Visualizzazione post con etichetta Tommaso Di Dio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tommaso Di Dio. Mostra tutti i post

venerdì 4 dicembre 2020

LE FAVOLE DI TOMMASO DI DIO



                                               Murales di Sant'Angelo di  Roccalvecce

                                       
 
 
V
 
 
Ora nel tuo volto la carta intera,
logora di tutti i giorni; quando bellezza viveva e moriva
come adesso fanno i fiori. I bastardi segni e l'audacia
del piacere non erano ancora nati sulla tua faccia vivente.
Né le trecce dorate dei morti, la loro giustizia
recisa aveva preso a vivere una seconda vita
sulla testa che vedi. Nessuno era ancora felice
nella bella pelle dei morti. In te, queste sante ore
antiche vivevano senza ornamento e veramente
non cresceva l'estate dal verde altrui rubando
vecchi stracci alla bellezza nuova del paesaggio.
Natura raccoglie. Natura come carta intera
in te mostra l'arte bugiarda e la memoria ora
sola di ogni bellezza.
 
 
 
                                                      ***
 
 
VIII
 
 
Entrare. Nel petto Nei chilometri.
La faccia muta come una terra. Questo cielo allora
di schiena attaccato durante il sonno
senza tempo, per ore. Fare l'amore senza il minimo sospetto
che vento, carezze, maremoti delle braccia incredibili
fanno l'opera, tengono
aperti i visi degli amanti, aperti al crollo degli anni
tutti gli istanti. Ti prego, tieni a mente tu
il paesaggio scavato di strade, questo volto grande.
 
 
                                                ***

 
X
 
 
Prendi quest'ombra. Poi alza il nudo
delle braccia e taci.
In un contorno di labbra
tutto ci avvicina. Senza tregua, lungo i tronchi
prenderci come corpi
ammassati ovunque prossimi
e orizzonti.
 
A volte mi sveglio solo; e nella bocca della gola
qualcosa vive.
 
 
 
                                               *** 
 
 
XI
 
 
Tu puoi estendere
le labbra del viso, fino all'isola
dolce della pancia. Dove la mano,
indifesa come la città,
gli alberi, la sera. Vieni a chiedere vento
per le strade e cadendo migliaia
di millimetri in una foglia. In ogni momento
tu puoi estendere
questa faccia di dosso; le bocche sono contro
nell'atto del bacio.
 
 
 
                                                  ***        
 
 
XII
 
 
La stanza ora è piena di vento, la primavera
porta i suoi segni aprendo e dando
senso alle tue mani; ci sono foglie sui rami quante il vento
può contarne addosso, oltre i vestiti. Questa porta è aperta, e poi
amarti nuda, prendere da te
la carne mossa al portento
dei fiori. Credere che questa stanza sia una fra i chilometri
con gli alberi esplosi dentro
la presenza. Nuda tu dici
fa come stare senza esempio. Labbra mai viste prima.
 
 
 
 
 
                             Tommaso Di Dio   da      Favole



 

L'ISOLA APERTA DI OTTONELLO

 


                                                     Sazierà le ossa e non sarai felice...


Piango il mondo prima di me

il mondo ingiusto, che tu sfinirai.

Attenderemo soli uno spiraglio

sfasciando la vita che ci trascina

continenti, scagliati - ciò che deriva

serberò in te quel che non resta.



                                        ***


L' amore è un passaggio, qualcosa che

non sarà mai, tuo o mio, né nostro.

Così amiamo, i nuclei lasciati

per essere felici essere vivi.

-

mi hai chiesto il senso e si sfrana

infinito fuori, oltre i muri del mondo

-

ma sai, nella strenua ricerca si è

perfettibili insieme o soli per sempre

animali nella radura di un sogno

che dirada. Pochi resti e altri slanci.



                                        ***


Sempre pensando a un mare che ci isola

guardiamo sconvolti alla vita di ieri,

a festa finita torneremo a riva

vedendo dove e senza chi si vive

sempre esclusi dalla tribù dei maschi

-

domu mea, oe istracca, lassada

aghervu ruende in custa vida maba.



                                 ***


FISSARE TROPPO A LUNGO


Dimentico per questo invento

-

domani lontana sarà una terra

non basterà, distesi sulla sabbia

non bastava eppure batteva dentro

a granelli man mano sbiadendo

come sfumarsi, come fiumi.



                                       ***


DIETRO QUESTA ARROGANZA


Stragi e ipocrisie, ma che ci fotte

tanto moriamo lenti viviamo veloci

le bombe chimiche stanno sui libri

la guerra resta una lontana chimera.

-

preferirei la galera comoda dei muri

scemare questo corpo, scagliare via ogni sogno,

fare seccare la sostanza, se muori così

-

con i soldi acquisterai la tua pace

sazierà le ossa e non sarai felice.



              Francesco  Ottonello   da     Isola aperta



(...) La poesia di Francesco Ottonello sta nel tentativo di raggiungere il punto in cui la propria singolarità si faccia altro, possa essere materia di vita altrui. Eppure, per quanto ci si possa provare, niente e nessuno potrà mai accogliere ciò che una volta si è stati : ogni momento è unico e siamo chiusi da un limite che, sebbene poroso, non ci è dato di aprire mai del tutto. E allora - ecco - la consapevolezza senza appello di un destino che non è di certo solo del poeta, ma si allarga ben oltre i confini biologici e di genere, per farsi riflessione offerta a una generazione di coetanei : " sarai sterile", dice il primo verso di questo libro. E l'eco di queste amare parole si riverbera per tutta la traversata delle pagine come lo sfondo necessario dei nitidi, lavorati versi di questo giovane autore che, se indugia nei propri ricordi e nelle proprie parentesi biografiche, lo fa soltanto per mostrare meglio questo " gesto" di cui consta la scrittura : dare qualcosa che non può essere ricevuto nella sua completezza, che nel donarsi si ritrae in un segno che ci lascia soli.  (...)


                                      Tommaso  Di  Dio