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lunedì 11 luglio 2022

PER SEMPRE DI TESTORI

 


                                                E' passato, mio amore, un altro giorno...





Da me la sola passione

puoi imparare.

Dal mondo impara 

tutto l'arco del sole

e lo splendore,

la grandezza dei gesti

in che consiste crescere,

impara dalle madri

il silenzio provvido,

gentile,

dalla tombe la morte

e dal morire d'ogni giorno

l'esame impara a svolgere.

Medita quando l'ombra

ti cade d'ogni sera

sulla fronte:

è passato, mio amore,

un altro giorno.



                                        ***


ERI BIANCO


Eri bianco,

la vita sembrava in te finire,

io mi dicevo :

anch'io...


(... e il verbo che seguiva

era uccidersi,

morire ).



                                       ***


Stringo dentro la notte

la tua mano,

stringe la tua

il mio cuore.


Oh come dormo,

amore!



                                     ***


La pace cerca in te 

e si riposa

il nulla che t 'ha amato

e che morendo

ora si posa.



                                   ***


La mia felicità 

ha un solo nome:

morir per te d'orgoglio

e abnegazione.



                                         ***


Tremo se penso a te

e agli occhi che tu hai.

Tremo se senso che - pur vecchio -

non te li lascerò mai.




                     Giovanni  Testori  da    Per sempre, 1970



lunedì 10 maggio 2021

POESIE DI DIO 2

 

TI HO RICONOSCIUTO


Ti ho riconosciuto

all'angolo della guerra

armato indifeso

ucciso dal fumo

offeso dalla terra

ardente

- amato

dal sole

spostato più in là

trasparente

a due passi

                 dal niente.


                Benito Sablone  ( A poco lume )



                                 ***


VERSI SCRITTI SUL MURO


Più lontano mi sei, più Ti risento

farmiti dentro al cuore

sangue, grido, tumore,

e crescermi sul petto.


Più sei lontano e più Ti porto addosso,

fra l'abito e la carne,

contrabbando cattivo,

volpe rubata che mi mangia il petto.


                        Gusualdo Bufalino  ( L'amaro miele )



                                     ***


RINGRAZIAMENTO


Accendi il lume che conosci,

qui è la nostra tomba,

qui dove l'orto fiorisce polvere

e il vento è voce,

ormai di chi devasta.

Noi siamo,

siamo nel cuore della Croce,

sotto un legno ricurvo e molle

con te che sei la madre,

con voi che la fame ha dissanguato.

Qui è la nostra casa,

la porta dove attendere,

abbiamo occhi minacciati

e ringraziamo.

Accendi il lume che conosci

e così  sia.


                                  Roberto Carifi  ( Il figlio )



                                           ***


PURCHE'


Purché

tu torni in me

in noi

e io

e noi

in Te,

Padre,

e le forme s'arrestino

finte, vane,

ladre e assassine

di memoria

e lei,

la storia,

quella che viviamo,

sia tua ancora,

qui,

in terribile martirio.

Ascolta,

Cristo,

ascolta questa voce !


                                   Giovanni Testori   ( Post- Hamlet )



                                                    ***


IO TI CHIEDO...


Io ti chiedo Signore che per passo

dovrei entrare senza più sentire

la tua voce di colpa e di rovina.

E invece approdo sempre alle tue sfere

quando mi mostri il firmamento.

Perché questo tuo incanto o questa frode,

cosa ti costa prendermi nel seno?

Come in esilio vado a domandare

alla luce e al giorno se hanno visto

orma di te lungo le siepi brune.


                                     Alda  Merini   ( La Terra santa )



                           da   Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )



POESIE DI DIO 3


 CURVA MINORE


Pèrdimi, Signore, ché non oda

gli anni sommersi taciti spogliarmi,

sì che cangi la pena in moto aperto:

curva minore

del vivere m'avanza.


E fammi vento che naviga felice,

e seme d'orzo o lebbra

che sé esprima in pieno divenire.


E sia facile amarti

in erba che accima alla luce,

in piaga che buca la carne.


Io sento una vita:

ognuno si scalza e vacilla

in ricerca.


Ancora mi lasci: non solo

nell'ombra che in sera si spande,

né valico s'apre al dolce

sfociare del sangue.


            Salvatore  Quasimodo ( Oboe sommerso )



                                     ***


AMORE E' LUCE


Amore è luce che non ti distingue.

Hai il tremito degli astri fra i capelli

e gentilezza all'ombra delle ciglia

dove t'accadde poi quello che sogno:

una morte intermedia fra due vite.


Madido di celesti avvenimenti

io so che in alto perirà la notte

sotto un peso di accese rimembranze.

So che il frutto compiuto dei miei giorni

sarà il mio inizio in fondo alla mia fine.


                        Giuseppe  Centore  ( Esule vento )



                                         ***



PENSIERO D'AUTUNNO


Fammi uguale, Signore, a quelle foglie

moribonde che vedo oggi nel sole

tremar dell'olmo sul più alto ramo.

Tremano, sì, ma non di pena: è tanto

limpido il sole, e dolce il distaccarsi

dal ramo per congiungersi alla terra.

S' accendono alla luce ultima, cuori

pronti all'offerta; e l'agonia, per esse,

ha la clemenza d'una mite aurora.

Fa' ch'io mi stacchi dal più alto ramo

di mia vita, così, senza lamento,

penetrata di Te come del sole.


                                  Ada Negri  ( Vespertina, in Poesie )



                                            ***


PIETRA DI CARITA'


E quando

scenderà

dei rischi che verranno

la paura,

stringiTi in noi

e stringi noi in Te;

facci realtà santa,

realtà paziente,

realtà sicura;

e fa' che noi

si sia

pietra di carità

che oltre morte

dura.


                                Giovanni Testori   ( Post - Hamlet )



                                          ***


LE MIE MANI NON SONO ANCORA VUOTE


Le mie mani non sono ancora vuote

ch'io possa alzarle a Te.

Io che fallii nella stretta, fallisco

ora nella rinunzia. E' così poco

quel che trattengo, scherno alla mia fame,

e tuttavia un ingombro smisurato

che mi sbarra il cammino verso Te.

Poiché per queste briciole furiosamente amare

non sono pronta al tuo dono

di nudità, di bellezza severa,

di un silenzio più trasparente delle lacrime.


                            Margherita  Guidacci  ( Brevi e lunghe )



                               da    Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )



venerdì 19 aprile 2019

VIA DELLA CROCE

 
 

                        Di morire in croce puoi essere grato a un brav'uomo di nome Pilato…


GESU' NELL'ORTO

Piange col viso nella terra
lacrime e sangue.
Solo.


                         Elena  Bono


                                     ***

CON UN TENERO GRIDO

Con un tenero grido
cede petali il giorno
in agonia di fiamme
scarno di fianchi
crepita il Calvario

fra poco anche Dio
consuetudine arcana
reclinerà il suo capo
come chiusa corolla
prossima e lontana.

                        
                      Giuseppe  Centore


                                          ***

VENERDI'  SANTO

Il pesco malato nell'orto
stasera è fiorito - in un cielo
impazzito di stelle.

Prega il mare più della terra.
( il miracolo è dentro di te ? )
Parole : la voce che adora
è silenzio, e quello che piange
si chiude nel cuore - pudore.

Non posso pensarti dolente:
da che la morte, se non porta a fine,
odora di resurrezione.
Soltanto la madre che piange
ricorda che è vero il mistero.


                       Luca  Ghiselli


                                           ***

PIETA' PER QUEL SOFFIO

Pietà quel soffio
che sfiora l'altopiano, e lo solleva
- appena - sulle punte : piana deserta
offre le labbra a un bacio
come alla fine
del segno della croce.

Da quale serpe stilli l'acqua chiara,
da quali traumi innesti la mimosa
nei marmi mutilati sui bastioni,
quale vergogna o colpa innominata
ci tiene desti ?

Sono il muro del pianto che riversi
come un'ondata
sui volti. Sono finito
e duro
nella pietà: il tuo sollievo
mi  sfuma indenne
lasciando solo un'orma
sulla neve.


                          Marco  Guzzi


                                         ***

LA CROCE

Fra i rami d'olivo cadenti
ti reggi,
com' ultimo miracolo vivo;
sui vecchi pilastri
corrosi e spezzati,
coperti di muschi e licheni
verdastri, bluastri:
ancora ti reggi
o agile annosa!
" Salve, Crux pretiosa".


                          Aldo  Palazzeschi


                                   ***


XIV

Qui finisce
la mia azione.
La mia parte
qui si spoglia.
Del teatro
lascio soglia.
Con voi giù
in strada scendo.
M' inginocchio
a chi m'è Dio.
Atterrito,
con la croce
in cranio
anch'io,
sua pietà
invoco
e attendo.


                           Giovanni  Testori


                                 ***

ERI BIANCO

Eri bianco,
la vita sembrava
in te finire,
io mi dicevo
anch'io…

(… e il verbo che seguiva
era uccidersi, morire ).


                           Giovanni  Testori



   Pasqua dei poeti ( Cento modi di leggere la Pasqua nella Poesia italiana del Novecento )


giovedì 20 dicembre 2018

IL NATALE DEI POETI

 
 
 
 

                                                                So che verrà l'alba eterna…



QUADERNETTO

Un anno...Tratteneva la sua stella
il cielo dell' Avvento. Sulla bocca
senza febbre o paura la mia mano
ti disegnava - oscura - una parola.
E la sfera dell'anima e dell'anno
vibrava in cima a uno zampillo d'oro
alto e sottile, il sangue.

Ne tremavano
sorridenti gli sguardi - all'accostarsi
buio di quel guardiano incorruttibile
che nei giardini chiude le fontane.

                               Cristina  Campo    da   La tigre assenza


                                   ***


TEMPO DI CORNAMUSE

Da remoti paesi di campane,
sui bianchi lievi dell'aria ritorna
tempo di cornamuse. Come un cane
mansueto posa presso i villaggi dove
nell'appannata quiete delle stanze
bimbi dormono ancora sul mattino.

Io pure l'ebbi un tempo,
il miracolo di Gesù Bambino.

                                  Giuseppe  Cassinelli  da    Il tordo corso


                                            ***


CANTI DI YUSUF ABDEL NUR

Sia benedetto il Seme
di Dio e dell'uomo
sia benedetto  tutto quello che cresce
sia benedetto tutto quello che scorre
il sole quando esce
dalla nuvole e dalla notte
il pane dentro il forno
il vino dentro la botte
il polline nell'aria
la farfalla sul croco
lo scoppiare del fuoco
il ramo che si spacca
il verde più leggero
che piume a primavera
- e il fico che era stecchito
e ora una voliera -
sia benedetta l'acqua
dei fiumi, delle fontane,
delle piogge, delle buriane
che arrivano sul mare,
e il ventre delle donne
quando si fa collina
e i capelli con cui
gioca una bambina
e le parole quando
tra la tenebra errando
e la luce vanno verso
la luce
e vi maturano insieme
come sull'albero il frutto acerbo.

Sia benedetto il Seme
di Dio e dell'uomo,
il Verbo.

                       Giuseppe Conte   da  Canti d' Oriente e d' Occidente


                                     ***


IO NON SO COME

Io non so come,
la notte è lunga
e il tempo un mostro,
ma so che verrà l'alba
e la vita degna
sarà in ogni uomo,
e la terra non tremerà più
e la stella di Betlemme
ricorderà per sempre che Cristo
è veramente nato
per tutti gli uomini.

Io non so come,
la guerra è sulla terra
e il Male sconvolge la Creazione,
ma so che verrà l'alba
e ogni uomo avrà il suo pane
e ogni uomo sulla spiaggia
riconoscerà Cristo che mangia
esce e parla con lui.

Io non so come,
anche quest'anno è stato orrendo
di massacri e di morti,
ma so che verrò l'alba
eterna, la luce che attende
ogni creatura, fatta a immagine
di Dio, canto dell' universo.

Io non so come,
la notte è lunga
e il tempo un mostro,
ma so che verrà l'alba.

                              Elio Fiore   da       Gli occhi dell'universo


                                       ***


NATALE AL CAFFE' FLORIAN

La nebbia rosa
e l'aria dei freddi vapori
arrugginiti con la sera,
il fischio del battello che sparve
nel largo delle campane.
Un triste davanzale,
Venezia che abbruna le rose
sul grande canale.

Cadute le stelle, cadute le rose
nel vento che porta il Natale.


               Alfonso Gatto     da       Poesie 1929- 1969

                                      ***


E QUESTO SARA' UN UOMO

Questo è il nido di sangue per un'anima;
qui si intessono i nervi, qui le ossa
si architettano e drizzano; è l'arcana
foresta dove germina l'inizio.

Questo sarà figura d'uomo, ed ora
è oscuro rame d'oscura radice,
alla zolla connesso come i morti,
ma violenta suggendo in sé la vita.

Questo è il rubino nella notte, il fuoco
che cova nel segreto, ma sicuro
che eromperà nel destinato attimo.

E questi sono frantumi di immagini
com'è scheggiata e franta la mia vita
che in Te trapassa.

Fu mia parte il caos,
ma venga ormai lo Spirito ed albeggi
per te sulla distesa delle acque.

               Margherita Guidacci   da   Paglia e polvere

                             
                                     ***


XXXVI

Sale il bue.
Le vittorie
sono Tue.
Nostre sono
le sconfitte.
Palafitte
assediate
di città.

Nebbia.
Niente.
Cecità.

Ecco
l'asino verrà
che Ti ha
con l'altra bestia
mentre stavi là
in capanna
- Ti cantava
Santa Madre
ninna nanna -
caldo fiato,
che T'ha amato,
lui animale,
anzi loro,
da demenza non sconfitti,
da violenza
non trafitti,
assediati,
già peccanti,
mentre Tu,
là in Betlemme,
nel presepe,
del Tuo nascere
di neve
che era inverno
fosti perno,
carne centro,
carne- stiva…

Dei pastori
su, salente,
ecco senti.
Te gemente,
Te morente,
fiato- piva.


               Giovanni  Testori   da   Ossa

venerdì 30 marzo 2018

NELLA DIREZIONE DI...( La Pasqua adveniente ) 1

 
 


                                                            " Elì  Elì   lemà  sabactàni..."


CROCIFISSIONE

A questo crocevia di tenebre
davanti a noi sorgi tremendo,
albero secco, stadera
che reggi il gran corpo inerte.

Un nudo legno trasversale
taglia lo spazio
e un nudo legno verticale
svetta oltre il tempo:

assi cartesiane
della vita e della morte,
intorno a cui si schiude
ora il nero quadrifoglio.

Nei lobi in alto, il vuoto e il terrore
come al grido :" Mio Dio
perché mi hai abbandonato?".
In basso, fatto roccia in tre figure,
tutto il dolore umano.

Ma ecco avanza l' Agnello vittorioso
verso la sua piagata controparte.
E un profeta ci addita - perentorio -
salvezza nella metafora.


             Margherita Guidacci  da         L'altare di Isenheim





ELEGIA PASQUALE

Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov'è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo ecco l'agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti.

E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l'esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane.

Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell'odio;
è mia questa inquieta
Gerusalemme di residue nevi,
il belletto s'accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d'uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l'indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.

Crocifissa ai raggi ultimi è l'ombra
le bocche non sono che sangue
e i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.


               Andrea  Zanzotto   da        Dietro il paesaggio





PERCHE' HAI GRIDATO...

Perché hai gridato
che Ti lasciava
se era Tuo padre
e T' amava?



ANCHE TUA MADRE

Anche tua madre
ha gridato.
S'è afferrata alla mangiatoia
quando dal ventre
le uscivi.
Sapeva anche lei
che nascendole Cristo
come Dio le morivi?



NON SAREI GIUDA

Non sarei Giuda.
Sarei chi uccide
colui che diceva
d'essere Dio.
Un delitto da strada,
un delitto da camera ad ore.
Un delitto soltanto
d'impossibile amore.



NON E' VERO

Non è vero.
La croce non si rinnova.
Chi non ha bevuto quel sangue
non potrà berlo mai più.
Chi non è stato Tuo amante
sarà per sempre un passante.


            Giovanni Testori   da      Nel tuo sangue