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giovedì 3 dicembre 2020

DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 1

 


                                     Esistono mille cause per ogni cosa che succede... ( M.M.)



(...) Miriam  " Zenzi" Makeba nasce a  Johannesburg il 4 Marzo 1932 e passa i primi sei mesi della sua vita in carcere: la mamma, per sbarcare il misero lunario, ha venduto birra artigianale fatta in casa ma, visto che ogni attività commerciale è proibita alla popolazione nera, viene arrestata e portata in galera insieme alla neonata. Dentro o fuori da una prigione, la vita è ugualmente durissima per la " black community " nel Sudafrica dell'apartheid: un sistema brutale che ha costretto per decenni le persone che erano nate in quella terra a vivere come prigioniere in casa propria. Delle leggi severissime regolavano l'esistenza dei nativi, vietando loro praticamente ogni libera attività e costringendole ad abitare in zone circoscritte, dovendo esibire un " passaporto" speciale per entrare nel territorio dei bianchi. C'erano addirittura fontanelle e marciapiedi destinati esclusivamente alla popolazione africana, che abitava quei territori dalla notte dei tempi e ora veniva umiliata da una segregazione razziale molto simile a  una totale schiavitù. Ogni associazione politica era preclusa e l'istruzione era fortemente disincentivata: un'organizzazione crudele che obbligava i neri ad assoggettarsi ai lavori più umili. Miriam, fin da piccola, non può che fare la serva per le famiglie dei bianchi, ma ha una passione che le scalda il cuore e che l'aiuterà a sopravvivere nei momenti più duri: la musica. Zenzi è dotata di una voce incredibile e, come racconta in un'intervista : " non mi ricordo quando ho iniziato a cantare, potrei dire da sempre: in Sudafrica tutti abbiamo sempre cantato le cose che ci succedevano, specialmente quelle che ci ferivano ".  (...)



                 Serena  Dandini   da   Il catalogo delle donne valorose



DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 2


(...) Per lei la musica è " a type of magic ", un aiuto, un conforto, ma anche un superpotere per affrontare l'esistenza. Dopotutto, nella musica ci è nata: cantare per lei è un'attitudine naturale in una famiglia in cui la madre suona gli strumenti tradizionali, il padre milita in una band e il fratello le fa conoscere le canzoni di Ella Fitzgerald che arrivano dall' America. Insieme alla sorella, Miriam canta nei cori della chiesa ed è  ancora un'adolescente quando comincia a partire per delle lunghe tournée interpretando un repertorio che miscela musica popolare africana, jazz e gospel: uno stile che rimarrà il marchio di tutta la sua lunga carriera. Naturalmente anche i concerti subiscono la stessa odiosa legge della segregazione che impone show separati per bianchi e neri e addirittura una nuova ingiunzione alla fine degli anni Cinquanta che proibisce agli artisti di colore di esibirsi nei teatri cittadini, permettendogli solo sale di periferia. Nel 1959 parteciperà ad un documentario contro l'apartheid che  - anni dopo - Martin Scorzese definirà : " Un film eroico, dalla bellezza terribile" e che rivoluzionerà totalmente il suo destino .  (...)



            Serena  Dandini  da   Il catalogo delle donne valorose

 

DONNE VALOROSE: MIRIAM MAKEBA 3

 

(...) La performance di Zenzi fa sensazione:il documentario Come Back, Africa si guadagna il premio della critica ed è lodato da tutti i giornali. Le autorità sudafricane, accorgendosi della potenza eversiva della pellicola, reagiscono con la solita violenza e ritirano il passaporto di Miriam, impedendole di rientrare nel suo Paese: per la giovane artista è l'inizio di una nuova vita, ma anche di un lungo e doloroso esilio dalla sua terra che durerà più di trent'anni. Non le verrà concesso di tornare neanche alla morte della madre per partecipare ai suoi funerali, un dolore che Zenzi non riuscirà mai a cancellare; tuttavia per il regime era intollerabile che una semplice interprete di musica popolare si trasformasse nel simbolo di un popolo oppresso.  (...)



   Serena  Dandini   da   Il catalogo delle donne dolorose



DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 4


(...) Mentre la carriera di Miriam è in vorticosa ascesa, nel suo paese d'origine la situazione è sempre più drammatica. Nel 1963 Nelson Mandela, militante dell' African National Congress, il movimento che si batte contro la segregazione, è stato arrestato e condannato al carcere a vita. Le sue parole, al processo, risuonano più forti di ogni sentenza : " Più potente della paura per l'inumana vita della prigione, è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in quel Paese...". Nello stesso anno, Makeba, che ormai è una celebrità in America, è invitata a parlare alle Nazioni Unite dal comitato contro l'apartheid e, con un discorso asciutto e autorevole, chiede di fermare la tragedia che si sta abbattendo sul suo Paese a causa della totale mancanza di diritti civili per la popolazione nera e domanda l'immediata scarcerazione dei detenuti politici ingiustamente arrestati. Per tutta risposta il governo africano mette al bando le sue canzoni, che cominciano a circolare clandestinamente come materiale sovversivo: i suoi numerosi proseliti rischiano fino a sette anni di carcere se trovati in possesso di questi dischi scottanti. Sembra incredibile che un brano solare e innocuo come Pata Pata si sia trasformato per molti in un inno alla libertà : ma questa è la magia della musica di Miriam Makeba,che è riuscita ad incarnare la felicità creativa di un popolo a cui per decenni è stata proibita ogni forma espressiva.E' solo una canzone che invita a ballare, a godere della gioia di vivere, e proprio per questo fa più paura di un manifesto politico.  (...)



                Serena  Dandini  da    Il catalogo delle donne valorose


DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 5


(...) Da quel momento Miriam diventa " Mama Africa ", simbolo e portavoce delle radici di una cultura che una politica dissennata vorrebbe soffocare. La sua musica si trasforma in un messaggio universale e parla al cuore di tutti, ma la cantante porta avanti il suo lavoro con estrema modestia e umiltà: come racconterà anni dopo in un'intervista, non si è mai sentita una leader politica:" Sinceramente, sono solo una piccola vecchia cantante, non sono una politica, nemmeno un'economista o qualcosa del genere.Vorrei soltanto che le persone fossero dei soldati: possiamo esserlo tutti, non per aggredirci l'un l'altro, ma per combattere la povertà, le malattie, le epidemie, l'avidità e tutti i mali del mondo, per essere un esercito che difende tutto ciò che è buono."

Qualcuno ha detto che oggi Miriam Makeba non si chiama più " Mama Africa ", ma " Mama Paradiso" ed è un'immagine appropriata per la lunga vita di questa artista coraggiosa e solare, ed è bello pensarla - dopo tanti duetti eccellenti sulla terra - mentre canta tra le nuvole accompagnata da un volenteroso coro di angeli, indossando uno dei suoi sgargianti copricapi africani. Solo una delle sue tante - memorabili - esibizioni . (...)



     Serena  Dandini  da   Il catalogo delle donne valorose

           

martedì 26 giugno 2018

DONNE VALOROSE ( Consuelo De Saint- Exupéry ) 1

 
 

" Consuelo, stasera ti scriverò una lettera d'amore perché - nonostante le molteplici ferite, le parole che non hai compreso, i richiami che muoiono contro il vetro della tua mente chiusa - sono arrivato a un punto in cui non ne posso più di un amore che non ha mai trovato la sua strada. In te si trova una persona che amo e la cui gioia è fresca come l'erba medica ad Aprile " ( Lettera- New York, 1942/43 )



(…) " Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli
         occhi". Così ci insegna il Piccolo Principe, i libro più letto e
         venduto al mondo.
         E Antoine sa bene che le cose essenziali della vita sono
         spesso trascurate degli esseri umani e possono diventare
        invisibili agli occhi: lo sa perché ha rischiato più volte di
        perdere il suo amore a causa del suo carattere intemperante,
        inquieto tendente alla depressione e a violenti accessi di
        gelosia.Il suo amore si chiama Consuelo Suncìn- Sandoval: è
        minuta, ha un fisico da ballerina, ma gli occhi scuri e
        infuocati come la lava dei vulcani della sua isola El Salvador,
        gli stessi vulcani che dominano l'asteroide B-612 da cui è
        partito il Piccolo Principe per la sua esplorazione inter-
        galattica . Antoine non ha mai visitato la terra di Consuelo,
        ma la conosce comunque a memoria, perché lei gliel'ha
        descritta nei minimi particolari, raccontando la maestosità
        delle montagne, le meraviglie della vegetazione tropicale, le
        intricate foreste di baobab, le splendide rose.
        Consuelo viene chiamata dagli amici la " Sherazade dei
        Tropici" ed è un piacere ascoltarla perché con la sua voce
        suadente e vellutata incanta gli spettatori e fa rivivere con
        le parole, la magia di mondi sconosciuti.
        Consuelo è la rosa del Piccolo Principe: le sue quattro spine
        sono appuntite e hanno cercato di proteggerla a lungo dall'
        impetuosità di Antoine, innamorato capriccioso che ha sempre
        rischiato di perdere tutto per la smania di legarla a sé, come
        un bambino che non vuole farsi negare un giocattolo.
        Ma Consuelo non è una bambola: è una ragazza sveglia che
        ha deciso di lasciare l'isola fatata della sua infanzia per
        scoprire il mondo, emanciparsi, studiare e soprattutto
        sperimentare la libertà: l'incontro tra i due non era
        assolutamente previsto ed è piuttosto uno scontro, una
        collisione tra pianeti lontani che impattano per caso a una
        folle velocità. Ci sono dei movimenti stellari che non sono
        governabili e le conseguenze possono portare a quello che gli
        amici surrealisti di Consuelo chiamano amour fou : più che
        una passione, una vera malattia dalla quale è quasi
        impossibile guarire.
        Quando Consuelo incontra Antoine ha 29 anni, ma ha già
        vissuto un divorzio e una vedovanza. Il primo matrimonio in
        Messico è quasi una ragazzata, ma l'unione con lo scrittore
        Enrique Carrillo è una storia d'amore importante che si
        concluderà tragicamente con la morte improvvisa di lui. (…)


                  Serena  Dandini    da    Il catalogo delle donne valorose

DONNE VALOROSE ( Consuelo De Saint- Exupéry ) 2



(…)Consuelo è distrutta dalla perdita, e gli amici le consigliano di
      viaggiare: l'antica medicina per affrontare il dolore.La giovane
      vedova accetta l'invito del presidente argentino,grande sponsor
      di Carrillo, che le chiede di omaggiare il marito con una serie
      di conferenze in suo onore, e il 15Agosto 1930 si imbarca su un
      piroscafo in direzione dell' Aregentina.Madame Soncìn viaggia
      insieme ad altri scrittori e accademici francesi, amici cari che
      l'accompagnarono in questa missione culturale che per lei è
      soprattutto un ritorno alle origini nell'amata America del Sud
      per tentare di riconquistare la pace interiore.
      E invece, per uno scherzo del destino, le prime due cose in cui
      Consuelo si imbatte quando arriva a Buenos Aires, sono una
      rivoluzione nelle strade e un aviatore che si è guadagnato la
      fama di eroe sugli aerei postali. Al primo incontro, Consuelo
      giudica Antoine De Saint- Exupéry antipatico e arrogante e
      accetta malvolentieri l'invito del pilota per un'escursione aerea
      sopra i cieli della città. Trascinata dai suoi amici entusiasti
      dell'avventura, si ritrova in volo con quest'uomo un po'
      scorbutico e insolente che le chiede subito di baciarla mentre
      si esibisce in una serie di acrobazie che terrorizzano la
      compagnia.
      Si conoscono appena, ma Antoine rimane subito folgorato dal
      fascino di Consuelo e decide che non può vivere senza di lei,
      come confessa ad un amico :" C'era una tale bellezza selvaggia
      nei suoi occhi neri, e nelle sue idee soffiava un tale uragano di
      fantasia, che ne fui stregato". L'aviatore è convinto di aver
      trovato la donna della vita, e soprattutto la sua musa: non a
      caso le spedisce una lettera amorosa di ottantatré fogli che
      contiene una domanda di matrimonio e alcune pagine del
      manoscritto del suo romanzo , Volo di notte . Antoine capisce
      che solo questa donna intelligente e sensibile può dargli la
      forza e la giusta temperatura esistenziale per portare a termine
      la sua impresa letteraria: subito le sottopone i suoi lavori, e
      soprattutto i suoi dubbie le sue insicurezze. (…)


            Serena  Dandini   da    Il catalogo delle donne valorose

domenica 24 giugno 2018

DONNE VALOROSE ( Consuelo De Saint -Exupéry ) 3


(…)Consuelo rimane senza fiato dinanzi a questa corte serrata e
      implacabile e cerca di resistere, non si sente pronta, sta ancora
      piangendo un grande amore e ha paura di questo terremoto che
      scuote la sua vita. Da questo momento in poi la loro storia è un
      susseguirsi di passi avanti e indietro, in un duello amoroso
      senza esclusione di colpi. Consuelo sa che se soccombe al
      grande eroe, perderà molta dell'indipendenza e della libertà
      che si è conquistata, ma come resistere alla tentazione di essere
      felice? Antoine è un gigante che la sovrasta in tutti i sensi
    - anche fisicamente - visto che pesa un centinaio di chili e lei al
      suo cospetto sembra un uccellino indifeso. Eppure c'è qualcosa
      di travolgente in questo incontro fatale che Consuelo non riesce
      ad arginare. In preda all'incertezza decide di scappare dall'
      Argentina mentre Antoine è impegnato in uno dei suoi voli
      postali verso la Patagonia: è l'ultimo tentativo di contrastare 
      un destino ineluttabile. Ma appena salita sulla nave che la
      riporterà in Francia, vede apparire in cielo un aereo che segue
      la sua rotta a bassa quota. De Saint- Exupéry non vuole
      perderla e la seguirà fin che ha carburante lanciando dal
      velivolo biglietti d'amore: si sposeranno in Francia pochi mesi
      dopo, il 23 Aprile 1931.La foto del matrimonio è emblematica :
      l'immagine li ritrae abbracciati,ma quasi malinconici.Consuelo
      indossa per l'occasione un vestito di pizzo macramé nero ( un
      colore singolare per una giovane sposa ) mentre lui, più che
      stringerla, è aggrappato a lei come a un'ancora di salvezza.
      E' alto quasi due metri,ma nell'alchimia di questa strana coppia
      non meraviglia che il piccolo sia proprio lui: " Ed è stato così
      che ci siamo sposati, mio piccolo Tonio, mio piccolo marito. Tu
      non mi hai lasciato respirare", scrive Consuelo in una lettera
      che farà parte del suo bellissimo libro Lettres du dimanche .
      La vita matrimoniale proseguirà così, fra alti e bassi, snervanti
      attese e ritorni.
      Antoine, nel 1935 è di nuovo in volo, ma dopo pochi giorni si
      perdono le sue tracce. Il mondo è con il fiato sospeso e
      Consuelo è impietrita dalla paura: dopo due giorni di assoluto
      silenzio - quando ormai è dato per disperso - arriva un
      telegramma dalla Libia : " Antoine è vivo ". Ha avuto un
      incidente nel deserto, ma miracolosamente è stato soccorso da
      una carovana di beduini che l'ha portato in salvo.
      Anche i soldi vanno e vengono e l'umore della coppia è
      variabile e spesso turbolento.La guerra e l'invasione dei nazisti
      fanno precipitare la situazione: Antoine vuole partecipare alla
      difesa della propria patria e costringe Consuelo ad
      ad abbandonare il Paese e ad aspettarlo negli U.S.A. (…)


               Serena  Dandini   da    Il catalogo delle donne valorose

DONNE VALOROSE ( Consuelo De Saint- Exupéry ) 4



(…)  Quando lui la raggiunge a New York, i due vivono uno dei
        momenti più tranquilli e felici della loro esistenza tumultuosa:
        nonostante i tradimenti reciproci e gli abbandoni sono di
        nuovo insieme e Antoine ha capito - forse troppo tardi - che
        Consuelo è la sua unica rosa, un fiore molto complicato, ma:
       " Vai a guardare di nuovo le rose. Ora capirai che la tua è
        unica al mondo...perché è lei che ho innaffiato...perché è lei
        che ho ascoltato lagnarsi o vantarsi. O qualche volta tacere.
        Perché è la mia rosa".
        Consuelo ancora una volta sente che deve fare di tutto per
        mettere Antoine nella condizione migliore per scrivere, e trova
        una casa vicino al mare, a due ore da New York: un rifugio
        ideale per far nascere questa strana favola che il suo
       " cavaliere volante" ha in testa da un pezzo. Perché Il Piccolo
        Principe non è solo un libro per ragazzi, ma è adatto a tutti e
        soprattutto al bambino che è dentro di noi e che, secondo
        Saint- Exupéry,non si dovrebbe mai dimenticare,come ricorda
        nel suo tenero racconto : " Tutti gli adulti una volta sono stati
        bambini, ma pochi se ne ricordano".
        Il Piccolo Principe li unisce intimamente e diventa per loro
        come il figlio che non hanno mai avuto:un racconto che celerà
        per sempre malinconie e tenerezze della loro intensa vita di
        coppia e dove finalmente Antoine riconoscerà il valore della
        sua preziosa rosa. Ora lui è al fronte insieme alle truppe
        alleate e porta con sé in volo la prima bozza della sua favola
        prediletta. Non tornerà più e verrà dato per disperso nei cieli
        del Mediterraneo il 31 Luglio 1944.
        Consuelo non si arrende e spera ancora in un miracolo,e ogni
        domenica - come d'abitudine -continua a scrivergli una lettera
        d'amore, raccontandogli l'intimità della sua vita in attesa del
        suo ritorno.
        Era stata proprio la distanza a rendere grande la loro storia
        controversa, e Consuelo non smetterà di amarlo, anche se non
        lo vedrà più. Ma non sono proprio le cose invisibili agli occhi
        le più care al cuore? .      
      " Adesso sono sola, Tonio mio. Non sei ritornato. Ma sei in me
       - eterno - il mio bambino, mio marito e ti porto con me come
        Il Piccolo Principe : noi siamo intoccabili ". (…)


             Serena  Dandini    da     Il catalogo delle donne valorose
       


sabato 23 giugno 2018

DONNE VALOROSE ( Karen Blixen ) 1

 
 
 
 
" L'aria -in Africa - ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi è - in un certo senso - il vero palcoscenico di ogni evento "  ( K. Blixen )                             



(…) Se non avessi perso la mia fattoria in Africa, non sarei mai
       diventata una scrittrice: non sempre i disastri della vita  
       annunciano altre tempeste "
       Siamo nel 1959: Karen Blixen ha settantaquattro anni, pesa a
       malapena quaranta chili, ma non ha perso il suo spirito
       effervescente, la voglia di raccontare storie e di fumare una
       sigaretta dietro l'altra. La scrittrice danese è stata invitata a
       New York per un giro di conferenze e incontri letterari e,
       nonostante le malandate condizioni di salute causate dalla sua
       antica malattia, accetta con entusiasmo questo viaggio nel
       Paese dove i suoi libri sono sempre stati accolti con affetto
       straordinario.
       Quando arriva a New York, la scrittrice si considera nella sua
       quinta vita: è così che ha diviso la sua esistenza , attribuendo
       ad ogni fase un motto distintivo.
       L' ultima è una citazione di Edmund Spenser : " Sii audace, sii
       audace, ma non troppo audace ". E audace, la nobildonna
       danese lo è sempre stata sin da ragazzina, quando scorrazzava
       nelle incantevoli tenute di famiglia di Rungsted, nella      
       campagna danese vicino al mare, e già scriveva i suoi primi
       racconti: ma prima della definitiva trasformazione in scrittrice
       dovranno passare ancora molte vite, che la vedranno
       protagonista di una lunga serie di avventure. Lei stessa - anni
       dopo - dichiarerà :" Nessuno è entrato nella letteratura
       sanguinando più di me".
       Poco più che ventenne, Karen si innamora follemente di suo
       cugino, il barone Hans Blixen - Finecke, ma non è corrisposta.
       Allora sposa il fratello gemello, Bror e diventa la baronessa
       Blixen.Quello che sembrava un ripiego, si rivela invece un
       matrimonio d'amore: insieme, i due decidono di lasciare la
       Danimarca e, con un vero salto nel buio, inaugurano una vita
       nuova nel continente africano. E' proprio il desiderio di vivere
       sempre in totale libertà, lontano dalle convenzioni sociali, uno
       dei tratti caratteristici di questa originale baronessa, che
       acquista insieme al marito una piantagione di caffè nei pressi
       di Nairobi. (…)


          Serena  Dandini   da   Il catalogo delle donne valorose

DONNE VALOROSE ( Karen Blixen ) 2


(…) " In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong
       ( è il celebre incipit del romanzo La mia Africa , che Blixen
       scrisse molti anni dopo per ricordare la sua esperienza
       romantica e avvolgente, ma anche carica di avvenimenti
       dolorosi. Ad un anno dal suo arrivo- infatti - si ammala
       gravemente: in un primo tempo i medici pensano che sia
       malaria, ma presto si scopre che si tratta di sifilide, e a uno
       stadio avanzato E' stato Bror, con le sue continue infedeltà, a
       trasmetterle questa terribile malattia, che allora si curava solo
       con massicce dosi di mercurio e arsenico: una terapia d'urto
       che mina definitivamente la salute di Karen. Ma nonostante
       tutto lei non vuole divorziare dal marito che ama ancora, fino
       a che non è lui a chiedere la separazione, lasciandola sola a
       gestire la piantagione. L'indomita baronessa non si perde d'
       animo e, anche se non è affatto portata per gli affari, fa di tutto
       per salvare la fattoria, sempre sull'orlo del fallimento.
       Ma questo - per lei - sarà anche un periodo molto felice grazie
       al magico incontro con Denys Finch-Hatton, il più grande
       amore della sua vita. Oggi è difficile per noi separare la vera
       storia dei due amati dall'immagine cinematografica del film
       tratto dal romanzo La mia Africa . I volti di Robert Redford  e
       Meryl Streep i confondono con quelli dei protagonisti che li
       hanno ispirati ( una scena del film si può vedere nel blog nella
       sezione" registi " ), e ci sembra di aver vissuto insieme a loro
       le luminose giornate africane fra letteratura, musica , safari e
       i racconti serali al tepore del camino. La verità è un po' più
       controversa, ma il finale tragico purtroppo è lo stesso. Nel
       1931 Finch muore in un incidente mentre è alla guida del suo
       aereo e con lui si chiude per sempre il sogno africano della
       Blixen. La piantagione è divorata dai debiti e per Karen non ci
       sono più ragioni per combattere: in pochi giorni decide di
       abbandonare tutto e tornare in Danimarca.
       Ma nonostante le grandi difficoltà che ha dovuto superare, i
       diciassette anni che la scrittrice ha trascorso in Africa sono
       stati " unici e meravigliosi " perché qui ha trovato una
       dimensione di vita selvaggia e primitiva che le ha permesso di
       esprimersi in totale libertà :"Anche se con altri l' Africa è stata
       più clemente, io credo fermamente di essere uno dei suoi figli
       prediletti. Un gran mondo di poesia mi si è dischiuso quaggiù,
       mi ha fatta entrare, e io l'ho amato".
       Anni dopo i suoi romanzi saranno accusati di razzismo per i
       toni paternalistici e naif con cui Karen descrive il suo rapporto
       con gli indigeni: in realtà i suoi sentimenti erano sinceri e
       appassionati e vanno inquadrati storicamente, oltre che sotto
       una sorta di luce romantica.
     " Ho guardato i leoni negli occhi e ho dormito sotto la Croce
       del Sud; ho visto le gradi praterie in fiamme e le ho viste
       coperte di tenera erba verde dopo la pioggia; sono stata amica
       di Somali, Kikuyu e Masai, e credo che la mia casa sia stata
       un rifugio per i viandanti e i malati, e per gli indigeni il nucleo
       di uno spirito amichevole".
       La casa di Karen, abbandonato il Kenya, sarà di nuovo la
       gelida campagna di Rungsted:i cieli sconfinati sotto le pianure
       di Ngong appartengono ormai al passato, ma ritrova il mare
       della sua infanzia : " La cura per ogni cosa è l'acqua salata:
       sudore, lacrime o il mare ". La grande forza di questa donna
       è stata quella di riuscire a reinventarsi a ogni fase della vita,
       trasformando i rovesci in nuovi capitoli del suo destino.
       Non  a caso un altro dei suoi celebri motti era: " Perché no?"
       (…)


               Serena  Dandini   da      Il catalogo delle donne valorose