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mercoledì 11 dicembre 2024

POESIE DI HUGO MUJICA

 


                                                Amare già da adesso ciò che mai saremo...



Poeta fra i più importanti del panorama contemporaneo argentino, filosofo e saggista, Hugo Mujica ha avuto indubbiamente una vita singolare, se non altro per aver trascorso sette anni - in silenzio - in un monastero trappista. I suoi testi sono scarni e brevi, dove sembra quasi venga fatto l' appello all' essenziale e a una frontalità che lo caratterizza : la chiamata ad esserci - come per un appuntamento - in un tempo senza tempo, un presente sprezzante e poco socievole con la malinconia di un " temps perdu". E' una poesia che veglia, desta e tesa, che ha la malinconia di chi si è trovato insieme quasi solo per comporre un quadro, la malinconia di qualcosa che è con qualcos' altro, ma da cui potrebbe - da un momento all' altro - separarsi. Cosa unisce questi elementi compositivi? Nei testi di Murjica pare che ci sia una sola risposta : tutto, cioè nulla. Non ci sono didascalie al senso e al significato dell' esistenza. Si percepisce solo che in questi brani gli estremi opposti coabitano generando quasi un senso di pace.

Sono poesie drammatiche, tese, in pace.

 

(  Liberamente tratto dalla Prefazione di Francesca Serragnoli )




ALBA


fermo,

come se non si muovesse

affinché il sangue non

debordi 

la bocca


fermo,


come se sentisse un uccello

ferito

sul palmo della mano


senza chiudere la mano

senza aprire gli occhi.


c'è una fede che è assoluta:


una fede senza speranza.



                                                ***


CI SONO CANI CHE MUOIONO DELLA MORTE DEL PADRONE


ci sono cani

che muoiono della morte

del padrone


corpi che non fanno

l' amore,

fanno la paura


che non si agitano,


tremano.


e ci sono uomini

nei quali muore dio

come una goccia di

ceralacca

sul petto

di un busto di marmo,


sono quelli che piangono

quando credono

di stare parlando,

o gridano quando sognano,

ma all' alba

dimenticano il grido

con cui accesero la notte.


ci sono uomini nei quali

geme dio

perché non trova un uomo

dove morire di carne,


ma non piange come chi lo

fa

da solo,

piange come chi piange

abbracciato a un bambino.



                                         ***


PRIMA DI NIENTE, PER NIENTE


I


ci sono vite che si 

consumano

dietro una finestra,


muoiono senza aver trovato

una via,

muoiono perché non sono

partite.


ci sono preghiere che sono

la loro propria eco;


speranze che sono specchi:

aspettano

solo ciò che aspettano,

si trasformano nella statua

di quello che aspettavano,


sono la paura di perdere,

non il desiderio

dell' incontro.



II


ci sono altre, altre vite che

palpitano vita:

cercano

ciò che ancora non ha

nome

fanno del caso la loro

speranza,


non guardano in lontananza, fanno

della lontananza una

scorciatoia.


è quella degli uomini che

parlano con parole

che non sono parole,

sono colpi

contro il petto della vita,


come quelli dei carcerati

contro i muri

affinché da un' altra cella

qualcuno risponda.


sono come muti che

muovono

le labbra

in un girotondo di ciechi,


come muti, sì,

ma senza chiudere la

bocca, senza tradire l' urlo.



III


e ci sono vite che né urlano

né colpiscono,

che non hanno neppure

mura sulle quali

tatuare un nome,

sulle quali incidere il loro

passaggio,


sono vite alle intemperie: è

l' attesa

in carne viva,


come quella di un

mendicante in mezzo

a una terra deserta


davanti a nessuno, per

niente,

ma senza abbassare né

chiudere la mano.



                                              ***


ABBANDONO


tra il pugno

e la mano che si apre


                                     si


dispiega una vita.


solo la morte non ci è

estranea,

solo ciò che più ci

appartiene nasce in noi


dall' abbandono.


L


amare già da adesso

ciò che mai saremo,


così l' eternità,

       così ogni battito.




                   Hugo Mujica   da    E tutto nomina  - Trad. di F. Serragnoli