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lunedì 28 gennaio 2019

47 POESIE FACILI E UNA DIFFICILE

 
 

"Sklovskij diceva che era un campione; Jakobson diceva il più grande poeta del Novecento; Tynjanov diceva una direzione; Markov diceva il Lenin del Futurismo russo; Ripellino diceva il poeta del futuro; e avevano ragione - secondo me - tutti; però avevano torto anche - secondo me - e avevano torto perché - secondo me - Chlebnikov è molto di più."  ( Paolo Nori ).


Velimir Chlebnikov morì a 37 anni ( nel 1922 ) a causa di una paralisi conseguente ad uno stato di inedia e  malnutrizione.
Pace a te !  frida  )


Poco mi serve.
Una crosta di pane,
un ditale di latte,
e questo cielo
e queste nuvole.


                                        ***


Gli uomini, quando amano,
fabbricando lunghi sguardi
e mandando lunghi sospiri.
Le bestie, quando amano,
riempiendosi gli occhi di foschia
e fabbricando morsi di schiuma.
I soli, quando amano,
coprendo le notti con un tessuto di terre
e incedendo a passi di danza verso l'amico.
Gli dei, quando amano,
abbracciando per intero il fremito dell'universo,
come Puskin - la fiamma dell'amore per la
cameriera  Volkonskij.


                                         ***


Russia, sei tutta un bacio nel gelo!
Azzurreggiano strade notturne.
In un lampo azzurro sono fuse le labbra,
azzurreggiano insieme le due.
Di notte un lampo vola,
a volte, dalla carezza di un paio di labbra,
e d'un tratto - agile - aggira
le pellicce, azzurreggiando, lampo senza sensi.
E la notte brilla, intelligente e nera.


                                           ***


La libertà arriva nuda,
gettando nel cuore dei fiori,
e noi, andando al passo con lei,
al cielo diamo del tu.
Noi, guerrieri, con coraggio picchiamo
con il braccio su scudi severi:
governo del popolo sia,
e sia sempre - per sempre - qui, là.
Alle finestre vergini cantino
in mezzo a canti sull'unico cammino,
del suddito fedele del Sole,
il popolo che si è liberato.


                                  ***


Oh, se i vostri occhi
nereggiassero, come gli stinchi degli stivali,
oh, se la vostra bocca fosse cantilenante
come la mucca che chiama il vitello,
oh, se con le vostre trecce
ci si fosse potuti impiccare
senza chinare la testa!


                                             ***


Brutali vecchi stracci di capelli,
un campo nero: la fronte.
Dei ceppi fradici in una palude: le labbra,
mammelle di capra selvatica : la barba,
corda da marinai: i baffi,
fanciulla di neve con una scopa nera: i denti,
notti insonni gli occhi azzurri
come buchi in una vecchia coperta.


                                             ***


Ma io vengo da te, in Tibet…
Mi cerco una casetta, là,
il tetto coperto di cielo,
cinte di vento le pareti,
il soffitto che guarda le erbe,
per terra dei fiori, verdi.
Là, calmerò le mie ossa.




           Velimir Chlebnikov  da  47 poesie facili e una difficile



martedì 25 luglio 2017

SONO IL MESSAGGERO DEL TEMPO





               Preposto al servizio delle stelle, io giro, come una ruota...



Le ragazze, quelle che camminano
con gli stivali di occhi neri
sui fiori del mio cuore.
Le ragazze, che hanno abbassato le lance
sui laghi delle loro ciglia.
Le ragazze, che lavano i piedi
nel lago delle mie parole.


                                                                     ***

Su un ramo
stavano l'uccello dell'ira
e l'uccello dell'amore.
E si è posato sul ramo
l'uccello della quiete.
E con un grido
si è alzato l'uccello dell'ira.
E l'ha seguito l'uccello
dell'amore.

                                                                  ***


Preposto al servizio delle stelle
io giro, come una ruota,
che s'invola all'istante sull'abisso,
che finisce sull'orlo del precipizio.
Io imparo le parole.

                                                                ***


Quando di me sarò poi stanco,
mi getterò nel sole d'oro,
mi vestirò di un'ala strombazzante,
il vizio mescolerò col sacro.
Sono morto, sono morto, ed è sgorgato il sangue
sulla corazza, un gran torrente.
Sono tornato in me , in altro modo, nuovamente,
guardandovi con gli occhi di guerriero.



         Velimir Chlebnikov   da       Sono il messaggero del tempo