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giovedì 4 aprile 2019
LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 3
" Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola follia ". ( Marcel Proust )
SCIROCCO
Dolcezza mia di essere interrotto
nei pensieri ossessivi dalla polvere bianca
che si posa dappertutto quando a mare è scirocco.
E' come se il Sahara mi aspettasse sotto casa,
e le navi che invertono la rotta
non sanno che solo una coppia
appoggiata sul muro di cinta
può lasciare una pausa in quel velame.
Niente lotte intestine nell'amore.
Oltre il muro mai cambiato il belvedere,
e mi accorgo che la campagna è rosa.
Così la vedevo da bambino,
- la campagna di sempre -
rosa come le bambole di mia madre,
e rosa ancora la vedo
ma nessuno oggi mi può più contraddire.
Non la vita di tutti che mi chiama
per l'idea di uno squallido lavoro,
non un corpo di donna o novas coisas.
Su quel rosa mi sono ricentrato.
E nessuno mi deve contraddire.
La mente sceglie la sua immagine vitale
dove sente che il tempo passa meno.
Stelvio Di Spigno
***
MA RECHERCHE
Con il vuoto nel cuore
ascolto i fruscii
che - sussurrando -
narrano
storie di un tempo impazzito.
Con animo puro ne sfioro
i luoghi incantati,
abbandonati nell'inquieta ricerca
delle strade del mondo.
Gusto la freschezza struggente
dell'attimo sospeso nel tempo.
Ma,
subito dimentica,
mi avvio sulla strada,
che sola riposa
nel mio andare silenzioso.
Daniela Ronchetti
***
PER TUTTA QUELL' ETA'
Ci si affacciava dalla casa
l'unica che avevamo avuto
e l'incrollabile certezza, pure
avuta, di appartenere a tutto
per tutto avere fede
o per almeno un albero fitto
e - accanto - una scala
lunghissima e infinita
poggiata al tronco per tutta quell'età.
Anna Ruotolo
***
UNA VOCE
Non dimenticherò
il tuo volto, compagna
d'un attimo.
Era la tua voce dolce
e sorridendomi
gridasti t'amo
entrambi ebbri di sole.
Ma quale
il tuo nome vivo?
Eri erba, foglia, vento,
lacrima, notte, mistero,
aurora, chimera, follia…
Perdonami.
Francesco De Napoli
***
LA MEMORIA
Oh sì, che bella cosa la memoria
che fa muovere il tempo avanti e indietro:
avevo un abitino a rombi rossi,
e avrei voluto, ma mi mancò l'ardore.
E poi di quell'altro giorno mi ricordo
che il cielo era sbiancato d'abbandoni
e le lacrime calde: mio Dio, quanti dolori!
Meglio tornare qui, al tempo della bocca
e al corpo che da sé si è già distratto.
Una carezza che quasi non si tocca,
un bacio come un soffio sulla fronte.
E' il tempo, il tempo che non sai
se passa per farti male o per dire
quello che un tempo non ebbe parole,
ma l'emozione tutta viva, la stretta
forte al petto, il sentimento. Adesso
la vita parla d'altro: è un po' vecchia,
ha gli occhi stanchi, l'artrosi alle ginocchia,
e la sera chiude il grembo e la porta.
Franca Alaimo
LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 4
METHOLOLOGIE DE LA RECHERCHE
Cercare il possibile
sotto celate spoglie
proteggere la parte fragile
con parole di foglie
fortificare il dolore
placare l'amore
aggiungere sensi
non cercare consensi
nei tempi avversi
liberare versi.
Loredana Savelli
***
IL LUME
Premere sul cuore la luce che compare
nello spiraglio ai piedi della porta,
il trattenuto leggero movimento
del piede sul gradino, che elegante
trema nel buio, prima di sostare
sul ballatoio. Immagino quel lume
che ora riposa sul comò, le prime
luci dell'alba dietro le persiane,
un tram bisbiglia, sta facendo giorno
sulla città, o tutto quanto è sogno,
milioni di minuti, ore ed ore
di altre vite che vivo come mie,
di nostalgie che sento al posto d'altri,
passi dispersi, inutili dettagli,
gesti affannati a riparare sbagli,
e su quel viso piaga di dolore
la lacrima s'adagia dentro il mio
sangue con prepotenza, una mano s'alza
precipitosa nel gesto dell'addio.
Giuseppe Grattacaso
***
LA RICERCA VANA
Accade che una goccia
s'accenda
e acceda alla vena più lontana
biancomela il colore del giorno
la vita indietro
se la guardi
è un'ombra gravida,
i passi, uno dopo l'altro,
infittiscono presagi
*
c'è un'ala che muove
la notte
quando la parola muore
l'ottante consuma il sonno
del mare
( un segno inghiotte il tempo )
i tuoi piedi medicano
luci
con la sola pelle indosso
trascini l'universo
*
l'infermità del verso
duole
lontana la memoria spande
gialli umori.
Maria Grazia Cabras
Tomba di Proust al Cimitero di Père - Lachaise
" Certi ricordi sono come amici di vecchia data: sanno fare pace".
(Marcel Proust )
A UN AMICO PERDUTO
E' stato un bene non rivederci.
Come Eurialo e Niso
non crederesti quanto
l'essere inseparabili
ci rese vulnerabili.
Un giorno ci riunirà
- estranea stagione finale -
il male d'aver vissuto.
Francesco De Napoli
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