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lunedì 6 settembre 2021

IO, TU, NOI ...( Amori karmici ) 1




                           " E poi provavo un senso di rispetto per la sua esistenza" . ( Banana Yoshimoto )




(...) L'amore è sempre una concordanza di tempi e di disposizioni tra due persone ed è per tale motivo che l'equilibrio è spesso molto fragile e mai definitivo, poiché uno dei due può - in un momento qualsiasi della sua vita - per ragioni valide o aleatorie, mutare la sua disposizione verso il partner e quindi decidere di troncare una relazione o cambiarne i ritmi. Naturalmente ogni innamoramento ha una sua storia che è nata dal come siamo giunti all'incontro. Talvolta si tratta di " amori dannosi " che hanno le loro radici nelle radici della storia familiare, sociale, culturale e spirituale di ciascuno che se ne scopre afflitto, affetto, disfatto, ovvero di amori legati indissolubilmente alla sofferenza, al dolore a causa di un vissuto affettivo difficile - in questa come in altre vite - con i propri genitori o con i partner precedenti. E proprio riguardo a ciò Aldo Carotenuto scrive : " Non esiste un'altra condizione umana nella quale si accetti di sopportare di soffrire per qualcuno quando si ama. Potrà sembrare strano a chi suppone che l'amore debba immancabilmente dare felicità; ma questa è un'illusione che ci creiamo per riuscire a superare le ore interminabili di sofferenza. Ha ragione Yourcenar: soltanto le persone che amiamo possono farci soffrire con la stessa intensità con cui le amiamo". Diventa un bisogno quello di soffrire, quasi per ripetere quel vecchio copione, unica modalità apparentemente conosciuta di relazionarsi. E' qui che affondano le proprie radici affettive radicate da più esistenze, ma è proprio da qui che deve partire il cambiamento, lo stravolgimento del copione ed imparare ad amare in modo diverso, con minor fatica. (...)




                     Paolo Crimaldi   da    Amori karmici



IO, TU, NOI... ( Amori karmici ) 3


 (...) Quando si riesce a superare la fase del Tu, vi è un doppio passaggio, ossia, oltre all'andare al Noi, ci si sposta anche dall'innamoramento all'amore vero e proprio, dove il sentimento dominante non è esclusivamente la passione, ma una sicurezza, una stabilità emotiva nei confronti di chi amiamo, tale da rendere il rapporto possibile nel quotidiano e capace di resistere alla routine. Il Noi è la fase nella quale si è imparato ad accettare il partner con minori pretese, perché abbiamo ritirato gran parte delle proiezioni fatte inizialmente e cominciamo anche a delineare gli spazi vitali, le proprie oasi di privacy senza sentirci per tale motivo esclusi dalla sua vita, poiché si è consolidato in noi un sentimento di fiducia, ma soprattutto si è superato il bisogno di possederlo completamente, in quanto ci siamo impossessati della nostra esistenza non vivendo più - come nella fase del Tu - in funzione del partner, ma iniziamo a considerare nuovamente i nostri interessi, i nostri bisogni, i nostri progetti, con la consapevolezza di rendere partecipe - per quanto possibile - anche l'Altro, la persona con cui abbiamo deciso di condividere la nostra vita. Quindi è nel Noi che si acquisisce una mentalità di coppia,un pensare a due, un considerare non egoisticamente le cose : in altre parole, è avvenuta la magia dell'intimità, spazio nel quale è permesso di accedere all'Altro senza riserve e in modo diretto e immediato, disposti anche al rifiuto, a " no" che certamente non costituisce una minaccia alla stabilità del legame. Del resto, in un rapporto, non si deve cercare la perfezione ma l'equilibrio. (...)



                    Paolo  Crimaldi   da   Amori karmici



IO, TU, NOI... ( Amori karmici ) 2

 

(...)  L' amore ha comunque bisogno di un Altro - reale o fantastico che sia - ma la sua presenza non è indispensabile. Quindi l'amore, proprio perché dipende non soltanto dalla nostra predisposizione, ma anche da quella dell'altro, è un'esperienza che si basa sulla precarietà e appare pericoloso pensarlo come qualcosa di stabile e di definitivo, poiché è nella vita stessa che vige il principio di morte e rinascita, e poiché l'amore è vita, non può sottrarsi a tale principio dualistico. Ma cosa avviene a livello intrapsichico quando ci si innamora ?. La prima cosa che dobbiamo elaborare è il passaggio dall' Io al Tu al Noi. Infatti, quando c'è l'incontro con l' Altro, immediatamente ci confrontiamo con i nostri desideri egoici, con il nostro Io. Ci accorgiamo di piacere e quasi per una risposta narcisistica di conferma, ci guardiamo di più allo specchio, ci interessiamo di più alla nostra persona. In questa prima fase siamo presi principalmente dal nostro Io, dal voler piacere a tutti i costi, piuttosto che all'interesse che nutriamo effettivamente per il nostro partner. E spesso proprio in questo periodo alberga in noi la confusione tra piacere e desiderio. La differenza psicologica tra queste due esperienze consiste appunto nel fatto che se io " voglio" una persona per soddisfare un mio bisogno immediato, e questa è disponibile , allora gratifico il mio piacere. Invece il desiderio è più sofferto, meno facile, se non impossibile da realizzare e forse per questo più prezioso e carico di emozioni ed aspettative : quindi il desiderio  è sublime e impossibile, ma necessario inizialmente in un rapporto per non consumare nel giro di pochi attimi l'interesse per l'Altro, per chi ha rapito i nostri sensi e acceso i nostri desideri. Ed è proprio nell'istante in cui realizziamo ciò che passiamo nella fase del Tu. Qui la nostra mente è occupata dal partner, dalle sue parole, dai suoi sguardi, dai suoi odori. Ed è in questo preciso istante che nasce il bisogno di conoscere tutto di lui , ma nello stesso tempo che sentiamo affiorare le nostre paure e insicurezze, specie quando capita di sentire che una parte del suo passato è ancora presente nei suoi pensieri. Infatti, il passato che fa paura all'amante non è quello effettivamente passato e dimenticato, ma quello presente, ovvero quel passato che nonostante tutti coloro che lo circondano lo vivano come tale, per lui è ancora presente e occupa i suoi pensieri, i suoi sogni, le sue vendette o gli provoca una profonda nostalgia (...).



                       Paolo  Crimaldi  da     Amori karmici