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martedì 4 marzo 2025

CENTO POESIE D' AMORE

 


                                                                              La tua bocca è luce...




I nostri corpi - sono un solo pianeta

ci scambiamo i nomi

ci scambiamo le viscere

i nostri corpi sono un solo sangue :

siamo gemelli nella ferita, la chiave dei giorni

delle nostre gioie e tristezze

sono i nostri corpi.



                                            ***


La tua bocca è luce

nessun fulgore

è degno dei suoi orizzonti.

la tua bocca è luce

l' ombra è in un fiore.



                                         ***


Il fiore esce dal vaso

per incontrarla.

Il sole era spoglio

d' autunno - solo

un velo di nubi ai suoi fianchi.


Così nasce l' amore nel villaggio

da cui vengo.



                                                  ***


Non dico il mio canto

a un canto se non è colmo

dell' amarezza del mio amore

e del suo gioco che il vento lascia allo spazio

non dico il mio canto

a un canto se non viene come lei

dai confini del pianto.



                                               ***


Ogni volta che di notte

leggo il mio corpo

indosso il suo corpo,

mi stupisco leggendo il suo amore :

la notte non può che essere

i suoi tratti,

i suoi segreti, non può che

essere il suo nome.



                                                   ***


Lei è magica :

ha portato un villaggio di racconti dei suoi avi,

e le nubi che indossavano.

Eccola ora muoversi nel suo splendore

uno stormo di volti annebbiati e uno stormo

di uccelli le volteggiano intorno.

Un fuso tra le mani :

che cosa diranno i fili

che la mano del dubbio intreccia

nella notte dei suoi spettri veglianti ?



                             Adonis   da     Cento poesie d' amore



mercoledì 12 febbraio 2020

O SONHO






Ho visto il tuo volto attorno alla casa
dipinto su un ramo,
mi sono scrollato l'aurora dalla spalle
e ho iniziato la ricerca : è venuta?
ho domandato alla rugiada sui rami
ho domandato al sole se avesse letto
i tuoi passi, dove la notte ti aveva vista,
come si erano incamminati
accanto a te i fiori della casa e gli alberi.

Quasi disgiungo i miei giorni e me stesso:
là è il mio sangue e qui il mio corpo - fogli
che le scintille trascinano tra le rovine del mondo.



                 Ali  Ahmad  Sa'id  Isbir   ( Adonis )




mercoledì 11 ottobre 2017

LA FORESTA DELL'AMORE IN NOI




                                          ...canto la mia migrazione in te...


Ieri, quando ci siamo incontrati,
liberavo la mia anima dalla notte delle sue catene,
insegnavo alle sue ciglia
come guardarti.

Guardala, eccola ora scorrere tra me e te;
la chiameresti onda?
La chiameresti rosa? Prendila,
cospargila sulle tue labbra.


                                                               ***


Non dico come direbbero altri:
vedo in te tutte le donne,
ma dico: il cammino che porta a noi -
a scoprire la nostra ferita
e la sua cicatrice, è sospeso.

                                                ***



Afflitto dalle ferite, dalla notte, circondato
dai miei dubbi, arreso alle mie scintille,
canto la mia migrazione in te, nella tua nudità,
nel mistero della tua potente debolezza.
Non scelgo tra la mia libertà e te,
vivo nella gioia, lasciando me stesso
crocifisso sulle mie mura.

                                                  ***



E' un bene che tu abbia ora
nella testa e nel cuore
quelle distanze
quelle lanterne
quelle visioni rivelatrici

perché la tempesta sia degna di te.

                                              ***



Non dire: la chiave della mia casa era la voce
proveniente dai suoi passi,
non dire che la mia casa era la sua eco.
Dì : ho imparato ad illuminare la mia eternità
dalle terrazze del suo nome.
Dì: il mio corpo si è espanso nel suo.


      Ali Ahmed Saïd Esber ( Adonis )  da   La foresta dell'amore in noi