Visualizzazione post con etichetta Albert Einstein. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Albert Einstein. Mostra tutti i post

lunedì 7 marzo 2022

SULLA BOMBA ATOMICA

 



                              

                                " L' uomo ha inventato la bomba atomica,

                   ma nessun topo al mondo costruirebbe

                   una trappola per topi "


            

                                   Albert  Eistein,  1939



martedì 22 giugno 2021

IL CASO EDUARD EINSTEIN 1

 



" Quelli che mi conoscono le diranno che sono matto.Non ci creda . I matti ignorano chi sono. Io sono il figlio di Einstein ". (E. E.)

                                                   


Ci troviamo - nell'immaginazione del romanzo - ad ascoltare uno dei resoconti che Eduard Einstein fa della propria infanzia ad un medico del Burgholzli , la Clinica Psichiatrica dell' Università di Zurigo dove era stato ricoverato ( a 20 anni ) a causa di una violenta crisi  di aggressività ( e dove si trovava ad operare anche C.G. Jung).
Dalla lettura del testo - ne emerge  - finemente interpretati - la sfortunata figura del figlio minore di Einstein - Eduard, detto Tete -
e un aspetto sconosciuto ed enigmatico del grande personaggio insignito del Premio Nobel. ( " E' l'unico problema che non mi sia riuscito di risolvere " soleva dire il celebre fisico a proposito della situazione del figlio Eduard ).  ( f. ) 

 

(...) Adesso devo raccontare un aneddoto del bel tempo che fu, quando vivevamo ancora tutti e quattro insieme, proprio come una famiglia. Mio fratello ed io ci dividevamo la sofferenza dei figli prediletti. Io ero sempre il favorito. La casa tremava da mattina a sera. I litigi scoppiavano per un nonnulla. Al cadere della sera, papà indossa il cappotto.Dove vai? A  trovare degli amici. Noi non siamo tuoi amici ?Mamma si alza alle sei di mattina, papà alle dieci. La fine della settimana è un buon motivo per discutere. Bisogna diffidare dei genitori, sono marito e moglie. Mamma si lamenta del comportamento di papà. Mamma rimpiange il passato. Prima è un paradiso perduto. Zurigo, c'è soltanto Zurigo. Mamma rifiuta di abitare a Praga. Mamma non vuole accompagnare papà a Berlino. A Praga, i tedeschi dominano su tutto. A Berlino non parliamone. Mamma detesta le grandi città. La bella vita è nella natura umana. Passeggiamo nei boschi! La formula della felicità non è nei numeri.

Un giorno, una donna fa irruzione nella nostra quotidianità. Quella che diverrà la seconda signora Einstein. Però la mamma lotta. La mamma vuole rimanere prima donna. Il posto sembra invidiabile. Mamma sorveglia il suo orticello, è molto diffidente. La donna sospettata abita a Berlino, dove mio padre era andato a risiedere. La futura seconda moglie conosce bene mio padre. E' - a dire il vero - sua cugina di secondo grado. Non capisco niente di questa faccenda di gradi. Zero gradi: nevica. Essere in grado di. Mia cugina di secondo grado? Mamma ha trovato una lettera nella tasca di mio padre; dove mai dovrebbe cercare una donna gelosa? La lettera la dice lunga - a sentire mia madre. Un adulterio tra cugini è un affare di famiglia . (...)



                    Laurent Seksik    da      Il caso Eduard Einstein



IL CASO DI EDUARD EINSTEIN 2

 

(...) Papà è tornato a passare la domenica con noi. Ha fatto il viaggio da Berlino a qui. Sembra felicissimo. Non so che cosa disturba di più nostra madre, se la felicità di mio padre o la scoperta della lettera. Mamma è sempre stata disturbata. Papà dice che ho preso da lei. Ho preso dalla creatura presente al mio fianco. In quel momento, dovevo avere cinque anni o giù di lì. Come posso ricordare così bene quel litigio? Lei potrebbe illuminarmi, il passato è il suo luogo di lavoro. Rivedo mio padre che sorride senza una ragione evidente. Mia madre ha occhi che fulminano. Mio fratello è a scuola. Mia madre sembra immensa nella mia mente, mentre è bassina, nessuno potrebbe dire il contrario. Pranziamo in silenzio. La mamma fissa mio padre e dice: " Ho una lettera". Mio padre non risponde. "Una bella lettera", riprende mia madre. Sento che qualcosa non va dal tono della sua voce. A cinque anni si percepiscono le cose meglio di adesso. Mio padre risponde che riceve spesso delle lettere. Mia madre approva, delle belle lettere. " Sì" dice lui " alcune più belle di altre. Tuttavia sono soltanto lettere". " Oh - riprende la mamma -le  parole vogliono dire un sacco di cose, soprattutto quando sono ben scelte e quando le frasi sono ben tornite". Ma c'è un senso nascosto nelle parole di mia madre che mi mette a disagio. Le parole che pronuncia sembrano slegate da quello che pensa, probabilmente perché io non capisca. E questo sotterfugio è fallimentare dato che capisco che è un sotterfugio. Vedrà: sono una persona molto perspicace.  (...)



                Laurent  Seksik    da        Il caso Eduard Eistein



IL CASO DI EDUARD EINSTEIN 3

 

(...) Mio padre si stupisce del fatto che mamma abbia potuto leggere una lettera che non era indirizzata a lei. Le domanda se lo spia. L' accusa è grave. Non si tratta così mia madre, senza prove. Mamma risponde che gli uomini sposati non sono al di sopra delle leggi. Nemmeno i fisici. Papà replica che lui non infrange nessuna legge. Mamma menziona il settimo comandamento del Vecchio Testamento. Mio padre risponde che nella sua tradizione non c'è Nuovo Testamento e di conseguenza nemmeno Vecchio. Non è perché secoli di cattolicesimo hanno parlato di testamento, che c'è un testamento. Non perché si insiste a ripetere qualcosa che questo qualcosa diventa verità. C'è un senso nascosto anche nella sua frase. Mia madre torna alla carica: lui ricorda il settimo comandamento? Papà dice ridendo che non ha memoria per i numeri. Papà sbaglia a ridere in una circostanza simile. Ho girato la testa troppo svelto passando da un viso all'altro. Sono frastornato. Sento un gran bisogno di calma. Sono una creatura sensoriale. La mia mano fa cadere un bicchiere sul pavimento. Provoca un rumore terrificante. Mamma mi urla contro, mi arriva un ceffone sulla guancia. Non ho nessuna colpa. Mio padre dice che non è grave. Mia madre raccoglie i pezzi di vetro, esclama: " Per te niente è mai grave! " Mio padre ripete che è soltanto vetro. " No, è molto di più! " urla mia madre. Mio padre finge di non capire. " Capisci benissimo " insiste mia madre .  (...)



                    Laurent  Seksik    da   Il caso Eduard Einstein  



IL CASO EDUARD EINSTEIN 4

 

(...) La sola cosa che lui capisce è che non si deve frugare nelle tasche. " Peccato, a farlo s'impara molto", ribatte mia madre. " Ci sono cose che non si fanno", replica mio padre. " Lo confermo" fa mia madre. Il mio mal di testa continua a peggiorare, non venite poi a dirmi che non vi ho avvertiti. " In virtù di quale diritto l'hai fatto ?" domanda mio padre. " Proprio tu parli di diritto? Tu che vai a letto con tua cugina?". Non capisco cosa intende dire mamma. Immagino che non si possa andare a letto con una cugina. Ci sono delle leggi in proposito - insomma - contro. Non ne sono sicuro - non ho mai avuto cugine - di nessun grado. Mio padre sbatte il pugno sul tavolo, si alza, dice qualcosa di definitivo ed ecco - lei non mi crederà perché sembra impossibile : in quel momento i muri della stanza hanno cominciato a muoversi, persino il tavolo si è deformato, è diventato tutto molle, i miei gomiti hanno ceduto sotto di me, la voce di mia madre è diventata incredibilmente forte : " Sei un mostro! Un mostro! ". E lì mia madre si è trasformata di colpo. Ha preso l'aspetto di un lupo. Il suo corpo si è coperto di pelo, in fondo alle sue lunghe dita sono spuntati degli artigli, e d'un tratto - sì, può credermi - mia madre ha divorato mio padre. Mi crede , vero?  (...)



                      Laurent   Seksik     da      Il caso di Eduard Einstein



martedì 8 giugno 2021

CARA MILEVA ( Lettere di A. Einstein & M. Maric ) 1

 


                                                     Albert Einstein & Mileva Maric



MILEVA AD ALBERT

20 Ottobre 1897


(...) E' passato davvero un secolo da quando ho ricevuto la sua lettera. Le avrei risposto immediatamente per ringraziarla del sacrificio di scrivermi ben quattro pagine, ripagando così un poco del piacere che mi ha dato durante la nostra gita; ma mi dice di non risponderle finché non mi fossi annoiata e io sono una persona molto ubbidiente. Ho aspettato, aspettato che sopraggiungesse la noia, ma finora l'attesa è stata vana per cui non so più cosa fare. Da una parte potrei aspettare fino alla fine dei secoli, ma in tal caso lei penserebbe che sono una selvaggia; dall'altra, scrivendole, non mi sento la coscienza del tutto a posto. Come le ho accennato, ho passeggiato sotto le querce tedesche nell'incantevole vallata del Neckar il quale, ahimé , in questo momento si snoda timidamente coperto da una fitta nebbia. Per quanto mi sforzi gli occhi, tutto ciò che vedo è desolato e grigio come l'infinito. Non penso che si debba prendersela col cranio umano se l'uomo è incapace di afferrare il concetto di infinito. Certo sarebbe in grado di farlo se - da piccolo - quando gli si sviluppa il senso della percezione, potesse avventurarsi nell'universo, invece di essere costretto a stare sulla terra o, peggio, confinato tra quattro mura in qualche angolo di provincia. Se siamo in grado di concepire una felicità infinita, tanto più dovremmo essere in grado di afferrare l'infinito dello spazio.  anzi, credo che sia molto più facile. E gli esseri umani sono così intelligenti e hanno realizzato tante belle cose, come osservavo già un'altra volta a proposito dei professori di Heidelberg...


M. (...)



Albert Einstein  & Mileva Maric   da       Cara Mileva


 

CARA MILEVA ( Lettere di A. Einstein & M. Maric ) 2


 ALBERT A MILEVA

Primi di Agosto 1899


(...)  Cara Doxerl,

rimarrà davvero sorpresa di rivedere così presto i miei geroglifici, specialmente conoscendo la mia pigrizia all'idea di scrivere una lettera. Qui in Paradiso ( Albergo- Pensione sopra Mettmenstetten, n.d.r. ) sto trascorrendo una vita piacevole e tranquilla, un po' da filisteo, con la  mamma chioccia e mia sorella: è proprio come il pio e l'onesto immaginano il Paradiso. Nel tempo libero ho studiato parecchio l' Helmholtz, in particolare i movimenti atmosferici, ma temendo la sua ira ( e anche per mio piacere ) mi affretto ad aggiungere che prometto di rileggere tutto con lei. Ammiro sempre di più l'originalità e l'indipendenza del pensiero di Helmholtz. Lei, poverina, si starà riempiendo la testa con la grigia teoria, ma so che con la sua beata calma, e con la sua testa a posto, porterà tutto in porto. Inoltre, a casa la vizieranno, com'è giusto fare con una figlia meritevole. Ma  a Zurigo lei è la padrona della nostra casa, e non è male, specialmente in una casetta così piacevole! Non riesco a capacitarmi di non averla al mio fianco : mi piace molto studiare insieme a lei, mi calma ed è meno noioso. Mia madre e mia sorella mi paiono piuttosto grette e filistee, al di là dell'affetto che provo per loro. E' interessante vedere come - poco alla volta - la vita ci cambi nel profondo dell'anima, per cui anche i legami di famiglia più stretti si riducono a normali amicizie. Non ci si capisce più a fondo e non si riesce più a immedesimarsi davvero con l'altra persona, a capire le emozioni che la muovono.

Questa volta avrò poco da decifrare, perché avrà poco tempo da dedicarmi. Se le capita, scriva ancora, in caso contrario capirò il perché.

Cordiali saluti alla famiglia, e in particolare a lei, dal suo


                                                Albert  (...)


  Albert Einstein & Mileva Maric  da   Cara Mileva



CARA MILEVA ( Lettere di A. Einstein & M. Maric ) 3

 

MILEVA AD ALBERT

Zurigo, Maggio 1901


(...) Carissimo tesoro,

ho appena ricevuto la tua seconda lettera e sono molto felice, incommensurabilmente felice. Sei talmente dolce ( oh, ti riempirò di baci) e non vedo l'ora che arrivi la fine della settimana per ritrovarti. Credo che pregherò San Pietro di ispirare buoni pensieri a Herr Besso. Se arrivi sabato, forse riuscirai a dormire qui perché uno dei pensionanti se ne va venerdì. Fino a quel giorno studierò molto sodo per essere libera di godermi il tempo che staremo insieme. Dio mio, vedrai come ci apparirà bello il mondo quando diventerò la tua mogliettina! Non ci sarà donna più felice su questa terra : nel qual caso anche il mio uomo dovrà essere felice.

Addio, mio dolce tesorino,e alla fine della settimana vieni con il morale alto dalla tua


                                Piccola donna  (...)



           Albert Einstein & Mileva Maric   da   Cara  Mileva



CARA MILEVA ( Lettere di A. Einstein & M. Maric ) 4

 

ALBERT A MILEVA

Berna, 19 Settembre 1903


(...) Cara Doxerl,

non sono affatto arrabbiato che la povera Doxerl stia covando un nuovo pulcino. In realtà ne sono felice, e avevo già fatto qualche pensiero se era il caso di provvedere a che tu aspettassi una nuova Lieserl  ( la prima figlia, n.d.r. ). Dopo tutto, non è il caso di privarti di quello che è il diritto di ogni donna. Non ti preoccupare, e torna serena. Covalo con molta cura, affinché il prodotto sia buono. Mi dispiace molto per quello che è accaduto a Lieserl : succede spesso che la scarlattina abbia strascichi duraturi. Speriamo le passi presto. Con quale nome è registrata la piccola? Dobbiamo prendere delle precauzioni perché non abbia problemi in seguito. Ora torna presto da me. Sono già passate tre settimane e mezzo e una buona mogliettina non dovrebbe lasciare il marito da solo così a lungo. Qui a casa, la situazione non mi pare affatto brutta come pensi. Riuscirai a mettere in ordine in poco tempo. In questo periodo sto andando d'accordo con Haller come non mai. E' molto affettuoso: figurati che recentemente, con un agente dei brevetti che si era lamentato di una mia valutazione, Haller ha sostenuto che avevo ragione su tutti i fronti. Vedrai, farò strada, e non dovremo patire la fame. Se solo mia madre potesse trovare un impiego a Berlino, saremmo a cavallo.

Torna presto. Baci da


                                           Johnzel   (...)


   Albert Einstein & Mileva Maric   da    Cara Mileva