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mercoledì 24 gennaio 2018

ANELLI

 
 
                     Così anche se non ci vedremo più, saprai di essere la donna della mia vita...



Avrei potuto alzare la tua mano al cielo
per darti l'anello che cerchia la luna
o cercare di abbinare i cerchi dei tuoi occhi
ai miei
o aggiungere un anello a quelli di un albero
tracciando un cerchio a mani strette con te,
o camminare insieme
al rintocco di campane
che avvolge i campi,
o imprimerti un cerchio rosso sulla guancia,
un fiore pressato
o incontrarti
allo scoccar di un'ora
e un'altra ancora...
Avrei potuto
aprire il tuo palmo al tempo, girare e rigirare
fino ad inanellare di pioggia le tue dita
o stringerti a me,
al suono della nostra canzone
nel giro di un lento,
o incidere i nostri nomi
nell'anello storto di un cuore
o udire lo stridulo verso di una civetta
sulla buia via del ritorno
o il verso - per primo -
d'un coro di uccelli
a risvegliare la casa
o offrirti il giro di boa d'una barca, remando sul lago,
o un girotondo di cigni - monogami - in coppia,
o i cerchi d'acqua formati dai pesci
coi loro salti e tuffi
o il disco riflesso del sole, là...
Avrei potuto legare
un filo d'erba,
una fede verde per il tuo dito,
o recitarti a memoria i versetti di un sonetto
o portarti una rosetta di lichene
trovata sun un tiepido muro,
o darti un anello di ghiaccio in inverno
o nella neve
cantare con te i cinque anelli d'oro d'un canto di Natale
o rubarti un ricciolo di capelli
o sussurrarti in un orecchio la parola
vera che ci hai portato qui,
dove nulla e nessuno ha torto

e quindi ti dono quest'anello.


       Carol Ann Duffy   da         La nostra storia in versi


giovedì 11 maggio 2017

WOMEN IN LOVE



                                            Lsdy Lilith  ( Dante Gabriel Rossetti )



AMORE

Sospiri tramano reti tra le cosce. Mi apro
come il più rosso dei frutti. Tra i rapidi spazi
della pioggia, il mondo suda mari e corde
umide tremano per un suono perfetto.
Un arco pizzica la corda. Qualcosa dentro di me
cammina su una fune dove cerchi nel cremisi
un filo d'argento. Una rosa arde sotto
una pioggia di aghi di pino. Ti mordo il labbro, persa.

Vieni più dentro, dove gli occhi fissano l'interno
del cranio mentre la sommità del cervello
s'alza in volo. Con la bocca lambisci petali finchè il nostro
volto
sarà un fiore impregnato del suo stesso profumo.

I pianeti ci abbandonano.


              Carol  Ann Duffy



QUESTA SETE

Mi concedo al nulla,
girovagando per quei vicoli nascosti
del mio dentro,
confondendoti spesso
col primo pensiero distante.

Arrampicarmi sugli specchi dove,
nel tuo riflesso,
trovo il mio cedimento
e una sconfitta
preziosa quanto l'acqua.

Tu non lo sai
quanti morsi dà al cuore
questa sete.

              Beatrice  Niccolai



ABBRACCIO

L'universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa così:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi - allargando le braccia -
si mostra il disarmo delle ali.
E infine si svanisce
insieme
nello spazio di carità
tra te
e l'altro.

      Chandra Livia Candiani



SCUSAMI, I WALK  ALONE

Tra la parola e la musica
porto il mio fitto rossore
fino alle caviglie.

Occhi, palpebre, labbra, unghie
vigilano la sorte
della calma impossibile.
Cerco purificazioni
e come un telo
mi lascio ungere con grazia.

            Carlota Caulfield



BENEDIZIONE

Benedetta la terra del sale-
ogni partenza ogni arrivo
ogni attesa e ogni sogno -
Benedetto il ritrovarsi.

Benedetto sia l'ulivo
dell'immenso rimasto negli occhi
- ogni mansueto muso di chi sa
la fatica e la sete del deserto-.

Benedetto il suono di campane
inudite e il sibilo del vento
sulle dune. E benedetti siamo noi
che vogliamo essere.

            Hilde  Kuhn





mercoledì 8 marzo 2017

LA DONNA SULLA LUNA



Carissime, vi scrivo dalla luna
dove mi nascondo dietro la famosa luce.
Come potevate pensare che ci fosse un uomo quassù?
Una mucca ha fatto un salto. Il piatto è scappato col cucchiaio.

E' qui che mi sono giunte le vostre preghiere, i lutti,
qui le risate, le perdite, i sogni, le vostre vite
così brevi, la mia lunga, lunga, una solitudine dorata.
Devo avere un migliaio di nomi per la terra, mia vocazione
                                                                                    malinconica.

Me ne vado in giro, la luna una dieta di luce, un filo di pera,
spicchio di limone, fetta di melone, mezza arancia, cipolla;
la vostra musica umana cade come petali nello spazio,
la canzone della nascita, la canzone dell'amante, la canzone della
                                                                                        morte.

Affezionata come le parole alle cose, guardo, guardo:
deserti là dove c'erano foreste, mari che svaniscono. Quando
                                                                     scende la vostra notte,
vi vedo ricambiare lo sguardo come se poteste udire il mio
                                                                                     Carissime,
cosa avete fatto, cosa avete fatto alla terra?



               Carol Ann Duffy    da    La donna sulla luna