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sabato 19 ottobre 2024

A CHI ESITA

 


                                                                             Il buio cresce...



La poesia " A chi esita" è un forte messaggio politico ( come pressoché tutta la produzione poetica di Brecht ) che scuote gli animi di chi legge e mira a rivestire un ruolo sociale, a contribuire alla costituzione di un impegno civile consapevole e attivo.

Ma forse ( anzi sicuramente ) quelli erano altri tempi.



A CHI ESITA


Dici.

Per noi va male. Il buio

cresce. Le forze scemano.

Dopo che si è lavorato

tanti anni

noi siamo ora in una

condizione

più difficile di quanto

si era appena cominciato.


E il nemico ci sta innanzi

più potente che mai.

Sembra gli siano cresciute

le forze. Ha preso

una apparenza invincibile.

E noi abbiamo commesso

degli errori,

non si può negarlo.

Siamo sempre di meno.

Le nostre

parole d'ordine sono

confuse. Una parte

delle nostre parole

le ha stravolte    il nemico

fino a renderle

irriconoscibili.


Che cosa è errato ora,

falso, di quel che abbiamo 

detto?

Qualcosa o tutto ? Su chi

contiamo ancora ?

Siamo dei sopravvissuti,

respinti

via dalla corrente ?

Resteremo indietro, senza

comprendere più nessuno

e da nessuno compresi ?


O contare sulla buona

sorte ?

Questo tu chiedi. Non 

aspettarti

nessuna risposta

oltre la tua.




             Bertolt  Brecht  da    Bertolt Brecht  . Poesie e canzoni.

Trad. di Franco Fortini in collaborazione con Ruth Leiser



giovedì 5 settembre 2024

UN GIORNO DI SETTEMBRE

 


                                               Un giorno di settembre io tenni l'amor mio...




UN GIORNO DI SETTEMBRE


Un giorno di settembre, il mese azzurro,

tranquillo sotto un giovane susino

io tenni l'amor mio pallido e quieto

tra le mie braccia come un dolce sogno.

E su di noi nel bel cielo d'estate

c'era una nube ch'io mirai a lungo :

bianchissima nell'alto si perdeva

e quando riguardai era sparita.


E da quel giorno molte molte lune

trascorsero nuotando per il cielo.

Forse i susini ormai sono abbattuti : 

tu ti chiedi che ne è di quell' amore ?

Questo ti dico : più non lo ricordo.

E pure certo, so il tuo pensiero.

Pure il suo volto più non lo rammento;

questo rammento : l'ho baciato un giorno.


E anche il bacio avrei dimenticato

senza la nube apparsa su nel cielo.

Questa ricordo, e non potrò scordare :

era molto bianca e veniva giù dall' alto.

Forse i susini fioriscono ancora

e quella donna ha forse sette figli;

la nuvola fuori solo un istante

e quando riguardai sparì nel vento.



                        Bertold  Brecht   da     Libro di devozioni domestiche



lunedì 27 dicembre 2021

POESIE E CANZONI DI BRECHT

 


                                                          La notte più lunga, eterna non è...





PIACERI


Il primo sguardo dalla finestra al mattino

il vecchio libro ritrovato

volti entusiasti

neve, il mutare delle stagioni

il giornale

il cane

la dialettica

fare la doccia, nuotare

musica antica

scarpe comode

capire

musica moderna

scrivere, piantare

viaggiare

cantare

essere gentili.



                                           ***


CONTRO LA SEDUZIONE


Non vi fate sedurre:

non esiste ritorno.

Il giorno sta alle porte,

già è qui vento di notte,

altro mattino non verrà.


Non vi lasciate illudere

che è poco, la vita.

Bevetela a grandi sorsi,

non vi sarà bastata

quando dovrete perderla.


Non vi date conforto:

vi resta poco tempo.

Chi è disfatto, marcisca.

La vita è la più grande:

nulla sarà più vostro.


Non vi fate sedurre 

da schiavitù e da piaghe.

Che cosa vi può ancora spaventare?

Morite con tutte le bestie

e non c'è niente, dopo.



                                                   ***


A COLORO CHE VERRANNO


Veramente, vivo in tempi bui!

La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia

indica insensibilità. Colui che ride

probabilmente non ha ancora ricevuto

la terribile notizia.


Che tempi sono questi in cui

un discorso sugli alberi è quasi un reato

perché comprende il tacere su così tanti crimini!

Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada

forse non è più raggiungibile per i suoi amici

che soffrono?


E' vero : mi guadagno ancora da vivere

ma credetemi : è un puro caso. Niente

di ciò che faccio mi dà il diritto di saziarmi.

Per caso sono stato risparmiato ( Quando cessa la mia fortuna sono perso ).


Mi dicono : mangia e bevi! Accontentati perché hai!

Ma come posso mangiare e bere

 se ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e

il mio bicchiere di acqua manca a chi ha sete?

Eppure mangio e bevo.


Mi piacerebbe anche essere saggio.

Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio :

tenersi fuori dai guai del mondo e passare

il breve periodo senza paura.


Anche fare a meno della violenza

ripagare il male con il bene

non esaudire i propri desideri, ma dimenticare

questo è ritenuto saggio.

Tutto questo non mi riesce:

veramente, vivo in tempi bui!


Voi, che emergerete dalla marea

nella quale noi siamo annegati

ricordate

quando parlate delle nostre debolezze

anche i tempi bui

ai quali voi siete scampati.


Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,

attraverso le guerre delle classi, disperati

quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.


Eppure sappiamo:

anche l'odio verso la bassezza

distorce i tratti del viso.

Anche l'ira per le ingiustizie

rende la voce rauca. Ah, noi

che volevamo preparare il terreno per la gentilezza,

noi non potevamo essere gentili.


Ma voi, quando sarò venuto il momento

in cui l'uomo sarà amico dell'uomo,

ricordate noi

con indulgenza.




               Bertold  Brecht   da     Poesie e canzoni ( trad. Leiser - Fortini )



martedì 9 febbraio 2021

LA PIOGGIA IN POESIA




                                              Mi abitavano i sogni odorosi di muschio...





 ASCOLTAVO LA PIOGGIA

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L'infinito tendeva ori
e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l'oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
asciugandosi al vento
sopra i tetti spioventi
di desolati paesi.


                                    ( Alda Merini )


                                            ***

PIOGGIA

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza,
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia in lei
e fa vibrare l'anima tormentata del paesaggio.
O pioggia silenziosa, senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campi e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.


                                            ( Garcia Lorca )


                                             ***


PIOGGIA D' APRILE

Attoniti, dai nidi
nuovi, sui vecchi tetti
guardano gli uccelletti
- mettendo acuti gridi -
cadere l'invocata
pioggia di mezzo aprile.
Tu dietro la vetrata,
dalla finestra bassa,
come lor guardi e ridi.
E' nuvola che passa.


                                      (  Luigi Pirandello )


                                                ***


SULLA STRADA BAGNATA DI PIOGGIA

Sulla strada bagnata di pioggia
si riflette con grigio bagliore
la luce di una lampada stanca:
e tutt'intorno è il silenzio.


                                             ( Peppino Impastato )


                                               ***


GIA' LA PIOGGIA E' CON NOI

Già la pioggia è con noi,
scuote l'aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre il recinto degli orti.
Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d'improvviso un giorno.


                                     ( Salvatore Quasimodo )


                                         ***


DA LEGGERE IL MATTINO E LA SERA

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.
Per questo
ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni giorno la pioggia
mi possa uccidere.


                                       ( Bertold Brecht )




martedì 24 novembre 2020

LA RABBIA DELLE DONNE



 " Tutti a dire della rabbia del fiume in piena e nessuno della violenza degli argini che lo costringono " ( Bertold Brecht )


(...) Ha una cattiva fama, è vero, eppure la rabbia ha anche una sua utilità. E per quanto riguarda le donne? Sono in molte a temere la rabbia - quella degli altri - ma anche la propria. Non amano provare irritazione, collera, né avvertirla negli altri. Si vergognano della propria rabbia o addirittura la disprezzano. Alcune non vi hanno accesso, non la avvertono ( o non vogliono avvertirla ), né si rendono conto delle ripercussioni fisiche provocate dalla rabbia repressa. Altre donne - al contrario - stizzite e arrabbiate lo sono spesso, a volte anche troppo, ma non sanno esprimere tali emozioni in modo adeguato, pertanto le reprimono o cercano di attenuarle. Come conseguenza, la collera esce allo scoperto nel momento meno adatto e a volte in modo troppo impulsivo, o con toni troppo accesi. Ecco allora che vengono subito definite bisbetiche, isteriche o melodrammatiche. Non stupisce - pertanto - che molte donne non amino la propria rabbia. A quanto pare, si tratta di un'emozione considerata " poco femminile". Per fortuna ci sono anche donne che pensano: io la mia rabbia la apprezzo, ne ho bisogno per difendermi, per far valere me stessa e i valori in cui credo. Raccontano che solo grazie a questa emozione hanno trovato il coraggio di affrontare cambiamenti importanti nella propria vita. La rabbia e l'irritazione - la sua forma più attenuata - ci aiutano a fissare limiti ben definiti e a proteggerci, ma soprattutto queste emozioni ci segnalano che c'è qualcosa che non va, e che certi nostri bisogni importanti non ricevono l'attenzione e il rispetto dovuti. (...)



          Almut  Schmale - Riedel   da    La rabbia delle donne

   

giovedì 3 agosto 2017

A CHI ESITA

 


                    Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente?


Dici:
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.

E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
un'apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può negarlo.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d 'ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.

Che cosa è errato - ora - falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?

O contare sulla buona sorte?

Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.


    Bertold  Brecht      da     Poesie