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giovedì 4 aprile 2019
LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 2
Al Lycée Condorcet,la curiosità intellettuale, la libertà espressiva,
l'emulazione intellettuale accomunano ragazzi di età diversa,
appartenenti tutti alla" aristocrazia borghese " della " rive droite".
I legami di cameratismo creatisi allora dureranno - con le loro
specifiche caratteristiche - per tutta la vita. In questo gruppo
Marcel Proust si distingue per le differenze che manifesta negli
atteggiamenti ed esprime negli scritti: aspetti particolari dell'
affettività, audacia e disinvoltura nei comportamenti sociali, ma
soprattutto superiorità dei giudizi stilistici,delle intuizioni estetiche,
delle produzioni letterarie. Nei suoi testi si scopre la libera
espressione di una sensibilità ormai per sempre dolorosa unita a
proselitismo giovanile che coesiste - non senza contrasti - con un
ruolo di mentore, retore e poeta . (…)
Anne Borrel da Scritti giovanili
" Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli quello che - senza libro - non avrebbe forse visto in se stesso " ( M. Proust )
AL MIO CARO AMICO JACQUES BIZET
Quindici anni, le Sette di sera. Ottobre
Il cielo è di un viola cupo punteggiato di macchie luminose. Ogni cosa è nera. Oh, mio diletto, perché non sono sulle tue ginocchia, la testa sulla tua spalla, perché non mi ami? Ecco le lampade: l'orrore delle cose usuali.
Mi opprimono. La notte cade come un coperchio nero e chiude la grande speranza - di giorno spalancata - di sfuggire ad esse.
Ecco l'orrore delle cose usuali e l'insonnia delle prime ore della sera, mentre sopra suonano valzer e odo il rumore irritante di stoviglie in una stanza accanto… Oh, mio diletto!
Diciassette anni, le Undici di sera. Ottobre
La lampada illumina debolmente gli angoli scuri della camera e crea un gran cerchio di luce viva ove entrano la mia mano - di colpo ambrata - il mio libro, lo scrittoio. Sui muri si azzurrano esili fili di luna penetrati dalla fessura impercettibile delle tende rosse.
Sono tutti coricati nel grande appartamento silenzioso. Socchiudo la finestra per guardare un'ultima volta il dolce volto fulvo, tutto rotondo, della luna amica. Sento quasi l'alito freschissimo, freddo delle cose che dormono; L'albero da cui stilla luce azzurra - una bella luce azzurra che trasfigura in lontananza da uno scorcio di strade, quale un paesaggio polare illuminato elettricamente; il selciato azzurro e pallido. Al di sopra si distendono gli infiniti campi ove fioriscono fragili stelle… Ho richiuso la finestra. Mi sono coricato. La lampada su un tavolino accanto al letto, tra bicchieri, brocche di bevande fresche, libriccini dalle rilegature preziose, lettere di amicizia o di amore, illumina vagamente - sullo sfondo - la libreria. L' ora divina ! Le cose usuali, come la natura, le ho rese sacre, giacchè non potevo vincerle. Le ho rivestite della mia anima e di immagini intime o splendide. Vivo in un santuario, in mezzo a uno spettacolo. Sono il centro delle cose e ciascuna mi procura sensazioni e sentimenti magnifici o malinconici, da cui traggo piacere.
Ho davanti agli occhi visioni splendide. E' dolce stare in questo letto. Mi addormento.
Marcel Proust da Scritti giovanili
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