Visualizzazione post con etichetta Sergio Claudio Perroni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sergio Claudio Perroni. Mostra tutti i post

mercoledì 9 maggio 2018

SINFONIE DI MADRIGALI 1

 
 

                                                          Anche il tempo che ci separa ti somiglia...



L'OVUNQUE CHE SEI

Ti scrivo da qui, da quell'ovunque di te che ogni cosa diventa quando le manchi, mi guardo intorno e vedo la gente trasformata in un popolo che ti somiglia : c'è chi cammina come te, chi ride come te, chi guarda a lungo il cielo come fai tu, e io vorrei essere lì, con la faccia dappertutto su di te, e invece sono qui, con intorno i tuoi occhi a farmi da mare; ieri è persino affiorato uno scoglio sommerso da anni a ricordarmi la tua smania da gabbiano di appollaiarti come un flutto in mezzo ai flutti. Oggi ha piovuto un po' una pioggia sminuzzata che batteva sulla tettoia un tempo di biscrome con dentro la tua voce, e anche il tempo che ci separa ti somiglia : è una lunga processione di istanti tutti con te sopra, ma dovresti sbrigarti a tornare invece di leggere queste cose, perciò la faccio breve e ti saluto qui, dall'ovunque che sei ogni volta che mi manchi.




UNA PAROLA PER DIRTI

Vorrei sognare una parola per dirti, per chiamare tutte le cose che sei, per spiegare ai quattro venti come mi stanno le tue mani, come mi sorridi da dentro a un bacio, che sei fatta di sole da freddo, di acqua da sete, di cuscino da sonno e labbra soffiate; sei il fruscio che sento dormendo, la realtà che di notte si traveste da sogno - come il mare quando fa rumore di uomo , passi d'acqua in cerca di riva - sei le cose che succedono al cielo: ti ho vista piovere a catinelle, fare con gli occhi gesti di vento, albeggiare senza mai un tramonto; sei una luce diurna che ha modi da nuvola, sei la strada che so, il gradino che il passo riconosce al buio, la bomba al cuore appena ti vedo, cose strabilianti che andrebbero dette con una sola parola in tutte le lingue dell'uomo, che andrebbero cantate con la voce di tutte le foglie.




DOVE AVEVO LA TESTA

Ora prendo un foglio e ti disegno, prendo un libro e ti romanzo, affitto un orizzonte e ti paesaggio: non è giusto lasciarti non detta, non ha senso tenerti sottintesa, è uno spreco assistere al tuo viso e non farne un dipinto da portare appeso al cuore, precipitare nei tuoi occhi e non raccontarlo a tutti, conoscere la tua pelle e non dire a nessuno i brividi che sparge sulla mia, o il tuo odore e non dire a nessuno le fiabe che mi ricorda. Non capisco come ho fatto a lasciarti così a lungo disamata, a girare per la vita lasciandoti imbaciata; mi chiedo dove avevo la testa, cos'avevo nella testa, come mai ci ho messo così tanto a perderla, e a non volerla trovare mai più.





TRAIETTORIA DI TE

In fondo alle strade sbagliate che ho imboccato, ai passi falsi che ho fatto, alle occasioni che non ho colto, ai disastri cui sono andato incontro credendoli trionfi e agli altri mille errori che ho fatto nella vita; in fondo ai treni persi, agli appuntamenti mancati, alle scadenze non rispettate, alle cose lasciate a metà e agli altri mille errori che ho fatto nella vita; in fondo alle brutte pieghe che ho preso, alle cattive compagnie che ho frequentato, ai brutti vizi che ho coltivato e alle pietre sopra che non ho messo; in fondo a questi e agli altri mille errori di cui è costellata la mia vita c'eri ad aspettarmi tu, e senza questa sterminata mappa di fallimenti non ti avrei mai trovata, mai conosciuta, mai amata - prova evidente di come le brutte strade portino spesso in paradiso.


            Sergio  Claudio  Perroni   da  Entro a volte nel tuo sonno

martedì 8 maggio 2018

SINFONIE DI MADRIGALI 2

 

                             Guardarti è una mappa: ogni centimetro di te è un viaggio...




LA VITA COL TUO STUPORE

Vorrei metterti negli occhi come un unguento, come un collirio,
portarti tra le ciglia tutto il giorno e vedere il mondo attraverso
il tuo sguardo, vorrei leggere la vita col tuo stupore da bambina,
seguirne le righe con la leggerezza assorta di quando tocchi le
cose come se fossero vento colorato, di quando le accarezzi come
se a dar loro confini e spessore fossero le tue dita, quelle dita che
nel sonno si sgranchiscono nell'aria per disegnare forme viste da
sveglia, o per risalire sognando tutte le vite che sei, le vite che di
giorno ti attraversano per un istante, riconosciute appena il tempo
di una vertigine, sfiorate con un brivido da quelle dita sottili, così
sottili da poterci scrivere sopra solo parole senza la g, senza la t,
solo parole come amore mio.




AD ALI APERTE

Guardarti è un diario: in ogni giorno dei tuoi occhi rileggo giorni
d'incanto, in ogni tratto di pelle vedo le fondamenta di un ricordo, in ogni ansa del corpo la tua bellezza di vetro, trasparenza che ne lascia scorrere sempre di nuove; guardarti è una mappa: ogni centimetro di te è un viaggio all'inizio, uno sbarco sospirato, una
corsa ad ali aperte; nel tuo sguardo ho visto aggirarsi fiumi, sorgere lune; dal tuo sorriso di bimba sprigionarsi nature inesplorate e raggi di mare; guardarti è un sogno alle pendici del sole - alzo gli occhi, busso al cielo e apri tu.





QUANDO MI TIENI

E' tutto cielo quando ridi, è un intero mondo di cose alte che si chinano ad ascoltare, di nuvole in picchiata per guardarti da vicino, di cose con le ali che raccolgono quel suono e provano a cantarlo mentre volano; è tutto cielo quando mi dormi accanto, quando le tue dita sonnambule mi disegnano vertigini sulla pelle e dalle labbra ti sfuggono comete di sospiri, sillabe vestite di vento, parole di nebbia, mentre gli occhi guizzano come lampi sotto le palpebre per tener dietro ai sogni; è tutto cielo quando mi tieni, quando mi stringi, quando sentirti addosso mi spalanca attorno un'enormità di azzurro, un firmamento appena meno vasto del buio che mi aspetta al risveglio senza te.





ANGHINGO'

Conto fino a tre, conto fino a te, conto fino a tanto, conto fino a tutto, conto dalle cose perdute fino alle parole volate, fino alle scene tagliate; conto dalla caduta in là, dalla colpa in poi,  dal ritorno in giù; conto dal dolore escluso, dal rimpianto compreso,
dalla rabbia fino al buio, fino a ecco-ora-come faccio, conto dall'amore a salire, dalla tristezza a scendere, conto da non- è- possibile e continuo fino al vuoto, fino a prima, fino a sempre; conto fin o a ieri, fino a più; conto fino a zero.




E SE L' ALDILA' NON C' E', CE NE FAREMO UNO NOI, UN PARADISO APPOSTA PER STARE INSIEME TU ED IO, OLTRE LA VITA. ALL' INFINITO.


            Sergio Claudio Perroni    da   Entro a volte nel tuo sonno