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lunedì 12 luglio 2021

DALLA PARTE DELLE BAMBINE 1

 


                                        A. Renoir -  Pomeriggio dei bambini a Wargemont


Nota per il lettore:


Sono stata a lungo incerta nel tempo, se postare o meno un libro così desueto ( quando invece la società è cambiata nei suoi valori - cui qui si fa riferimento - in modo così rapido - ed è tutt'ora in evoluzione ). Tuttavia, pochi giorni fa , leggendo un testo attuale di psicologia ,ho appreso che questo testo della Gianini Belotti " risulta un "classico", per cui  l'ho immediatamente ripreso in mano. Quello di cui mi rendo conto dall'attuale rilettura è che - per fortuna - le cose sono notevolmente cambiate a livello educativo - per i bambini in genere  e per le femmine in particolare ( ciò che mi ha spinto - e il lettore se ne accorgerà - a pormi delle domande già durante il momento della trascrizione).

Per fortuna - direi-  ma , ad un'analisi che vada un poco oltre l'evidenza, mi rendo conto che non è così per tutti. Voglio dire che in una società in cui vige una cultura avanzata e moderna, è possibile che le cose stiano ad altri livelli  -  e ciascuno se ne può rendere conto se in qualche modo ha a che fare con l'infanzia , anche senza essere necessariamente un " esperto".- Ma, in altre parti del mondo ( che sono la maggioranza ) come vanno le cose? Recenti e drammatici casi di cronaca ci dicono che le femmine sono ancora pesantemente discriminate ( limitazioni nella  libertà di movimento, di scelte personali e impossibilità di acculturarsi , ecc). Inoltre, avendo a che fare con talune popolazioni africane ( che pure sono state raggiunte dal turismo, ma non dalla " civiltà",) le ragazza da marito vengono ancora " comprate "  tramite i loro beni di riferimento ( 20 mucche se la ragazza è giovane e bella, altrimenti si va a scalare...).

Che dire ? Io credo che si potrebbe aprire un dibattito sul tema  "  che significa essere donna oggi? ", ma c'è bisogno del vostro contributo. E se viene da  culture diverse, sarà più interessante ( si può scrivere nella lingua di appartenenza ).

Ringrazio anticipatamente tutti coloro che vorranno partecipare ( per letture, sentito dire, o per esperienza ).



                                       frida



LE FIGURE FEMMINILI NELLE FIABE


(...)  Se si confrontano le figure femminili della letteratura infantile contemporanea con quelle delle fiabe tradizionali, ci si accorge che ben poco è cambiato. Le vecchie fiabe proponevano donne miti, passive, inespresse, unicamente occupate della propria bellezza, decisamente inette e incapaci. Di contro, le figure maschili sono attive, forti, coraggiose, leali, intelligenti. Oggi le fiabe non si raccontano quasi più ai bambini, (che le hanno sostituite con i Cartoni animati della televisione, i Videogiochi scaricabili da Internet sui Tablet, ecc...) ma alcune fra le più note sono sopravvissute e tutti le conoscono.

Cappuccetto Rosso è la storia di una bambina al limite dell'insufficienza mentale che viene mandata in giro da una madre irresponsabile per cupi boschi infestati da lupi per portare alla nonna malata panierini con torte e burro ( alla faccia  della lotta al colesterolo! n.d.r ). Con simili presupposti, la sua fine non stupisce affatto. Ma tale storditezza, che non sarebbe mai stata attribuita a un maschio, riposa sulla fiducia che si trova sempre nel posto giusto al momento giusto un cacciatore coraggioso e pieno di acume pronto a salvare dal lupo nonna e nipote.

Biancaneve è anche lei una stolida ochetta che accetta la prima mela che le viene offerta, per quanto sia stata severamente ammonita di non fidarsi di nessuno. Quando i sette Nani accettano di ospitarla, i ruoli si ricompongono: loro andranno a lavorare, mentre lei gli terrà la casa in ordine, rammenderà, scoperà, cucinerà aspettando il loro ritorno. Anche lei vive con la testa nel sacco e l'unica qualità che le si riconosce è la bellezza, ma visto che essere belli è un dono di natura ( forse nel 1974, all'epoca della pubblicazione del libro ; n.d.r ! ) nel quale la volontà dell'individuo c'entra ben poco, anche questo non le fa molto onore. Riesce sempre a mettersi negli impicci ma , per tirarla fuori - come sempre - interviene un uomo, il Principe Azzurro, che regolarmente la sposerà .  (...)



              Elena Gianini Belotti   da     Dalla parte delle Bambine



DALLA PARTE DELLE BAMBINE 2

 

(...) Cenerentola è il prototipo delle virtù domestiche, dell'umiltà, della pazienza, del servilismo, del " sottosviluppo della coscienza", ma non è molto diversa dai tipi femminili  negli odierni libri di testo della scuola elementare ( speriamo di no!, n.d.r. ) e nella letteratura infantile. Anche lei non muove un dito per uscire da una situazione intollerabile, ingoia umiliazioni e sopraffazioni, è priva di dignità e di coraggio. Anche lei accetta il salvataggio che le viene da un uomo come unica risorsa, ma non è poi certo che costui la tratterà meglio di quanto sia stata trattata fini ad allora.

Pelle d' Asino gareggia in sottomissione con Cenerentola; Griselda, la pastorella sposata dal principe che ha trovato in lei la donna ideale, accetta di essere angariata sadicamente da lui perché fa parte delle esaltanti virtù femminili subire - senza ribellarsi - qualsiasi sopraffazione. Questo ideale femminile è sopravvissuto, dato che nei libri di testo per bambini la mamma viene tuttora descritta come una malinconica e servile creatura che sorride sempre anche se la insultano.

Le  figure femminili  delle fiabe appartengono a due categorie fondamentali: le buone e inette e le malvagie. Non esiste, per quanta cura si ponga nel cercarla, una figura femminile intelligente, coraggiosa, attiva, leale. Anche le Fate benefiche non usano le proprie risorse personali, ma un magico potere che le è stato loro conferito e che è positivo senza ragioni logiche, così come nelle streghe - al contrario - è malvagio. La figura femminile provvista di connotazioni umane altruistiche, che sceglie lucidamente e con coraggio come comportarsi, manca del tutto.(...)



          Elena Gianini Belotti   da     Dalla parte delle bambine


DALLA PARTE DELLE BAMBINE 3

 

(...) La forza emotiva con cui i bambini si identificano in questi personaggi, conferisce loro un grande potere di suggestione, che viene rafforzato dagli innumerevoli e concordi messaggi sociali. Se si trattasse di miti isolati sopravvissuti in una cultura che non li fa più suoi ( oggi, nel 2021, possiamo dirlo?; n.d.r. ), la loro influenza sarebbe trascurabile ma, al contrario, la cultura è permeata degli stessi valori che queste storie contrabbandano, sia pure indeboliti o sfumati. E per quanto questa sia un'analisi tutt'altro che sistematica della letteratura infantile del nostro paese - che richiederebbe ben altro spazio e una sede particolare - i pochi esempi riportati sono significativi e permettono la verifica dell'esistenza - anche in questo campo - di forti spinte a carico delle bambine perché continuino ad identificarsi in modelli deteriori di femminilità.

Le conclusioni non possono che concordare con quelle delle femministe di Princeton o delle inchieste francesi. I pochi testi esaminati parlano da soli a incriminare la letteratura infantile responsabile di un discorso discriminatorio, reazionario, misogino e antistorico tanto più grave quanto simili storture vengono ammannite ai bambini che le fanno proprie senza possibilità di critica. I modelli proposti da questo tipo di letteratura, piuttosto che aiutare il bambino a crescere e a organizzare la sua società futura, rischiano di bloccarlo nell'infanzia. Simili rappresentazioni dell'infanzia non sono  senza conseguenze presso gli stessi adulti, genitori o educatori, che invece di essere aiutati ad immaginare un nuovo tipo di bambino e nuovi rapporti con lui, vengono risospinti verso vecchi modelli che dovrebbero essere definitivamente abbandonati. In questo senso la letteratura infantile fallisce completamente la sua funzione.  (...)



             Elena Gianini Belotti    da   Dalla parte delle bambine