venerdì 27 marzo 2026
MA QUANDO DA MORTE...
mercoledì 22 dicembre 2021
ILNATALE DI TUROLDO
Heiniken - Pastorale per la notte di Natale
La tristezza di questi natali
Signore, ti muova a pietà.
Luminarie a fiumane,
ghirlande di false costellazioni
oscurano il cielo di tutta la città.
Nessuno più appare all'orizzonte :
nulla che indichi l'incontro con la carovana del Pellegrino;
non uno che dica in tutto l'Occidente
" Nel mio albergo, sì, c' è posto! ".
Non un segno di cercare oltre,
un segno che almeno qualcuno creda,
uno che attenda ancora colui che deve venire...
Non attendiamo più nessuno!
Tutto è immoto, pur se dentro un inarrestabile vortice !
E' così - è Destino - più non ci sono ritorni,
né ricorsi: è inutile che vanga!
Tale è questa civiltà gravida del Nulla!
Ora tu, anche se illuso di credere
e figlio dell'ateo Occidente, segui pure la tua stella
- così è gridato per tutta la città dai vessilli -
segui, dico, la stella e troverai cornucopie vomitare leccornie,
o non altro che spiritati manichini di mode folli in volo dalle vetrine...
Poiché è falso questo tuo donare ( è Natale! ),
falso persino stringerci la mano avanti la Comunione,
e trovarci assiepati nella Notte a cantare " Gloria nei cieli..."
Un amaro riso di angeli obnubila lo sfavillìo dei nostri presepi,
Francesco cantore di perfette, tragiche letizie :
pure se un Dio continuerà a nascere,
a irrompere da insospettati recessi :
là dove umanità alligna ancora silenziosa e desolata:
dal sorriso forse di un fanciullo della casba di Daccà o a Calcutta...
Nessuno conosce la solitudine come il Dio del Cristo:
un Dio che meno di tutti può vivere solo!
Certo verrà, continuerà a venire,
a nascere, ma altrove,
altrove...
David Maria Turoldo da Il sapore del pane
mercoledì 8 dicembre 2021
L'IMMACOLATA
MA ORA SEI NOSTRA MADRE
Sei la palma di Cades / orlo sigillato per la santa dimora.
Sei la terra che trasvola / carica di luce / nella nostra notte.
Vergine, cattedrale del Silenzio anello d'oro / del tempo e dell'eterno:
tu porti la nostra carne in paradiso / e Dio nella carne.
Vieni e vai per gli spazi / a noi invalicabili.
Sei lo splendore dei campi / roveto e chiesa bianca / sulla montagna...
Non manchi più il vino alle nostre mense / o vigna dentro nubi di profumi.
Vengano a te le fanciulle / ad attingere la bevanda sacra,
e le donne concepiscano ancora, / e ti offrano i loro figli
come tu offristi il tuo frutto a noi.
Amorosa attendi che si avveri / la nostra favolosa vicenda,
creazione finalmente libera.
L' Iddio morente sulla collina chiese / una seconda volta il tuo possesso
quando partecipava perfino alle tombe / la nostra ultima nascita.
Noi ti abbiamo ucciso il Figlio / ma ora sei nostra madre;
viviamo insieme la Resurrezione. Amen
David Maria Turoldo da Ave Maria, 1984
lunedì 1 novembre 2021
AMORE E MORTE DI DAVID MARIA
Ma quando da morte passerò alla vita,
sento già che dovrò darti ragione, Signore.
E come un punto sarà nella memoria
questo mare di giorni.
Allora avrò capito come belli
erano i salmi della sera;
e quanta rugiada spargevi
con delicate mani, di notte, nei prati,
non visto. Mi ricorderò del lichene
che un giorno avevi fatto nascere
sul muro diroccato del Convento,
e sarà come un albero immenso
a coprire le macerie. Allora
riudirò la dolcezza degli squilli mattutini
per cui tanta malinconia sentii
ad ogni incontro con la luce.
Allora saprò la pazienza
con cui m'attendevi; e quanto
mi preparavi, con amore, alle nozze.
Ed io non riuscivo a morire.
Piangevo, mentre ti pascevi,
della mia solitudine. Mai
canto di gioia intonò il mio cuore,
stordito dalla fragranza delle creature.
Ogni voce d'amore era singulto. Invece
eri Tu che odoravi nella carne.
Tu celato in ogni desiderio,
o Infinito, che pesavi sugli abbracci.
Uno stesso tremolìo - o bufera - sulla superficie
del mare come dentro le onde del calice. Eri
dovunque. E gli altri intanto
si baciavano solo sulla bocca,
ma io ti mangiavo tutte le mattine.
E allora perché, perché
ero così triste?
David Maria Turoldo da Udii una voce
lunedì 10 maggio 2021
POESIE DI DIO 1
" Vivi di noi: sei la verità che non ragiona..." ( Padre Turoldo )
THANATOS ATHANATOS
E dovremo dunque negarti, Dio
dei tumori, Dio del fiore vivo
e cominciare con un no all'oscura
pietra " io sono" e consentire alla morte
e su ogni tomba scrivere la sola
nostra certezza " thànatos athànatos "?.
Senza un nome che ricordi i sogni
le lacrime i furori di quest'uomo
sconfitto da domande ancora aperte?
Il nostro dialogo muta: diventa
ora possibile l'assurdo. Là
oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi
vigila la potenza delle foglie,
vero è il fiume che preme sulle rive.
La vita non è sogno. Vero l'uomo
e il suo pianto geloso del silenzio.
Dio del silenzio, apri la solitudine.
Salvatore Quasimodo ( La vita non è sogno )
***
SE TU VOLESSI, SIGNORE...
Se tu volessi, Signore,
potresti voltarmi come il tuo girasole,
chiamarmi in te come la cascata
chiamata dall'abisso. Ma tu resti,
invisibile e muto,
a soffrire la nostra somiglianza
divisa appena ( e troppo ) da una fragile parete
che fa intuire altro suono, altra luce
ma non li fa godere.
Renzo Bersacchi ( Marinaio di Dio )
***
ULTIMA PREGHIERA
Ascolta tu, Lontano.
Il resto è stanco.
Nel cavo di una volta
due note, una più alta
un varco nitido
arco su arco, un canto
fermo, non umano -
due finestre ogivali, una sull'altra.
Roberta De Monticelli ( Le preghiere di Ariele )
***
TU MI CAMMINI A FIANCO
Tu mi cammini a fianco,
Signore. Orma non lascia in terra il tuo
passo. Non vedo Te : sento e respiro
la tua presenza in ogni filo d'erba,
in ogni atomo d'aria che mi nutre.
Per la rèdola scura in mezzo ai prati
alla chiesa del borgo
Tu mi conduci, mentre arde il tramonto
dietro la torre campanaria. Tutto
nella mia vita arse e si spense, come
quel rogo ch'or divampa ad occidente
e fra poco sarà cenere e ombra :
solo m'è salva questa purità
d'infanzia che risale - intatta - il corso
degli anni per la gioia
di ritrovarti. Non abbandonarmi
più. Fino a quando l'ultima mia notte
( fosse stanotte! ) non discenda, colma
solo di Te dalle rugiade agli astri;
e me trasmuti in goccia di rugiada
per la tua sete, e in luce
d'astro per la tua gloria.
Ada Negri ( Fons Amoris )
***
IN UN CAMPO
Dopo l'ampio volo radente
di leggerissimi uccelli
queto sembra e intatto nel campo
ogni stelo sfiorato sulla cima.
E dal nuovo mistero il tuo amore
con imponderabile soffio
scende e scende al mio viso, e non lascia
in apparenza alcun segno.
Alessandra Capocaccia Quadri ( E gli occhi si apriranno )
da Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )
venerdì 2 aprile 2021
IL VENERDI' SANTO DI DAVID
" Quando ebbe preso l'aceto, Gesù disse : " E' compiuto, e chinato il capo consegnò lo spirito ". ( Gv 19, 28-30 )
No, non credere a Pasqua non è
giusta fede :
troppo bello sei a Pasqua!
Fede vera
è al Venerdì Santo
quando Tu non c'eri
lassù.
Quando non una eco
risponde
al suo grido
e a stento il Nulla
dà forma
alla Tua assenza.
David Maria Turoldo
venerdì 26 marzo 2021
SALMI DI PADRE TUROLDO
Ma dobbiamo illuderci onde poter durare...
Salmi penitenziali per la Settimana Santa del 1946
Invece tu sei un Dio muto
l'Essere che non ha pietà.
Forse tu avevi bisogno del nostro
dolore, di questo figmento
commosso d'uomo?
Oh, allora non maledirmi
se io riuscirò coi miei gridi
a rompere la tua pace,
a comunicarti il nostro pianto.
E non desisterò fino a quando
le tue creature non siano
tutte nella tua gioia
e tu travolto ancora
nel nostro peccato
e nella nostra morte.
***
Ma dobbiamo illuderci
onde poter durare.
Ah, forse io non credo
che per gli altri,
io devo consolare
e cibarmi dell'altrui pena.
Sono un pugno di terra
viva: ogni parola
mi traversa
come una spada.
***
MILANO, MIA POVERA PATRIA
Parole, inerti macerie,
brandelli d'esistenze
disamorate, panorama
del mio paese
ove neppure il gesto
sacrificale più rompe
la immota somiglianza del giorni,
né le vesti sante coprono
la nudità degli istinti.
E i poeti non hanno più canti
non un messaggio di gioia,
nessuno una speranza.
***
E non più alberi sulle nostre
strade disperate. Nessuno
ha pietà almeno
delle pietre, dei giardini,
degli antichi triangoli d'ombra.
Le vie non hanno più linee,
gli archi sono cemento,
le colonne senza capitelli.
E dentro le case,
ognuno è solo
con la sua diffidenza.
***
Disancorati accenti del declino
delle amicizie, nelle sere
straziate lusinghe.
Han ceduto i cuori più saldi
nella rete delle intenzioni
taciute. I giorni
non sono più che polvere
agli orli delle macerie. Questa
non è più una città.
David Maria Turoldo da O sensi miei...
O SENSI MIEI...
David Maria Turoldo
Miei versi dettati
dalle pietre, dal volto
arso delle case
non mi date riposo.
Un Dio troppo squallido
tengo in cuore
e queste parole
non attenuano
il sole che continua ad ardere
senza pietà.
***
MENTRE IL TRENO...
e lassù restano le piante
miti, e la fontana
amica, e le pietre vive
e non immemori.
Lassù resta il ricordo
della mia fuga e del mio
solitario pianto.
Mentre il treno mi trascina
verso la città;
ma io serberò a lungo le parole
delle insensate cose.
***
SOLA CETRA
Sento che forse i miei occhi
sono estinti dalla troppa luce
e dal troppo fissare il sole;
il cielo è alto. Sento
d'essere divenuto un cieco
che si muove per istinto
lungo deserte strade.
E il cuore, sola cetra
capace d'illudermi ancora.
***
IO NON HO MANI
Io non ho mani
che mi accarezzino il volto,
( duro è l'ufficio
di queste parole
che non conoscono amori )
non so le dolcezze
dei vostri abbandoni :
ho dovuto essere
custode
della vostra solitudine :
sono
salvatore
di ore perdute.
***
Non per me il pulito verso.
Uno scabro sasso la parola
nelle mie mani.
Intanto che gli affetti dissepolti
marciscono come foglie staccate
dalla pianta.
Questi miei giorni vuoti di pudore,
i miei canti senza note
la verità senza amore.
David Maria Turoldo da O sensi miei...
giovedì 24 dicembre 2020
NOTTE SANTA
Oratorio di Natale - J . S. Bach
VIENI, SIGNORE
Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni, figlio della pace ,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e, dunque, vieni sempre, Signore.
Vieni, Tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con Te, o Signore.
Noi siamo lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni Signore,
vieni sempre, Signore.
David Maria Turoldo
sabato 23 dicembre 2017
World around us
Il mondo intorno a noi
" ...Eri tu il mistero,
la radiosa notte che racchiudeva il giorno,
che avrebbe rivestito di carne la luce
e dato un nome al silenzio. "
David Maria Turoldo
giovedì 13 aprile 2017
VIGILIA DI PASQUA
Nada te turbe, nada te espante, quien a Dios tiene nada le falta. Solo Dios basta. ( Santa Teresa d' Avila )
Giorni chiari, sereni e notti d'argento,
il fiume è una fascia di perle tra il bosco e i campi;
già odora la terra di sangue e pane.
Alle betulle bianche e agli olmi in fila
primavera appende ormai
i suoi ricchi pavesi di verde.
Sono arrivati gli uccelli dal sud,
schiamazzano dal primo mattino
in cima al melo ai tigli al pino e fanno
un dondolìo flessuoso di rami.
Le rondini frecciano in giostra pazza
intorno alla chiesa rapita
e sui nastri bianchi de' ruscelli
in mezzo al grano. I monaci
dalla finestra gettano chicchi di riso
e mollica di pane ai passeri
e molti vengono ai davanzali
e guardano dentro le celle
candide come veli di spose.
Miei cari, finalmente anch'io so benedire:
la passione di Cristo più non rechi paura.
Questo è giovedì santo : mi pare sentirlo
tossire nell'orto e certo risuda
sangue, ma almeno le piante
e queste creature semplici sono
a lui infallibili amiche.
Quest'anno gli ulivi
daranno un olio più dolce,
e le mucche un latte più bianco.
E' possibile - amici - sentirci almeno un giorno,
un giovedì di passione, pienamente felici.
Il vecchio dolore, le rinunce antiche,
- sanguinanti le mani, il costato, domani
per nuove pressure e ferite -
i distacchi violenti di ieri
dalla madre e dai volti amati:
per questo mistero di vita
lucente di pasque non solo umane
ma di selve di acque di fiori,
tutto può essere mutato in gioia tranquilla.
Allora , fratelli e alberi, con me salutate
il sole che torna sulla grande valle.
Fringuelli, allodole, portate in giro il mio canto:
lungo i raggi del sole
sia dispiegato amore
sulle facciate delle case
su tutta la pianura;
e noi, vestiti a festa, andiamo per le strade
a narrare i dolci, pacati ricordi
della lunga giornata
nella divina verità che ogni cosa compone.
Così almeno un giorno piangiamo
ma non di dolore. O Dio,
sangue mio dolce e caro,
perdona questa ragione
reticolata alla nostra solitudine
che impediva la fonte del canto.
Domani è il giorno del colle che sanguina:
uccelli, volate sulla croce
a cantare intorno al capo di Dio.
Noi siamo un fiume solo.
David Maria Turoldo da Poesie
venerdì 6 gennaio 2017
EPIFANIA
Adorazione dei Magi di Edward Burne - Jones ( 1833-1898 )
Egli discende sul sangue
che già tutto è tumulto
per l'anelito vivo di altre
colpe più seducenti.
David Maria Turoldo da Poesie
giovedì 15 dicembre 2016
IL SEGRETO DI CAINO
Il Dolore di Caino
Ormai sono
uomo senza mistero.
Già nel primo
bruciato meriggio
ho visto il volto di Dio.
Ormai sono
vacuità assoluta:
deserto orrido serale,
solo con l'amara
gioia di non incontrarmi
più.
Ora sovrasta la notte,
ma con lena cammino ancora
solo a lasciare orme
sull'arsa duna;
e gli altri a dire " Fino
là oltre andò a esplorare..."
Oh, dietro
a nessun inganno io corro:
un'unica sete amo
che mi allunga la vita.
Ma se tra i campi
restavo coi bruti che più amo
a far solchi e poi stanco
a dormire roco su qualunque
selciato, questo
m'avrebbe forse
fatto pago?
Torture del cuore
mi hanno spinto sul fratello pastore,
ad avere pietà di lui;
la voluttuosa pietà di provare
cos'era l'uccidere; poi
da tortura d' Iddio
a partire.
E non ho ucciso
per essere solo ( la solitudine mia
fu purulento tumulto di foce
a cui s'aggruma la feccia
di fracide alghe ).
Urlando
per sopraffare l'assurdo silenzio
che m'inseguiva
dalle selve fuggii
a costruire città.
Non ho ucciso per gelosia di Iddio:
verso lui nell'offrirgli primizie
la faccia tenevo
ostinatamente
in seno.
Non perché volessi
le fiere lanciarsi su fiere; ricordo,
tutto era placido ancora,
sommerso in pace profonda
come vergine in sonno.
Avevano ancora
un sorriso innocente
le cose.
Mi sono annerite d'un tratto
le vene, un misterioso essere
danzava in me.
Fu rotto alfine
l'atroce equilibrio. Silenzio
delle cose dell'anima, rotto
alfine
da Caino.
E d'allora
scavai con le mani la fossa
ma senza morire:
là dentro m'insegue l'immane
ruggito di tutti i ricordi.
Ora io cerco l'infinito silenzio
e attendo che dentro mi getti
Qualcuno.
David Maria Turoldo da Poesie



