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martedì 15 febbraio 2022

IL TEMPO CUCITO DELLE PAROLE

 


                                                  Monet - Scena di neve ad Argenteuil




Nel silenzio delle sillabe riconosco

quel tratto d'inverno che ci vide orfani

e non seppe parlare per tanto tempo.


La Siberia ci attraversa ancora

ma nessuno rivendica la storia

il destino sembra dietro l'angolo.


Neanche oggi verrà la neve

siamo solo a metà Novembre

e il freddo ha la pelle spessa.



                                             ***


Fai come gli abbracci la mattina presto

quando si congedano dal sogno

e le mani scolpiscono l'aria

senza alcun rimprovero

perché poi restano le periferie

da abbeverare con gli occhi.


La tua voce tarda

nei rintocchi della sera.



                                             ***


Non sarà lo sguardo a soccombere

ma la via procede al balzi

annuncia per prima lo scavo

resiste alla prova del cielo

che ogni mattina rotola albe

sul campo più distante.


La finestra sposa la notte

ripara tracce

perché ha confidenza

si cuce il mondo addosso.



                                               ***


Cresce il marmo

a poca distanza dall'inverno

manca l'aria

a chi sposa radici

senza sostenere il cielo

alla finestra passano alberi

hanno la primavera sottobraccio.



                                           ***


Alcuni mandano all'aria infanzie

felici riempiono i balconi

di parole annodate

sono fiori senza gambo.


Se ami le altezze

procurati un manuale

di arrampicata sugli alberi

non darti troppo peso

affidati all'ombra

già cresce nel cortile di casa.




           Giancarlo Stoccoro   da   Il tempo cucito delle parole



lunedì 4 maggio 2020

CONSULENTE DEL BUIO




                                            Galleggio nella profondità esatta del buio...


RICETTA

Nei casi lievi
chiudere le ossa
nella tomba di famiglia
scegliere la foto più bella
e incidere nel marmo
il tempo caduto.
Se invece la morte
forte vi prende
e del corpo
più niente rimane
che la vita
già non aveva corrotto
spargete la polvere 
nei campi
e aspettate l'anno seguente
per raccogliere i fiori.


                                      ***

THE ROAD

Luoghi pieni d'ombra e bambini
esclusi dal palcoscenico.
Gente che spinge le cose avanti
e si curva sui carrelli della spesa.
Il tempo appena li imbriglia
non li trascina certo con sé.
Questo a volte ci capita
di tracciare mappe per il mondo
e non avere terra dove andare.


                                        ***

VARIAZIONE ULTIMA

Cammino lungo  il tuo nome
coltivando assenze di te.
Stretta la gola la compagine
batte in ritirata e tutto
si sbriciola dentro il muro di cinta
la spirale magica degli avvoltoi
e gli sms destinati al silenzio.
Scivola il ghiaccio a punta di lama
e piovono addosso sciarpe e cappotti
non baci abbracci né voce di talpa
affinata in occhi allergici
allo sguardo esangue.
Mi spoglio di tutto mi alzo e resto
lì impietrito per un nome 
preso a prestito  e mai restituito
finalmente pronto alla consegna.


                                       ***

MAI PIU'

Scusami
ancora
se ho confuso
i miei binari
coi tuoi.
Non lo faccio più 
ma è così difficile, sai.

Le strade
che con te
perdevano i margini
si sono fatte 
strette
e la gente
che mi chiede
come va
mi dà fastidio.

Adesso
mi affitterò delle mura.


                                          ***

CONCILIAZIONE

La tua parola plurale
il paradiso dei giusti
che sanno aspettare
una sintassi
per le cose da fare.
Eppure nessuna morte
è semplice
ogni percorso
si fa traccia sulla terra.
La solitudine
non ammette deroghe
si declina al singolare.


                                        ***

NOTTURNA

Cado
nei miei giorni
imperfetti
e galleggio
nella profondità
esatta del buio.




                     Giancarlo  Stoccoro    da    Consulente del buio



domenica 25 novembre 2018

DOVE VANNO GLI ABBRACCI...

 
 


                                          Il silenzio ancora non sa mostrarsi…



...rotola un mondo di parole
e la vita sembra non fare altro
che accogliere l'eco
del gesto che manca.

Scuote il silenzio, lo scuote tutto
quasi fosse una borraccia
da cui suggere l'ultima goccia d'acqua.


                                         ***


NON HO MERITO SE IL TEMPO

mi si dipinge addosso
e ha i colori della terra
abbandonata dall'acqua.

Mi fanno da spalla i gesti
che spostano l'ora
con l'alfabeto semplice.

I luoghi si nascondono
nelle crepe dei muri
- riottosi fino a quando?


                                        ***


DI TE NON MI AGGIORNO PIU'

sono le poesie le più tenaci
spuntano da ogni angolo
come sanguisughe s'abbeverano
all'inchiostro rosso sangue
affamate di labbra
diresti che s'accontentano
di una parola scritta
di tanto in tanto.


                                    ***


NON TROVO OSPITALITA'

nella lingua
lunghe frasi si allontanano
avvolte nelle ombre della sera.
Il silenzio ancora non sa
mostrarsi per quello che è.



                         Giancarlo  Stoccoro       Inediti