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giovedì 4 novembre 2021

IL LATO SCORRETTO DI NOVEMBRE

 


                                                         In quella nebbia di novembre...




IPOTENUSA


Sfusi e confusi

in quella nebbia di Novembre

sentimmo al tatto che l'ipotenusa

era mostruoso errore

audace anomalo lì addosso compartecipe

lato scorretto

di un angolo retto.



                       Bartolo Cattafi    da     Marzo e le sue idi



lunedì 9 novembre 2020

L'OSSO, L'ANIMA ( di Bartolo )

 


                                                                      Accoglimi...


DELLE PENE


Alla prova dei fatti

non ci fu di che essere allegri:

torti, errori, viltà,

debolezze del cuore,

insanie che inquinarono la mente.

Pagammo in disparte nascondendo

le voci, l'ammontare,

i conti d'impossibile chiusura.

Vorremmo un'era

forte, aperta, decisa

di pubblica chiarezza per le pene.

Non più pagare mediante equivalenze,

con conguagli privati, silenziosi,

ma tormenti, tenaglie squillanti

maschera gogna ruota rogo.

Visibile a tutta la città

la corda che ci gira per il collo.



                                               ***


LA SEDE ADATTA


L' anima dilata

deforma questi oggetti della terra,

carica le cose d'assoluto,

altera colori, sconvolge

volumi, valori, affida

nobili poteri a corpi vili.

Muove fuochi e pensieri all'infinito

mentre il cerchio è già scritto nel suo giro

e l'immobile centro allunga raggi

i monotoni raggi fino al limite.

L'anima non trasmodi,

non faccia movimenti esagerati,

se li fa, taccia

- non si lagni quando

casca nel concavo, in un fosso

o sbatte sulla piatta superficie.

Quello che lei vuol fare

è un altro discorso.

E questa non è la sede adatta.



                                              ***


UN 30 AGOSTO


Si vide subito che si metteva bene:

eventi macroscopici nessuno,

il sole a un passo da settembre

diede la prima razione

alle isole di fronte;

il mare mandò lampi di freschezza, 

il caldo soltanto fra tre ore,

un immenso celeste, ancora un giorno

per l'uva e gli altri frutti di stagione,

tra i pochi rumori di paese

l'ossigeno sibilando disse

di non farcela più con quel suo cuore.

Di primo mattino la morte di mia madre.



                                                ***


OGGI


Oggi ignorando tutto

di questo giorno,

se d' Avvento o Passione,

ignorando i colori, le pianete,

m'inginocchio nella tua casa

sotto la tenda che portiamo ovunque

per aprirla per chiuderla a tua offesa,

aprirla ancora, nei boschi

in fuga, su secche, su frangenti,

dal capolinea a un punto della corsa.

Non frugarmi, non chiedere.

Tu sai il perché d'un labbro

che si sporge più dell'altro.

Accoglimi.

Assieme ai pesci sguazzanti all'ingrasso

nell'acqua del Giordano

nella tua conca di marmo,

ai due cani

ringhiosi clandestini

che baruffano nell'angolo più buio

della tua navata.



                                              ***


L'OSSO


Avanti, sputa l'osso:

pulito, lucente, levigato,

senza frange di polpa,

l'immagine del vero,

ammettendo che in questo

unico osso avulso dal contesto

allignino chiariti, concentrati

quesiti fin troppo capitali.

Credo che tu non possa 

farcela: saresti

cenere nella fossa,

anima da qualche parte.



                             Bartolo  Cattafi   da    L'osso, l'anima



sabato 7 settembre 2019

LA PREGHIERA DI BARTOLO

 
 

                                                            Ad occhi chiusi vinco la vertigine…


LA GRAZIA

Sarebbe dunque in questo lividore
d'aria la grazia
che fa cadere a fiocchi
gelo candore oblìo?
E dove metteresti l'altra grazia
che c'imbratta la faccia
di fiamme e fumo
e ci rammenta d'essere
schiatta di legna da ardere al buon Dio.


                                             ***

E' QUI CHE DIO

E' qui che Dio m'assiste
lungo la parte più assurda della curva
saldamente incollato
su questa traiettoria
ad occhi chiusi vinco
la vertigine il vuoto la mia storia.


                                      ***

OGGI

Non frugarmi, non chiedere.
Tu sai il perché d'un labbro
che tremando si sporge più dell'altro.
Accoglimi.
Assieme ai pesci guizzanti all'ingrasso
nell'acqua del Giordano,
nella tua conca di marmo,
ai due cani
ringhiosi clandestini
che baruffano nell'angolo più buio
della tua navata.


                                         ***

PREGHIERA

Ecco i colpi che giungono al cuore
aprendo larghi echi dolorosi.
Tu che tiri le somme
dimmi quanto
l'anima incespica e batte
su un tasto d'inferno in questa terra;
dimmi la doppia voce
del dare e dell'avere,
dammi una mano
d'aiuto nello scacciare i Cesari,
prenditi il grosso
il prezzo più alto
il meglio del tributo.


                                    ***

IN TE

In Te in Te confido,
tutto ho rubato al mondo
sei il Cubo la Sfera il Centro
me ne sto tranquillo :
tutto t'è stato ammorticchiato dentro.



                      Bartolo  Cattafi     ( poesie tratte da diverse raccolte )


domenica 17 dicembre 2017

SIMUN




                                                         Bisogna sfatare la foresta...



MANI AVANTI

Prevenire il colpo
mettere le mani avanti
crearsi un po' di spazio
contro metalli veloci
che spesso passano
nel binario accanto
imprecando
avendo sbagliato mira.


                                                              ***

SFATARE

Bisogna sfatare la foresta
dare lo sfratto
a umido e ombra
con calde luci taglienti
metterla a soqquadro
fare fracasso e dire
che i suoi abitanti sono chiari
leggibili da sinistra a destra
dall'alto verso il basso.


                                                                       ***

AL MATTINO

Addosso mi drappeggio
un manto imperiale
passeggio lungo l'orlo
di lucide follie
accarezzo i fianchi
di delizie perfette
fra i lenzuoli al mattino
nuotando nell'atlantico del letto.


                                                                             ***

COME LE COSE

Come le cose che vengono dal nulla
come la neve i passeri la pioggia
il polline emerso
dal mare spalancato della rosa.


                                                                      ***

NON CREDO

Non credo alle croste opprimenti
che negano il volo
alla cinta dei muri
alle finte sbarre
l'albero può tornare indietro
a colpi regressivi di moviola
a chiudersi nel seme
ma quale raggio non scrive
la mia crescita e morte
morte a dismisura?



       Bartolo  Cattafi       da     Simùn



SOLE DI TARDO AUTUNNO

 
 
 

                                                         La luce del giorno è un momento...



Strisciando su cieli bassi
stinge un suo succo
dolcemente intelligibile
agli acini che pilucco
mai stati più pieni più dorati.


           Bartolo  Cattafi     da      Ultime