mercoledì 17 luglio 2019

LA NORMALITA' DEL MALE 1

 
 

                    " Multa renascentur quae iam cecidere…" ( Orazio da "Ars Poetica" )


(…) Le mie scuse ad Hanna Arendt: non l'ho plagiata, ma l'ho
      parafrasata,e da una distanza intellettuale che non ho difficoltà
     a definire siderale.
     Il suo libro La banalità del male mi ha colpita, come ha colpito
     tutti quanti, ma anche perché sono una criminologa e ho quindi
     abitualmente a che fare con uomini che uccidono colei che
     amavano o dicevano di amare, o con donne che, contrariamente
     alla sacrosanta aspettativa dell'amore e delle dedizione
     materna, ammazzano i loro bambini.
     Perché lo facciano è una domanda che i criminologi si sono
     sempre posti e a cui hanno dato risposte diverse: la malattia
     mentale,la disperazione o magari la cattiveria; perfino la
     superficialità.
     Quel che invece non sono mai riuscita a capire e su cui continuo
     a interrogarmi, è come possa accadere che un intero popolo o
     comunque centinaia di migliaia di persone possano condividere
     il male estremo. Non sono mai riuscita a comprendere come
     persone dalla vita normale che la mattina si alzano, fanno
     colazione, baciano i loro bambini, portano a spasso il cane e
     vanno a lavorare poi. da un momento all'altro, si dilettino nello
     sterminio dei loro simili, o colludano con chi stermina.
     Come ebbe ad affermare Arendt  nel suo celebre libro : " Una
     mezza dozzina di psichiatri lo aveva dichiarato " normale"...
     Ma il guaio del caso di Eichmann era che di uomini come lui
     ce n'erano tanti, e che questi tanti non erano né perversi né
     sadici, bensì erano - e sono tuttora - terribilmente normali.
     Persino i torturatori studiati da Conroy ( vescovo irlandese del
     XIX sec. ) in diversi contesti geografici e politici non sono
     distinguibili dalla popolazione generale ,e " atti indicibili "
     possono essere commessi da " persone comuni ".  (…)


Isabella  Merzagora   da  La normalità del male ( La criminologia dei pochi e la criminalità dei molti )



2 commenti:

  1. È un mistero. Ma forse il problema è proprio la "normali6" che non esiste.

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    1. Se ci ponessimo a disquisire sul problema del Male in campo filosofico e teologico, credo che avremmo argomenti almeno quanto il tempo che ci ha preceduto in cui questo tema è stato dibattuto, analizzato, sviscerato.
      Ho postato questo testo, come dire per " completezza di informazione " in quanto anche la criminologia, scienza certamente più " giovane" si occupa nella nostra epoca dello stesso problema.
      Ma faccio mia l'affermazione di Jung, che al proposito, dice : " Occorre che l'uomo ( come genere e come singolo ) si renda conto che l'essere umano è capace ( contemporaneamente ) delle azioni più eroiche e sublimi nonché dei più orrendi misfatti".
      E perché lo faccia - come dici tu - fondamentalmente rimane un mistero.
      Grazie per la visita.

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