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lunedì 1 aprile 2019

LA SEDUZIONE ( Pericle e Aspasia ) 1

 
 
 

                                                 Pericle e Aspasia ammirano un'opera di Fidia



(…) Pericle, che era stato invitato dagli anziani  a pronunciare l'
    epitaffio per i caduti di quel primo anno di guerra contro Sparta,
    prese la parola. Cominciò dagli antichi, dagli antenati per
    spiegare la grandezza degli ideali di cui la città si era fatta
    portatrice modello contro la nemica.
   " Abbiamo una costituzione che non emula le leggi dei vicini",
   scandì bene le parole " perché noi, più che imitatori, siamo per
   gli altri un esempio.E siccome questa costituzione è retta in modo
   che i diritti civili spettino non a poche persone, ma alla
  maggioranza, essa è chiamata  democrazia ". Da consumato
  oratore, tacque quanto bastava a lasciar risuonare quella frase
  perfetta, poi spiegò quanto contasse l'idea che la realizzazione
  personale potesse passare per la competenza e non per la classe
  di origine e le ricchezze che si possedevano casualmente alla
  nascita. Esaltò la forza militare della città e l'audacia degli
  Ateniesi, fondata non tanto sulla fatica quanto sul desiderio di
  vivere la vita seguendo un ideale preciso.Quindi si fermò di nuovo
  e disse: " Amiamo il bello, ma con semplicità, e amiamo il sapere,
  ma senza debolezza. Riuniamo in noi la cura degli affari pubblici
  insieme a quella degli affari privati, e se anche ci dedichiamo ad
  altre attività, pure non manca in noi la conoscenza degli interessi
  pubblici. Siamo i soli - infatti - a considerare non tanto ozioso, ma
  inutile chi non se ne interessa. (…)


                   Matteo  Nucci   da    L'abisso di Eros ( Seduzione )

LA SEDUZIONE ( Pericle e Aspasia ) 2


(…) Tutto sembrava finito per quel giorno straordinario. Ma fu
       proprio mentre gli Ateniesi ancora stentavano a lasciare la
       propria posizione e Pericle si allontanava - sempre in
      solitudine - sulla via di casa, che un uomo gli si avvicinò 
      gridando:" Corri a complimentarti con la tua donna! Baciala
      anche una terza volta, oggi e brindate al vostro successo. Tu e 
     la tua Aspasia,la tua Elena,la " nostra " Elena, la nostra cagna"
     Pericle finse di non sentire: tirò dritto nella consueta sobrietà
     del passo con cui spesso aveva affrontato ben altri insulti e si
     lasciò alle spalle l'uomo trattenuto dalle guardie. E tuttavia,
     benché avesse mantenuto un contegno straordinario e l'episodio
     non fosse durato che poche decine di secondi, la voce cominciò
     a correre per tutta Atene, senza che nessuno  pensasse di
     smentire tali parole. Era stata Aspasia a scrivere il discorso per
    Pericle.La donna di Mileto,che molti consideravano alla stregua
    di una prostituta, tale era stata la sua potenza nel sedurre il
    condottiero con le sue arti erotiche. Già da anni del resto si
    rideva di lui e dell'amore che lo aveva preso per questa donna
    dalla strana bellezza, i tratti irregolari del viso, il modo di
    parlare eccentrico e la delicata autorevolezza. Le malelingue
   ripetevano che egli ogni santo giorno tornasse a casa almeno due
    volte pur di baciare la sua donna e a tutti era noto il fatto che -
    a costo di andare contro le sue precedenti risoluzioni - Pericle
    stava muovendo mare e monti per far avere al figlio avuto con
    Aspasia la cittadinanza ateniese, benché fosse nato da madre
    straniera. Tutti sapevano che il grande statista aveva perso la
    testa e che una specie di voluttà incontenibile lo aveva irretito
    dal giorno in cui era stato sedotto da questa donna fatale.
   Adesso però si cominciò a dire di più:Aspasia non soltanto aveva
   irretito Pericle, ma lo aveva anche istruito nella sua abilità
   retorica: gli scriveva i discorsi, lo preparava  nei movimenti
   austeri da esibire, gli  mostrava il modo migliore per prendere in
   mano l'auditorio . (…)


                 Matteo Nucci  da   L' abisso di Eros ( Seduzione )

LA SEDUZIONE ( Pericle e Aspasia ) 3



(…) Cos'altro era - del resto - ciò che faceva un uomo di fronte a
       un'assemblea se non tentare di sedurla? Il grande oratore che
       era sempre stato Pericle, da quando aveva incontrato Aspasia,
       era diventato anche un vero e proprio seduttore. Un seduttore
       implacabile. Dominato dall'ossessione di suscitare amore,
       desideri incontenibili fra i suoi ascoltatori.A considerare bene
       le cose, anche quella mattina egli aveva sedotto i suoi
       ascoltatori con le sue parole vibranti sulla grandezza della
       città modello. Infine aveva esaltato chi si innamora della città
       e proprio per questo amore cade e dunque resta per sempre.
       L'eros di Ettore e Achille nelle grandi storie del passato. L'eros
       che domina gli esseri umani e fa loro tremare le gambe. Quello
       stesso eros come potere in città e per la città.
       Che diavolo Aspasia; che diavolo Pericle! Si cominciò a dire
       che quell'entrata sconcertante e trionfale e quel discorso così
       straordinario fossero stati preparati per giorni e giorni nelle
       pause fra i feroci amplessi che univano Pericle e Aspasia e
     durante le interminabili chiacchiere erotiche che condividevano
      a letto, dopo l'amore, lontani da sguardi indiscreti.Si disse tutto
      questo per corroborare un'idea: come nella guerra che Atene
      aveva sferrato contro Samos nove anni prima, una guerra
      fortemente voluta da Aspasia per difendere la sua Mileto, così
      anche stavolta era la donna che aveva spinto Pericle alla
      guerra, la donna che sempre porta lotte e contese e guerre,la
      donna che seduce con i sorrisi e in effetti vince e domina e
      spinge gli uomini alla follia della distruzione reciproca.
      Come Elena, la donna bellissima che aveva portato gli Achei a
      sferrare un lungo assedio alla lontana Troia. Come Elena con
      Menelao,così era Aspasia con Pericle. (…)


               Matteo Nucci    da    L'abisso di Eros ( Seduzione )