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venerdì 27 marzo 2026

MA QUANDO DA MORTE...

 


                                Loculo di David Maria Turoldo a Fontanella ( Bg) -  ( Foto di frida )                                                                              



                                                     


Ma quando da morte passerò alla vita,
sento già che dovrò darti ragione, Signore,
e come un punto sarà nella memoria
questo mare di giorni.
Allora avrò capito come belli
erano i salmi della sera;
e quanta rugiada spargevi
con delicate mani - la notte - nei prati,
non visto. Mi ricorderò del lichene
che un giorno avevi fatto nascere
sul muro diroccato del Convento,
e sarà come un albero immenso
a coprire le macerie. Allora
riudirò la dolcezza degli squilli mattutini
per cui tanta malinconia sentii
ad ogni incontro con la luce ;
allora saprò la pazienza
con cui m' attendevi, a quanto 
mi preparavi - con amore - alle nozze.



                          David Maria Turoldo


mercoledì 22 dicembre 2021

ILNATALE DI TUROLDO

 


                                                  Heiniken -  Pastorale per la notte di Natale





La tristezza di questi natali

Signore, ti muova a pietà.

Luminarie a fiumane,

ghirlande di false costellazioni

oscurano il cielo di tutta la città.

Nessuno più appare all'orizzonte :

nulla che indichi l'incontro con la carovana del Pellegrino;

non uno che dica in tutto l'Occidente

" Nel mio albergo, sì, c' è posto! ".

Non un segno di cercare oltre, 

un segno che almeno qualcuno creda,

uno che attenda ancora colui che deve venire...

Non attendiamo più nessuno!

Tutto è immoto, pur se dentro un inarrestabile vortice !

E' così - è Destino - più non ci sono ritorni,

né ricorsi: è inutile che vanga!

Tale è questa civiltà gravida del Nulla!

Ora tu, anche se illuso di credere

e figlio dell'ateo Occidente, segui pure la tua stella

- così è gridato per tutta la città dai vessilli -

segui, dico, la stella e troverai cornucopie vomitare leccornie,

o non altro che spiritati manichini di mode folli in volo dalle vetrine...

Poiché è falso questo tuo donare ( è Natale! ),

falso persino stringerci la mano avanti la Comunione,

e trovarci assiepati nella Notte a cantare " Gloria nei cieli..."

Un amaro riso di angeli obnubila lo sfavillìo dei nostri presepi,

Francesco cantore di perfette, tragiche letizie :

pure se un Dio continuerà a nascere,

a irrompere da insospettati recessi :

là dove umanità alligna ancora silenziosa e desolata:

dal sorriso forse di un fanciullo della casba di Daccà o a Calcutta...

Nessuno conosce la solitudine come il Dio del Cristo:

un Dio che meno di tutti può vivere solo!

Certo verrà, continuerà a venire,

a nascere, ma altrove,

altrove...




        David  Maria  Turoldo  da        Il sapore del pane



mercoledì 8 dicembre 2021

L'IMMACOLATA



Sano Di Pietro - Angelo dell' Annunciazione

 




MA ORA SEI NOSTRA MADRE


Sei la palma di Cades / orlo sigillato per la santa dimora.

Sei la terra che trasvola / carica di luce / nella nostra notte.

Vergine, cattedrale del Silenzio anello d'oro / del tempo e dell'eterno:

tu porti la nostra carne in paradiso / e Dio nella carne.

Vieni e vai per gli spazi / a noi invalicabili.

Sei lo splendore dei campi / roveto e chiesa bianca / sulla montagna...

Non manchi più il vino alle nostre mense / o vigna dentro nubi di profumi.

Vengano a te le fanciulle / ad attingere la bevanda sacra,

e le donne concepiscano ancora, / e ti offrano i loro figli

come tu offristi il tuo frutto a noi.

Amorosa attendi che si avveri / la nostra favolosa vicenda,

creazione finalmente libera.

L' Iddio morente sulla collina chiese / una seconda volta il tuo possesso

quando partecipava perfino alle tombe / la nostra ultima nascita.

Noi ti abbiamo ucciso il Figlio / ma ora sei nostra madre;

viviamo insieme la Resurrezione. Amen




                        David  Maria Turoldo  da   Ave Maria, 1984



lunedì 1 novembre 2021

AMORE E MORTE DI DAVID MARIA

 



                                                   Ma quando da morte passerò alla vita...





Ma quando da morte passerò alla vita,

sento già che dovrò darti ragione, Signore.

E come un punto sarà nella memoria

questo mare di giorni.

Allora avrò capito come belli

erano i salmi della sera;

e quanta rugiada spargevi

con delicate mani, di notte, nei prati,

non visto. Mi ricorderò del lichene

che un giorno avevi fatto nascere

sul muro diroccato del Convento,

e sarà come un albero immenso

a coprire le macerie. Allora

riudirò la dolcezza degli squilli mattutini

per cui tanta malinconia sentii

ad ogni incontro con la luce.

Allora saprò la pazienza

con cui m'attendevi; e quanto

mi preparavi, con amore, alle nozze.

Ed io non riuscivo a morire.

Piangevo, mentre ti pascevi,

della mia solitudine. Mai

canto di gioia intonò il mio cuore,

stordito dalla fragranza delle creature.

Ogni voce d'amore era singulto. Invece

eri Tu che odoravi nella carne.

Tu celato in ogni desiderio,

o Infinito, che pesavi sugli abbracci.

Uno stesso tremolìo  - o bufera - sulla superficie

del mare come dentro le onde del calice. Eri

dovunque. E gli altri intanto

si baciavano solo sulla bocca,

ma io ti mangiavo tutte le mattine.

E allora perché, perché

ero così triste?




                          David Maria Turoldo  da   Udii una voce



lunedì 10 maggio 2021

POESIE DI DIO 1

 


                         " Vivi di noi: sei la verità che non ragiona..." ( Padre Turoldo )





THANATOS  ATHANATOS


E dovremo dunque negarti, Dio

dei tumori, Dio del fiore vivo

e cominciare con un no all'oscura

pietra " io sono" e consentire alla morte

e su ogni tomba scrivere la sola

nostra certezza " thànatos  athànatos "?.

Senza un nome che ricordi i sogni

le lacrime i furori di quest'uomo

sconfitto da domande ancora aperte?

Il nostro dialogo muta: diventa

ora possibile l'assurdo. Là

oltre il fumo di nebbia, dentro gli alberi

vigila la potenza delle foglie,

vero è il fiume che preme sulle rive.

La vita non è sogno. Vero l'uomo

e il suo pianto geloso del silenzio.

Dio del silenzio, apri la solitudine.


                                Salvatore Quasimodo ( La vita non è sogno )



                                      ***


SE TU VOLESSI, SIGNORE...


Se tu volessi, Signore,

potresti voltarmi come il tuo girasole,

chiamarmi in te come la cascata

chiamata dall'abisso. Ma tu resti,

invisibile e muto,

a soffrire la nostra somiglianza

divisa appena ( e troppo ) da una fragile parete

che fa intuire altro suono, altra luce

ma non li fa godere.


                                Renzo Bersacchi  ( Marinaio di Dio )



                                        ***


ULTIMA PREGHIERA


Ascolta tu, Lontano.

Il resto è stanco.



Nel cavo di una volta

due note, una più alta

un varco nitido

arco su arco, un canto

fermo, non umano -


due finestre ogivali, una sull'altra.



                          Roberta De Monticelli  ( Le preghiere di Ariele )



                                         ***


TU MI CAMMINI A FIANCO


Tu mi cammini a fianco,

Signore. Orma non lascia in terra il tuo

passo. Non vedo Te : sento e respiro

la tua presenza in ogni filo d'erba,

in ogni atomo d'aria che mi nutre.

Per la rèdola scura in mezzo ai prati

alla chiesa del borgo

Tu mi conduci, mentre arde il tramonto

dietro la torre campanaria. Tutto

nella mia vita arse e si spense, come

quel rogo ch'or divampa ad occidente

e fra poco sarà cenere e ombra :

solo m'è salva questa purità

d'infanzia che risale - intatta - il corso

degli anni per la gioia

di ritrovarti. Non abbandonarmi

più. Fino a quando l'ultima mia notte

( fosse stanotte! ) non discenda, colma

solo di Te dalle rugiade agli astri;

e me trasmuti in goccia di rugiada

per la tua sete, e in luce

d'astro per la tua gloria.


                                 Ada  Negri  ( Fons  Amoris )



                                                ***


IN UN CAMPO


Dopo l'ampio volo radente

di leggerissimi uccelli

queto sembra e intatto nel campo

ogni stelo sfiorato sulla cima.



E dal nuovo mistero il tuo amore

con imponderabile soffio

scende e scende al mio viso, e non lascia

in apparenza alcun segno.


                 Alessandra Capocaccia Quadri  ( E gli occhi si apriranno )




                   da    Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )



venerdì 2 aprile 2021

IL VENERDI' SANTO DI DAVID

 


" Quando ebbe preso l'aceto, Gesù disse : " E' compiuto, e chinato il capo consegnò lo spirito ". ( Gv  19, 28-30 )



No, non credere a Pasqua non è

giusta fede :

troppo bello sei a Pasqua!

Fede vera

è al Venerdì Santo

quando Tu non c'eri

lassù.

Quando non una eco

risponde

al suo grido

e a stento il Nulla

dà forma

alla Tua assenza.



                         David  Maria  Turoldo



venerdì 26 marzo 2021

SALMI DI PADRE TUROLDO

 


                                             Ma dobbiamo illuderci onde poter durare...



Salmi penitenziali per la Settimana Santa del 1946


Invece tu sei un Dio muto

l'Essere che non ha pietà.

Forse tu avevi bisogno del nostro

dolore, di questo figmento

commosso d'uomo?


Oh, allora non maledirmi

se io riuscirò coi miei gridi

a rompere la tua pace,

a comunicarti il nostro pianto.


E non desisterò fino a quando

le tue creature non siano

tutte nella tua gioia

e tu travolto ancora

nel nostro peccato

e nella nostra morte.



                                    ***


Ma dobbiamo illuderci

onde poter durare.


Ah, forse io non credo

che per gli altri,

io devo consolare

e cibarmi dell'altrui pena.


Sono un pugno di terra 

viva: ogni parola

mi traversa

come una spada.



                                           ***


MILANO, MIA POVERA PATRIA


Parole, inerti macerie,

brandelli d'esistenze

disamorate, panorama

del mio paese

ove neppure il gesto

sacrificale più rompe

la immota somiglianza del giorni,

né le vesti sante coprono

la nudità degli istinti.


E i poeti non hanno più canti

non un messaggio di gioia,

nessuno una speranza.



                                           ***


E non più alberi sulle nostre

strade disperate. Nessuno

ha pietà almeno

delle pietre, dei giardini,

degli antichi triangoli d'ombra.

Le vie non hanno più linee,

gli archi sono cemento,

le colonne senza capitelli.


E dentro le case,

ognuno è solo

con la sua diffidenza.



                                         ***


Disancorati accenti del declino

delle amicizie, nelle sere

straziate lusinghe.

Han ceduto i cuori più saldi

nella rete delle intenzioni

taciute. I giorni

non sono più che polvere

agli orli delle macerie. Questa

non è più una città.



                                       

                         David Maria Turoldo   da     O sensi miei...



O SENSI MIEI...



                                                                David Maria Turoldo




Miei versi dettati 

dalle pietre, dal volto

arso delle case

non mi date riposo.

Un Dio troppo squallido

tengo in cuore

e queste parole

non attenuano

il sole che continua ad ardere

senza pietà.



                                      ***


MENTRE IL TRENO...


e lassù restano le piante

miti, e la fontana

amica, e le pietre vive

e non immemori.

Lassù resta il ricordo

della mia fuga e del mio

solitario pianto.

Mentre il treno mi trascina

verso la città;

ma io serberò a lungo le parole

delle insensate cose.



                                          ***


SOLA CETRA


Sento che forse i miei occhi

sono estinti dalla troppa luce

e dal troppo fissare il sole;

il cielo è alto. Sento

d'essere divenuto un cieco

che si muove per istinto

lungo deserte strade.

E il cuore, sola cetra

capace d'illudermi ancora.



                                         ***


IO NON HO MANI


Io non ho mani

che mi accarezzino il volto,

( duro è l'ufficio

di queste parole

che non conoscono amori )

non so le dolcezze

dei vostri abbandoni :

ho dovuto essere

custode

della vostra solitudine :

sono

salvatore

di ore perdute.



                                     ***


Non per me il pulito verso.

Uno scabro sasso la parola

nelle mie mani.

Intanto che gli affetti dissepolti

marciscono come foglie staccate

dalla pianta.

Questi miei giorni vuoti di pudore,

i miei canti senza note

la verità senza amore.



                          David  Maria  Turoldo    da   O sensi miei...



giovedì 24 dicembre 2020

NOTTE SANTA

 


                                                            Oratorio di Natale - J . S. Bach



VIENI, SIGNORE


Vieni di notte,

ma nel nostro cuore è sempre notte:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni in silenzio,

noi non sappiamo più cosa dirci:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni in solitudine,

ma ognuno di noi è sempre più solo:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni, figlio della pace ,

noi ignoriamo cosa sia la pace:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni a liberarci,

noi siamo sempre più schiavi:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni a consolarci,

noi siamo sempre più tristi:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni a cercarci, 

noi siamo sempre più perduti:

e, dunque, vieni sempre, Signore.


Vieni, Tu che ci ami:

nessuno è in comunione col fratello

se prima non è con Te, o Signore.


Noi siamo lontani, smarriti,

né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:

vieni Signore,

vieni sempre, Signore.




                              David  Maria  Turoldo



sabato 23 dicembre 2017

World around us

 
 


                                                                 Il mondo intorno a noi



"  ...Eri tu il mistero,
      la radiosa notte che racchiudeva il giorno,
      che avrebbe rivestito di carne la luce
      e dato un nome al silenzio. "


             David  Maria  Turoldo
     

giovedì 13 aprile 2017

VIGILIA DI PASQUA

 
 

Nada te turbe, nada te espante, quien a Dios tiene nada le falta. Solo Dios basta. (  Santa Teresa d' Avila )




Giorni chiari, sereni e notti d'argento,
il fiume è una fascia di perle tra il bosco e i campi;
già odora la terra di sangue e pane.
Alle betulle bianche e agli olmi in fila
primavera appende ormai
i suoi ricchi pavesi di verde.
Sono arrivati gli uccelli dal sud,
schiamazzano dal primo mattino
in cima al melo ai tigli al pino e fanno
un dondolìo flessuoso di rami.
Le rondini frecciano in giostra pazza
intorno alla chiesa rapita
e sui nastri bianchi de' ruscelli
in mezzo al grano. I monaci
dalla finestra gettano chicchi di riso
e mollica di pane ai passeri
e molti vengono ai davanzali
e guardano dentro le celle
candide come veli di spose.

Miei cari, finalmente anch'io so benedire:
la passione di Cristo più non rechi paura.
Questo è giovedì santo : mi pare sentirlo
tossire nell'orto e certo risuda
sangue, ma almeno le piante
e queste creature semplici sono
a lui infallibili amiche.
Quest'anno gli ulivi
daranno un olio più dolce,
e le mucche un latte più bianco.
E' possibile - amici - sentirci almeno un giorno,
un giovedì di passione, pienamente felici.
Il vecchio dolore, le rinunce antiche,
- sanguinanti le mani, il costato, domani
per nuove pressure e ferite -
i distacchi violenti di ieri
dalla madre e dai volti amati:
per questo mistero di vita
lucente di pasque non solo umane
ma di selve di acque di fiori,
tutto può essere mutato in gioia tranquilla.

Allora , fratelli e alberi, con me salutate
il sole che torna sulla grande valle.
Fringuelli, allodole, portate in giro il mio canto:
lungo i raggi del sole
sia dispiegato amore
sulle facciate delle case
su tutta la pianura;
e noi, vestiti a festa, andiamo per le strade
a narrare i dolci, pacati ricordi
della lunga giornata
nella divina verità che ogni cosa compone.

Così almeno un giorno piangiamo
ma non di dolore. O Dio,
sangue mio dolce e caro,
perdona questa ragione
reticolata alla nostra solitudine
che impediva la fonte del canto.

Domani è il giorno del colle che sanguina:
uccelli, volate sulla croce
a cantare intorno al capo di Dio.

Noi siamo un fiume solo.


     David  Maria Turoldo    da     Poesie



venerdì 6 gennaio 2017

EPIFANIA

 
 


                       Adorazione dei Magi  di Edward  Burne - Jones ( 1833-1898 )







                                             Egli discende sul sangue
                          che già tutto è tumulto
                          per l'anelito vivo di altre
                          colpe più seducenti.
                                  


                                   David Maria Turoldo      da   Poesie


giovedì 15 dicembre 2016

IL SEGRETO DI CAINO





                                                         Il  Dolore di Caino



Ormai sono
uomo senza mistero.
Già nel primo
bruciato meriggio
ho visto il volto di Dio.

Ormai sono
vacuità assoluta:
deserto orrido serale,
solo con l'amara
gioia di non incontrarmi
più.

Ora sovrasta la notte,
ma con lena cammino ancora
solo a lasciare orme
sull'arsa duna;
e gli altri a dire " Fino
là oltre andò a esplorare..."

Oh, dietro
a nessun inganno io corro:
un'unica sete amo
che mi allunga la vita.

Ma se tra i campi
restavo coi bruti che più amo
a far solchi e poi stanco
a dormire roco su qualunque
selciato, questo
m'avrebbe forse
fatto pago?

Torture del cuore
mi hanno spinto sul fratello pastore,
ad avere pietà di lui;
la voluttuosa pietà di provare
cos'era l'uccidere; poi
da tortura d' Iddio
 a partire.

E non ho ucciso
per essere solo ( la solitudine mia
fu purulento tumulto di foce
a cui s'aggruma la feccia
di fracide alghe ).

Urlando
per sopraffare l'assurdo silenzio
che m'inseguiva
dalle selve fuggii
a costruire città.

Non ho ucciso per gelosia di Iddio:
verso lui nell'offrirgli primizie
la faccia tenevo
ostinatamente
in seno.

Non perché volessi
le fiere lanciarsi su fiere; ricordo,
tutto era placido ancora,
sommerso in pace profonda
come vergine in sonno.
Avevano ancora
un sorriso innocente
le cose.

Mi sono annerite d'un tratto
le vene, un misterioso essere
danzava in me.
Fu rotto alfine
l'atroce equilibrio. Silenzio
delle cose dell'anima, rotto
alfine
da Caino.

E d'allora
scavai con le mani la fossa
ma senza morire:
là dentro m'insegue l'immane
ruggito di tutti i ricordi.
Ora io cerco l'infinito silenzio
e attendo che dentro mi getti
Qualcuno.


     David  Maria  Turoldo   da     Poesie