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domenica 14 agosto 2022

L' AMORE DI RAFAEL E' NELL'ARIA

 



                                                            Io mi rotolai nella tua spuma...




A quel tempo eri bionda e grande,

solida spuma ardente ed elevata.

Parevi un corpo staccatosi

dai centri del sole, lasciato

da un colpo di mare sulla spiaggia.


Tutto era fuoco a quel tempo. Bruciava

intorno a te la spiaggia. A rutilanti

vetri di luce erano ridotte

le alghe, i molluschi, le pietre

che le ondate spingevano contro di te.


Tutto era fuoco, fulmine, palpito

d'onda calda in te. Se era una mano 

o le labbra che osava, cieche braci

volando fischiavano nell'aria.

Tempo incendiato, sogno consumato.


Io mi rotolai nella tua spuma a quel tempo.




                  Rafael  Alberti    da     N. 134 di Poesia ( Trad. di V. Bodini )



venerdì 7 maggio 2021

GLI ANGELI DI RAFAEL 1

 


                                                          Henri Fantin -  Immortalità



PRIMO RICORDO


Passeggiava con l'abbandono di giglio che mediti,

o quasi d'uccello che sappia di dover nascere.

Senza vedersi si guardava in una luna a cui il sogno faceva da specchio,

in un silenzio di neve che le innalzava i passi.

Affacciata a un silenzio.

Era anteriore  all'arpa, alle parole, alla pioggia.

Non sapeva.

Bianca alunna dell'aria,

tremava con le stelle, con il fiore, con gli alberi.

Il suo stelo, la verde sua cintura.

Con le mie stelle 

che - di tutto ignoranti -

per scavare nei suoi occhi due lagune,

in due mari annegarono.


E ricordo...


Niente più : morta, sparire.



                                                    ***


Anche prima, 

molto prima della rivolta delle ombre,

e che nel mondo cadessero piume incendiate

e che un uccello da un giglio potesse essere ucciso.

Prima, prima che tu mi domandassi

il numero e il sito del mio corpo.

Assai prima del corpo.

Nell'epoca dell'anima.

Quando tu apristi nella fronte non coronata del cielo

la prima dinastia del sogno.

Allorché- contemplandomi nel nulla -

inventasti la prima parola.


Allora, il nostro incontro.



                                                    ***


Ancora i valzer del cielo non avevano spostato il gelsomino e la neve

né i venti riflettuto alla possibile musica dei tuoi capelli,

né decretato il re che la violetta si seppellisse in un libro.

No.

Era l'età nella quale viaggiava la rondine

senza le nostre iniziali nel becco.

In cui convolvoli e campanule

morivano senza balconi da scalare né stelle.

L'età

in cui sull'omero di un uccello non c'era fiore che posasse il capo.


Allora, dietro il tuo ventaglio, la nostra prima luna.




                  Rafael  Alberti   da     Degli angeli  ( Trad. di V. Bodini )




GLI ANGELI DI RAFAEL 2



                                 George Hilliard  Swinstead -  The angel's message





L'ANGELO BUONO


Venne quello che amavo,

quello che invocavo.


Non quello che spazza cieli senza difese,

astri senza capanne,

lune senza patria,

nevi.

Nevi di quelle che sono cadute da una mano,

un nome,

un sogno,

una fronte.


Non quello che ai suoi capelli 

legò la morte.


Ma quello che amavo.


Senza graffiare i venti,

senza ferire foglie o agitare cristalli.


Quello che ai suoi capelli

legò il silenzio.


Per scavarmi nel petto, senza farmi male,

di luce dolce una riva

e rendere navigabile la mia anima.



                                         ***


L' ANGELO SCONOSCIUTO


Che nostalgia degli arcangeli!

Io ero...

Guardatemi.


Vestito come tutti gli altri,

non mi si vedono le ali.

Nessuno sa come fui.

Non mi riconoscono.


Per la via, chi si ricorda?

Sono scarpe i miei sandali.

La tunica mia, pantaloni

e giacca all'inglese.

Dimmi chi sono.


Eppure io ero...


Guardatemi.



                                           ***


I DUE ANGELI


Angelo della luce ardente,

vieni e con la tua spada

dà fuoco agli abissi dove giace

l'angelo sotterraneo delle mie tenebre.


Che fendente nell'ombra!

Scintille multiple 

mi penetrano nel corpo,

nelle ali implumi,

in ciò che non vede nessuno,

vita.


Mi stai bruciando vivo.

Vola lungi da me, Lucifero oscuro

delle cave di pietra senza aurora,

dei pozzi senz'acqua,

dei botri senza sogno,

ormai carbone dello spirito, sole, luna.


Mi dolgono capelli

e ansie. Oh, bruciami!

Di più, sì sì , di più. Bruciami!


Brucialo, angelo della luce, mio custode,

tu che andavi piangendo fra le nuvole,

senza di me, per me,

freddo angelo di polvere, senza gloria,

versato nelle tenebre!


Brucialo - angelo della luce -

bruciami e fuggi




                   Rafael Alberti   da    Degli angeli  ( Trad. di  V. Bodini )