eliminando la Clause 208 ,si teme un aumento degli aborti tardivi e fai- da - te a casa ( la pillola abortiva inviata via posta  ( prassi prevista in via eccezionale durante la pandemia e poi confermata come soluzione ordinaria ). Le donne, quindi, sono destinate a restare sempre più sole. La salute delle madri, private di assistenza medica in fase avanzata della gestazione, è a rischio. E ai bambini, anche quando hanno già la capacità di sopravvivenza fuori dal grembo materno, non è riconosciuto il diritto alla vita e perdono ogni tutela. Le conseguenze saranno che  - rimosso il deterrente legale - un numero maggiore di donne effettuerà pericolosi aborti tardivi, volontariamente o per coercizione, e la vita dei nascituri verrà ulteriormente svalutata. Sebbene restino  formalmente validi i limiti della legge del  1967 ( 24 settimane per gli aborti indotti da medici ), la nuova clausola stabilisce che nessuna indagine o procedimento potrà essere avviato contro una donna che abortisce, indipendentemente dal momento in cui lo fa. In termini pratici, quando il Bill riceverà l' assenso reale, diventerà sempre lecito procurarsi un aborto per qualsiasi motivo - inclusa la selezione basata sul sesso - e in qualsiasi momento, fino al parto.




                                               f.



martedì 8 novembre 2022

SOGNA, RAGAZZO, SOGNA...


                                                               Io mi sento come sono...


" Per un adulto accostarsi alle poesie scritte dai bambini è sempre un atto molto stimolante, ma al tempo stesso estremamente complicato. E' sicuramente affascinante perché - probabilmente - l'infanzia è essa stessa poesia, in quanto rende esplicito lo stupore e suscita in chi legge una sorta di " ritorno a casa", il ritrovare quell'immediatezza che negli anni viene irrimediabilmente persa. Invece nell'imperfezione formale dei testi dei bambini l'immediatezza viene privilegiata non per scelta, ma per necessità : è tutto lì, nell'urgenza del dire senza pensare alle conseguenze, spesso con aperture improvvise, splendide e al tempo stesso devastanti.

E' invece difficile perché un adulto vive del proprio distacco anche leggendo; la sua tenerezza spesso è congenita con " il mettere una distanza" tra il sé e l'oggetto della lettura, e porta ad assumere, anche in modo inconsapevole, un atteggiamento in qualche modo paternalistico quasi per legittima difesa. Si legge con gioia ed emozione, ma è l'emozione per quello che anche noi siamo stati, non per quello che siamo ora ".  (   Francesco  Tomada )





 

DA   " AUTORITRATTO "


ALESSIA, 9 ANNI, ITALIANA

.

Io sono come l'acqua,

certe volte faccio caos

come il rumore di una cascata,

ma poi sto calma

come una conchiglia

buttata nel vuoto;

certe volte provo

molta gioia e la mia pelle

diventa dura

dura come un sasso,

il mare si muove veloce

ma più lento delle mie parole.



                                       ***


LUKA, 10 ANNI, ALBANESE


Il nove luglio nacque il rumore

che faceva molta confusione

con movimento e paura,

l'incertezza eccola qua

sono io.



                                            ***


LUCIA, 10 ANNI, ITALIANA


IO, INCOMPLETA.


Io,

come un risveglio senza fine,

come paura senza urlo.

Io,

uragano senza pioggia

come natura senza fiori.

Io,

come un bambino che non sa cadere

come fata senza ali.

Io,

col tempo ho capito

che non tutti hanno tutto

ed è sbagliato

ho pensato.



                                       ***


GIOVANNI, 10 ANNI, UCRAINO


Io sono una povera coperta triste

che fascio povere persone

tristi

che mi spezzano il cuore.

Quando li riscaldo

provo un sentimento

molto bello

come la felicità

ma la cosa

più bella

è quando la gente

non è triste.



                                            ***


JOAN, 10 ANNI, FILIPPINA


Tante persone 

parlano,

altri leggono e

altri

giocano,

sono proprio

viva.



                                         ***


JULIAN, 10 ANNI


Scalano rocce

lavorando sempre,

le mani si consumano

a una certa età.



                                           ***


BRYAN, 10 ANNI, ITALIANO


IO DA BAMBINO?


Le foglie si nascondono,

dietro di esse c'è il sole

con i raggi oscuri ma io esco

da un incubo e mi ritrovo

nella terra e mi sento personale

io sono come sono

le mie mani, i miei occhi

io mi sento come sono.




                 Dl libro    Ma dove sono le parole?



mercoledì 7 settembre 2022

IO SCRIVO NELLA TUA LINGUA

 


                                 Di tutto questo naufragio si salva forse un bambino...




I POLAROID


mi guardi dalla fotografia

ma io non so scrivere nella tua lingua

di cosa si chiamava bambino

ed era viaggio di vento, irruzione

nel nuovo giorno, il calendario

scandalo

incontrarti oggi in uno specchio di carta

mi ha fatto tremare le mani

perché ti ostini ad accompagnarmi di nascosto

all'uscita di ogni galleria

quando insieme per la sorpresa ridiamo

di fronte a un'improvvisa voragine di luce.



                                       ***


DURANTE IL NAUFRAGIO


di tutto questo naufragio si salva forse un bambino

che seduto sul pallone

nelle pozze dell'asfalto

vede riflesso il cielo come un canto

se potessi gli direi guarda che sei ancora in tempo

saltala quest'acqua

ora che è solo una linea

girati, e guardala come s'ingrossa

l'onda alta delle nubi sui palazzi

e come mi chiude gli occhi, adesso

e come sfuma la risata

di te che corri, e della

polvere.



                                          ***


OGNI VOLTA CHE RITORNO


ti avvolgo 

in uno spargimento di silenzio


guardo il vento attraversarti, come un

fiume, caduto

fra i disegni delle urla nella pelle


così ci teniamo nel vuoto

dove le pareti quando crollano

non fanno alcun rumore


e il guscio vuoto dell'insetto

la città sommersa

abitiamo.



                                      ***


MADRE


non è corretto

e non è poesia

raccogliere un dolore

per scrivere parole

se stai piegata in due dentro la stanza

al primo piano della casa abbandonata

mentre urli al bambino

che scappa, e cade per le scale, e si nasconde

nel buio ascolta

il latrare del tuo male

che sfonda il tetto.



                                      ***


ALLENARSI A DIMENTICARE


mi aspetti in cima alla salita

dove finisce il bosco

e la luce inizia

a scolorirti


mi mostri una coda di lucertola

che si muove ancora

e dici tanto poi gli ricresce

come noi

insistiamo a vivere

quello che perdiamo


e subito cadi fra le cose

che accettano di arrendersi


perché solo quello che si spegne

risplende.





                Massimiliano  Damaggio  da   Io scrivo nella tua lingua



                                        

lunedì 9 maggio 2022

DA BAMBINA AVRO' CURA DI ME

 



                                                                       Berthe Morisot




Da bambina avrò cura di me

colmerò quel diaframma sciancato

dei giorni felici

questo essere tana e nido d'aria.

Mi crescerò da dentro.


Ho sognato nell'enorme spazio 

del mondo un albero solo

un alfabeto di rami

il punto in cui si spezzano quando

sono stanchi di esistere.



                Annamaria  Scopa       Inedito


       

venerdì 8 aprile 2022

AUTOBIOGRAFIA DEL SILENZIO

 


                                       Può avvenire che l'orco cattivo esista davvero..




" Ho portato dentro di me questo segreto per tutta la vita. ho iniziato a scrivere otto anni fa, dopo la morte di mia madre. Ma non avevo mai pensato di far leggere a qualcuno questi scritti. Nessuno, neanche persone a me più vicine, hanno mai saputo. Ho fatto un lunghissimo lavoro di rielaborazione interiore che mi ha portato ad accettare la cicatrice che la violenza mi ha lasciato e che, ovviamente , ha condizionato molti aspetti della mia vita. Questo libro vuole dare voce a tutti quei bambini, che come la me di allora, non hanno la forza e il coraggio di parlare. Sì, coraggio, perché quello che si prova è una vergogna incommensurabile, ci si sente sporchi, talmente sporchi da ritenersi immeritevoli di essere amati veramente. La violenza - quella vera - è nell'anima - ed è quella che segna per tutta la vita, condizionandone le relazioni e le scelte. Ora so che bisogna parlare senza remore, senza giri di parole. Raccontare ciò che si è subito è il passo più importante verso la guarigione. E' un gesto d'amore verso se stessi. Per questo vi affido la mia autobiografia del silenzio che - finalmente - si è aperta alla parola, passando attraverso la conoscenza del male fino allo splendore del bene ". ( C.M. ) 





Può avvenire - ed è accaduto

che l'orco cattivo esista davvero


non è brutto come ci raccontano


se incontra una bambola

allora è cattivo


e quella bambola ( velo racconterò )

ero io


ma per poterne parlare

ho dovuto perdonare


ho dovuto imparare ad amare.



                                            ***


Le bambole 

sono tutte in fila sul letto

a tutte quante

la bambina cattiva

ha tolto gli occhi


al loro posto due fori neri

come pozzi senza fondo.


Le bambole però sono contente

di non poter più vedere

l'orco che le spoglia nude

fino alla pelle gelata di paura.



                                              ***


L' aria che stringe la gola

proprio sul più bello


è inutile chiedersi perché

che non c'è una ragione


stringere i pugni

la forza dentro di sé

l'attesa

la soluzione

l'attimo dolce del riposo.



                                           ***


Alla bambola hanno tagliato tutti i capelli

brutta così non la vuole neanche

l'orco cattivo


ora la bambola è felice

e riesce perfino a giocare.



                                            ***


C'è sempre quella bambola

con  i capelli lucidi di nylon

e le gambette sporche di tempo.


Ha ancora le braccia aperte

in attesa di un abbraccio

e il viso macchiato di paura


con un buco nell'occhio destro

per non vedere l'uomo nero


e una piccola sfera celeste in quello sinistro

per guardarsi fuggire nel sereno della morte.




            Cinzia  Marulli  da   Autobiografia del silenzio. L'orco e la

bambina



                                             


lunedì 28 febbraio 2022

L' INFANZIA RUBATA 1

 


                                                       Foto dal web - Piccolo mendicante



( ...) I bambini diventano vittime se non si sentono considerati dai genitori. Oppure se vengono umiliati perché tutte le lodi vanno alla sorella o al fratello maggiore, ma loro non ricevono mai alcun elogio. Se un bambino si vergogna perché non è bravo o bello come il fratello e inoltre viene sempre paragonato a quest'ultimo dai genitori, si sentirà escluso. Si sentirà vittima della situazione familiare. Altri subiscono violenze da parte dei genitori, di natura fisica e - purtroppo - a volte anche di natura sessuale. Altri bambini ancora vengono continuamente svalutati o criticati in ogni occasione. Allora diventano vittime della mancanza di amore, della mancanza di riconoscimento. I bambini hanno una fine sensibilità nel percepire se i genitori trattano tutti i figli in maniera equa e allo stesso modo. Captano benissimo se i fratelli o le sorelle vengono preferiti a loro. Se poi anche a scuola fanno un'esperienza simile, ovvero che altri allievi sono al centro dell'attenzione, mentre loro vengono ignorati o trattati ingiustamente, l'esperienza di essere vittime diventa ancora più profonda . (...)



                Anselm  Grun   da   Spezza le tue catene . Liberarsi da un certo vittimismo



L'INFANZIA RUBATA 2


(...) La forma peggiore del divenire vittima è il trauma. Questo può essere scatenato dall'abuso sessuale, da un grave incidente o dall'esperienza di un pericolo di vita in cui non si è riusciti a reagire, a scansare la situazione. Anche l'assenza di relazioni con i genitori può essere un'esperienza traumatica. I traumi relazionali sono stati a lungo ignorati. Se un bambino - però- sperimenta una quantità troppo scarsa di relazioni, vengono danneggiati aspetti essenziali del suo essere persona. La sua identità è messa in discussione. Ha l'impressione che gli venga suggerito:" Non hai nessun diritto di essere te stesso." Inoltre non viene appagato un ulteriore bisogno essenziale : il bisogno di uno spazio positivo di vita, di protezione e di libertà. Il bambino non ha nessuno spazio in cui sentirsi a casa. Un trauma può verificarsi anche quando si ruba a un bambino il suo passato o la memoria del suo passato, ad esempio attraverso l'abuso sessuale. Spesso questa parte del passato viene come messa in ombra, non si può più accedere liberamente ai propri ricordi e molte cose sono come cancellate. Il tempo è " eterodiretto". Così, in qualche modo, muore anche il futuro perchè la persona colpita dal trauma non ha nessuna speranza di sfuggire al terribile influsso. Chi - da bambino - ha vissuto un'esperienza del genere, resta a lungo vittima dell'abuso. (...)



            Anselm Grun   da   Spezza le tue catene. Liberarsi da un certo vittimismo.


L' INFANZIA RUBATA 3

 

(...) Sotto molti punti di vista i bambini sono privi di difese di fronte alla realtà e quindi corrono facilmente il rischio di diventare delle vittime. Una volta diventati adulti, è importante che esaminino questo ruolo di vittima e si riconcilino con le ferite. La riconciliazione con se stessi e la propria biografia può poi portare all'abbandonare il  ruolo di vittima. Questo non sempre riesce; spesso - infatti - ci adagiamo comodamente nel nostro vittimismo. E' una parte tanto essenziale della nostra identità che ci riesce difficile costruirne una nuova. Per le persone colpite è una sfida assumersi la responsabilità della propria vita e non incolpare di ogni difficoltà i " vecchi carnefici", ad esempio i genitori. In questo caso, i carnefici diventano poi il motivo per cui non si è riusciti negli studi, non si è trovato un buon partner, la vita non è riuscita. In quanto vittime, ci si sente giustificati a difendersi, ad essere aggressivi. Questa aggressività spesso si manifesta nello sfruttare economicamente i genitori, nel batter cassa anche da adulti. Si puniscono quindi i genitori per le ferite che ci hanno inflitto da bambini. Un altro modo di vendicarsi dei genitori - carnefici consiste nell'interrompere i contatti, impedendo loro - ad esempio - i rapporti con i nipoti. Naturalmente a volte può essere legittimo voler prendere le distanze, soprattutto quando continua a ripetersi il vecchio giochetto del carnefice e della vittima. Allora di ha bisogno di questa distanza di sicurezza per poter uscire dal ruolo di vittima. Se ci si è riusciti - però - ci si può rapportare in libertà ai genitori, senza tornare a vittimizzarsi. (...)



                           Anselm Grun   da   Spezza le tue catene. Liberarsi da un certo vittimismo


lunedì 7 febbraio 2022

E' SEMPRE IL GIORNO DELLA MEMORIA...

 


                                                                        Anna Frank


PRINSENGRACHT


Bastavano pochi minuti a piedi

e un paio di fiorini per entrare

nel rifugio segreto di Anna Frank.

Ci sono andato decina di volte.

Salivo la scaletta

solo o con pochi altri

visitatori e mi dicevo

------------------------- appena

trent'anni fa su questo

legno ha calcato i tacchi 

del boia Silberbauer.

Attraversavo lo scaffale aperto

provavo a immaginare

la scena di quella mattina

------------------------------- presi

come topi in trappola.

Guardavo le speranze 

rimaste sulla carta da parati

mi sentivo nel cuore della storia

e poi ridiscendevo sul canale

con la pioggia sottile


passavo incappucciato

difronte a quel teatrino

dove avevo visto l' Allegoria

della creazione con un performer

che liberava un branco di criceti

sopra il grande plastico chiuso dentro

una teca di plexiglas

perché gli spettatori

seguissero il frenetico

perlustrare stradine sottopassi

montagnole senza via di fuga


e mi arrovellavo

-------------------- rimuginavo

sarebbe stato meglio

non vivere o è stato

qualcosa anche così?


Prendevo verso il Dam

schivavo spacciatori

e camminavo in cerca d'infinito.



                                            ***


SANT' ANNA DI STAZZEMA


Risalgo a questo poggio

in cerca del tuo volo di fenice

lame d'ombra si allungano

dalla parte del cippo


il cuore pèsca che un baco trafora

non riesce a seppellire

quell' elenco d'estati

andate in fumo un dodici agosto.



                                                 ***


DA FERNANDO BANDINI : RICORRENZA D'INVERNO


Torna il giorno consacrato al ricordo

di quei piccoli martiri saliti

per sempre nel cielo altissimo da cui

ora scende questa neve e ci copre.


Santi Innocenti... che pace sui campi

battuti poco fa dal tramontano

un ignoto cammina nel silenzio

lascia impronte sul bianco dell'inverno


gemono stamani le lampadine

nelle case e i vetri delle finestre

s'imperlano di gelo... il mesto scricciolo

garrisce al folto del bosco innevato


ora il tempo viene avanti infinito

e noi serbiamo muti la memoria

di tanti meli in fiore sradicati

dalla tempesta rabida improvvisa


mai più per loro la porta dei giorni

si spalancherà fulgida né persi

alla vita li accarezzerà più

il refolo lieve di primavera


e quando mai il vento aprirà per loro

un varco nel cielo? verrà mai il giorno

che li vedrò dominare il sereno

come geni chiusi in tremule stelle?


se senti uno strano fruscìo che viene

dall'ombra, sono loro che trasvolano

su ali invisibili simili ad astri

palpitanti d'amore cristallino


le lunghe notti corse dai sussurri

e gli alberi fioriti in primavera

ci chiedono dolci di sopportare

il ricordo di quel tempo feroce.



                                                ***


GIORNO DELLA MEMORIA


Oggi il mondo è un bambino

e scrive metamorfosi in fuliggine

e disegna le farfalle di spine


domani si sveglierà aguzzino.




                     Stefano  Carrai   da      " La casa di Nanna Frank " dalla Raccolta " Equinozio "




giovedì 27 gennaio 2022

PER NON DIMENTICARE LA MORTE DEI BAMBINI...

 


                                          27 Gennaio 2022 - Giornata della Memoria




C' è un paio di scarpette rosse

numero ventiquattro

quasi nuove:

sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica

Schulze Monaco

c'è un paio di scarpette rosse

in cima a un mucchio di scarpette infantili

a Buchenwald

più in là c'è un mucchio di riccioli biondi

di ciocche nere e castane

a Buchenwald

servivano a far coperte per i soldati

non si sprecava nulla

e i bimbi li spogliavano e li radevano

prima di spingerli nelle camere a gas

c'è un paio di scarpette rosse

di scarpette rosse per la domenica

a Buchenwald

erano di un bimbo di tre anni

forse di tre anni e mezzo

chissà di che colore erano gli occhi

bruciati nei forni

ma il suo pianto lo possiamo immaginare

si sa come piangono i bambini

anche i suoi piedini

li possiamo immaginare

scarpa numero ventiquattro

per l'eternità

perché i piedini dei bambini morti non crescono

c'è un paio di scarpette rosse

a Buchenwald

quasi nuove

perché i piedini dei bambini morti

non consumano le suole.




                                Joice  Lossu



giovedì 9 dicembre 2021

IL GIOCO DEI BAMBINI

 


                                                   Sophie Anderson -  Il gioco dei bambini





L' ansia fondamentale che hanno i bambini nei confronti di ciò che chiude ogni spazio di gioco / agio e lo rende impossibile, trova espressione in una poesia lieve e profonda di Rainer Maria Rilke, che compare in una sua raccolta di preghiere ( Gebete der Madchen zu Maria ) :



Io temo tanto le parole degli uomini.

Dicono tutto sempre così chiaro:

questo si chiama cane e quella casa,

e qui è l'inizio è là è la fine.


E mi spaura il modo, lo schernire per gioco,

che sappian tutto ciò che fu e sarà;

non c'è montagna che li meravigli;

le loro terre e giardini confinano con Dio.


Vorrei ammonirli, fermarli : state lontani.

A me piace sentire le cose cantare.

Voi le toccate: diventano rigide e mute.

Voi mi uccidete le cose.




L'OSSATURA PER IL VOLO DI RAFFAELA

 


                                                 Non c'è altra conoscenza che l'amore...





DI VOI, DI ME


Forse un giorno scoprirete, miei bambini,

che non mi conoscete

come si sa la storia di un paese

i fiumi, la bandiera o i suoi confini.

E infatti di me esiste

ciò che cambia

davanti al vostro passo forestiero.

Non posso che essere questo

per intero:

tunnel di vento

scavato e riscavato nel presente 

franoso e puntellato, opera d'arte.

Ma spero scoprirete, miei bambini,

la luce che ci unisce

e senza forma

dà forma

a ogni stormire di stagione:

non c'è altra conoscenza

che l'amore.



                                           ***


NODDIG OFF


Spesso noi ci diciamo

dei nostri quotidiani

smarrimenti.

Ma dal mio posto

la sera sul divano

azzero i conti

e salpo più serena  oltre i confini

se accanto

ho entrambi i vostri corpi.



                                           ***


BIRDWATCHING


Ci appostiamo.

Voi tra i giunchi

io su un piano.

E' dal fianco del monte

ch'io aspetto

il levarsi di un segno.

Voi studiate 

lo stagno, chi scende

a beccare l'insetto.

E poi a sera

ci scambiamo gli appunti.

O restiamo in silenzio.


Forse un giorno

quel voli diversi

bucheranno la linea del tempo


fino a noi nuovamente.

E noi tre a guardarli

a guardarci distanti

ma uniti

su uno stesso orizzonte.



                                              ***


LONTANO


Si vede - già avvenuto -

il mutamento :

                  non l'attimo in cui accade.


A lungo sono stata

io il recinto

e il verde che vi offrivo.

Vi sento

vi sentivo

nel crescere del tempo.

                    Ma dove, quando il salto?


Il vostro corpo pare

venire da lontano.


Ignoro

così tanto delle strade

che vi portate dentro.

Mi scopro

ormai piccola misura.

                E questo mi consola

perché posso fermarmi

finalmente


felice che la sosta

sia anticipo del Giorno


                    e non arresti

davanti a voi lo spazio

il passo che vi apre

a nuovi avvistamenti.



                                            ***


L'INIZIO DEL TUO GIORNO


Al mio risveglio

eri la carne con una fattezza

la mia esistita prima

l'indifesa l'esposta la tutta gettata

contro il mio esserci

                     che d'improvviso

                     si faceva presa

in altezza

del tuo esteso cadere

dentro al tempo stupito.

Da allora

           in eterno

la mia notte

non è più una ma due :

alla più fragile e bella

non spetta il ritorno

                      perché è l'indizio l'inizio

                      del tuo giorno.




                       Raffaela  Fazio   da   Un ' ossatura per il volo



mercoledì 24 novembre 2021

POESIE DELLA NOTTE E DEL GHIACCIO

 



                 Quando si sveglia e il sogno svanisce...



Nella sua incantevole e incantata semplicità, nel suo essere insieme canto e fiaba, nella tecnica sapiente che sa quando giocare con la rima - come in una cantilena, una ninna - nanna, una filastrocca - , la poesia di Vivian Lamarque ha una grazia antica, senza tempo, ma lascia intravvedere in filigrana la nostalgia di un candore smarrito , o forse solo sognato, un'innocenza stupita.







Gentile luna
luna gentile
ma li vedi tutti
proprio tutti i bambini?
Lo sai che certi
certi hanno un dolore
chiuso a chiave
dentro il cuore?

Luna gentile
gentile luna
ma li vedi tutti
proprio tutti i vecchini?
Lo sai che a volte
nei loro angolini
piangono proprio
come fanno i bambini?

Gentile luna
luna gentile
ma li vedi tutti
gli animaletti?
Lo sai che l'uomo
li tratta male
lo sai che piange
il regno animale?


***

Aiuto! Aiuto!
Ma dove sono?
Sarà solo un brutto sogno?
Questa mattina
mi sono svegliato
ma dove sono capitato?
Non c'è più la mia pineta
e dei miei amici
nemmeno uno
nemmeno un cielo
nemmeno un prato
dove aiuto!
mi sono svegliato?

E la sera
nessun firmamento
s'accende una scatola
con dentro una luce
che loro chiamano tivù :
è il loro cielo
ma è senza luna
e di stelle nemmeno una.


 ***

Richiudo gli occhi
forse era un sogno
forse a riaprirli sarò a casa mia
nella mia pineta
tra prato e cielo
e con le stelle
e la bianca luna...

Aiuto, aiuto!
Sono ancora qui
e mi hanno ficcato
in testa un puntale
dicono che sono un albero
di Natale.
E mi hanno messo
tre stelle e una luna
e poi le hanno accese
ma mi scottano un po'.
Ma che stelle sono?
Ma che luna è ?


Quelle del cielo
non sono così
quelle del cielo
le rivedrò.


***

Ha occhi di ghiaccio
e di ghiaccio le mani
ha un cuore freddo
freddo gelato
la neve è un bambino
che non si è mai svegliato.


***

Un omino senza casa
sogna una casa calda calda
sogna una tazza di latte bollente
e una trapunta
e una sciarpa avvolgente.
Quando si sveglia e il sogno svanisce
muore di freddo, la vita finisce.


***

Torna ti prego
il letto è ghiacciato
lenzuola di neve
di neve il cuscino
il letto mi vuole
dove si muore.







Vivian Lamarque   da  Poesie della notte e del ghiaccio



mercoledì 8 settembre 2021

SI PUO'



                                                  Perdere tempo è un gran bel diritto...





Si può non capire e a volte sbagliare.

Si può avere il diritto a brontolare.

Si può fare e rifare ancora.

Si può tenere il muso per un'ora.


Si può non dare la colpa e nessuno.

Si può non volere far pace con qualcuno.

Si può - ogni tanto - chiedere scusa.

Si può avere voglia di fare le fusa.



                                            ***


Si può pizzicare un'ortica,

ingoiare una formica,

carezzare due lombrichi,

mangiare la pelle dei fichi.


Si può anche sbrodolarsi con i cachi,

non avere schifo dei bruchi.

E pensare che non è uno spreco

passare la sera a guardare un geco.



                                                ***


Si può non vincere le gare,

si può non volerne neppure fare.

Si può arrivare primi

e arrivare dopo.

Si può arrivare ultimi

e riposarsi un poco!


Si può pensare adagio,

ridere piano, mangiare lento,

avere voglia di avere più tempo.

Ci si può guardare intorno

invece che tirare dritto:

perdere tempo

è un gran bel diritto!



                                                ***


Ci si può sporcare con la terra

senza essere giardinieri in una serra.

Si può finire tutti bagnati

senza bisogno di essere sgridati.


Si può uscire anche se tira forte il vento,

vedere che è un gioco e non un tormento;

si può provare a parlargli ogni tanto,

sentire la sua voce, ascoltare il suo canto...


Si può osservare come piove

e sognare pozzanghere nuove.

Si può fare cik ciak di mani e di piede

anche se qualcuno ti guarda e ti vede.


Si può saltare dentro e fuori

come una rana con la felpa a colori.

Si può saltare in lungo e in largo

come una rana che non va mai in letargo.



                                                ***


Non sempre SI PUO'  ma a volte si deve -

fare quello che salta in mente,

non sempre si deve - ma a volte si può -

fare NON  come dice la gente.


SI PUO'  anche non volere

non dovere, non potere.

Non riuscire a fare questo

ma essere capaci di fare quello.

Essere né di meno né di più

essere come sei tu.


Si può NON  capire e a volte sbagliare

si può avere diritto a brontolare.

Si può fare e rifare ancora.

Si può tenere il muso per un'ora.


SI PUO'  non dare la colpa a nessuno.

Si può non volere far pace con qualcuno.

Si può - ogni tanto - chiedere scusa.

Si può avere voglia di fare le fusa.


Si può avere un po' di febbre,

non dormire, un po' tossire,

vomitare anche di notte,

tenere svegli tutti e tutte :

NON  pensare che sei cattivo,

sei soltanto molto vivo!


Chi è vivo può ammalarsi

disturbare, preoccupare...

Niente pillole per favore,

non corriamo dal dottore.

SI PUO'  provare a portare pazienza

e passa, passa anche l'influenza !



                         Giusi  Quarenghi  da     Si può