Nel luogo dove non ci sarà più niente...
venerdì 29 settembre 2023
L' ABLATIVO ASSOLUTO DI CARIFI 1
Nel luogo dove non ci sarà più niente...
L' ABLATIVO ASSOLUTO DI CARIFI 2
Io non più io, di pietra
mongoli a cavallo
ogni morso dell'esistenza
quando si compie
è a cavallo, immobile
gennaio spaventa
o nel freddo vento di ottobre.
***
Inno che lacera i cortili
notte, notte, notte
certe volte le ho trascorse
nel gelo, in preghiera abissale
nel letamaio d'angoscia.
***
La perfezione della primavera
quando fioriscono i ciliegi
e i fiumi somigliano al mare
il monaco prega in un angolo
e piange per le cose del mondo
e sorride per la propria morte
quando le cose del mondo
saranno sparite a anche lui sarà
tutt' uno con i ciliegi.
***
I monasteri erano ancora lontani
ma venivano recitando
le loro preghiere
lasciando la morte e la vita
oltrepassando l'abisso di nessuno.
***
Qui è bastato un piccolo gesto
che distruggesse le acque,
fu un tempo levigato, di un migliaio di anni,
noi ci guardammo da un mare all'altro
poi fummo su una stessa cima
perfettamente uguali.
Roberto Carifi da Ablativo assoluto
lunedì 10 maggio 2021
POESIE DI DIO 2
TI HO RICONOSCIUTO
Ti ho riconosciuto
all'angolo della guerra
armato indifeso
ucciso dal fumo
offeso dalla terra
ardente
- amato
dal sole
spostato più in là
trasparente
a due passi
dal niente.
Benito Sablone ( A poco lume )
***
VERSI SCRITTI SUL MURO
Più lontano mi sei, più Ti risento
farmiti dentro al cuore
sangue, grido, tumore,
e crescermi sul petto.
Più sei lontano e più Ti porto addosso,
fra l'abito e la carne,
contrabbando cattivo,
volpe rubata che mi mangia il petto.
Gusualdo Bufalino ( L'amaro miele )
***
RINGRAZIAMENTO
Accendi il lume che conosci,
qui è la nostra tomba,
qui dove l'orto fiorisce polvere
e il vento è voce,
ormai di chi devasta.
Noi siamo,
siamo nel cuore della Croce,
sotto un legno ricurvo e molle
con te che sei la madre,
con voi che la fame ha dissanguato.
Qui è la nostra casa,
la porta dove attendere,
abbiamo occhi minacciati
e ringraziamo.
Accendi il lume che conosci
e così sia.
Roberto Carifi ( Il figlio )
***
PURCHE'
Purché
tu torni in me
in noi
e io
e noi
in Te,
Padre,
e le forme s'arrestino
finte, vane,
ladre e assassine
di memoria
e lei,
la storia,
quella che viviamo,
sia tua ancora,
qui,
in terribile martirio.
Ascolta,
Cristo,
ascolta questa voce !
Giovanni Testori ( Post- Hamlet )
***
IO TI CHIEDO...
Io ti chiedo Signore che per passo
dovrei entrare senza più sentire
la tua voce di colpa e di rovina.
E invece approdo sempre alle tue sfere
quando mi mostri il firmamento.
Perché questo tuo incanto o questa frode,
cosa ti costa prendermi nel seno?
Come in esilio vado a domandare
alla luce e al giorno se hanno visto
orma di te lungo le siepi brune.
Alda Merini ( La Terra santa )
da Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )
giovedì 8 aprile 2021
L'IMPROVVISO DI CARIFI
James Whistler - Arrangiamento in grigio e nero
Grazie per la parola
che ancora accendi nel mio cuore,
per quel raggio che dal bene
hai ricevuto in dono
e che nel mio abbandono
lasci che nasca
come fosse grano in un deserto;
per quella tua bellezza,
per l'orma divina del tuo sguardo,
per quella tua dolcezza che vorrei baciare
come si bacia l'innocenza,
inginocchiato davanti alla tua anima
quando una lieve ombra
la lascia affiorare sulla carne,
per quello che chiami il tuo peccato,
per il tremore che turba la tua voce
quando mi dici l'indicibile
e lasci l'impronta dell'amore
in questo cuore arato.
***
Madre, per te venne acceso quel lume,
occorsero lumi per affrontare l'autunno,
tu eri rimasta un minuscolo scialle
franò la mia bocca accanto alla tua,
chiesi se avrai una dimora,
in quale stanza sarà la mia culla;
rispose il mio cuore abbagliato di pianto
non bastò la parola che la notte ha nutrito,
nulla bastò a fronteggiare l'inverno.
***
Volano - madre - uccelli neri,
un vento ostile ha lacerato il cielo,
su questi occhi di bambino un velo
di mistero e di lutto si distende.
Chi sa se il brivido improvviso
che ha raggelato il sole,
se l'ombra che copre la cima delle torri
è solo l'inizio dell'inverno,
la fine precoce dell'estate
o se davvero viene così la morte,
una muta di cani che raspano alle porte.
***
Cos'è, creatura amata,
questa luce arata dal destino,
la trasparenza dove continuo a vederti,
che inchioda la mia mano al tuo viso?
Lo bacio nell'assenza, l'accarezzo
come nei sogni si sfiora il nostro desiderio,
quello che nella veglia si sottrae.
Se chiudo gli occhi
e vorrei soffocarmi nel cuscino,
i tuoi si accampano nel sonno
e in questa specie di morte fanno il nido.
Al mio risveglio li ritrovo,
principio della luce.
Così i tuoi occhi
sono la notte e il giorno,
la mia fuga nei sogni e il mio ritorno.
Se non fossero lì, custodi del silenzio,
chi mai difenderebbe il labile confine
che sta tra il sonno e la mia fine?
Roberto Carifi da D'improvviso e altre poesie
giovedì 4 gennaio 2018
AMORE D' AUTUNNO
Passa il tempo sopra il tempo, ma non devi aver paura...
Esatta è la parola
che viene a noi dal bene,
che afferra come la mano del destino
e piega le ginocchia
e l'uno all'altra ci abbandona.
Se resta un'ombra - amore -
non sarà l'ombra del peccato,
ma quella che protegge dalla luce estrema,
che custodisce lo sguardo di chi ama.
A volte il tuo viso muta,
un fragile tremore bacia le tue labbra:
soltanto il bene si mostra così,
nella minuscola piega della pelle,
nel battito sottile dello sguardo.
Il male non ha rossori,
nulla lo lascia impallidire
e si nasconde.
***
In questa notte nuda di parole
come un angelo cancelli il mio dolore
nella grazia tremante del tuo sguardo.
Anche se questo esilio mi apparterrà per sempre,
la tua dolcezza è un'anima,
un lampo acceso nel destino,
una carezza deposta nel mio cuore
più forte del vento solitario
che vi respira dentro.
Lo so che un'ombra ci separa,
che questa luce è fragile
come certi lucignoli che scuote
la brezza leggera d'autunno,
ma il tuo sorriso forse l'ha scritto Dio
nel mio destino.
***
Passasti con quella luce in pugno,
dissi : " Non so, so molto poco dell'amore.
Giù c'è un abisso: lo conosco bene".
Tu mi prendesti per la giacca,
metà del mio viso era già in ombra.
Abbiamo corso, volato qualche volta.
Di certo ci sono foglie secche,
qualcuno le calpesta
e stridono in fondo al cuore.
Di certo la stanza è un rettangolo d'angoscia
e il buio completa la sua opera.
Ogni tanto sprofondo nel cappotto,
accelero il passo come fossi atteso.
Più spesso una voce mi precede. Sono in ritardo -
penso - hanno già chiamato!
Allora vorrei che mi tirassi per il bavero,
che mi tirassi via, dove c'è luce.
Roberto Carifi da Amore d' Autunno
