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lunedì 20 settembre 2021

ARMATO DI VITA

 


                                              Giuro sarò roccia contro il fuoco e il gelo...




Anche oggi ho combattuto.

Armato delle mie debolezze

e delle mie paure,

 dei miei desideri

e della mia ostinazione.

Ho combattuto contro la vita,

per la vita.


La conquista è questo sonno buono,

fondato su questo materasso di granito

come il tempio

sullo stilobate.


Senza sogni.



                                Daniele Barni         Inedito



lunedì 5 luglio 2021

IL BESTIARIO MODERNO DI ANNALISA

 



                                                                    Bestiario medioevale




CIMICE DEL LETTO


Al vagabondo

sempre pronto a fuggire

da casa, dal letto

per scoprire un pezzetto

di mondo sconosciuto

auguro un ritorno

privi di falsi amici.

Ma se trovasse le cimici 

del letto sul bagaglio

o dentro il pantalone

un solo consiglio:

DISINFESTAZIONE.


UMANO

Se ti piace viaggiare, dormire sotto la luna

e non vuoi far l'amore con cimici del letto

controlla il sacco a pelo o il letto di fortuna.

Non vorrai donar sangue a questo ingordo insetto!


CIMICE DEL LETTO

Se entro nel tuo letto non lo fo per dispetto.

Mi nutro e per te nutro un grandissimo affetto

quando posso gustare il mio rosso pranzetto!

Sulla tua pelle in cambio stampo qualche bacetto.




                                                  ***


ZANZARE


Quando Dio ebbe creato

questa erra straordinaria

con i monti e con i mari

con le piante e con i fiori

e poi l'ebbe popolata

d'ogni forma di animale

e nel sommo del suo amore

consegnata a uomo e donna...

si fermò per qualche istante.

L' uomo - deve aver pensato

non saprò certo apprezzare

questo mondo di Bellezza

questo Eden di pace

se non gli sarà mai noto

del benessere il contrario

se non ci sarà qualcuno

a turbare a punzecchiare.

E, sebbene a malincuore

dette vita alle zanzare.


UMANO

Se non ami il prurito

e la pace ti è cara

farti accorto e agguerrito

al volo di Zanzara.


ZANZARA

Amo il sangue calduccio.

Se col tuo fo bisboccia

non te ne fare un cruccio.

Posso offrirti una goccia ?



                                                ***


LOMBRICO


Se scavi una buca presso riva

appena fuori la portata dell'onda

appare sul fondo un laghetto salato.

Dal piccolo mondo si sabbia bagnata

può allora affiorare un lombrico.


Si dibatte al tocco di due dita

minuscolo danzatore acrobatico

armato solamente di eleganza.

Qualcuno schifato lo schiaccia

qualcuno lo spezza in più parti

per vedere danzare i segmenti.

Qualcuno con cura lo infila in un amo

sorridendo

pensando a un pesce che abbocca.


UMANO

Incredibile, stupendo

quel lombrico sa parlare.

Fa tre mosse, par danzare

ma SOS sta scrivendo !


LOMBRICO

Ti stupisce il mio livello?

Siamo in fondo quasi uguali

due creature due animali...

Me lo scacci quell'uccello?




                                           ***


GRANCHIO


Te ne stavi tranquillo, abbarbicato

dentro la trasparente cupola

di una grossa medusa.

Forse ti rintanavi

forse te la mangiavi.

Ma una volta gettato sulla spiaggia

l'acquoso mostro

piccole dita ti hanno " liberato".

Dal bel lattiginoso transatlantico

approdato nel secchiello vuoto.

Hai combattuto a lungo

stringendo tra le chele

incauti polpastrelli

prima di riguadagnare il mare.

Il panoramico mezzo di trasporto

ormai sotterrato.


UMANO

Ho preso un Granchio - mi ha confessato

un amico con aria costernata.

" Guarda che morso... ha detto - m'ha sfregiato!

Lungi da me. Niente più fidanzata!


GRANCHIO 

Femmina d'uomo... per forza è crudele !

Son fortunato se penso a quel tale.

Quando la mia Granchietta con le chele

mi morde tutto, non sento alcun male.



                                                   ***


PIPISTRELLO


E' un seccante inconveniente:

non sei amato dalla gente.

Chi dipinge le tue ali

sulle spalle di un demonio

chi ti chiama  " brutto topo"

chi ti crede appiccicoso

solo amante delle grotte

solo amico della notte.


Non si offende il pipistrello.

Si rinchiude nel mantello

grande e nero delle ali

poi si stringe ai suoi compagni

tutti appesi a testa in giù.

Sembra dire a tutti quanti:

" Buonanotte, mi addormento.

Dite pure, non vi sento!


UMANO

Se vedi un Pipistrello gira al largo.

Appena se ne esce dal letargo

nella notte col radar suo va in giro

e sta' all'erta : si muta anche in Vampiro!



PIPISTRELLO

Io non credo che il mondo mi conosca.

Sarò anche un brutto mix tra topo e uccello

ma faccio male giusto ad una mosca...

Mi scanseresti se fossi più bello?




                             Annalisa Macchia   da  Bestiario delle bestiacce



(...) Il " Bestiario delle bestiacce " di Annalisa Macchia è un libro originale, che sa accogliere con leggerezza di modi contenuti gravi: l'autrice si rivolge al lettore con il linguaggio semplice, eppure non facile, dell'essenziale, a volte in tono d'affetto, a volte d'ironia, spesso in maniera arguta, sempre con l'intenzione di dividere con lui il fagotto d'amore e di dolore racimolato e annodato nella vita.

La raccolta ammicca alla favolistica greca e latina di Esopo e Fedro, ai Bestiari del Medioevo, a  " Le Bestiaire ou Cortége d' Orphée di G. Apollinaire ma - appunto - è solo un ammiccamento che nasconde uno sguardo del tutto nuovo: essa è composta da trentatré poesie dedicate agli animaletti più umili e spesso disprezzati dall'uomo. Ogni poesia è divisa in tre parti : una sintesi, un'antitesi e una tesi, come in una specie di hegelismo all'incontrario. Nella sintesi iniziale, perlopiù in versi liberi, l'autrice introduce l'animaletto, personaggio in un  momento lirico e simbolico. Nell'antitesi e nella tesi, invece , dopo la parte narrativa, si ha un dialogo allegorico, perlopiù in endecasillabi, in cui si confrontano l' uomo e l'animaletto protagonista. L'intento è allegorico perché le parole dei due riverberano sempre - al di là  dell'occasione - messaggi è significati morali a mo' di ammaestramento, quasi di proverbio . (...)



                              Estratto da una recensione di   D. Barni



mercoledì 23 giugno 2021

IL POETA ( Per Daniele e per Pablo )

 


 
                                                  Pablo Picasso -  Il poeta,  Agosto 1911





AL LETTORE


Non di rado, le cime, che trapassano

le nubi e si conficcano nel cielo,

coccolano laghetti in mezzo al gelo

mai trafitti dall'amo e dalla nassa,

e di cui, quasi mai, nulla sconquassa

le acque leggere e tese come velo.

Lo sguardo allora corre, fra lo stelo

e il sasso, sul fondale, e si ammatassa

con l'alga; affonda e poi piano scompare

nell'azzurro, e diviene meditare.

Così, il poeta lascia che giù affondi

nella pagina limpida il lettore,

attingendo, secondo il suo valore,

significati sempre più profondi.



                     Daniele  Barni   da    L' Antologia



venerdì 11 giugno 2021

L' ANTOLOGIA DI DANIELE

 


                           Due pupille non bastano per contenere tanto mistero costellato...





Momenti s'improvvisano

che tutta la tua vita

cola in una lacrima

o sfioca in un sorriso senza labbra

o come ora nel pugno si compatta

che, afasico, rinserri per non cedere :

come le gore che il respiro quasi

fisso raggruma sul profondo video

di questa finestrella,

si dissolvono subito i ricordi

stanotte e anche i propositi ...

La città ancora calda appena sfrigola

di fari e di lampioni, che alle stelle

radenti si confondono

fra i capannoni e le ultime

ciminiere laggiù

da dove, pur alzandosi, va avanti

a ritroso lo sguardo:

due pupille non bastano

per contenere tanto

mistero costellato.

E vorresti al telefono

riunirti a qualcuno, lei magari,

ma nessuno potrebbe fino a questa

intima latitudine raggiungerti.



                                         ***


DUE PARAGONI


I

Infine, essere soli.

Come il cuore, fra le sbarre

d'osso recluso a scaracchiare sangue.

Come, lasciato dalla polpa, il nocciolo.

Come il centro del cerchio,

trafitto dal compasso.

Come l'occhio del guercio.

Come, scacciato via

dalla bottiglia, il tappo.

Come lo è ogni metà.


Come l'ultimo istante.



II

E l'uomo sembra come la matriosca:

costipato di sé.

E come la matriosca sembra pure la vita :

non è vuota, e neppure

contiene contenuto.



                                               ***


SI E' FELICI COSI'


Si è felici così

a volte: perché sì.

Non mi sento neppure un ladro se rubo un rigo a

desconocido amigo :

si è felici così

a volte : perché sì.





                              Daniele  Barni    da    L' Antologia



martedì 8 giugno 2021

UNA PICCOLA TESTIMONIANZA ( sul giudizio universale )

 


                                                           Avanzo con il viso al tramonto...




PICCOLA TESTIMONIANZA


Ho sbagliato perché ho vissuto, e a volte

perché non ho vissuto abbastanza.

Però, amo quegli errori, poiché essi

sono i miei soltanto, mentre

ciò che è giusto è di tutti. Ma si deve

sbagliare poco, non perché Dio o il giudice

lo abbia detto con voce di granito,

ma perché vale più ciò che più è raro.

Non c'è legge o precetto per legare la vita,

tutt'al più espedienti, o qualche astuzia

che l'infiocchetti : non si creda all'anima

e si risarcisca di attenzioni il corpo,

in quanto essa, anche se esistesse,

avrebbe comunque il privilegio dell'invisibile.

Si consideri che le cause degli eventi

sono sempre infinite, o forse, indefinite :

e che ciascuna non è altro che una nostra

cieca interpretazione. Sia poi l'ultimo

boccone del pasto il sigillo, non della sazietà

ma della fame. Si pensi al bacio come

alla cifra unica di ogni sentimento.

E non si dimentichi la possibilità che tali regole,

compresa quest'ultima, non siano definitive.

Con questo fagotto di pensieri

ho attraversato le età, senza la pretesa

di desiderare la meta, né di ricordare

una partenza. Calcolando l'impossibile,

avanzo con il viso al tramonto,

cuocendomi gli occhi in bagliori

oscuri che assomigliano alla sera vicina.



                                    Daniele  Barni     Inedito



martedì 23 marzo 2021

ISTANTI DI UN TEMPO

 


                                                       Come funamboli del tempo...




DISSE L'ETERNITA'


Vorrei essere l'istante e tintinnare

così di nostalgia, oppure l'attesa,

persino di paura. E poi brillare

- anche solo una volta - di sorpresa.

Urtare nei cantucci della sera

il profumo sereno del mistero;

gradire sulla lingua il sarà e l'era,

l'agrodolce del falso con il vero.

E vorrei che il minuto, lentamente,

mi carezzasse come chi ama e parte:

rimarrei in equilibrio sul presente,

tentando la vertigine a ogni parte;

o cadrei dalla mia noia infinita

nel breve batticuore della vita.



                                                ***


RISPOSE L'ISTANTE


E io vorrei - al contrario - tintinnare

dalla gioia raggiunta senza attesa,

paura o nostalgia. Quindi brillare

della tranquillità senza sorpresa.

E soffiare per gioco nella sera

il profumo di pollini e mistero;

confondere al palato il sarà e l'era,

non l'aceto del falso e il dolce vero.

Non vorrei che il minuto, lentamente,

mi carezzasse come chi ama e parte,

ma vorrei che l'abbraccio del presente

mi circondasse eterno da ogni parte.

Bacerei anche la tua noia infinita

perché per me sarebbe vita, vita!



                                       ***


LA RINASCITA


Quel giorno, forse nello studio

murato di libri,

ho sincronizzato il cuore

con la sveglia:

non so se lei palpitasse

o lui ticchettasse.

Facevano acrobazie sulla sedia,

ora avanti nel futuro,

ora indietro nel passato,

come funamboli del tempo.

Il tempo

- che andandosene -

rimaneva.



                         Daniele  Barni      Poesie inedite