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sabato 31 agosto 2019

UN SOFFIO DI VITA ( Introduzione )



Libro postumo, libro testamento, ma anche  intrepido e scherzoso libro di  vita, debordante di frasi sconnesse come in sogno, di idee allo stato grezzo, formato da " resti di demolizione  di un'anima" e di " estasi provvisorie ", questo testo mette in scena due personaggi: l' Autore e la sua " creatura"  ( Angela ) che dialogano affrontando tutti i temi sui quali l'autrice si è incessantemente interrogata nel corso delle sue opere: le parole, il tempo, il mondo, la storia, la preghiera, gli esseri viventi e quelli inanimati. E infine: la grazia.
La scrittrice  (qui ), non nasconde affatto le proprie intenzioni e- perentoria come sempre - esordisce : " Voglio scrivere movimento puro". Quel che si propone - infatti - non è una stesura coerente o una qualsivoglia trama, bensì il definitivo esorcismo dell'indicibile.
Quando compone gli ultimi frammenti, le è stata diagnosticata una malattia mortale ( cancro dell'ovaio ) e la morte pervade questo testo, che lei stessa confessava essere stato " scritto nella sofferenza ".

IL SOFFIO DI VITA DI CLARICE 1

 
 
 
                                    Alice : " per quanto tempo è per sempre ?"
                                    Bianconiglio: " A volte solo un secondo"    (Lewis Carrol )


(…) Questo non è un lamento, è un grido di uccello rapace. Iridato
       e inquieto. Il bacio sul volto morto.
     Scrivo come se fosse in gioco la vita di qualcuno.Probabilmente
     la mia stessa vita. Vivere è una specie di follia che la morte
     commette. Che vivano i morti perché viviamo in loro.
     D'improvviso le cose non hanno più bisogno di avere un senso.
     Mi accontento di essere. Tu sei? Sono sicura di sì. Il non senso
     delle cose suscita in me un sorriso compiaciuto. Senza dubbio
     tutto deve continuare ad essere quello che è.
     Oggi è un giorno da nulla. Oggi è tempo zero. Esiste per caso
     un numero che non dice nulla ? Che è meno di zero? Che
     comincia in ciò che non è mai cominciato perché era da
     sempre ? Ed era prima di sempre? Mi appiglio a questa assenza
     vitale e ringiovanisco interamente, al contempo contenuto e
     totale. Rotondo senza inizio né fine, sono il punto prima dello
     zero e del punto finale. Dallo zero all'infinito camminerò senza
     fermarmi. Ma allo stesso tempo tutto è così passeggero. Io sono
     sempre esistito e di colpo non ero più. I giorno là fuori scorre
     a caso e ci sono abissi di silenzio in me. L'ombra della mia
     anima è il corpo. Il corpo è l'ombra della mia anima.
     Sono felice nel momento sbagliato. Infelice quando tutti ballano.
     La vita non è mai stata così al presente come oggi: in un batter
     d'occhio è il futuro. Tempo per me significa disgregazione della
     materia. L'imputridimento di ciò che è organico, come se il
     tempo fosse un verme dentro a un frutto e andasse rubandogli
     l'intera polpa.Il tempo non esiste.Ciò che chiamiamo tempo è
     il movimento di evoluzione delle cose, ma il tempo in sé non
     esiste. Oppure esiste, immutabile, e in esso ci trasformiamo. Il
     tempo passa troppo in fretta e la vita è così corta. Dunque -
     affinché io non venga inghiottita dalla voracità delle ore e dalle
     novità che fanno passare il tempo in fretta, coltivo un certo
     tedio.Mi assaporo così ogni detestabile minuto. E coltivo inoltre
     il silenzio vuoto dell'eternità della specie. Voglio vivere molti
     minuti in un solo minuto. Voglio moltiplicarmi per arrivare ad
     abbracciare territori desertici che diano un'idea di immobilità
     eterna. Nell'eternità il tempo non esiste.  (…)



                 Clarice  Lispector    da      Un soffio di vita


IL SOFFIO DI VITA DI CLARICE 2



(…) Essere felici è una responsabilità enorme. Pochi ne hanno il
       coraggio. Io il coraggio ce l'ho, ma anche un po' di paura. Le
      persone felici sono quelle che hanno accettato la morte.Quando
      sono troppo felice, mi viene un'angoscia che mi imbavaglia: mi
      spavento.
      Sono così paurosa. Ho paura di essere viva perché chi ha vita,
     un giorno muore.E il mondo mi fa violenza.Gli istinti prepotenti,
     l'anima crudele, la crudezza di chi è senza pudore, le leggi a cui
     obbedire, l'assassinio - tutto questo mi dà le vertigini, come le
     persone che svengono alla vista del sangue : lo studente di
     medicina, con il volto pallido e le labbra sbiancate di fronte al
     primo cadavere da sezionare. Mi spaventa se, in un colpo d'
     occhio, vedo le viscere dello spirito altrui. O quando, senza
     volere, cado nel profondo di me stessa e vedo l'abisso
     interminabile dell'eternità,abisso attraverso il quale,
     fantasmagorica, comunico con Dio. Ho paura della legge
     naturale che chiamano Dio. Il timore. I suicidi molte volte si
     uccidono per la paura di morire. Non sopportano la tensione
     crescente della vita e dell'attesa del peggio - e si uccidono per
     liberarsi dalla minaccia.
     Si va da un'alfa a un omega, ci si distrugge e si lavora e ci si
     diverte, e... A che scopo? Camminiamo verso una voragine -
     inesorabilmente.
     Non fare nulla potrebbe essere una soluzione.
     Sembrerebbe il suicidio, ma è una pura coincidenza.
    Ha senso correre tanto dietro alla felicità ?Basterà essere felici?
    Essere felici è una questione di tolleranza?  (…)



                        Clarice  Lispector    da   Un soffio di vita

IL SOFFIO DI VITA DI CLARICE 3



(…) Se mi chiedete se esista la vita dell'anima dopo la morte,
       rispondo- misteriosamente,certo, e perché no, visto che la cosa
       è proprio un mistero -rispondo con uno schema incerto: esiste,
       ma non mi è dato sapere in che forma quest'anima vivrà.
       Nessuno ha ancora scoperto lo stato delle cose dopo la morte -
       perché è impossibile immaginare quale sarebbe il
       comportamento di Dio, quello stesso Dio che, inspiegabilmente
       per noi, fa germogliare un seme. Io non so come germoglia il
       seme, non so perché questo cielo azzurro, non so perché questa
       mia vita, perché tutto questo accada in un modo che la mia
       mente umana ignora. Vivo senza spiegazione possibile. Io, che
       non ho sinonimo.
       Vita, vita ricoperta da un velo di malinconia. Morte: faro che
       mi guida sulla buona strada. Mi sento magnifica e solitaria fra
       la vita e la morte.
       Tutto il mondo sa tutto.
       L' umanità sta diventando dura. I fatti stanno diventando
       contundenti.
       Il mattino è un fiore prematuro.
       Il mattino del mai più.
       L'incomunicabilità con se stessi è un grande vortice del nulla.
       Se io non trovo un modo di parlarmi, la parola mi si soffoca
       in gola, come una pietra di traverso che non va giù. Voglio
       avere accesso a me stessa quando lo decido, come chi apre la
       porta ed entra. Non voglio essere vittima del caso liberatore.
       Voglio avere la chiave del mondo e attraversarlo come chi
       passa dalla vita alla morte e dalla morte alla vita.   (…)



                Clarice Lispector   da    Un soffio di vita