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giovedì 15 agosto 2024

QUELLE COME ME ( dicono... )

 


                                                       Quelle come me amano troppo...




QUELLE COME ME


Quelle come me

regalano sogni, anche a

costo di rimanerne 

prive.

Quelle come me

donano l'anima,

perché un'anima da

sola è come una goccia

d' acqua nel deserto.

Quelle come me

tendono la mano e

aiutano a rialzarsi,

pur correndo il rischio di

cadere a loro volta.

Quelle come me

guardano avanti,

anche se il cuore

rimane sempre qualche

passo indietro.

Quelle come me

cercano un senso

all'esistere e, quando lo

trovano,

tentano di insegnarlo a

chi sta solo

sopravvivendo.

Quelle come me

quando amano, amano

per sempre

e quando smettono

di amare è solo perché

piccoli frammenti di

essere giacciono inermi

nelle mani della vita.

Quelle come me

inseguono un sogno

quello di essere amate

per ciò che sono

e non per ciò che si

vorrebbe fossero.

Quelle come me girano

il mondo alla ricerca di

quei valori che ormai

sono caduti nel 

dimenticatoio

dell'anima.

Quelle come me

vorrebbero cambiare,

ma il farlo

comporterebbe nascere

di nuovo.

Quelle come me urlano

in silenzio,

perché la loro voce non

si confonda con le

lacrime.

Quelle come me sono

quelle cui tu riesci

sempre a spezzare il 

cuore,

perché sai che ti

lasceranno andare

senza chiedere nulla.

Quelle come me amano

troppo, pur sapendo

che - in cambio -

non riceveranno altro

che briciole.

Quelle come me si

cibano di quel poco e

su di esso,

- purtroppo - fondano la

loro esistenza.

Quelle come me

passano inosservate, 

ma sono le uniche che

ti ameranno davvero.

Quelle come me sono

quelle che, nell' autunno

della tua vita,

rimpiangerai per tutto

ciò che avrebbero

potuto darti

e che tu non hai

voluto.



                     Alda  Merini   (  Attribuita )



mercoledì 14 agosto 2024

ALMENO TU...

 


                                                           C'è sempre tempo per te...




C'E' SEMPRE TEMPO PER TE


C'è sempre tempo per

te


nel mio cuore,


per quel tuo amore

soltanto,


che così tanto

desiderava


il bacio assoluto della

notte :


un lunghissimo 

strisciare misterioso


di voluttà in voluttà,


di città in città.


Un fiore oscuro


mi cresceva spesso


tra le fronde delle mani


quasi fosse un vaso di

terra miracolosa,


e così tu respirasti


l'aria pura del sacro 

mattino della vita.




                       Alda  Merini   da     Rose volanti



sabato 30 marzo 2024

AL SEPOLCRO

 


                                                  Bartolomeo Schedoni  -  Le Marie al sepolcro




Fuggirò da questo sepolcro 

come un angelo calpestato a morte dal sogno,

ma io troverò la frontiera della mia parola.

Addio crocefissione,

in me non c'è mai stato niente :

sono soltanto un uomo risorto.



                      Alda  Merini   da      Cantico dei Vangeli



IO NON VOGLIO...

 



                                              Diego Velàzquez -  Gesù Cristo crocifisso -  1632    



( In questa poesia la Merini fa parlare Gesù )





... che si canti come pena di Dio,

né come esaltazione di un palo

che appartiene solo ai Romani.

Il supplizio della croce non è dolore vero,

ma è una verità,

e questa verità trapela solo attraverso il legno.

Il legno è poroso, è un canto.

E io su questo legno ho scritto i Vangeli.

La croce è scrittura.

L' urlo della croce non è altro

che un'invocazione assoluta dei cieli.




                        Alda  Merini   da       Cantico dei Vangeli


sabato 29 ottobre 2022

POESIE E PROSE DI ALDA



  " Tu non sai quante volte bacio i cancelli di casa mia che si aprono soltanto se citofono alla pazza della porta accanto. E lei mi lascia fuori come un mendico. Ma io servo la sua nudità, la sua avarizia e il suo vangelo assassino ".  ( A. Merini )


                                   


L' AMORE


E' un petalo la tua memoria

che si adagia sul cuore

e lo sconvolge.

Addio, come ogni sera,

oltre le fratture c'è un cadavere

eretto di discorso,

sembra un frammento di un'eutanasia,

ma tu mi uccidi come sempre, amore,

e riapri i miei eterni giacimenti.

I Sepolcri del Foscolo, gli addii

di certe mani che non sono sepolte

ed emergono futili dal nulla.



                                               ***


Se la morte fosse un vivere quieto,

un bel lasciarsi andare,

un'acqua purissima e delicata

o deliberazione di un ventre,

io mi sarei già uccisa.

Ma poiché la morte è muraglia,

dolore, ostinazione violenta,

io magicamente resisto.

Che tu mi ricopra di insulti,

di pedate, di baci, di abbandoni,

che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché

o senza variare di senso

nel largo delle mie ginocchia,

a me non importa perché tu mi fai vivere,

perché mi ripari da quel gorgo

di inaudita dolcezza,

da quel miele tumefatto e impreciso

che è la morte di ogni poeta.



                                           ***


Ieri mi successe un fatto così strano, così dolce, così inaspettato. Un ragazzo, un giovane bancario, strabico, ma profumato, mi prese e mi baciò con grande trasporto davanti a tutti. La banca applaudì e io rimasi sconvolta. Tornata a casa, lo dissi a M. e allora capii che cosa avesse voluto dire quel trasporto. A soli ventitrè anni lui, che io chiamavo Tom Ponzi, voleva trasmettermi un messaggio : Roberto non era stato un'illusione e io non avrei avuto bisogno di elettroshock.



                                       ***


Io mi domando se un uomo e una donna non abbiano diritto di morire quando vogliono e per le ragioni meno chiare di questo mondo. D' altra parte io penso anche che non si muoia propriamente d'amore, ma di una lunga serie di disagi, di paure, di accertamenti interni. Quando si trova la compagna o il compagno della propria fine, la si guarda e la si aspetta con un grande sorriso. Ma anche la morte per amore non è così orribile e dovrebbe essere la fine più dolce che Dio concede. Non vorrei parlare sempre di cose tristi, mi viene quasi innaturale, ma questi sono i miei pensieri notturni, sono le aquile notturne. Le rondini non cantano più, sono troppo piccole per quella macroscopica vicenda che è l'odio. Quando la gente mi riconosce e mi ferma per strada, dico : " Alda Merini non sono io, io sono la sosia " e cerco di scappare.



                                         ***


Io e Casiraghi, con il nostro amore pieno di speranza, non ci siamo mai sfiorati né le labbra né il cuore perché entrambi pensiamo di appartenere allo stesso Nume che ci ha governati fin qui. Estremi vassalli del dovere di scrivere, non ci concediamo piaceri, pause, lasciapassare. Alla dogana del sentimento noi chiudiamo gli occhi perché abbiamo un sepolcreto nascosto. Portiamo in giro un amore morto e, come tanti innamorati, siamo diventati purissimi simulacri. Non vogliamo più piangere. Entrambi egoisti fino allo spasimo, gelosi che l'uno possa guardare nel profondo dell'animo dell'altro, non osiamo neppure sperare di diventare amici e ci copriamo di quel letame immondo che la gente chiama cultura. La cultura oggi è un vero letame. E' un letamaio che alcuni riescono a far fruttare, ma che non fa germogliare il seme di poeti veri.



                                         ***


Fu in quell'incontro sublime sull'erba, quell'incontro bucolico e senza speranza che tutti e due insieme, Manganelli e io, bruciammo l'incanto delle nostre vecchie mani per entrare nel forsennato castello dei sogni. Dove tutto, anche la nostra cecità interiore, venne distrutto per far posto a un disegno e a una visualizzazione della vita più adulta e certamente più profetica. Manganelli non avrebbe mai osato chiedermi il dono prezioso dell'amore. Ricordo benissimo il suo sorriso un po' sghembo, gonfio di infantile curiosità. A  me quella figura di uomo ventisettenne pareva vecchia e scontata, mentre era giovane e ardente come amatore e paladino. Dl mio letto spesso gli scrivevo lunghe lettere, in cui deprecavo lo sconcio degli ambienti del centro di igiene  mentale. E Giorgio tanto se ne accorava di questo stupido e ignorante ricatto, facendo conto delle mie passate virtù letterarie e dei miei giovanili ardori. Era scontento e amareggiato per quanto mi era accaduto e mi stava a fianco come un ricercatore assoluto. Finché le sue ossa furono tragicamente infrante.



                                                ***


Alberto ( Casiraghi ) è un resoconto speciale : a volte lo penso che un omino di burro intento a impastare formelle e dolcetti per la fantasia. Alberto ha un carisma, non vuole possedere, imbrogliare, capire. Vuole solo comporre: è, per così dire, una persona composita, assurda, indomabile. E' un domatore di piccoli leoncini in gabbia come sono io. Entra da me a tutte le ore attraversando chili di spazzatura, non degnando nemmeno di uno sguardo la polvere dei libri, dei mobili, delle ragnatele. Ogni tanto apre il palmo della mia mano, vi deposita un bacio e dice : " E' l'ostia immacolata del nostro personale delitto". Non mi ha mai toccata, non mi ha mai vista né nuda né vestita. Alberto non mi ha mai veduta. Mi ha solo sognata e cantata come avrebbe voluto che io fossi. Ho provato a portarlo sul mio letto e si è beatamente addormentato continuando il suo sogno. Ad Alberto ne ho dette di tutti i colori. Gli telefono nelle ultime ore, nelle ore piccole della notte dicendogli di portarmi un pacchetto di sigarette da Osnago. Ho disfatto tutti gli impianti di casa, luce, gas, telefono per costringerlo a ripararli, per farlo venire a casa mia. Quando gli ho proposto di sposarmi, Alberto mi ha chiesto il tempo di una settimana perché doveva pensare a una bambina. Quella bambina ero io.





                     Alda  Marini  da  Respiro nella notte. Poesie e prose ( A cura di M. Marzano )



martedì 7 giugno 2022

CHIAMAMI COL MIO NOME 1



                                                      Chiamami col mio nome



" Le cinquanta poete presenti nella raccolta sono una scelta tra molti incontri: qui non ho applicato alcun giudizio di valore nel senso che queste dovrebbero essere lette tralasciando le altre, ma sono - appunto - incontri che ho fatto con la poesia, che ho studiato e approfondito e che restituisco, nella speranza che queste scrittrici vengano sempre più ricordate, scoperte e lette ".

                   (  Dalla Prefazione  di  Anna  Toscano )




 ADELIA PRADO  E LA PAROLA CHE CERCA LE COSE


IL POTERE DELLA PREGHIERA


In certe mattine disprego:

la vita umana è molto miserevole.

Una piccola sconnessione negli ossicini

mi fa dolore la spina dorsale.

Sento bisogno di gridare a Dio.

Lui sta nascosto, ma risponde secco:

"I jeans coringa non si restringono".

E io comprendo nella sua estensione

il commovente sforzo dell'umanità

che prepara abiti nuovi per andare alla festa.

il piatto smaltato dove ama mangiare,

un piatto fondo verde immenso mare pieno di storie.

La vita umana è molto miserevole.

" I jeans coringa non si restringono?"

Il mio cuore neppure.

Quando in certe mattine disprego

è per dimenticanza,

solo per disattenzione.



                                       ***

AGOTA KRISTOF  E LA POESIA CHE RACCOGLIE SEGNI


TI ASPETTAVO


T i aspettavo in fondo alla strada nelle pioggia

andavo a capo chino ti vedevo lo stesso

ma non riuscivo a sfiorarti la mano.


Ti aspettavo su una panchina le ombre degli alberi

cadevano sulla ghiaia fresca

come anche la tua ombra mentre ti avvicinavi.


Ti aspettavo una volta di notte sul monte

crepitavano i rami quando li hai scostati

dal tuo viso e mi hai detto che non potevi restare


ti aspettavo a riva con l'orecchio incollato

a terra sentivo il tonfo dei tuoi passi

sulla sabbia morbida poi si fece silenzio


ti aspettavo quando arrivavano i treni lontani

e le persone tornavano tutte a casa

mi hai fatto un cenno dal finestrino e il treno non si è fermato.



                                         ***


ALDA MERINI  E LA POESIA CONTRO LA PAURA


La cosa più superba è la notte

quando cadono gli ultimi spaventi

e l'anima si getta all'avventura.

Lui tace nel tuo grembo

come riassorbito dal sangue,

che finalmente si colora di Dio

e tu preghi che taccia per sempre

per non sentirlo come rigoglio fisso

fin dentro le pareti.



                                         ***


AMALIA GUGLIELMINETTI E LA VOCE FRUSCIO


LA MIA VOCE


La mia voce non ha rombo di mare

o d'echi alti tra fughe di colonne:

ma il sussurro che par fruscìo di gonne

con cui si narran femminili gare.


Io non volli cantar, volli parlare,

e dir cose di me, di tante donne

cui molti desideri urgon l'insonne

cuore e lascian con labbra un poco amare.


E amara è pur la mia voce talvolta,

quasi vi tremi un riso d'ironia,

più pungente a chi parla che a chi ascolta.


Come quando a un'amica si confida

qualche segreto di malinconia

e si ha paura c'ella ne sorrida.



                                         ***


BIANCA TAROZZI E LA POESIA PER NON DIMENTICARE


DIMENTICARE


Dio asseconda il mio 

più segreto volere,

che io stessa non so,

fa in modo che 

perda gli oggetti, i nomi,

il mio passato,

quel che avevo creduto di volere,

il mio scarso sapere.

Lui mi ha spogliato

di tutti i miei pensieri:

pensieri vagabondi,

passeggeri!

Pensieri neri,

pensieri affaticati!

Ora senza di loro,

libera dal passato e dal futuro,

sto in un vuoto presente.

Qui musiche, sapori,

colori, affetti

trasvolano e si perdono:

gli oggetti

sospesi nella mente se ne vanno.

Poi lo spazio silente

ma sgombro, intero,

lo spazio trasparente.



                                                   ***


LALLA  ROMANO  E LE PAROLE COME CASA


SE CERCO PAROLE


Non pensare se cerco parole

che voglia nutrirmi di vento


un dono di giuste parole

incorruttibile come la musica


dolce come la casa

triste come l'infanzia

paziente come il tempo.




       CHIAMAMI COL MIO NOME  ( Antologia poetica di donne a cura di Anna Toscano )


lunedì 4 ottobre 2021

IL SANTO POVERELLO

 


                                                                
                                                             Cimabue -  San Francesco




SAN FRANCESCO

Gli alberi tutti, gioia della terra,
hanno ferme radici
nella tristezza d'ogni poverello;
io li ho colpiti ai margini con grazia,
togliendo forza ad ogni fantasia.
Spazio non ho più dentro le pupille
ma sicurezza d'ogni cosa pura,
ma minuzie d'oggetti
che apprezzo, sollevandoli nel fuoco
della mia carità senza confini.
L'uomo non soffre attorno a sé una fine,
ma io ho un chiaro disegno
di povertà come una veste ardita
che mi chiude entro sfere di parole,
di parole d'amore,
che indirizzo agli uccelli, all'acqua, al sole
e che mi rendo tutte assai precise,
premeditata morte di dolcezza.



                          Alda  Merini    da  Francesco, canto di una creatura


giovedì 22 luglio 2021

LA PAZZIA DI ALDA






Tratto dall'album di debutto dei Wolf Alice , " My love is cool", la canzone tocca tematiche delicate come la depressione e l'ansia. Sin dai primi due versi " Your broad shoulders, my wet tears / You're alive and l' m still here / As some half- human creature thing", troviamo la protagonista in lacrime appoggiata sulle spalle di qualcuno in cerca di conforto, sentendosi talmente impotente da non sentirsi nemmeno più del tutto umana. Si illude di trovare la salvezza dall'esterno, idealizzando l'amore come un salvatore, senza rendersi conto che ciò non basta a guarirla dal senso di vuoto che si porta dentro. Ogni giorno le sembra lo stesso :

" Got  to stay cool will you hot, hot head 
Count to a thousand before you sleep in bed

Read the news, pass the time
Drink the jiuce, feeling fine ..."
         



" Le mie impronte digitali

prese in manicomio

hanno perseguitato le mie mani

come un rantolo che salisse la vena della vita,

quelle impronte digitali dannate

sono state registrate in cielo

e vibrano insieme - ahimè - alle stelle dell' Orsa Maggiore.



                                                ***


" Il manicomio è una grande cassa di risonanza.

E il delirio diventa eco,

l'anonimità misura.

Il manicomio è il monte Sinai,

maledetto, su cui tu ricevi

le tavole di una legge

agli uomini sconosciuta.



                                             ***


" Baratro oscuro, deflagrazione,

scintilla che muove il passato,

caviglie che si rompono

nel correrti dietro, dolore;

tu sei la lepre viva

che le mie mani conoscono

fin dall'infanzia.



                         Alda  Merini   da      La pazza della porta accanto



lunedì 10 maggio 2021

POESIE DI DIO 2

 

TI HO RICONOSCIUTO


Ti ho riconosciuto

all'angolo della guerra

armato indifeso

ucciso dal fumo

offeso dalla terra

ardente

- amato

dal sole

spostato più in là

trasparente

a due passi

                 dal niente.


                Benito Sablone  ( A poco lume )



                                 ***


VERSI SCRITTI SUL MURO


Più lontano mi sei, più Ti risento

farmiti dentro al cuore

sangue, grido, tumore,

e crescermi sul petto.


Più sei lontano e più Ti porto addosso,

fra l'abito e la carne,

contrabbando cattivo,

volpe rubata che mi mangia il petto.


                        Gusualdo Bufalino  ( L'amaro miele )



                                     ***


RINGRAZIAMENTO


Accendi il lume che conosci,

qui è la nostra tomba,

qui dove l'orto fiorisce polvere

e il vento è voce,

ormai di chi devasta.

Noi siamo,

siamo nel cuore della Croce,

sotto un legno ricurvo e molle

con te che sei la madre,

con voi che la fame ha dissanguato.

Qui è la nostra casa,

la porta dove attendere,

abbiamo occhi minacciati

e ringraziamo.

Accendi il lume che conosci

e così  sia.


                                  Roberto Carifi  ( Il figlio )



                                           ***


PURCHE'


Purché

tu torni in me

in noi

e io

e noi

in Te,

Padre,

e le forme s'arrestino

finte, vane,

ladre e assassine

di memoria

e lei,

la storia,

quella che viviamo,

sia tua ancora,

qui,

in terribile martirio.

Ascolta,

Cristo,

ascolta questa voce !


                                   Giovanni Testori   ( Post- Hamlet )



                                                    ***


IO TI CHIEDO...


Io ti chiedo Signore che per passo

dovrei entrare senza più sentire

la tua voce di colpa e di rovina.

E invece approdo sempre alle tue sfere

quando mi mostri il firmamento.

Perché questo tuo incanto o questa frode,

cosa ti costa prendermi nel seno?

Come in esilio vado a domandare

alla luce e al giorno se hanno visto

orma di te lungo le siepi brune.


                                     Alda  Merini   ( La Terra santa )



                           da   Poesie di Dio ( a cura di Enzo Bianchi )



martedì 9 febbraio 2021

LA PIOGGIA IN POESIA




                                              Mi abitavano i sogni odorosi di muschio...





 ASCOLTAVO LA PIOGGIA

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L'infinito tendeva ori
e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l'oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
asciugandosi al vento
sopra i tetti spioventi
di desolati paesi.


                                    ( Alda Merini )


                                            ***

PIOGGIA

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza,
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia in lei
e fa vibrare l'anima tormentata del paesaggio.
O pioggia silenziosa, senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campi e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.


                                            ( Garcia Lorca )


                                             ***


PIOGGIA D' APRILE

Attoniti, dai nidi
nuovi, sui vecchi tetti
guardano gli uccelletti
- mettendo acuti gridi -
cadere l'invocata
pioggia di mezzo aprile.
Tu dietro la vetrata,
dalla finestra bassa,
come lor guardi e ridi.
E' nuvola che passa.


                                      (  Luigi Pirandello )


                                                ***


SULLA STRADA BAGNATA DI PIOGGIA

Sulla strada bagnata di pioggia
si riflette con grigio bagliore
la luce di una lampada stanca:
e tutt'intorno è il silenzio.


                                             ( Peppino Impastato )


                                               ***


GIA' LA PIOGGIA E' CON NOI

Già la pioggia è con noi,
scuote l'aria silenziosa.
Le rondini sfiorano le acque spente
presso i laghetti lombardi,
volano come gabbiani sui piccoli pesci;
il fieno odora oltre il recinto degli orti.
Ancora un anno è bruciato,
senza un lamento, senza un grido
levato a vincere d'improvviso un giorno.


                                     ( Salvatore Quasimodo )


                                         ***


DA LEGGERE IL MATTINO E LA SERA

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.
Per questo
ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni giorno la pioggia
mi possa uccidere.


                                       ( Bertold Brecht )




martedì 2 febbraio 2021

TRE POETI ( e una musica ) PER FARE ANIMA

 


                                                 Tra ciò che taccio e sogno... la poesia



Tra ciò che vedo e dico, 

tra ciò che dico e taccio,

tra ciò che taccio e sogno,

tra ciò che sogno e scordo,

la poesia.

Scivola

tra i sì e il no:

dice

ciò che taccio,

tace

ciò che dico,

sogna

ciò che scordo.

Non è un dire:

è un fare.

E' un fare

che è un dire.

La poesia

si dice e si ode:

è reale.

E appena dico

è reale,

si dissipa.

E' più reale, così ?



II

Idea palpabile,

parola

impalpabile:

la poesia

va e viene

tra ciò che è

e ciò che non è.

Tesse riflessi

e li stesse.

La poesia

semina occhi nella pagina,

semina parole negli occhi.

Gli occhi parlano,

le parole guardano,

gli sguardi pensano.

Udire

i pensieri,

vedere ciò che diciamo,

toccare

il corpo dell'idea.

Gli occhi si chiudono,

le parole si aprono.


                                          Octavio Paz   da   Arbol adentro, 1987



                                         ***


SENTITE UN PO'


Sentite un po'!

Ma se le stelle si accendono -

significa - servono a qualcuno?

Significa - qualcuno le vuole?

Significa - questi sputacchi per qualcuno sono perle?

E, soffocato

nelle bufere di polvere meridiana,

si precipita da dio,

teme d'essere in ritardo,

piange,

gli bacia la mano nerboruta,

prega -

che ad ogni costo in cielo ci sia una stella! -

giura-

che non sopporterà quel tormento senza stelle!

E dopo

cammina inquieto,

ma tranquillo in apparenza.

Dice a qualcuno:

adesso non c'è male?

E' passata la paura?

Si?!

Sentite un po'!

Ma se le stelle

si accendono -

significa - servono a qualcuno?

Significa - è necessario

che ogni sera

sopra i tetti

ci sia almeno una stella ?!


                     Vladimir Majakovskj    da   Sentite un po' , 1914


                                   ***


E quando vorrò scrivere

mi strapperò le unghie e le mani,

e quando vorrò parlare

verserò veleno nella bocca;

perché l'uomo ha le orecchie chiuse dall'odio,

imperversa su me Signore,

fammi capire che sono oggetto di compravendita

io che ero la tua prediletta;

fammi capire che gli angeli soli

non hanno un'anima nera,

che compatiscono l'uomo;

io infangata sto qui ai  tuoi piedi perenne

come una nefasta Euridice.



                      Alda  Merini  da   Fogli bianchi, 1987



giovedì 28 maggio 2020

SCRITTURE AL FEMMINILE ( Poete italiane )




                               Ho sognato che in cielo ruotavano pianeti e io tra quelli...


Devota come ramo 
curvato da molte nevi
allegra come falò
per colline d'oblìo,

su acutissime lamine
in bianca maglia d'ortiche,
ti insegnerò - anima mia -
questo passo d'addio...

                                           (  Cristina  Campo )

                                                 ***

Guardo i miei occhi cavi d'ombra
e i solchi sottili sulle mie tempie,
guardo, e sei tu, povero mio stanco volto,
così a lungo battuto dal tempo?
Mi grava l'ombra d'un occulto sogno.
Ah, che un ultimo fiore in me s'esprima!
Come un'opaca pietra
non voglio morire fasciata di tenebra,
ma d'un tratto, dalla radice fonda,
alzare un canto alla mia ultima sera.

                                                  (  Sibilla  Aleramo )

                                               ***

Ascolta il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre -
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato : la tua donna.
E' fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto - credi -
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.

                                       (  Alda  Merini )

                                             ***

Io nacqui sposa di te soldato.
So che a marce e a guerre
lunghe stagioni ti divelgono da me.

Curva sul focolare aduno bragi,
sopra il tuo letto ho disteso un vessillo -
ma se ti penso all'addiaccio
piove sul mio corpo autunnale
come su un bosco tagliato.

Quando balena il cielo di settembre
e pare un'arma gigantesca sui monti,
salvie rosse mi sbocciano sul cuore :
che tu mi chiami
che mi usi
con la fiducia che dai alle cose,
come acqua che versi sulle mani
o lana che ti avvolgi intorno al petto.

Sono la scarna siepe del tuo orto
che sta muta a fiorire
sotto convogli di zingare stelle.

                                       (  Antonia  Pozzi )

                                                 ***

Non toccarmi, non sono questa cenere
né la salvezza
della carne viva
non la rosa
ma il canto
di una cosa.

Non toccarmi, non sento più dolore
dell'oggetto composto in tutti i sensi
da superfici: strati
di bianco
fino nel buio della profondità, steli d'aria
dal cuore che è
statue in elevazione
uno stato di cose senza sguardo.

Non toccarmi, non ho più intelligenza
dell'albero che ciecamente frutta.
Ho sentito qualcosa che sovrastava.
Ho sentito che siamo incorruttibili.
Ecco allora i bambini
monumenti alla gioia
del corpo quando è forte
più del dolore, monumenti su coppe di silenzio
e un rumore di botole su lastre bianche.

Non toccarmi, non sono la pietra bianca
e l'animale sotto la sua luce senza oggetto
e la parte profonda del cielo come una tunica di rovi
e il ruotare dei rovi.
Sotto il sasso c'è un rivolo di sangue, un insetto
senza speranza
e senza dolore
ma il suo canto si spegnerà per ultimo.

Non toccarmi, ho sognato che in cielo
ruotavano i pianeti e io tra quelli
portavo il cuore
esposto, perchè la terra è piccola per il dolore
ma qualcosa perdeva sangue, ancora.

                                    Maria  Grazia  Calandrone



venerdì 20 marzo 2020

IERI HO SOFFERTO IL DOLORE...





                                                    Alda Merini da  " La terra santa "


  "Non esiste proporzionalità tra la pietà che proviamo e l'
   estensione del dolore da cui la pietà è suscitata : una singola
   Anna Frank desta più commozione delle miriadi che soffrono
   come lei, ma la cui immagine è rimasta in ombra. Forse è
   necessario che sia così : se dovessimo e potessimo soffrire le
   sofferenze di tutti, non potremmo vivere.
   Forse solo ai santi è concesso il terribile dono della pietà verso
   i molti; ai monatti, a quelli della Squadra Speciale e a tutti noi
   non resta, nel migliore dei casi, che la pietà saltuaria 
   indirizzata al singolo... "  


                       Primo Levi   da    I sommersi e i salvati


  E  non ho scelto a caso nè la poesia di Alda Merini nè il brano di
  Primo Levi che evocano - anche solo nel titolo - la mia esperienza di questi giorni, uscita  - dopo una giornata di Pronto Soccorso - da un Ospedale lombardo.


                                         frida


 

martedì 11 febbraio 2020

SO CHE UN AMORE





                              Sei chiara come un'alba, sei fresca come l'aria...



So che un amore
può diventare bianco
come quando si vede un'alba
che si credeva perduta. 



                                       Alda  Merini


 

lunedì 22 aprile 2019

LA CLINICA DELL'ABBANDONO DI ALDA

 
 

                                                       Ti aspetto e ogni giorno mi spengo…


L' amore,
quello che io cerco,
non è certo dentro il tuo corpo
che adagi su donne facili
senza alcuno spessore.
L'amore - quello che voglio io -
è la costante presenza,
è l'occhi vigile del padrone
che arde del suo cavallo.
Così ho cavalcato cavalli d'ombra
e gli altri che mi hanno
visto correre senza briglie
mi hanno considerata pazza.
In effetti una donna che vive sola
senza scudo istoriato
senza una storia di bimbi,
non è né madre né donna
ma un ibrido nome che viene
stampato in calce alla tua pagina.


                                       ***

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco alla volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza.
No, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.


                                     ***
( Fuga di volpe )

A chi mi chiede
quanti amori ho avuto,
io rispondo di guardare
nei boschi per vedere
in quante tagliole è rimato
il mio pelo.


                                    ***

In cima ad un violino
ci sta forse un respiro
che nessuno raccoglie
perché è un senso d'amore.
Tu suoni per il vento e i viaggi
dove la pace sussurra tra le piante
tutta una nostalgia.


                                       ***

E perciò non ti chiamerò al telefono
né avrò bisogno delle tue vene che pulsano;
il dolore prosciuga tutto
il dolore è un anello sponsale.
Ti sposa nella dolcezza
e nella verecondia feroce.
Io oggi mi sono sposata al dolore:
mi sono divisa da te.



                Alda  Merini   da        Clinica dell' abbandono