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giovedì 9 aprile 2020

IL TRADIMENTO DI GIUDA 1




 
                                              
                                                              Il tradimento di Giuda  ( Caravaggio )


                    
UN PO' DI PIETA' PER GIUDA

(…) Povero Giuda. Che cosa gli sia passato per l'anima, io non lo
       so. E' uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella
      Passione del Signore. Non cercherò neanche di spiegarvelo: mi
      accontenterò di domandarvi un po' di pietà per il nostro povero
     fratello Giuda.Non vergognatevi di assumere questa fratellanza.
     Io non me ne vergogno perché so quante volte ho tradito il
     Signore, e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui.
     E, chiamandolo fratello, noi siamo nel lignaggio del Signore.
     Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il
     Signore gli ha risposto con quelle parole che non  dobbiamo
     dimenticare : " Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell'
     Uomo ! " . Amico! Questa parola che vi dice l'infinita
     tenerezza della carità del Signore, vi fa anche capire perché io
     l'ho chiamato in questo momento " fratello ". Gesù aveva detto
     nel Cenacolo : " Non vi chiamerò servi, ma amici ! ".
     Gli Apostoli sono dunque diventati " amici" del Signore : buoni
     o no, generosi o no, fedeli o no, rimangono sempre degli amici.
     E noi non possiamo tradire l'amicizia di Cristo perché Egli non
     tradisce mai noi, anche quando non lo meritiamo, anche quando
     ci rivoltiamo contro di Lui, anche quando lo neghiamo.
     Davanti ai suoi occhi e al suo cuore, noi siamo sempre suoi
     Amici .   ( continua )



                   Don  Primo Mazzolari   da   Giovedì Santo, 3 Aprile 1958





IL TRADIMENTO DI GIUDA 2



SAPETE DIRMI COME NOI SIAMO DIVENTATI CATTIVI ?


(…) Giuda è un amico del Signore anche nel momento in cui,
       baciandolo, consumava il tradimento del Maestro. Vi ho
       domandato : come mai un Apostolo del Signore è finito come
       traditore ? Conoscete voi - o miei cari fratelli - il mistero del
       male ? Sapete dirmi come noi siamo diventati cattivi? 
       Ricordatevi che nessuno di noi, in un certo momento, non ha
       scoperto dentro di sé il male.L'abbiamo visto crescere, il male,
       non sappiamo neanche perché ci siamo abbandonati a lui,
       perché siamo diventati dei bestemmiatori, dei negatori. Non
       sappiamo neanche perché abbiamo voltato le spalle a Dio e
       alla Chiesa. Ad un certo momento - ecco - è venuto fuori il
       male. Ma da dove è venuto fuori? Chi ce l'ha insegnato?
       ( continua )



                                       Don Primo  Mazzolari  


IL TRADIMENTO DI GIUDA 3



CHI CI HA CORROTTO, CHI CI HA TOLTO L'INNOCENZA, CHI CI HA TOLTO LA FEDE ?


(…) Chi ci ha tolto la capacità di credere nel bene, di amare il
       bene, di accettare il dovere, di affrontare la vita come una
       missione ? Vedete, Giuda, fratello nostro! Fratello in questa
       comune miseria e in  questa sorpresa ! Qualcuno - però - deve
       aver aiutato Giuda a diventare IL Traditore. C'è una parola,
       nel Vangelo, che non spiega il mistero del male di Giuda, ma
       che ce lo mette davanti in un modo impressionante : " Satana
       lo ha occupato ". Ha preso possesso di lui, e qualcuno deve
       avercelo introdotto. Quanta gente ha il mestiere di Satana:
       distruggere l'opera di Dio, desolare le coscienze, spargere il
       dubbio, insinuare l'incredulità, togliere la fiducia in Dio,
       cancellare Dio dai cuori di tante creature. Questa è l'opera
       del male, l'opera di Satana. Ha agito in Giuda e può agire
       anche dentro di noi,se non stiamo attenti. Per questo il Signore
       aveva detto ai suoi Apostoli, nell' Orto degli Ulivi : " State
       svegli e pregate per non cadere in tentazione ". E la tentazione
       è cominciata col denaro, le mani che contano il denaro. " Che
       cosa mi date, che io ve lo metta tra le mani ?". E  gli
        contarono trenta denari. Ma glieli hanno contati dopo che il
       Cristo era già stato arrestato e portato davanti al tribunale.
       Vedete il baratto! L'amico, il Maestro, colui che l'aveva scelto,
       che ne aveva fatto un Apostolo, colui che ci ha fatto un figliolo
       di Dio, che ci ha dato la dignità, la libertà, la grandezza dei
       figli di Dio. Ecco : un baratto !  Trenta denari.   ( continua )



                         Don Primo Mazzolari


IL TRADIMENTO DI GIUDA 4


FORSE GIUDA NON AVEVA CALCOLATO QUANTO LONTANO POTEVA ARRIVARE IL SUO GESTO


(…) Vale poco una coscienza, o miei cari fratelli : trenta denari. E
       qualche volta ci vendiamo anche per meno di trenta denari.
      Ecco i nostri guadagni, per cui voi sentite catalogare Giuda
      come un pessimo affarista. C'è qualcuno che crede di aver fatto
      un affare vendendo Cristo, rinnegando Cristo, mettendosi dalla
      parte dei nemici. Crede di aver guadagnato un posto, un po' di
      lavoro, una certa stima, una certa considerazione tra certi
      amici i quali godono di poter portare via il meglio che c'è nella
      coscienza di qualche loro compagno.Ecco, vedete il guadagno?
      Trenta denari. Che cosa diventano questi trenta denari? Ad un
      certo momento voi vedete un uomo, Giuda - siamo nella
      giornata di domani - quando  il Cristo sta per essere
      condannato a morte.
      Forse lui non avrebbe immaginato che il suo tradimento
      arrivasse tanto lontano. Quando ha sentito il " Crucifige ",
      quando l'ha visto percosso a morte nell'atrio di Pilato, il
      traditore trova un gesto, un grande gesto. Va' dov'erano ancora
      radunati i capi del popolo, quelli che l'avevano comperato,
      quelli da cui si era lasciato comperare. Ha in mano la borsa:
      prende i trenta denari, glieli butta : " Prendete, è il prezzo del
      sangue di Cristo ! ". Una rivelazione di fede : aveva misurato
      la gravità del suo misfatto. Non contavano più questi denari.
      Aveva fatto tanti calcoli su questi denari. Il denaro. Trenta
      denari. Che cosa importa della coscienza? Che cosa importa
      essere cristiani? Che cosa importa di Dio? Dio non lo si vede,
      Dio non ci dà da mangiare, Dio non ci fa divertire, Dio non dà
      la ragione della nostra vita. I trenta denari. E non abbiamo la
      forza di tenerli nelle mani. E se ne vanno, perché dove la
      coscienza non è tranquilla,anche il denaro diventa un tormento.
      C'è un gesto che denota una grandezza umana : glieli butta là.
      Credete voi che quella gente abbia capito qualche cosa ? Li
      raccolgono e dicono : " Poiché hanno del sangue, li mettiamo
      in disparte. Compreremo un po' di terra e ne faremo un
      cimitero per i forestieri che muoiono durante la Pasqua e le
      altre feste grandi del nostro popolo." Così la scena cambia,
      domani sera, quando si scoprirà la croce e voi vedrete che ci
      sono due patiboli : c'è la croce di Cristo e c'è un albero dove il
      traditore si è impiccato.   (continua ).




               Don Primo  Mazzolari


IL TRADIMENTO DI GIUDA 5


DISPERARE, QUESTO E' IL PECCATO PIU' GRANDE


(…) Povero Giuda. Povero fratello nostro. Il più grande dei peccati
       non è quello di vendere il Cristo; è quello di disperare.
       Anche Pietro aveva negato il Maestro, poi lo ha guardato e si
       è messo a piangere e il Signore lo ha ricollocato al suo posto:
       il suo vicario. Tutti gli Apostoli hanno abbandonato il Signore
       e poi sono tornati, e il Cristo ha perdonato loro e li ha ripresi
       con la stessa fiducia.Credete voi che non ci sarebbe stato posto
       anche per Giuda se avesse voluto, se si fosse portato ai piedi
       del Calvario, se lo avesse guardato almeno a un angolo, a una
       svolta della strada della Via Crucis : la salvezza sarebbe
       arrivata anche per lui. Povero Giuda. Una croce e un albero
       di un impiccato. Dei chiodi e una corda. Provate a confrontare
       questi due fini. Voi mi direte : " Muore l'uno e muore l'altro".
       Io però vorrei domandarvi qual è la morte che voi eleggete :
       sulla croce, come il Cristo, nella speranza del Cristo, o
       impiccati, disperati, senza niente davanti.?
       Perdonatemi se stasera, che avrebbe dovuto essere di intimità,
       io vi ho portato delle considerazioni così dolorose : ma io
       voglio bene anche a Giuda, è mio fratello Giuda: pregherò
       per lui anche stasera perché io non giudico, non condanno:
       dovrei giudicare me,condannare me. Io non posso non pensare
       che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio
       di carità, quella parola " amico" che gli ha detto il Signore
       mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che
       questa parola non abbia fatto strada nel suo povero cuore.
       E forse l'ultimo momento, ricordando quella parola e l'
       accettazione del bacio, anche Giuda avrà sentito che il Signore
       gli voleva ancora bene e lo riceveva tra i suoi, di là. Forse è il
       primo apostolo che è entrato insieme ai due ladroni. Un corteo
       che certamente pare che non faccia onore al Figlio di Dio,
       come qualcuno lo concepisce, ma che è una grandezza della
       sua misericordia .      ( continua )



                   Don Primo  Mazzolari

      

IL TRADIMENTO DI GIUDA 6



(…) Lasciate che io pensi al Giuda che è dentro di me, al Giuda
       che forse anche voi avete dentro. E lasciate che io domandi a
      Gesù,a Gesù che è in agonia,a Gesù che ci accetta come siamo,
      lasciate che io gli domandi - come grazia pasquale - di
      chiamarmi " amico". La Pasqua è questa parola detta a un
      povero Giuda come me, a dei poveri Giuda come voi: questa è
      la gioia : che Cristo ci ama, che Cristo ci perdona, che Cristo
      non vuole che noi ci disperiamo. Anche quando noi ci
      rivolteremo tutti i momenti contro di Lui, anche quando  lo
      bestemmieremo, anche quando rifiuteremo il Sacerdote all' 
      ultimo momento della nostra vita, ricordatevi che per Lui noi
      saremo sempre degli amici . (…)




          Don Primo Mazzolari       Bozzolo, 3 Aprile 1958