giovedì 4 luglio 2019

LIBERTA' E VIAGGIO

 
 
                  
                                                          Voleva portare l'amore nel mondo…


(…) Non c'è viaggio senza un distacco: senza un partire, senza una
       rottura. E l'arrivare, nel viaggio, non è altrettanto importante.
       In ogni caso, se non si esce, non si ritorna, se non si parte non
       si arriva. Staccarsi, distaccarsi, è il momento decisivo del
       viaggio.
       Partire, uscire, interrompere, spezzare. Liberarsi di una
       monotonia, di una ripetizione, di una costrizione. Liberarsi,
       liberare. L'altro nome del viaggio è la libertà. Una libertà di
       interrompere, di rompere. Libertà del no, che è anche libertà
       per un sì. Ogni viaggio è un dire di noi per dire di sì. No e sì
       che si abbracciano, contestuali e indivisibili. Nessuna libertà
       per qualcosa, per un progetto, può mai sorgere senza il
       coraggio di un no ; un coraggio iniziale, e ripetuto. Nel
       coraggio di un no non abita solo la rottura o la fuga,vi è anche
       l'intuizione - per quanto confusa e vaga possa essere - di una
       direzione, di un progetto, qualsiasi cosa ne pensino coloro che
       con grande saggezza mettono sempre sull'avviso: " Non si
       lascia la strada nuova per la vecchia senza sapere dove porta;
       non si può soltanto criticare ".
       La saggezza comune mette in guardia perché nel viaggio ci si
       può perdere: si può partire senza tornare più. La rottura e il
       pericolo sono intrinseci al viaggio, il rischio, ancora, da cui
       proviene il suo indescrivibile fascino: voglia di lasciarsi tutto
       alle spalle ( anche se solo per un po' e con qualche illusione );
       di essere " liberi ".
       Nel partire, nella rottura, c'è una libertà : la libertà dalla
       propria ( presunta ) identità; la libertà per la ricerca di un'
       identità, la libertà per la ricerca di un'alterità. Viaggiando si
       interrompe la costante messa in ordine del mondo, la ripetuta
       ricerca delle definizioni; una libertà di sperimentare allora
       qualcosa di diverso, di nuovo rispetto allo sforzo quotidiano di
       catalogare, di trovare : una libertà - in definitiva - di farsi
       trovare.   (…)



                       Franco  Riva    da    Filosofia del viaggio


      

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