Visualizzazione post con etichetta Frida Kahlo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Frida Kahlo. Mostra tutti i post

giovedì 9 ottobre 2025

FRIDA... sempre


                                                             Ho disegnato un amore che sembra vero...




DI STRUGGENTE BELLEZZA


Ho smesso di contare le volte in cui,

arrivata alla seconda riga,

ho cancellato e riscritto tutto nuovamente.

Cercavo un inizio ad effetto,

qualcosa di poetico e vero allo stesso tempo,

qualcosa di grandioso, ma agli occhi.

Non ci sono riuscita.

Poi ho capito

che per i grandi cuori

che muoiono nel corpo

ma che continuano a battere nel respiro della notte

non ci sono canoni o bellezze regolari,

ma tuoni e tempeste devastanti

che portano a illuminare un fiore

nascosto.



                                               Frida   Kahlo



Sono venuta a cercarti - Chiquita - nella Casa Azul, e ti ho trovata... proprio come sei.


                                           frida


                                    

sabato 21 ottobre 2023

FRIDA & frida

 



   Autoritratto con collana di spine e colibrì morto *



                         " Spero che l'uscita sia gioiosa

                           e spero di non tornare  mai più " *



                                          Frida  Kahlo




* Le ultime parole che Frida Kahlo scrisse nel diario.


* La collana di spine e il colibrì morto rappresentavano nella mitologia dei popoli pre - ispanici il simbolo del sacrificio.

Per Frida erano la rappresentazione pittorica della rinuncia dolorosa ad una relazione per non compromettere ( dopo essersi risposata con Diego Rivera  per la seconda volta nel 1940 ) il suo matrimonio.

 


                                                      f.



domenica 17 luglio 2022

La Llorona ( fra leggenda , arte e storia )



 
                                                   " Y aunque la vida me queste Llorona...

                                               




La leggenda legata al personaggio della Llorona, accomuna Messico e Sud America, e innumerevoli sono le versioni - così come le ambientazioni - che danno vita a questa figura incredibilmente affascinante. La più diffusa, collega la Llorona a Malinche, importante personaggio storico che rivestì un ruolo chiave nella storia della conquista del Messico. Secondo la leggenda, i regnanti di Spagna volevano richiamare in patria  Cortés ( il conquistatore delle Americhe ), temendo un possibile tradimento e per questo motivo inviarono sul luogo una bellissima donna  per convincerlo a tornare. Egli decise di portare con sé in Spagna il proprio figlio abbandonando Malintzin al suo destino. Troppo tardi: Malinche si sarebbe infatti resa  resa conto del suo ruolo nell'ambito della Conquista e, in preda al rimorso, avrebbe pregato i suoi antichi dei che, dopo esserle apparsi in sogno, l'avrebbero avvisata che, se avesse lasciato partire suo figlio, egli sarebbe ritornato in Messico portando con sé dolore e sterminio. Così, la notte prima della partenza, la donna scappò con il suo bambino, mentre i soldati spagnoli la cercavano dappertutto. Quando la trovarono sulla riva del fiume, era già tardi : ella aveva pugnalato al cuore suo figlio, gettando poi il suo corpo nell'acqua. Dopo la sua morte, la donna avrebbe  continuato a vagare gridando e piangendo disperata per il suo bambino, divenendo nota col nome di Llorona , donna che piange, - appunto - e la sua storia sarebbe giunta fino a noi.

Queste leggende sono divenute famosissime in tutto il Messico e il Sud America, finendo per diventare il simbolo di un dolore atavico, della fine di un popolo e della perdita delle proprie radici, nell'impossibilità di dimenticare questi tragici avvenimenti.

La Llorona è diventata un simbolo di messicanità, di identità nazionale, ancor più quando divenne una canzone magistralmente interpretata da  Chavela Vargas ( si può trovare nel sito sotto l'Etichetta Frida Kahlo ).

Nel 2002 la canzone della Llorona venne riproposta all'interno del film biografico di Frida Kahlo e ad eseguirlo è la stessa Vargas, che conobbe la pittrice quando era ancora in vita e decise così di renderle omaggio.




                                       frida



venerdì 2 luglio 2021

IL FIUME DI FRIDA

 



                                                                      Frida  Kahlo



                                         " Non credo che le rive di un fiume

                        soffrano

                        per lasciarlo andare" .



                                 Frida  Kahlo



venerdì 5 marzo 2021

FRIDA & frida




                                  " Dove non puoi amare, non soffermarti"


                                       Frida  Kahlo

                                   


            Grazie per quello che ho imparato da te: la gioia creativa e il dolore  


                

                                                        frida      

         


lunedì 28 dicembre 2020

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MORTE

 


                                                      Frida  Kahlo  -  Il Sogno ( Il letto )



Traduzione di una poesia di Patrizia Cavalli fatta da Mark Strand


Che tristezza un'ossatura rumorosa!

Ricordarsi ogni momento dello scheletro

che la carne, finché può, copre pietosa.


                        Patrizia Cavalli



                                             ***


The sadness of creaking limbs !

To be reminded again and again

of the skeleton, which the flesh,

as long as it lasts, mercifully covers.


                                 Mark  Strand



mercoledì 1 gennaio 2020

IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA ( Presentazione )



Un piccolo altare con mazzi di fiori gialli di tagete, pani zuccherati, fotografie piene di nostalgia, incensi dalle fragranze mistiche, candele e pietanze prelibate. Nell'esotica Casa Azul di Calle de Londres, a Coyacàn, tutto è pronto per ricevere il misterioso Messaggero che, ogni anno il 2 di Novembre - puntuale - viene a far visita a Frida Kahlo. Ma la pittrice ha deciso: questa sarà l'ultima volta, l'ultimo incontro con colui che, in cambio di quelle elaborate pietanze, da tropo tempo rimanda l'appuntamento di lei con la Morte. Perché l'artista prodigiosa - donna fragile eppure indomita , rivoluzionaria, amica e amante di personaggi straordinari come André Breton, Tina Modotti, Lev Trotsky - era destinata a morire a diciotto anni, nel drammatico incidente che - invece - in virtù di un patto fin qui scrupolosamente onorato, la restituì alla vita e all'arte. Solo per inchiodarla - con la schiena a pezzi e le ossa rotte - al letto in cui trascorrerà anni interi a dipingere autoritratti e a osservare la propria immagine riflessa nello specchio sopra il baldacchino.
Frida, la donna minuta, appassionata e sofferente che amava la vita e si augurava di uscirne " gioiosa e di non tornare mai più ", rivive in questi scritti colorati, sensuali e sorprendenti come i suoi quadri.



                                               ( f. )


    

IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA 1

 
 
 
" La sua opera è aspra e tenera, dura come l'acciaio e delicata come le ali di una farfalla, gentile come un sorriso e crudele come le amarezze della vita "  ( Diego Rivera )



(…) La prima volta li incontra in un caffè nascosto tra le stradine
       di Montparnasse,una topaia impregnata di odori: polvere,
       cuio invecchiato e vino inacidito.Odore di quelli che diventano
       parte delle cose e che si possono trovare solo nei bistrot del
       Vecchio Mondo, dove ogni tazza di caffè aggiunge un tassello
       alla loro storia. Fida è seduta, sofferente per un'infezione a
       un rene e stanca delle pene che le provoca la gamba malata.
       Lui arriva alle sue spalle, e lei sente l'aria che si sposta, intrisa
       di genio e follìa. Un brivido le percorre la schiena malandata.
       Si gira lentamente e incrocia un paio di occhi che guizzano
       nervosi. Solo i lunghi baffi competono con lo sguardo da folle:
       sono sottili, rigidi, protesi. La sua voce è sottile, in lui tutto è
       finzione.
      " Gli occhi di ossidiana hanno chiamato la chiocciola di mare
         per danzare insieme la macabra sinfonia della morte ", dice
         Dalì con enfasi.
         Frida è percorsa da un altro brivido, uguale a quello che l'ha
         attraversata quand'era con la suicida, Dorathy Hale, uguale
         a quello che prova tutte le volte che vede il Messaggero.
         La voce del pittore proviene dagli abissi della mente, nella
         quale risiede in compagnia del delirio.
         Frida ha appena accarezzato con le labbra un bicchiere di
         cognac, sorbendolo piano, come un'amante gelosa e il calore
         dell'alcol comincia a riscaldarla. Dalì, avvolto in un mantello
         da marchese e con un bastone da cavaliere andaluso stretto
         in pugno, si installa sulla sedia con il contegno di un re
         cattolico scolpito nella pietra e collocato all'interno della
         cattedrale di Santiago di Compostela.
       " Lei sa qualcosa della morte ? " chiede Frida.
         Dalì si sistema meglio sul suo trono.
     " E' colei che dà e dispone.Colei che non concede,ma sottrae.
        La fine di tutto, ma non il principio. Esiste perché noi 
        esistiamo. Il giorno in cui tutto cesserà di agitarsi, lei farà
      la sua parte, e poiché è la morte,morirà", declama il pittore.  
      Frida è d'accordo con lui.  Una descrizione magistrale . (…)


      Alexandra  Scheiman  da     Il diario perduto di Frida  Kahlo  

 

IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA 2



(…) Una notte di maggio del 1940, un uragano si abbatte su
       Coyoacàn. E' violento come quello che aveva annunciato a
       Frida la sua separazione da Diego. Però questa volta la
       tempesta è politica. Un gruppo di seguaci di Stalin, tra i quali
       il pittore David Alfaro Sequieros, irrompe con le mitragliatrici
       nella camera da letto di Trotsky e vomita pallottole.I sicari non
       possono sospettare che il vecchio russo in quel momento sta
       sognando la scena che Frida gli ha descritto. Perciò, quando
       sente lo stridìo dei freni, i passi affrettati e la porta che si
       spalanca, capisce che l'ora è giunta. Si lancia sul corpo di
       Natalia e la trascina dietro la testata del letto prima che la
       pioggia di pallottole li raggiunga. Si salvano entrambi. Il russo
       è sopravvissuto alla chiamata, la Morte ha tenuto fede al patto.
       Diego Rivera viene subito sospettato di aver dato asilo al
       comunista ed è costretto ad espatriare: fugge a San Francisco,
       dove inizia a lavorare a un nuovo murale, senza occuparsi
       più di quello che succede nel suo Paese.
       Intanto Trotsky ha avuto la prova che la sua vecchia amante
       aveva ragione, e tuttavia lo scampato pericolo non basta a
       insegnargli la prudenza. Con sventurata audacia - un giorno
       d'agosto -apre la porta di casa a un uomo chiamato Mercader,
       uno spagnolo che gli era capitato di frequentare alla Casa
       Azul.Mercader è venuto per chiedergli un parere su alcuni suoi
       scritti. Trotsky è intento a leggere i fogli, quando con la coda
       dell'occhio- scorge la sagoma del suo assassino mentre
       solleva la picozza da  ghiaccio che sta per conficcargli nel
       cranio. Dietro di lui intravede una donna con un ampio
       cappello, fasciata in un abito di pizzo: la signora della fine,
       colei che falcia le vite. Lo guarda con il sorriso di un teschio.
       Bugiarda ! pensa Trotsky. E nient' altro, perché non ne ha il
       tempo.
       Frida ha incontrato Mercader solo un paio di volte, ma lo
       spagnolo era andato a trovarla anche in Francia in occasione
       della sua mostra, ed è per questo che anche la pittrice finisce
       nel mirino della polizia. Quando gli agenti in uniforme
       irrompono nella casa di  Coyoacàn, trascinano via lei e sua
       sorella Cristina .   (…)



                                                                      Continua…


IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA 3


       Continuazione…


(…) La rinchiudono in una cella umida e buia, che puzza di piscio.
       Frida e Cristina non smettono di supplicare i poliziotti perché
     mandino qualcuno dai bambini che sono rimasti soli a casa; ma
       le lacrime delle donne - com'è normale che accada nei luoghi
       dove il potere non conosce vergogna - non impietosiscono
       nessuno. Anzi, gli uomini le torchiano per provare a spezzarle.
       Non ne cavano nulla. Le ributtano in cella come cani relegati
       nel cortile sul retro e solo quando la luna calante incontra il
      manto oscuro del cielo e il vento della notte comincia a soffiare
      piano, Frida riesce a dominare il pianto. Ha lo sguardo fisso
      sul pavimento,e pensa che se avesse ucciso il gallo, almeno non
      avrebbe conosciuto le sbarre di una prigione.
      La brezza che entra dalla finestrella per fortuna le rinfresca un
      po' il cuore provato.Stremata dalla sofferenza, Frida si arrende
      alla stanchezza: chiude gli occhi. Da sotto le palpebre, la sua
      mente rimbalza sulle pareti della cella e fugge, in un luogo
      sempre oscuro, ma più dolce. Disseminate ovunque, bruciano
      centinaia di candele.Più lontano, un cielo del colore delle more
      selvatiche, è schermato da una cortina trasparente di zucchero
      filato rosa.
    " Questa è la tua casa, benvenuta ! ", la saluta la donna con il
      velo.
      Frida si alza, riavvertendo il dolore nelle ossa che fiacca il suo
      coraggio.  (…)


                                                                                Continua…

IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA 4


continuazione..


(…) " La vita mi ha stroncato" dice . " Ogni volta che tento di
       rimediare a un errore, un altro macigno mi sbarra il cammino.
       In questo modo non è vivere, è morire. "
     " Se ricordo bene ", dice la Madrina, " la felicità non faceva
       parte dell'accordo".
      " Ma avresti dovuto dirmi che una vita senza vita è inutile come
         un utero asciutto. Cosa che - fra l'altro - non mi hai fatto
         mancare ", ribatte Frida.
         La donna con il velo le fa una carezza sul volto sporco e
         sofferente.
       " Hai ancora molto tempo, Frida: guarda questa candela, è la
          tua vita. La sua fiamma illuminerà ancora molte notti ".
          Lei sposta gli occhi su una fiamma vigorosa e chiede : " Ma
          cosa devo fare?".
        " Ti sei allontanata dal tuo destino, dai legami che ti tengono
           viva.La catena spezzata porterà solo altre disgrazie. Accetta
          la tua condizione, perché ti aspetta un mondo luminoso", le
          rivela l'imperatrice dei morti.
        " Quale mondo ? E dove ?
        " Tu lo sai ".
           Il cigolìo della porta della cella la sveglia.Due giorni dopo,
           Frida e Cristina sono libere.La polizia non ha trovato prove 
           a loro carico, e un'identica sorte bacia Diego Rivera, che
           viene invitato a rientrare in Messico. (…)



         Alexandra  Scheiman   da     Il diario perduto di Frida


        

IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA 5



IL MIO SECONDO MATRIMONIO

(…) Ho sposato Diego due volte: la seconda volta non è andata né
       meglio, né peggio. Diego è di tutti, non sarà mai soltanto mio.
       Abbiamo semplicemente messo una firma su un documento,
       come uno che infila una lettera piena di buoni propositi e
       illusioni nella cassetta postale, ma sa già che non arriverà a
       destinazione. Diego è mio ogni tanto. Se riuscirò a vivere
       accettando questa realtà, potrò accettare anche il resto della
       vita, nonostante sia un inferno. Il giorno delle nozze ho
       preparato lo stesso piatto che gli portavo quando eravamo
       giovani e lui lavorava sulle impalcature : un  manchamanteles
      ( un macchiatovaglie ). Ci siamo seduti a mangiare come se tra
      noi non fosse successo nulla.  (…)


      MANCHAMANTELES

      100 gr. di lombata di maiale
      1 mazzetto di erbe aromatiche ( alloro, origano, maggiorana )
      mezzo pollo
      3 peperoncini ancho
      1 cipolla grande
      2 pomodori
      lardo di maiale
      3 pesche
      1 pera
      2 mele
      1 platano verde
      1 cucchiaio di zucchero
      sale.

     Metto sul fuoco il maiale in una pentola d'acqua con il sale e le
     erbe aromatiche. A metà cottura aggiungo il pollo tagliato a
    pezzi.Quando la carne è pronta,filtro il brodo e affetto il maiale.
    Trito i peperoncini ( li ho ammorbiditi in acqua calda ) con la
 cipolla e i pomodori grigliati e pelati e soffriggo il tutto nel lardo.
  Aggiungo il brodo di cottura delle carni e porto a ebollizione, poi
  aggiungo anche il pollo, il maiale e la frutta sbucciata e tagliata
  a pezzi; condisco con sale e zucchero.Lascio cuocere per qualche
  minuto e porto in tavola.




            Alexandra   Scheiman  da   Il diario perduto di Frida Kahlo

 
  

IL DIARIO PERDUTO DI FRIDA 6



(… ) Frida ha uno strano rapporto con i suoi allievi. Non crede di
        essere una buona insegnante, eppure ha il dono di saper
       conquistare le persone. Basta che apra bocca, e si fa silenzio.
       E quanto parla! Monologhi infiniti che sanno di allegria e
       passione per la vita. Il fatto è che con Diego sta bene. Si sente
       tranquilla, sicura, ed è lui che l'aiuta a dimenticare - almeno a
       momenti - la malinconia e le pene. E' come se fosse nata una
       seconda volta: ha capito che è inutile cercare di avere ragione
       del mondo. Ha accettato la sua realtà imperfetta, e ne respira
       a fondo ogni attimo.
     " Lei è stata nel paese del gringos, ci racconta com'è ?" chiede
       una ragazza.
     " Sono tutti farabutti, ma diversamente da quel che succede qui,
    con loro si può discutere senza temere una pugnalata alle spalle.
    Comunque i gringos sono degli ipocriti. Very decent, very proper
    … così si dice. Invece sono dei ladri e dei figli di puttana.
     Risolvono tutto con un cocktail, dalla vendita di un quadro a
     una dichiarazione di guerra."
   " Per questo è tornata in Messico ?".
   " No, io sono qui perché c'è Diego " dice Frida con un sorriso. E,
      naturalmente, per le  quesadillas che vendono di fianco alla
     chiesa."
     Pensa a sé come a una specie di sorella maggiore e riversa, su
     quel gruppo di ragazzi provenienti dai quartieri poveri, tutto l'
     amore materno che non ha potuto dare a un figlio. L' ha messo
     in chiaro il primo giorno che si è presentata in classe, il fiore
     più colorato di quel nuovo giardino : non ha nulla da insegnare
     perché sta ancora imparando. Li ha avvertiti che dipingere è
     un'esperienza grandiosa, ma impegnativa, che richiede tecnica e
     disciplina. E ha anche detto loro che se vogliono trovare la
     pittura, prima devono trovarsi il cuore. Poi, senza perdere altro
     tempo, li ha spediti nel mondo come una chioccia incoraggia i
     suoi pulcini a volare. Ha distribuito i pennelli e li ha invitati a
     cercare l'ispirazione fuori da lì, nella vita.  (…)



        Alexandra  Scheiman   da    Il diario perduto di  Frida  Kahlo



mercoledì 18 dicembre 2019

DIEGO E FRIDA 1


                                                    
 
Murales di Diego Rivera A Mexico City
 
 
 
(…) Premetto che dipingerò il ritratto di Diego con colori che non
  conosco: le parole, e sarà dunque ben povera cosa; inoltre, amo
Diego così profondamente da non poter essere una semplice " spettatrice " della sua vita, della quale sono parte, per cui esagererò forse gli aspetti positivi della sua personalità unica, cercando di eliminare cose che potrebbero ferirlo, sia pure da lontano. Il mio non sarà neppure un racconto biografico: considero più sincero scrivere solo del Diego che credo di aver conosciuto almeno un poco in questi vent'anni che ho vissuto accanto a lui. Non parlerò di Diego come  di " mio marito " perché sarebbe ridicolo: Diego non è mai stato, né sarà mai il " marito" di nessuno. Nemmeno come di un amante, perché lui travalica i limiti sessuali; e se parlassi di lui come di un figlio, dipingerei o descriverei solo le mie emozioni, farei un ritratto di me stessa e non di Diego.Con questa premessa, cercherò di dire l'unica verità: la mia, per cui - date le mie capacità limitate - mi limiterò ad abbozzare la sua immagine . (…)
 
 
 
Lettere appassionate   di  Frida  Kahlo
 
 
 

DIEGO E FRIDA 2

 
 
 

                                                                   " Il chiodo fisso " di Frida


(…) Le radici profonde, le influenze esterne e le cause reali che
       hanno determinato l'ineguagliabile personalità di Diego, sono
       così vaste e complesse che le mie osservazioni saranno piccoli
       germogli negli innumerevoli rami dell'albero gigantesco che è
       Diego. Sono tra le linee principali, o direttrici che considero
       essenziali nel suo ritratto: la prima è il fatto di essere un
     combattente rivoluzionario fedele,dinamico, straordinariamente
     sensibile e vitale; lavoratore infaticabile nella sua arte - che
     conosce come pochi pittori al mondo - eccezionalmente
     entusiasta della vita e, al tempo stesso, scontento per non essere
     riuscito a conoscere di più, costruire di più, dipingere di più.
     La seconda consiste nell'essere un eterno curioso,un indagatore
     instancabile di tutto, e la terza risiede nella sua mancanza
     assoluta di pregiudizi e dunque di fede perché Diego - come
     Montaigne - riconosce che " là dove finisce il dubbio inizia la
     stupidità " e colui che ha fede in qualcosa ammette la propria
     sottomissione incondizionata, che lo priva della libertà di
     analizzare o di modificare il corso degli eventi. Per la sua
     consapevolezza della realtà, Diego è un ribelle, e per la sua
     perfetta conoscenza della dialettica materialista della vita è
     un rivoluzionario. Da questo triangolo, su cui si elabora la
     maggior parte delle caratteristiche di Diego, si sprigiona una
     sorta di atmosfera che avvolge tutto. Questa atmosfera mobile è
     l'amore, ma l'amore inteso come struttura complessiva, come
     movimento costruttore di bellezza. Io immagino che il mondo in
     cui Diego vorrebbe vivere sia una gran festa a cui partecipano
     tutti gli esseri, dagli uomini alle pietre, dai soli alle ombre; tutti
     contribuirebbero con la propria bellezza, con il proprio
     potenziale creativo. Una festa della forma, del colore, del
     movimento, del suono, dell'intelligenza, della conoscenza, dell'
     emozione. Una festa sferica, intelligente e amorosa che ricopra
     l'intera superficie della Terra.   (…)



                     Lettere appassionate  di Frida  Kahlo


DIEGO E FRIDA 3

 
 
 
    Diego visto da Frida
 
                                                           
(…)  Ma gli insulti e gli attacchi non condizionano Diego. Fanno
    parte dei fenomeni sociali di un mondo in decadenza, nient'altro.
    La vita intera continua interessarlo, a meravigliarlo con i suoi
    mutamenti, e tutto lo sorprende con la sua bellezza, ma niente lo
    delude o lo intimidisce perché conosce il meccanismo dialettico
    dei fenomeni e degli eventi. Osservatore acutissimo, è riuscito ad
    accumulare un'esperienza che, unita alla sua conoscenza - direi
    intima - delle cose e alla sua immensa cultura, gli permette di
    decifrare le cause. Come un chirurgo, apre per vedere, per
    scoprire il lato più profondo e nascosto e ottiene qualcosa di
    sicuro, di positivo, in grado di migliorare le condizioni e il
    funzionamento degli organismi. Per questo Diego non è né
    disfattista né triste. E' - fondamentalmente - un indagatore, un
    costruttore ma, soprattutto, un architetto. E' architetto nella sua
    pittura,nel suo modo di pensare e nel suo desiderio appassionato
    di organizzare una società armonica, funzionale e solida.
    Compone utilizzando sempre elementi precisi e matematici. E se
    la sua composizione può essere un quadro, una casa o un
    ragionamento, il suo fondamento è sempre la realtà. La poesia
   delle sue opere è la poesia dei numeri,delle fonti vive della storia.
   Le sue leggi, le leggi fisiche e stabili che regolano la vita  intera
   degli atomi o dei soli. Prova magnifica del suo genio di
  architetto sono i suoi murales che si legano e vivono con l'edificio
  stesso, con la loro funzione materiale e organizzata.  (…)



                          Lettere appassionate di  Frida  Kahlo



DIEGO E FRIDA 4

 
 

                                                                           Diego e Frida


(…) Essendo un eterno curioso,è anche un eterno conversatore.Può
       conversare per ore mentre dipinge, senza un attimo di pausa.
      Parla e discute di tutto, traendo piacere - come Walt Whitman -
      da chi l'ascolta. La sua conversazione è sempre interessante:ha
      parole che stupiscono e che a volte feriscono; altre che
      commuovono,ma non lascia mai a chi lo ascolta un'impressione
      di vuoto e di inutilità. Le sue parole inquietano profondamente
      perché sono vive e sincere. La crudezza dei suoi giudizi
      innervosisce o spiazza chi lo ascolta, perché sono sempre in
      contrasto con le norme di condotta stabilite: rompono la
      corteccia per lasciar nascere germogli, feriscono per lasciar
      germinare nuove cellule. Ad alcuni - i più forti - le verità che
      Diego afferma sembrano mostruose, sadiche e crudeli; altri, i
      più deboli, si sentono distrutti  e annullati e si difendono
      definendolo un bugiardo e un mitomane. Ma tutti cercano di
     difendersi come si difendono dal vaccino quelli che per la prima
     volta nella loro vita stanno per essere vaccinati. Invocano la
     speranza o qualcos'altro che li liberi dal pericolo della verità.
     Ma Diego è privo di fede, di speranza, di carità.
     E' per natura straordinariamente intelligente e non concepisce
     fantasmi. Tenace nelle sue opinioni, non cede mai e riesce a
     turbare tutti coloro che si fanno scrupolo di un credo o della
     falsa bontà.E' per questo che lo definiscono amorale, e in realtà
     lui non ha nulla in comune con quelli che accettano le leggi e le
     norme morali. Tra le due torture che per lui sono l'orologio e il
     calendario, cerca di fare quello che considera giusto nella vita:
     lavorare e creare. Non svaluta altre linee di condotta, non
     disprezza il valore altrui, ma difende il proprio perché sa che
     questo significa ritmo e relazione armonica con il mondo reale.
     In cambio di piacere, dà piacere; in cambio di impegno, dà
     impegno. Essendo più dotato degli altri, è più sensibile di loro, e
     chiede soltanto comprensione.   (…)



                               Lettere appassionate   di  Frida  Kahlo


DIEGO E FRIDA 5

 
 

                                                                               Diego e Frida


(…) Le parole non potranno mai descrivere l'immensa tenerezza di
       Diego per le cose belle, il suo affetto per coloro che non hanno
       niente a che vedere con l'attuale società classista, o il suo
       rispetto per coloro che da questa stessa società sono oppressi.
       Ha una particolare adorazione per gli indios, a cui è legato
     con vincoli di sangue:li ama visceralmente per la loro eleganza,
     per la loro bellezza e perché sono il vivo fiore della tradizione
     culturale dell' America. Ama i bambini, ama gli animali -
     specialmente gli spelacchiati cani messicani e gli uccelli - ama
    le piante e le pietre.Ama tutti gli esseri senza essere mai neutrale
   né condiscendente.E' molto affettuoso, ma non si abbandona mai:
   per questo, e perché ha pochissimo tempo da dedicare alle
   relazioni personali, lo definiscono un ingrato. E' rispettoso ed
   educato, e nulla gli fa più male della mancanza di rispetto e degli
   abusi. Non sopporta il raggiro o il subdolo inganno: quello che
   in Messico si chiama " presa per i fondelli ". Preferisce avere
   nemici intelligenti che sciocchi alleati. Di carattere è piuttosto
   allegro, ma si irrita se gli fanno perdere tempo mentre lavora.
   Il suo lavoro è anche la sua distrazione,odia  le riunioni mondane
   e lo incantano le feste realmente popolari. E' anche timido, e così
   come lo affascina conversare e discutere con tutti, talvolta ama
   rimanere completamente solo. Non si annoia mai perché tutto lo
   interessa : studia, analizza e approfondisce la vita in tutte le sue
   manifestazioni. Non è un sentimentale, ma è profondamente
   sensibile e appassionato. Come i cactus della sua terra cresce
   forte e meraviglioso, nella sabbia o sulla roccia; fiorisce con il
   roso più vivo, il bianco più trasparente e il giallo più solare;
   ricoperto di spine, protegge la tenerezza che ha dentro; vive
  grazie alla sua linfa forte in un ambiente feroce;illumina, solitario
  come il sole vendicatore del grigio della pietra; le sue radici
  superano l'angustia della solitudine, della tristezza e di tutte le
  debolezze che piegano le altre creature. Si erge con forza
  stupefacente e fiorisce e dà frutti come nessun' altra pianta. (…)



                             Lettere appassionate   di Frida  Kahlo



domenica 6 ottobre 2019

DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 1

 
 
 
                                              
                                                La morte di Matilde Calderòn

(…) Dietro l'atteggiamento disinvolto e il comportamento da
       ragazzina innamorata, Frida nasconde un'esperienza dolorosa
       fuori del comune. Tutta la sua vita è fatta di momenti difficili.
       Nata nel 1907 da una famiglia squattrinata, capisce in fretta
       che non avrà molto da aspettarsi. Suo padre Guillermo ha
       avuto una vita dura. Fotografo ufficiale ai tempi di Porfirio
       Diaz, la rivoluzione l'ha lasciato senza denaro, senza avvenire
       e vive di espedienti. E' Matilde Calderòn, la madre di Frida
       che deve occuparsi di far quadrare il bilancio domestico
       vendendo suppellettili e mobili, affittando  camere agli
       scapoli di passaggio e facendo meschine economie su tutto
       quanto. Questa madre sembra aver avuto un ruolo minimo
       negli affetti di Frida : troppo pia, bigotta, dura e
       contemporaneamente riservata, sfigura al fianco di Guillermo,
       così artista, così fragile, così poco realista. Lei, così graziosa
       e viva nella sua giovinezza, per proteggere la famiglia è
       divenuta autoritaria e severa. " Mi iefe ", dice di lei Frida,
      " mio padrone". Come Diego, ha conosciuto l'abbandono
       materno nella primissima infanzia: spossata dalle continue
       gravidanze, alla nascita di Cristina ( un anno dopo Frida ),
       Matilde sprofonda nella depressione e non può più occuparsi
       delle bambine. La balia che allatta Frida è il pendant della
       Antonia di Diego, la madre india.Tuttavia è senza dubbio dalla
       madre che Frida eredita quello che la distingue dalle altre
       ragazze della sua classe: quell'energia, quello sguardo lucente
       e la devozione quasi religiosa all'ideale rivoluzionario.
       Suo padre, così fragile e così sognatore è l'uomo- bambino che
       Frida cercherà per tutta la vita.  (…)


Jean- Marie Gustave Le  Clézio   da   Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )

DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 2

                                               Le due Frida  ( 1939 )      

(…) La sofferenza di essere diversa è la vera formazione di Frida.
       In quel momento non sogna affatto di dipingere, ma vive in un
       mondo di fantasia e di suoni in cui trova una compensazione
       alla solitudine; fa apparire a volontà, sulla finestra della sua
       camera, un'altra Frida, il suo doppio, sua sorella: " Avevo
       alitato sul vetro della finestra della mia camera di allora ",
       scrive nel suo diario " e con un dito avevo disegnato una porta.
       Piena di gioia e di urgenza, varcai quella soglia con l'
       immaginazione. Attraversai per intero la pianura che avevo di
       fronte e arrivai a una fattoria chiamata " Pinzòn". Entrai
      attraverso la "o" di Pinzòn e scesi in fretta nel cuore della terra
      dove la mia " amica immaginaria" stava aspettando. Non
      ricordo né la sua faccia né il suo colore, ma so che era allegra,
      che rideva molto. Senza emettere suono. Era agile e danzava
      come se il suo corpo non avesse peso. La seguivo in tutti i suoi
      movimenti e mentre danzava le raccontavo i miei problemi
      segreti".
     Frida non si separerà mai dal suo doppio.In un quadro del 1939
     intitolato Le due Frida , due sorelle siamesi sedute fianco a
     fianco, si tengono per mano e i loro cuori appaiono uniti dalla
     stessa arteria. L'incipiente malattia, il rinchiudersi nella
     solitudine del dolore hanno trasformato il sogno di bambina in
     fantasma, e dato un valore quasi mitico a quell'altra se stessa
     che lei scruta nel suo specchio.
    Quello che stupisce nel destino di Frida è l'assoluta irrazionalità
    di tutto quanto la concerne. Contrariamente a Diego Rivera,
    nulla la predispone a diventare anche lei pittrice. E' certamente
    educata dal padre al gusto dell'arte e, sin dai tempi del collegio
    si appassiona a quelle giovani creature del nuovo Messico che
    vogliono farsi riconoscere.  (…)


Jean- Marie Gustave Le Clézio  da   Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )