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mercoledì 11 ottobre 2023

GANIMEDE & SCHUBERT

 


Lied di Schubert, musicato nel 1817 sul testo di Goethe ( poi ripreso nel corso dell' 800 anche da  Carl Loewe e Hugo Wolf )


                                                                                          ***


Ganimede , come scrisse Omero, è il ragazzo più bello fra tutti i mortali: un giovane principe della famiglia reale troiana, portato da  Zeus ( che prese le sembianze di un' aquila ) sull' Olimpo per diventare il coppiere degli dei - eternamente giovane - e acquisire l'immortalità ( subirà la trasformazione nella Costellazione dell' Acquario ).

Ganimede, nella mitologia sia classica che moderna, rappresenta per eccellenza la figura della sospensione, teso tra terra e cielo, umano e divino, e nel corso dei secoli - con diverse variazioni  e trasfigurazioni  -( ne palò anche Ovidio nelle Metamorfosi ) sarà il prototipo del fanciullo amato e un simbolo di morte prematura.




CANTO SIMPOSIALE


Soave amare i fanciulli,

se una volta di Ganimede

si innamorò anche il Cronide, re

degli immortali,

che rapendolo lo elevò in 

Olimpo e lo rese divino

cogliendo il bramato fiore di

fanciullezza.

Dunque non ti stupire, Simonide

se anche io

per un bel fanciullo sembro dal

desiderio domato.



                    Teognide,  Elegie ( IV/ V sec. a C )



                                            ***


LA GARA DEI BACI ALLE FESTE DIOCLEE


Felice chi dà giudizio ai fanciulli

per quei baci.

Certo prega spesso il radioso

Ganimede

di avere la bocca pari alla pietra

lidia, con cui l'oro

stimano non falso ma vero i

cambiavalute.



                         Teocrito, Idilli ( IV sec. a. C )



                                                 ***


NIENTE DI PIU'


Quella bellezza, il moretto

Teocrito, se mi odia,

quattro volte tu possa odiare, e

se mi ama, amare;

eh sì, per Ganimede bei capelli,

o Zeus celeste,

anche tu un tempo amasti -

altro più non dico.



                    Callimaco, Epigrammi ( IV sec.  a. C . )



                                            ***


GANIMEDE


Come nello splendore del

mattino

ti contorci a me brillando

rovente

tempo di primavera, mio amato!

Con voglia a mille d'amore

sul mio cuore si pressa

il tuo calore eterno

il senso sacro,

una bellezza infinita!


Che io ti possa afferrare

nelle mie braccia!


Ah, ma nel tuo petto

io giaccio mentre gemo

e i tuoi fiori, la tua erba

si pressano sul mio cuore.

Tu rinfreschi la bruciante

sete del mio petto

vento amabile del mattino!

Mi richiama l'usignolo

amorevole della valle di nebbia.


Io vengo, io sto venendo!

Ma dove? Verso dove ?


In alto e in alto si tende!

E fluttuano le nuvole

verso il basso, le nuvole

si flettono al desiderio d'amore.

A me, a me!

Nel vostro grembo

verso l'alto !

Avvolto mente avvolgo!

Verso l'alto al tuo petto

Padre di tutto l'amore !



                     J. Wolfang von Goethe , 1789




mercoledì 10 febbraio 2021

GLI AMORI DI GOETHE ( Charlotte Von Stein ) 1

 


                                                          Charlotte von Stein



Wolfang Goethe aveva ventisei anni quando venne invitato alla Corte di Weimar dal duca Carlo Augusto, dove conobbe Charlotte von Stein, trentaduenne, sposata ad un funzionario di corte. La donna, una delle più belle e intelligenti dame di corte, si trovava in condizioni di sfiducia e dolore per la morte di quattro suoi bambini. Dapprima non corrispose all'amore focoso del poeta, poi s'innamorò di lui e il loro amore durò dieci anni molto stretto e vivo, e non cessò neppure quando Goethe si sposò. Le lettere e i biglietti di Goethe a Charlotte sono numerosissimi, mentre di lei non abbiamo che un solo biglietto.





CHARLOTTE A GOETHE

1776


(...) Il mondo mi ridiventa caro. Mi ero tanto allontanata da esso, ma ora mi ridiventa caro, per mezzo Vostro. Il mio cuore mi rimprovera. Sento che sto preparando afflizioni a me e a Voi. Un anno fa ero pronta a morire: adesso non più.



                                   ***


GOETHE A CHARLOTTE

25 Maggio 1776


(... ) Anche il più puro, il più bello, il più vero rapporto che ho mai avuto con una donna - oltre che con mia sorella - anche questo è turbato! Ero preparato a questo,  soffrivo solo infinitamente per il passato e per il futuro, e per la povera bambina che se ne andava, che io avevo sacrificata a una simile vita. Non voglio vederVi, la Vostra presenza mi rattristerebbe. Se non  posso vivere con Voi, il Vostro amore mi aiuta tanto poco quanto l'amore di un assente, del quale sono così ricco. La presenza nel momento del bisogno decide tutto, placa tutto, dà  forza a tutto. L' assente arriva col suo spruzzo d'acqua quando il fuoco si è già calmato... e tutto questo per rispetto del mondo! Il mondo, che non può essere nulla per me, non vuole neppure che tu sia qualcosa per me... Non sanno quello che fanno. La mano di quello che se ne sta chiuso e solo, che non sente la voce dell'amore, stringe e fa male.


                                           ***


GOETHE A CHARLOTTE

23 Marzo 1781


(...)  Il tuo amore per me è la stella del mattino e della sera: tramonta dopo il sole, rinasce prima del sole. Sì, è come una costellazione del polo che non tramonta mai sul nostro capo e intreccia una corona sempre viva. Prego che gli dèi non vogliano mai che esso s'oscuri sul cammino della mia vita. La prima pioggia primaverile nuocerà alla nostra gita. Le piante saranno ristorate, il primo verde ci riempirà di gioia. Non abbiamo mai vissuto insieme una primavera così bella. Potesse non avere autunno!

Addio ottima, carissima !


                                                 G.  (...)



GLI AMORI DI GOETHE 3 ( Bettina Brentano )

 


                                                                   Bettina Brentano


La giovanissima Bettina Brentano s'innamorò di Goethe ormai sessantenne. Un cuore fantasioso e romantico, che fece nascere il celebre  " Carteggio di Goethe con una bambina", in cui Bettina raccontò e trasfigurò quell'episodio della sua vita. Tutto ciò tuttavia non le impedì di sposarsi con un poeta.



1 Agosto 1807

(...) Amico sono sola. Tutto dorme mi mi tiene sveglia il pensiero che poco fa ero ancora con te. Forse - Goethe - questo è stato il più importante avvenimento della mia vita, forse il momento più ricco, il più beato. Giorni più  belli non devono venirmi, io li respingerei! Fu certo l'ultimo bacio col quale dovetti separarmi da te : e credevo di dover rimanere per sempre appesa alle tue labbra. E quando ritornai attraverso i viali fra gli alberi, sotto i quali avevamo passeggiato insieme, credetti allora di dover attaccarmi ad ogni ramo... ma scomparvero i noti luoghi verdi, svanirono in lontananza gli amati prati, e la tua casa era da tempo affondata laggiù e l'azzurra lontananza sembrava custodire solo per me l'enigma della mia vita... eppure ho dovuto separarmi anche da questo, e ora non ho più che il mio ardente desiderio, e le lacrime scorrevano per questa separazione. Ah, allora ho ripensato a tutto, a come tu avevi vagato con me nelle ore notturne, e come mi avevi sorriso quando ti spiegavo le forme delle nuvole, e il mio amore, e i miei bei sogni, e avevi ascoltato con me il sussurro delle foglie del vento notturno, nel silenzio della notte lontana, smisurata. E tu mi hai amata, lo so. L'ho sentito dal tuo respiro, dal tono della tua voce, da qualcosa - come devo dirti? - che mi avvolgeva come se tu mi avessi accolta in una vita interiore e segreta; e in quel momento ti rivolgevi solo a me e non desideravi null'altro che restare con me. E tutto questo chi potrà portarmelo via? Che cosa è perduto per me? Amico, io ho in mente quello che ho goduto. Ovunque vada,, la mia felicità è la mia patria. 


                           Bettina  (...)



                                       ***


13 Agosto 1807


(...) Te lo dico ancora una volta: nessuno al mondo potrebbe capire quello che passa in me, quanto tranquilla sono in te, serena, e senza oscillazioni nel mio sentimento. Ferma come i monti, potrei riportare al passato notti e giorni, senza neppure tremare nel tuo ricordo. Eppure, quando talvolta il vento trascina sulle vette dei monti il profumo e i semi del mondo tutto in fiore, anch'essi - i mondi - s'inebriano, come io ieri; allora ho amato il mondo, allora ero beata come una sorgente gorgogliante nella quale il solo risplende per la prima volta.

Addio, meraviglioso uomo, che mi abbagli e mi intimidisci. Da questa roccia erta ove il mio amore ha osato aggrapparsi con pericolo di vita, non è più possibile ridiscendere: non è possibile neppure pensare a questo : ne morirei certamente . 


                                  Bettina  (...)


                                      ***


17 Settembre 1807


(...) Amanti segreti che si avvolgono in veli d'incanto, dai quali si spiegano sogni bellissimi: tu sedevi in un prato verdee bevevi del vino rosso in un bicchiere d'oro, e versavi sulla mia fronte le ultime gocce... Da questo sogno mi sono svegliata oggi, ed ero piena di gioia che tu mi fossi stato vicino. Credo che tu abbia parte a questi sogni, che tu mi ami in questi momenti. A chi altri dovrei questo mio stato di beatitudine, se non fossi tu a darmelo! E quando mi sveglio nel giorno comune, tutto mi è indifferente, e qualsiasi cosa mi venga offerta, tutto respingo volentieri. Sì, vorrei essere separata da tutto ciò che comunemente si chiama felicità, e tenere dentro di me il segreto che il tuo spirito gioisce del mio amore, come la mia anima si nutre della tua bontà.


                                      Bettina  (...)



GLI AMORI DI GOETHE ( Christiane Vulpius ) 2



                                                                     Christiane Vulpius



Di ritorno dal viaggio in Italia, Goethe si innamorò di Christiane Vulpius, figlia del copista di corte. Ebbe da lei un primo figlio nel 1789, poi altri quattro, tutti morti prestissimo. Il matrimonio con Christiane avvenne solo nel 1806.



21 Agosto 1792


(...) Oggi parto da Francoforte, mia cara piccina, per Magonza. Ti devo dire che mi è andata bene: solo ho dovuto mangiare e bere troppo. Ma sarà meglio per me quando la mia cara piccola cuoca mi preparerà i cibi. Il pacco parte oggi e arriverà non molto dopo questa mia lettera. Ho desiderato di essere un topolino e di poterti vedere mentre aprivi il pacco. Io ho provato molta gioia mentre lo preparavo. Custodisci tutto bene. Addio, mia cara bambina. Continua ad amarmi come io ti amo. Addio. Saluta i Mayer, bacia il piccolo e scrivimi presto.


                                     G.  (...)



                                   ***


10 Settembre 1792


(...) 

Ti ho già scritto molte letterine e non so se ti arriveranno a mano a mano. Ho dimenticato di numerare i fogli e comincio adesso. Sappi ancora una volta che io sto bene, che ti amo con tutto il cuore. Se fossi vicina a me! Ci sono dappertutto letti grandi e larghi e non dovresti lamentarti come succede delle volte a casa. Ah,  amor mio, non c'è nulla di più bello che stare insieme. Ce lo ripeteremo quando saremo uniti di nuovo. Pensa, siamo vicinissimi alla Champagne e non troviamo un bicchiere di vino. Ma le cose andranno meglio quando il mio tesoro penserà alla cucina e alla cantina. Sii dunque una buona donnina di casa e preparami una bella casa. Pensa al bambino e voglimi bene. Sì, continua a volermi bene perché alle volte - pensandoci - mi ingelosisco e mi immagino che un altro potrebbe piacerti di più perché trovo tanti uomini più belli e più simpatici di me. Ma questi tu non devi vederli perché devi ritenere me il migliore di tutti, perché ti amo terribilmente e niente mi piace tranne te. Spesso ti sogno, sempre cose confuse, ma sempre che ci vogliamo bene. E così possa continuare ad essere.

Ho domandato a mia madre di fare due coltroni e due cuscini di piuma e tante altre belle cose. Pensa solo a tenere in ordine la casetta, al resto si penserà. Oggi ti ho spedito un cestino di liquori e un pacchetto di dolci. Deve entrare sempre qualcosa in casa. Soltanto continua a volermi bene e sii una brava bambina. Il resto verrà da sé. Finché non avevo il tuo cuore, a cosa mi serviva il resto! Adesso che ce l'ho, voglio conservarlo. Perciò sono tuo anch'io. Bacia il bambino, saluta i Mayer e amami.


                                        G.  (...)