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venerdì 21 agosto 2026

ASSENZA E FIORITURA

 

  

                                                                                           Fioritura



" I fiori che vi mostro in questa foto appartengono a una pianta che fiorisce una vola sola nella vita, e pressoché mai in un interno. Ma ciò che non poteva succedere, è successo. Al ritorno da un mio viaggio, dopo circa due settimane di assenza, aprendo la porta, ho subito ho avuto il sentore di un acutissimo profumo come di gigli. Già pensavo a chi avesse potuto avere un pensiero cosi premuroso da farmi trovare dei fiori per il mio ritorno, quando, avvicinandomi all' angolo dove raccolgo le mie numerose piante ( una posizione molto luminosa davanti ad una porta finestra  ), ho scoperto l' arcano. Una delle mie piante, che nella sua crescita aveva ormai quasi raggiunto il soffitto, senza alcun segno o premonizione prima che partissi, era improvvisamente fiorita. Senza nessuna cura in particolare e in completa solitudine. Ogni ramo fiorito era formato da una specie di globo bianco, che - a sua volta -  comprendeva tanti fiori più piccoli che alla sera si chiudevano, per riaprirsi il mattino dopo. Tutta la casa fu impregnata per giorni da un profumo intenso e dolcissimo, quasi come quando le chiese venivano riempite di gigli per le festività importanti. 
La stessa aura solenne e quasi sacra.
Fu il ritorno più bello e commovente della mia vita, e anche il dono più imprevisto e caro.
Da allora guardo le piante e i fiori in modo diverso, con più amore e compassione, e ogni mattina  - appena mi alzo - le saluto amorevolmente, con uno sguardo d' intesa per ognuna. "


                                           frida


                                                           




" Sono cresciuto in un mondo di cultura contadina. L' intraprendenza di mio padre ha dato vita a un' azienda di floricoltura : il lavoro era nella sua vita una vocazione. Ho appreso da lui l' interesse per il dolore delle foglie, che in me si è trasformato per il dolore degli uomini. Nei fiori recisi ho sempre visto quello che ho incontrato negli esseri umani : la bellezza, lo splendore, la luce della vita e l' inesorabilità della morte, il loro appassire inevitabile, l' odore inconfondibile dell' acqua putrida nei vasi, il loro destino di rifiuti, il loro essere fatti di polvere. La fragilità non rende meno preziosa la vita, al contrario, ciò che è destinato a finire può apparirci ancora più luminoso proprio perché non potrà durare per sempre ".





                Massimo  Recalcati  da      Il complesso di Telemaco




mercoledì 25 giugno 2025

L' ITACA DI KAVAFIS

 


                                                                  Romare Bearden - Il ritorno di Odisseo




ITACA


Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure ed esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere di incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni , no certo

né nell' irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l' anima non te li mette contro.


Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d' estate siano tanti

quando nei porti - finalmente, e con che gioia -

toccherai terra tu per la prima volta :

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, e anche profumi

inebrianti che puoi,

va in molte città egizie

impara una quantità di cose dai dotti.


Sempre devi avere in mente Itaca -

raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fà che duri a lungo, per anni, e che da vecchio

metta i piedi sull' isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

in viaggio : che cos' altro ti aspetti ?


E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso,

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.





                     Costantinos Kavafis   da     Settantacinque poesie



domenica 20 marzo 2022

UN'ALBA PER PEPIN

 


                                                      Dal mare di Alonissos   (  frida  )





A LA  CESURE DE L'AURORE


Nella cerniera dell'alba

l'attesa bruciando dà luce

il quadrante del cuore non gira

ha lancette che sono piantate

su un'ora incinta di nuovi ricordi.




                        Ernest Pépin     da      Il paese nudo



sabato 4 settembre 2021

ANCORA VIVO

 



                                    " Ulisse torna per affrontare un nuovo presente.

                     Dante lo fa ripartire perché lo reputa degno

                     di rendersi ancora vivo ".



                                Elio  Pecora



giovedì 5 agosto 2021

FORSE UN ALTROVE


 


Il viaggio è se dimentichi la strada fatta...






NESSUNA LEGGE S'ALZA

Nessuna legge s'alza
da un fascio di orizzonti,
è un'aria lenta
che ha luogo da sé
e canta all'aria.
Il ritmo innato vaga prima
della vita.

Non sorge il dopo della discendenza:
è un toro che vibra, invece,
chiuso nel segno,
libero dalla storia nella roccia dove canta,
aria che canta da sé
senza movimento.
Il fuoco acceso fa silenzio.

Essere noi, adesso,
non è una porzione
miserevole del tempo -
ondeggia sempre
ancora 
accolto
in quello che si sente.

( Silvia Bre )


***

IL VIAGGIO DEL VASELLO

Dimentico ormai della terra, il mare era
l'incantamento promesso, al di là della soglia
si apriva un inesplorato polverìo di luci -
a guidare il ragionare d'amore il vento portava
l'armonia delle onde, le voci delle Sirene,
il canto dei delfini.

Esci da quella porta per un poema o
per un viaggio, vedrai senza occhiali
nello sfocarsi dei confini la nostra
vastità -

Cosa sai, incantatore, del nostro viaggiare?
Ci avverti che è per poco,
che è materia di sogni,
traghetto di inappagati desideri
e di ogni amore corsaro.

( Maria Clelia Cardona )


***

CI SONO STRADE SENZA FINESTRE DOVE LA LUCE

Ci sono strade senza finestre dove la luce
passa solo dalle ciglia e resta sospesa
fra il respiro e l'attesa di chi non è ancora
così tornavo ogni sera di giugno
a cercarmi il sole dentro le mani
a sentire la voce ostinata di un uomo
che tatuava nel nome
il suo orgoglio di padre
e oggi che ho davanti il tuo volto
il mio passo non sa che fermarsi
dentro i tuoi occhi in questa casa
sospesa fra il verde e l'azzurro
dove i gesti sanno di buono e di antico
come le braccia che mi porgi la notte
a farmi riparo dal pianto e dal buio
dentro un amore che è nato ai lati
delle tue labbra e dei nostri baci
ha messo casa in questa casa di vento
e la mia bocca non trova altro senso
di esserti voce al canto del cuore.

(Laura Corraducci )


***

MARE PORTAMI

Mare portami
mare benedicimi

mare che sei in me
fin dal primo azzurro
terrestre battito

mare non abbandonarmi
posa le tue dita d'acqua
sul mio capo

le tue navi luminose
sui miei occhi
quando sarà il tempo

di voltarmi.


( Massimiliano Mandorlo )


***

E QUESTO CIELO CHE NON DEMORDE

E questo cielo che non demorde
e tutto l'oceano in un soffio. E
passeggiare che l'anima si disperde
ma il pensiero si riannoda. E la luce
che in tanti secoli non s'era mai vista uguale.

E quando ritorni
hai passi smisurati e ricordi che non si piegano
alle domande - come sei stato? chi ti ha colpito? come si vive?

Il viaggio è se dimentichi la strada fatta
e quella da fare la crei mentre cammini,
proprio perché cammini. E solo dopo lo riconosci
il viaggio che sempre a te riporta ( non più te
ma un po' di quel che eri e mai più lo stesso )

( Simone Zafferani )




da   Forse un Altrove. Ipotesi di viaggio attraverso la poesia



domenica 25 luglio 2021

IL VIAGGIO DI LUCIO ( e di Elio )

 




                                                Sì, viaggiare, evitando le buche più dure...




IL VIAGGIO


E' un viaggio andarsene lungo le spiagge

strette dal sonno

coi piedi nudi che incespicano, sotto muraglie

di un tempo che non si misura.


Cerco un altrove dove incontrare folle

randagie di ignoti e, nella folla, volti

da tanto perduti:

in quale gesto fermarli, per quale parola?


Pure nel cuore batte ancora l'attesa.


E case d'ombra e stanze mai abitate

e mutazioni improvvise e tetre minacce,

sordi silenzi gridano un nome, che nome?

Forse un altrove, ma troppo simile al giorno :


a quell'andare stretto, abusato, inconcluso.




                     Elio Pecora  da    Forse un altrove. Ipotesi di viaggio dentro la poesia



domenica 13 giugno 2021

MATTEO, LISBONA e la Cançao do mar

 


                                               Staccarsi dal nido, oscillare sul dirupo...




Lo sappiamo entrambi

che l'essenza del viaggio sta nel primo passo,

staccarsi dal nido, oscillare sul dirupo.

Lo vediamo bene

il nostro stare sospesi in alto

mentre il treno di sotto taglia la campagna

e ricuce luoghi con una linea retta, una sigaretta

che si assottiglia nella sala d'attesa,

il circuito della lancetta.

Solo chi sta al nostro fianco

sa che dall'ala di qualunque aereo

tutti i balconi di Lisbona sono uguali

e non c'è rampicante che tenga

nemmeno un vestito fiorito disteso al tepore,

un fremito un battito un lirico alito

che stringa la distanza.

Ma dammi ancora la mano ora che precipitiamo

su poli commerciali pressati di negozi

su file di cartelloni con scritto saldi

e sulle offerte take away di cibo giapponese.

Prendimi entrambe le mani, ti prego

prendi la cloche di comando,

voglio tappare ciascuno dei tuoi singhiozzi

frattanto che scendiamo giù negli inferi

imprecando contro una qualsiasi divinità uccello

per trovarci un mantello di piume mai usato.



                       Matteo Rusconi       Inedito



sabato 15 febbraio 2020

IL VIAGGIO DI SEBASTIAN ( BACH ) 2



(...) "Sono a un passo dal lasciarmi cadere nel vuoto, ultimo passo
        di un viaggio iniziato cinquant'anni fa, sulla strada per
        Luneburg, al fianco dell'amico Georg. A lui mi lega una
        promessa: per questo ti ho chiesto di chiamarlo.
      " Un vecchio avvolto nel mistero ci aprì gli occhi su un mondo
        di suoni segreti.Iniziai per gioco a dar voce al mondo che
        avevo intorno. Incominciai a sguire le linee di una foglia e,
        voce dopo voce,mi ritrovai in mezzo al sentiero più misterioso
        e affascinante che potessi desiderare. Avevo un dono tra le
       mani,una catena infinita di suoni a cui dovevo dare un ordine.
       E se ricevi un dono come questo, devi metterti al suo servizio.
       Non farlo è il peccato più grande che puoi commettere.
      " Più costruivo cattedrali e intere cittàdi suoni, più sapevo che
       non potevo fermarmi. Ho imparato a sentirmi architetto,
       alchimista,esploratore e matematico;ho copiato per imparare,
       provato e riprovato a camminare su ogni tipo di via, senza
       mai arrendermi, sempre cercando di non deviare dalla luce di
       Dio. Lui mi ha tenuto in salute per tutta la vita, per poi
       donarmi l' ultima prova da superare : le tenebre in cui ora
       dimoro.
     " Perchè non ho mai rallentato il mio cammino? Perchè non 
        siamo rimasti a Cothen come avresti voluto? Perchè non 
       potevo in nessun modo interrompere quel viaggio. Dovevo
       andare avanti a tutti i costi. Dovevo, Anna. Sono pur sempre
       un Bach, della famiglia dei Bach di Eisenach.
     " Di tutti i suoni che ho incontato in vita mia, me ne resta uno
       da trovare. Qualche giorno fa ho incominciato ad avvertirlo,
       è come se mi chiamasse. Aspetto di sapere. E' in quel suono
       che desidero perdermi, Anna. "
       Le sue dita iniziano a muoversi sulla tastiera.
       Ai prmi accordi, tutto mi arriva chiaro.
       Sono le note di  Bist du bei mir , un'aria che ho sempre amato
       e che Sebastian ha inserito nel libretto a me dedicato, anche
       se non scritto da lui.
       La sta suonando per me, aspetta la mia voce.
       Chiudo gli occhi. Una scossa mi attraversa il corpo.
       Comincio a cantare. Davanti a me, una luce calda e potente.

       Se tu sei al mio fianco
       io andrò con gioia
       verso la morte e il mio riposo.
       Oh come sarebbe
       bella la mia fine
       se fossero le tue mani gentili
       a chiudere i miei occhi fedeli ! 
      
    

  Cesare Picco  da  Sebastian ( Il viaggio che ha cambiato la vita e la musica di J.S. Bach )

venerdì 6 dicembre 2019

VIAGGIO ( con prospettiva )




                                                      E allora me ne vado ai quattro angoli…


E allora me ne vado da queste acuminate geometrie
che solo a prenderne le altezze ci lascia brani di lati
e ipotenuse senza che cambi l'are ( i ) a.

E allora me ne vado ai quattro angoli che nessuno
ha mai contato fino ad otto, troppo ottusi per essere
lineari, in traiettorie di tangenti casuali.

E allora me ne vado divaricando orizzonti all'infinito
- incurante del punto di partenza - tanto non parto
se non da questo acuto - inadeguato imbuto di confine.

E allora me ne vado facendo leva su un punto - il mio -
tale che lo spazio si apra  a negare l' incontro di due rette.
All'infinito.



                                             frida



lunedì 29 luglio 2019

IL BOSFORO DI AKIN

 
 

                                                                  Stretto del Bosforo  (  frida  )


S'E' VISTO

Non bruciare il bordo della lettera,
e non parlare d'amore
per pagine e pagine.
Soltanto, mentre chiudi la busta,
calca molto bene
quelle tue labbra schive.


                                            ***

AMARE

Saper vedere
che cade
tra i fiocchi della neve
la piuma bianca dell'uccello migratore
riparato sotto la grondaia.

Ecco
amare.



                           Sunay  Akin     da        Canti dal Bosforo



giovedì 4 luglio 2019

LIBERTA' E VIAGGIO

 
 
                  
                                                          Voleva portare l'amore nel mondo…


(…) Non c'è viaggio senza un distacco: senza un partire, senza una
       rottura. E l'arrivare, nel viaggio, non è altrettanto importante.
       In ogni caso, se non si esce, non si ritorna, se non si parte non
       si arriva. Staccarsi, distaccarsi, è il momento decisivo del
       viaggio.
       Partire, uscire, interrompere, spezzare. Liberarsi di una
       monotonia, di una ripetizione, di una costrizione. Liberarsi,
       liberare. L'altro nome del viaggio è la libertà. Una libertà di
       interrompere, di rompere. Libertà del no, che è anche libertà
       per un sì. Ogni viaggio è un dire di noi per dire di sì. No e sì
       che si abbracciano, contestuali e indivisibili. Nessuna libertà
       per qualcosa, per un progetto, può mai sorgere senza il
       coraggio di un no ; un coraggio iniziale, e ripetuto. Nel
       coraggio di un no non abita solo la rottura o la fuga,vi è anche
       l'intuizione - per quanto confusa e vaga possa essere - di una
       direzione, di un progetto, qualsiasi cosa ne pensino coloro che
       con grande saggezza mettono sempre sull'avviso: " Non si
       lascia la strada nuova per la vecchia senza sapere dove porta;
       non si può soltanto criticare ".
       La saggezza comune mette in guardia perché nel viaggio ci si
       può perdere: si può partire senza tornare più. La rottura e il
       pericolo sono intrinseci al viaggio, il rischio, ancora, da cui
       proviene il suo indescrivibile fascino: voglia di lasciarsi tutto
       alle spalle ( anche se solo per un po' e con qualche illusione );
       di essere " liberi ".
       Nel partire, nella rottura, c'è una libertà : la libertà dalla
       propria ( presunta ) identità; la libertà per la ricerca di un'
       identità, la libertà per la ricerca di un'alterità. Viaggiando si
       interrompe la costante messa in ordine del mondo, la ripetuta
       ricerca delle definizioni; una libertà di sperimentare allora
       qualcosa di diverso, di nuovo rispetto allo sforzo quotidiano di
       catalogare, di trovare : una libertà - in definitiva - di farsi
       trovare.   (…)



                       Franco  Riva    da    Filosofia del viaggio


      

ALTERITA' E VIAGGIO 2



(…) L'odissea di Ulisse rappresenta in un certo modo il viaggio
       circolare, espressione di un mondo chiuso, finito.Qui il viaggio
       è sempre un partire da casa e un ritornare a casa, e il vissuto
       del viaggio si esprime anche nel sentimento della lontananza
       dalle proprie radici.Il viaggio è qui diverso dal vagabondaggio
       perché non è un andare senza meta.Il rientrare presso se stessi
       è altrettanto importante quanto il partire, che si concepisce
       sempre come momentaneo e provvisorio.
       Il viaggio di Abramo si presenta in modo ben diverso: la casa
       non è più casa,il partire vale più del tornare,il mondo è aperto,
       nuovo e non conosciuto. All'immagine della casa si sostituisce
       quella della tenda ( il nomade ), perché il futuro del cammino è
       più importante del passato. Il punto di partenza  è
       più chiaro del punto di arrivo, che non si conosce, l'apertura
      più importante della conclusione del viaggio. Con Abramo l'
      altro chiama e continua a chiamare, impedendo il ritorno alla
      primitiva e sedentaria identità di origine, e suggerendo l'idea
      che nello stesso viaggiare - nello stesso star fuori - vi sia l'
      esperienza più autentica di identità.  (…)



                           Franco Riva     da      Filosofia del viaggio


ALTERITA' E VIAGGIO 1

 
 

                                                Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità…


(…) Il viaggio è in rapporto con un distacco dall'identico, con una
       frattura dell'ordinario,con un'alterità di cui si va in cerca e che
       nello stesso tempo si incontra.L' intuizione e la percezione di
       un'alterità che affascina sottilmente e con cui ci si confronta,
       sono essenziali al viaggio. Probabilmente nessuno viaggerebbe
       più se fosse sicuro di non incontrare davvero niente di diverso
       rispetto alle coordinate solite di riferimento : ci si limiterebbe
       soltanto a spostamenti più o meno grandi, più o meno piccoli,
       ma sempre solo spostamenti da un luogo all'altro entro un
       universo organizzato dove è già tutto noto.
       Nel viaggio si assiste a un intreccio di alterità, e il viaggio
       stesso diventa tanto più interessante quanto più restituisce a
      se stessi dopo il passaggio intenzionale attraverso una diversità
      riconosciuta come tale, nella sua forza di provocazione e
      insieme di confronto.
      Negli intrecci di alterità del viaggio sono presenti dimensioni
      spaziali e temporali,ma soprattutto umane.Le forme non umane
      di alterità rinviano spesso e spesso suppongono un incontro
      con altri stili di vita, con altre culture, con altre organizzazioni
      del vivere collettivo.
      Un viaggio dalla pianura alla montagna o al mare, e viceversa
      significa tutto questo. E così pure un viaggio tra paesi e culture
      diverse.Ma anche un viaggio all'indietro nel tempo rappresenta
      per eccellenza l'incontro con altre culture, altra umanità o con
      momenti diversi della stessa cultura.
      Senza percezione di alterità e di dislocazione spazio- temporale
      non c'è propriamente viaggio. L'alterità struttura il viaggio in
      due modi diversi: essa può costituire il momento indispensabile
      del passaggio circolare da un'identità iniziale a una stessa
      identità che si ritrova finalmente presso se stessa dopo le
      peripezie del viaggio ( viaggio circolare ), ma può anche
      rappresentare un'uscita dalla propria identità senza più un
      ritorno preciso ( viaggio lineare ).  (…)



                        Franco  Riva    da      Filosofia del viaggio

mercoledì 3 luglio 2019

VIAGGIARE E NON PARTIRE 1

 
 

                   E' vero che per essere capaci di vedere, dobbiamo allontanarci…


" Non si sta bene che altrove ",ha detto qualcuno: è un programma,
   una dichiarazione di fede o di sfiducia. Da sempre anime inquiete
   trovano nel viaggio un momento in cui la vita vibra a frequenze
   inconsuete.L' inaspettato, lo sperdersi ci fa sentire più vivi, attiva
   i sensi, sconquassa i pregiudizi.Lo spaesamento rompe gli schemi
   mentali in cui incaselliamo il mondo. Si incontrano nuovi odori,
   nuovi sapori, cambiano le regole del gioco. Dobbiamo imparare
   molto, niente è più scontato, neppure prendere un autobus o
   ordinare un piatto al ristorante. Nessuno ci conosce, nessuno
   connette il nostro volto a una storia, a un  nome. La vecchia
  identità non funziona più:veniamo visti e guardati in modo nuovo.
  Può essere un momento per cercare un io più vero, più profondo,
  oltre i trucchi e le convenzioni. Oppure possiamo provare trucchi
  diversi, altre maschere, e in una libertà eccitante ben al di là di
  ogni carnevale, esplorare altre vie possibili.
  Certo, sommi filosofi hanno mostrato i limiti del viaggio, dell'
  andare via come coazione a ripetere, come necessità senza 
  libertà.

  Dice  Lao Tzu nel Tao Te King : " Senza uscire dalla porta,
  conoscere il mondo1
  Senza guardare dalla finestra, vedere la Via del Cielo!
  Più lontano si va, meno si conosce.
 Perciò il Santo conosce senza viaggiare:egli nomina le cose senza
  vederle; egli compie senza azione.".

  Del resto è chiaro:c'è chi viaggia sempre e non parte mai, avvolto
  in un bozzolo di pregiudizi. C'è chi parte e va lontano, senza
  bisogno di viaggiare. C'è chi parte e viaggia e c'è chi non parte e
  non viaggia.
  Forse il punto non è se stare a casa o partire, ma " come" si sta
  nelle partenze o nella stanzialità.
  Del resto, Colombo sbagliò strada e finì come sappiamo, con la
  scoperta dell' America. E credo che questo succeda spesso al
  viaggiatore: cerca una cosa e ne trova un'altra.
  E' un bene? E' un male?  (…)



                        Andrea   Bocconi    da    Viaggiare e non partire
 

VIAGGIARE E NON PARTIRE 2



(…) Sappiamo che se potessimo guardare la Terra da una stella
       abbastanza distante, vedremmo le legioni di Cesare marciare.
       Molti fanno questo tipo di viaggio nel passato senza aver
      bisogno di abbandonare il pianeta.Lo scrittore Cees Noteboom,
      per esempio, attraversa la Spagna carico di ponderosi tomi
      sull'architettura romanica, insegue la storia dei re nei quadri 
      di vecchi castelli e cerca di riannodare i fili del passato con un
      presente che sembra sfuggirgli, ma sempre in maniera geniale:
      in un capitolo di Verso Santiago, intitolato Quando il passato
      è presente , scrive :
     "Succede a ogni viaggio, o meglio mi succede ogni volta che
      intraprendo un viaggio lungo. Il tempo che trascorro lontano
      da casa si ferma, si solidifica, diventa qualcosa di massiccio e
      strano che si richiude dietro di me...
      Mi dilato con quello che assorbo vedo e raccolgo. Non si tratta
      di una conoscenza superiore, ma piuttosto di una sorta di
      deposito alluvionale… Naturalmente potrei anche limitarmi a
      dire che ingrasso, che mi gonfio di un'infinità di informazioni,
      mezzi pensieri, notizie relative alla provincia in cui vengo
      casualmente a trovarmi, però al contempo devo anche cercare
      di convivere con questo personaggio dilatato e ingrassato.
      Una persona un po' montata che non sa più niente di casa
      propria e si sofferma temporaneamente altrove."   (…)



                    Andrea Bocconi   da   Viaggiare e non partire

VIAGGIARE E NON PARTIRE 3



(…) Ha scritto Giacomo Casanova, che certo sedentario non fu :
    " Coltivare il piacere dei sensi fu per tutta la mia vita, la mia
     principale occupazione e non ne ebbi mai altra più importante".

     Non è un'affermazione riduttiva come può apparire se ci
 limitiamo a prendere in considerazione solo le avventure amorose.
 Il viaggio funziona come certe droghe: acuisce i sensi, li risveglia,
 li stupisce. Da un punto di vista neurologico, l'occhio fa la parte
 del leone: la maggior parte delle informazioni sono visive. Quello
 che avanza se lo piglia in gran parte l'orecchio.Vi sono però molte
 altre informazioni che passano da canali più sottili: ad esempio c'è
 chi sostiene che anche tra gli umani, l'odore gioca un ruolo molto
 importante di cui spesso non siamo affatto consapevoli :nell'
 attrazione sessuale, per esempio.
 D'estate cerchiamo il sole, ci gustiamo il piacere del corpo nudo.
" A modo mio, avrei bisogno di carezze anch'io", cantava Lucio
 Dalla e aveva ragione :la psicologia e l'etologia hanno dimostrato
 l'importanza delle carezze e del contatto fisico nello sviluppo dei
 piccoli. Mi pare che siamo diventati degli analfabeti del tatto,
 analfabeti di ritorno: sapevamo, ma abbiamo dimenticato.
Ci tocca reimparare facendo i più svariati corsi di massaggio: thai,
ayurvedico, hawaiano. Si cercano stimoli nuovi che possano
risvegliare questo senso negletto.
Vediamo se è vero, sentiamo che ne dicono gli altri, assaporiamone
il sapore… (…)



                  Andrea   Bocconi   da    Viaggiare e non partire


VIAGGIARE E NON PARTIRE 4



(…) " Io penso che - riguardo ai viaggi - una buona parte delle
       persone mentano, ma nessuno lo ammette"
       Max Knaus sostiene che tutto il  tourist bousiness si regga
       sulla stessa convinzione: non dire mai che la tua vacanza è
       stata un disastro.
       Soprattutto non dirlo a se stessi, penso io..

       Non dimentichiamoci che travel  ( viaggiare, in inglese ),
       viene da  travail " sofferenza, lavoro" e in italiano addirittura
       " travaglio ".

       Nadia Fusini, giornalista e scrittrice, rompe l'omertà :

     " Viaggiare è un'arte e richiede un talento che non tutti hanno.
        Io, ad esempio, ne sono priva. Già partire mi mette in ansia;
        figuriamoci arrivare in un luogo dove non sono mai stata e
        si parla una lingua che non conosco e si mangiano cibi che
        non somigliano a quelli cui non sono abituata e perfino i
        letti sono diversi e i rumori non sono gli stessi.
        Ma naturalmente,come al cieco piacerebbe vedere, al muto
       parlare e allo zoppo correre,così io non faccio che fantasticare
       su quell'organo che mi manca, e vagheggiare le meraviglie di
       cui il mio handicap mi esclude. Immagino partenze comode e
       arrivi avventurosi, fantastiche scoperte, incontri esotici. Come
       appunto leggo nei libri di viaggio, dove non trovo mai
       descritti quei momenti che ritengo invece assai probabili ( o
       solo a me capitano? ), quando al crepuscolo la nostalgia di
       casa si fa insopportabile, e la vita odiosa in una stanza d'
       albergo sordida, e si vorrebbe solo morire alla vista degli
       scarafaggi a New York, delle rane in India, dei topi sul Nilo.
       Da sola come sopportare tutto ciò?
       Per questo ci vuole sempre  compagno di viaggio… "   (…)



                        Andrea  Bocconi     da     Viaggiare e non partire

VIAGGIARE E NON PARTIRE 5


" E' l'animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi "

                        ( Lucio  Anneo  Seneca )


(…) L' avevo promesso che, nonostante la mia faziosità, avrei dato
     voce anche ai sedentari,a chi vede nel viaggio un'inutile perdita 
     di tempo, un allontanarsi da se stessi, un passatempo di chi non
     ha il coraggio di stare con sé. Pascal ha detto che la maggior
    parte dei problemi dell'uomo nascono dal fatto che non è capace
   di starsene tranquillo nella sua stanza.Credo anch'io che si possa
   imparare moltissimo senza muoversi,  lo sostengono illustri
   personaggi.

   Giuseppe Tucci, fondatore dell'orientalistica italiana, è stato uno
   dei primi occidentali a viaggiare in Tibet in questo secolo.Fu una
straordinaria figura di viaggiatore,studioso di fama internazionale,
 cercatore spirituale.
 Renata Pisu racconta di un incontro con lui poco prima che
  morisse:
" In lui la barriera tra la vita e la morte era diventata sottile come
   quei fogli di carta di riso che i cinesi mettono alle finestre e che
   il sole e la pioggia rendono diafana, addirittura immateriale…
   La carta sottile che in Tucci divideva ancora vita e morte era sul
   punto di dissolversi, lo percepivi, e lo percepiva anche lui.
   Però era ancora combattivo, oserei dire avventuroso, anche se
   immobilizzato su una sedia a rotelle. Ricordo che gli chiesi se
   rimpiangeva la vita di un tempo, che era stata un continuo
   andare, e lui mi rispose orgogliosamente,anche se era avvertibile
   una nota di rimpianto nella sua voce , che " la gente non può
   capire, ma è su questa sedia ,in questa stanza che ho fatto le più
  importanti scoperte della mia vita. "  (…)



              Andrea  Bocconi   da   Viaggiare e non partire



lunedì 4 febbraio 2019

Il bello del Marocco 1

 
 
 
 
Guardie del Palazzo

 
 
Torre con nido di cicogna
 
 
 
Apparecchiato … per te...

Il bello del Marocco 2

 
 
 
 
Resti di un tempio

 
 
Mosaico

 
 
Rovine di antica città