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domenica 17 maggio 2026

LA MASCHERA

 


                                                           Fu la maschera ad attrarre la tua mente...




LA  MASCHERA


" Togli quella maschera d' oro ardente

con gli occhi di smeraldo."

"  Oh no - mio caro - tu vuoi permetterti

di scoprire se i cuori siano selvaggi o saggi ,

benché non freddi ".


" Volevo solo scoprire quel che c'è da scoprire,

amore o inganno "

" Fu la maschera ad attrarre la tua mente

e poi a farti battere il cuore,

non quel che c'è dietro"


" Ma io devo indagare per sapere

se mi sei nemica "

" Oh no - mio caro - lascia stare tutto questo.

Che importa, purché ci sia fuoco

in te, in me ?".




                                        William  Butler Yeats



martedì 26 marzo 2019

LA POETICA DI YEATS


(…) Yeats sviluppa in quattro punti le proprie argomentazioni: 1)
        Ho vissuto l'esperienza accecante dell'intromissione della
        Musa ( Daimon ) che mi ha illuminato sulle possibilità del mio
         real self. 2 ) Riconosco un fenomeno simile in artisti che
        sono miei amici ( Lady Gregory,  Synger ); 3) anche grandi
        artisti del passato sembravano aver lottato contro un destino
        che nella vita reale li rendeva molto diversi ( Keats, William
        Morris, Savage Landor ) ; 4) perciò la mia esperienza deve
        essere per forza universale: quando mi sento combattuto, non
        sono di fronte che alla manifestazione dell'  antithetical self :
       " Quando si crea una qualsiasi opera d'arte è come se
        una specie di " conoscenza" o di potere estraneo alla nostra
     mente entrasse in noi.Ciò avviene per via di un'immagine,credo.
      Un'immagine che ci deve essere data: non possiamo sceglierla
     come vogliamo.Ed è attraverso la sofferenza che l'artista scopre
     la maschera dell' Io antitetico e l'immagine che la esprime, e
     nel contempo riconosce nel conflitto un'armonia sempre più
     perfetta. La poesia pertanto, nella concezione yeatsiana non
     deve " criticare" la vita, che può essere percepita soltanto
     attraverso l'emozione: ne consegue che qualsiasi stimolo
     esterno esulante dal controllo del poeta non è un soggetto
     adatto alla poesia. " I simboli sono gli unici elementi liberi da
     ogni legame con la realtà e capaci di parlare il linguaggio della
     perfezione. "
     I simboli possono evocare risposte emozionali o risposte
     intellettuali, o entrambe. Nel primo caso agiscono su ogni uomo
     istintivamente, perché esistono da sempre nel suo spirito ( la
     teorizzazione yeatsiana è qui particolarmente vicina a quella
     junghiana di  " inconscio collettivo " ); i simboli intellettuali
     invece sono privilegi di pochi e comportano un maggior senso
     di perfezione.  (…)



              Franco Buffoni  ( Prefazione a )  Poesie di Yeats


WILLIAM BUTLER YEATS

 
 

            Diteci dunque di quella signora, che un poeta esaltato ci cantava…



AVVENTO DELLA SAGGEZZA COL TEMPO

Unica è la radice a molte foglie;
nella menzogna della prima età
volgevo fronde e fiori incontro al sole;
voglio appassire nella verità.


                                                 ***

LA BELLEZZA VIVENTE

Volevo, ormai consunti olio e lucignolo
e i canali del sangue in gelo secchi,
l'inappagato cuore ora appagare
nella bellezza che un modello emana
di bronzo, o in abbagliante marmo appare;
appare, e se ti volgi ahimè scompare,
alla tua solitudine lontana
più di un fantasma. O cuore, siamo vecchi;
la bellezza vivente è per l'ardore
dei giovani. Né è dato a noi recarle
il tributo di lacrime selvagge.


                                                 ***

A UNA GIOVINETTA

Mia cara, mia cara, io so
più d'ogni altro che mai
così ti fa battere il cuore;
nemmeno tua madre
può saperlo come io lo so,
che per lei mi spezzavo il cuore
quando il selvaggio pensiero
ch'ella rinnega
e ha dimenticato
tutto le agitava il sangue,
sfavillandole nelle pupille.


                                                 ***

SOGNI INFRANTI

Fra i tuoi capelli è qualche filo bianco.
E i giovani ormai quando tu passi
d'improvviso non soffoca il respiro.
Ma qualche vecchio forse mormorando
ti benedice, ché una tua preghiera
l'ha scampato sul letto della morte..
Per te che sai del cuore ogni tormento
e ogni tormento hai inflitto all'altrui cuore,
di gracile fanciulla germogliando
la tua bellezza grave - per te sola
il cielo ha cancellato la sentenza,
tanta parte gli serbi in quella pace,
se cammini soltanto in una stanza.

La tua bellezza può tra noi lasciare
solo ricordi, pallidi ricordi.
E un giorno a un vecchio un giovane dirà:
" Diteci dunque di quella signora
che un poeta ostinato ci esaltava
quando l'età gli ebbe gelato il cuore".

Vaghi ricordi, pallidi ricordi,
ma nella tomba tutti rivivranno.
La certezza che un giorno la signora
vedrò giacere o ritta o camminare
nella bellezza sua prima di donna
col fervore degli occhi giovanili
m'ha fatto come folle delirare.

E tu sei bella più d'ogni altra donna,
ma una macchia offuscava il tuo bel corpo:
non erano le tue piccole mani
belle, e temo che tu forse non corra
e remi fino al polso in quell'arcano
lago sempre ricolmo dove quelli
che hanno adempiuto alle divine leggi
recano e sono ormai perfetti. Lascia
immutate le mani ch'io baciavo
per amore di un'amicizia antica.

L'ultimo tocco della mezzanotte
muore; l'intero giorno ho allineato
di sogno in sogno e poi di verso in verso
divagando come un fantasma d'aria:
solo ricordi, pallidi ricordi.


                                                 ***

LE FACCE NUOVE

Se voi, che avete tratto i vostri giorni
a vecchiezza, doveste morir prima,
né cedro né catalpa udrebbe il mio
piede vivente, né valicherei
dove operammo noi che spezzeremo
i denti al Tempo. Sì, le facce nuove
giochino i loro tiri in sale antiche.
La notte può predominare il giorno,
per la stridula ghiaia del giardino
vanno ancora le nostre ombre, e i viventi
ecco appaiono piò ombre delle ombre.


                                                 ***

DOPO UN LUNGO SILENZIO

Dopo un lungo silenzio ora parliamo;
estraniati o morti gli altri amanti,
celata nella propria ombra la luce
avversa della lampada, calate
sopra la notte avversa le cortine,
giusto è che dibattiamo senza fine
il sommo tema  dell' Arte e del Canto:
è decrepito il savio; ci amavamo
in giovinezza e s'era noi ignoranti.


         William Butler Yeats   da     Poesie



giovedì 22 giugno 2017

TERZA CANZONE DELLA DAMA





                        ...ma tu alla dama bianca non sai rinunciare...( La dama bianca)



Quando tu e il mio amante fedele v'incontrate
ed egli nel tuo grembo intona melodie,
non dire male dell'anima,
né credere che il corpo sia tutto
poiché io - sua signora di giorno -
so del corpo mali peggiori;
ma con onore dividi in due l'amore
sì che ciascuno non abbia abbastanza dell'una e dell'altro,
e io senta se ci baciamo
a contrappunto il sibilo della serpe,
e tu senta se una mano ti esplora la coscia
il respiro di tutti i cieli in travaglio.


    William Butler Yeats   da     Quaranta poesie