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giovedì 1 maggio 2025

1 MAGGIO

 



                                      

                    Si sa che gli asini fanno sempre cattivi pensieri !



                                            frida



mercoledì 1 maggio 2024

FRAINTENDIMENTI

 





                                                             Festa dei lavoratori???  


                                      frida



lunedì 1 maggio 2023

IL LAVORO DI LUIGI DI RUSCIO



                                                    Gustave  Courbet - Gli spaccapietre , 1849



Luigi di Ruscio fu un poeta che scrisse di miseria, di lavoro, di vita vissuta in fabbrica e di morti sul lavoro. I suoi testi sono un esempio di umanità vera e attualità, un lascito crudo ma veritiero, reale e schietto. Di certo non scrisse né selezionò per le sue raccolte poesie belle a leggersi o che si attenevano ad uno standard di solennità nello stile e nel linguaggio, ma piuttosto che ci riportano alla violenta ( a volte ) concretezza del lavoro. La sua è - quindi - una poesia " di testimonianza" fatta di versi che si ispirano a fatti accaduti in un momento storico per l' Italia e per  il mondo.





E' morto lavorando

ottant'anni   l'ha   passati   sulla

fatica

sulla fossa che ha la croce di latta

un  numero   e  un   mucchio   di

terra

andava  a   tutte   le

manifestazioni di partito

diceva che non avrebbe voluto

il prete

ma la paralisi

non lo fece parlare.



                                            ***


Per colazione hanno acqua e

pane

bevono molta acqua

la  saliva  che  hanno  devono

sputarla sulle mani

perché il martello non scivoli

 a   mezzogiorno   mettono   nel

brodo d'erbe

il solito pane nero

al coprirsi del sole se io sono 

pieno di malinconia

per loro è bello tornarsene a 

casa ridendo

sedersi   in  famiglia  giocare  con

i figli

dopo   dieci  ore  di  lavoro  sulle

pietre

per quel poco pane e perché la

moglie

continui  a  fare  per  ultimo  il

piatto

perché   a  nessuno  manchi  la  

parte.



                                                 ***


La pensione da impiegato

comunale

è  di  ottanta  mila  al  mese

quarant'anni di fatica

per  pane  e  formaggio

grattugiato

per  imparare  a  stendere  la

mano e morire solo

oppure   finire  al  ricovero  dei

vecchi

ubbidire  a bacchetta  la  madre

superiora

alzarsi  presto  imparare   a

pulirsi l'anima

per  avere  un  pasto

abbondante

e morire in un posto fatto per i

vecchi

perché   crepino  senza  dare

fastidio.



                                                   ***


E' morto con la testa spaccata

sul selciato

sporco di olio benzina sangue

e senza dignità buttando pezzi

di cervello

tutta la nostra fragilità davanti

ai mostri

in quello spavento del cozzo in

quell'ultimo istante

con gli occhi scoppiati vedere

la vita che esplode.



                                          ***


Il colpo di martello che spezza

il mattone

e   il  verso  allucinato  che

smaglia

 guardare   la  cosa  mentre  ci

accieca

 l' improvviso   bagliore   della

fiamma ossidrica

o quello che cadde nella vasca

della calce viva

 scavata la fossa scaricate le

pietre cotte

poi con l'acqua tutto ribolliva e

fumava

il ribollire delle pietre cotte fu

l' ultima cosa che vide.




                 Luigi  Di  Ruscio   da   Poesie scelte  1953 - 2010



FESTA DEL PRIMO MAGGIO & slittamenti veri e presunti



 

                             Che il mondo sia diventato più giusto?


                                           Mah....



                                           frida



domenica 1 maggio 2022

FESTA DEI LAVORATORI




                                                  

                                 Non mi è chiaro

                                chi deve festeggiare !!!!!



                                       frida

                                      


venerdì 28 gennaio 2022

CON LA STESSA FRANGIA SCURA...

 


                                                                 Cimitero del Verano




Indossavi il caschetto, ho letto

nei giornali, però non ti ha protetto

quando quella putrella di ferro

ti ha colpito nella testa, là,

sotto il carroponte 12648.


Povero Lorenzo, poveri nostri

figli mandati di nuovo

al massacro gratis,

 un secolo dopo, dentro

fabbriche, cantieri, officine,

fra trincee di scaffali,

postazione di macchinari

lungo i reparti, i ponteggi.


Hai la stessa età di mio figlio,

gli stessi occhi bigi, nella foto,

la stessa frangia scura sopra

la fronte ( quella che portate

pettinata in avanti, a tegola,

come per celarvi a questo tempo

cane. Neanche quella

ti ha salvato. Anche mio figlio

ha fatto uno di questi stage

scuola - lavoro ( un mese

intero in magazzino

di logistica, in estate,

tra bancali e muletti,

caldo, camion e grida. Neanche un caffè

 gli hanno offerto, neanche una coca cola ).


E io ora Io urlo, con queste

parole che scrivo prima

del mio turno in uno di questi

luoghi privati dell'anima,

mirando verso uno di questi

posti di sfruttamento;


i soldi che non date

a questi ragazzi, quella mancia

che sarebbe giusto riconoscergli,

che risparmiate per i vostri suv,

le vostre piscine

siano maledetti, maledetto

il vostro dispiacere, adesso - più per le rogne

che vi aspettano che per la

tua giovane vita, Lorenzo -,

sono macchiati di sangue,

puzzano di carogna.


Ora restano le tue cose

sequestrate per l'inchiesta:

la tuta blu da operaio

( della tua scuola, neanche

del padrone - risparmiata

anche quella ), guanti,

scarpe, occhiali. Restano 

i tuoi sogni infranti,

dentro quel capannone,

e un dolore duro, per tutti.




                             Fabio Franzin



Lorenzo Parelli, 18 anni, allievo della 4 meccanica industriale all' Istituto Bearzi di Udine, è morto alle 14.30 del 21 Gennaio 2022, nell'ultimo giorno di stage gratuito, schiacciato da una putrella d'acciaio all'interno della Burimec di Lauzacco di Pavia di Udine.




sabato 1 maggio 2021

LO SFORZO UMANO DI PREVERT

 


                                                   Pellizza da Volpedo  - Il Quarto Stato




  

Lo sforzo umano 

non è quel bel giovane sorridente

ritto sulla sua gamba di gesso

o di pietra

e che mostra grazie ai puerili artifici dello scultore

la stupida illusione 

della gioia della danza e del giubilo

evocante con l'altra gamba in aria

la dolcezza del ritorno a casa.

No.

Lo sforzo umano non porta un fanciullo sulla spalla destra

un altro sulla testa

e un terzo sulla spalla sinistra

con gli attrezzi a tracolla

e la giovane moglie felice aggrappata al suo braccio.

Lo sforzo umano porta un cinto erniario

e le cicatrici delle lotte

intraprese dalla classe operaia

contro un mondo assurdo e senza leggi.

Lo sforzo umano non possiede una vera casa

esso ha l'odore del proprio lavoro

ed è intaccato ai polmoni

il suo salario è magro

e così i suoi figli

lavora come un negro

e il negro lavora come lui.

Lo sforzo umano non ha il savoir - vivre

lo sforzo umano non ha l'età della ragione

lo sforzo umano non ha l'età delle caserme

l'età dei bagni penali e delle prigioni

l'età delle chiese e delle officine

l'età dei cannoni

è lui che ha piantato dappertutto i vigneti

e accordato tutti i violini

si nutre di cattivi sogni

si ubriaca con il cattivo vino della rassegnazione

e come un grande scoiattolo ebbro

vorticosamente gira senza posa

in un universo ostile

polveroso e dal soffitto basso

e forgia senza fermarsi la catena

la terrificante catena in cui tutto si incatena

la miseria il profitto il lavoro la carneficina

la tristezza la sventura l'insonnia la noia

la terrificante catena d'oro

di carbone di ferro e d'acciaio

di scoria e polvere di ferro

passata intorno al collo

di un mondo abbandonato

la miserabile catena

alla quale vengono ad aggrapparsi

i ciondoli divini

le reliquie sante

le croci al merito le croci uncinate

la scimmietta portafortuna

le medaglie dei vecchi servitori

i ninnoli della sfortuna

e il gran pezzo  da museo

il gran ritratto equestre

il gran ritratto in piedi

il gran ritratto di faccia di profilo su un solo piede

il gran ritratto dorato

il gran ritratto del grande indovino

il gran ritratto del grande imperatore

il gran ritratto del grande pensatore

del gran camaleonte

del grande moralizzatore

del dignitoso e triste buffone

la testa del grande scocciatore

la testa dell'aggressivo pacificatore

la testa da sbirro del grande liberatore

la testa di Adolf Hitler

la testa del signor Thiers

la testa del dittatore

la testa del fucilatore

di non importa qual paese

di non importa qual colore

la testa odiosa

la testa disgraziata

la faccia da schiaffi

la faccia da massacrare

la faccia della paura.




                         Jacques  Prévert  ( 1945 )



LA CATENA DI MONTAGGIO ( e altro )



                                    Lavoravo in quel di Baggio in catena di montaggio...



   Tempi duri e desueti, che forse non sono da rimpiangere.


Ma per motivi diversi , anche oggi non c'è molto da rallegrarsi in questo campo.


Aspettiamo con giustificata ansia di " Diventare una Repubblica fondata sul lavoro!".


Buon 1 Maggio, comunque ( a chi lo può festeggiare...)



                              frida



domenica 14 giugno 2020

ROGO THYSSEN : GIUSTIZIA E' FATTA ! ( speriamo ! )




                                              Giustizia è fatta ! ( o almeno dovrebbe...)



Sembrerebbe alla conclusione la vicenda  della THYSSENKRUPP  di Torino che risale alla notte del 6 Dicembre 2002 , in cui morirono 7 operai in un incendio che devastò lo stabilimento .
 Dopo lungaggini burocratiche trascinatesi per anni ( si parlò addirittura di  " difficoltà di traduzione dall'italiano al tedesco ! "), pare che i due dirigenti tedeschi, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, già condannati da un tribunale italiano insieme ad altri dirigenti ( italiani già in carcere ) debbano finalmente scontare la loro pena.
" I condannati della Thyssen andranno in carcere: è questione di giorni. Non sono ammissibili pene alternative " dichiara il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, dopo aver ricevuto da EUROJOUST ( Agenzia europea per la cooperazione fra gli Stati in materia di giustizia penale ) una comunicazione relativa all'esecuzione della pena.
Qualche mese fa ( a febbraio, quando è stata emessa la sentenza definitiva, poi messa in  stand by a causa della pandemia Covid-19,) era scoppiata una polemica circa l'eventualità che i due manager potessero beneficiare di misure alternative al carcere. Oggi è stato ribadito a grandi lettere e a ampliato anche dalla voce dei Media, che i due potranno richiedere forme diverse dalla detenzione solo dopo aver scontato in carcere almeno metà della pena stabilita. ( così è ! - staremo a vedere- )

Speriamo che altri cavilli non vengano ( come è accaduto in questi 13 anni ) a modificare una sentenza controversa  e ad alleggerire una condanna già  in parte resa inefficace dai troppi anni passati.

I lettori che volessero saperne di più su questo caso, possono trovare altre notizie ( e un video ) su questo Sito sotto l'etichetta 1 Maggio, dal titolo " 1 Maggio negato".




                                           frida



venerdì 1 maggio 2020

C' E' LAVORO e lavoro...




" Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo ".  ( Khalil Gibran  )



(...)" Il lavoro - scriveva K. Max  - è ciò che distingue l'uomo dagli
        altri animali, perché fa di lui un essere capace di produrre da
        sé i propri mezzi di sussistenza"
       La storia del lavoro è quindi parte della storia delle civiltà
       umane che nel tempo hanno dato a questa attività significati
       differenti. Il Grecia e nell'Antica Roma il lavoro era
       disprezzato dagli uomini liberi e affidato agli schiavi. Ancora
       oggi, in molte lingue di origine latina, la parola è associata
       alla fatica. " Travailler" in francese e " trabajar " in
       spagnolo, contengono il riferimento al travaglio. In taluni
       dialetti italiani si usa il termine " faticare".
       Con il Medioevo si diffonde la servitù della gleba che lega i
       lavoratori per tutta la vita alle terre del signore feudale.Negli
       stessi secoli però cresce nelle città l'importanza delle botteghe
       artigiane, del commercio, del prestito di denaro. La nascente
       società borghese introduce nuove forme organizzative e nuovi
       significati del lavoro, non più concepito solo in relazione alla
       terra e alla fatica fisica, ma anche ad abilità manuali
       specializzate e a  capacità imprenditoriali. Lavoro non è più
       sinonimo di servitù, ma diventa parte delle definizione di sé e
       alla base delle libertà individuali.
       Tra Seicento e Settecento lo sviluppo capitalistico porta con 
       sé la figura del lavoratore subordinato alle dipendenze del
       mercante o del proprietario della bottega. Questo modello va
       ampliandosi e consolidandosi con la rivoluzione industriale
       fino ad assumere le dimensioni della fabbrica : qui, gli operai
       sono concentrati nello stesso ambiente fisico e la loro attività
       è organizzata in mansioni e turni.
     Tra Ottocento e Novecento il lavoratore salariato acquisisce un
       profilo sociale sempre più definito e nasce una nuova cultura
       del lavoro. L'attività retribuita diventa uno strumento di
       autorealizzazione, una dimensione centrale dell'identità
       individuale e il mezzo principale che garantisce senso di
       appartenenza e sicurezza.
       A cavallo del nuovo millennio, con la globalizzazione dell'
       economia, anche l'organizzazione è costretta a mutare. Il
       modello novecentesco lascia il posto a una pluralità di forme
       spesso frammentate e  precarie, ognuna dotata di propri stili,
       tempi e relazioni. Il lavoro perde il riferimento ai grandi
       orizzonti di senso collettivo e i suoi significati diventano  -
       sempre di più - tanti quasi quanti sono gli individui che 
       lavorano. (...)



                Massimo  Cirri   da      Psicologia e mondo del lavoro



FESTA DEL LAVORO




                                                             Nooo!  Non oggi  !



FESTA DEL LAVORO 1






                                                        FILASTROCCA DEI MESTIERI

                            C'è chi semina la terra,
                            c'è chi impara a far la guerra;
                            chi ripara le auto guaste
                            e chi sforna gnocchi e paste.
                            C'è chi vende l'acqua e il vino,
                            chi ripara il lavandino.
                            C'è chi pesca nel torrente 
                            e magari prende niente .
                            C'è chi guida il treno diretto
                            e chi a casa si rifà il letto;
                            chi nel circo fa capriole
                            e chi insegna nelle scuole.
                            C'è chi recita, chi balla,
                            e chi dorme nella stalla.
                            Così varia è questa vita
                            che la storia non è mai finita.


                                        Gianni  Rodari



FESTA DEL LAVORO 2






                                                           BELLEZZA E LAVORO

                              Disse l'ape alla farfalla :
                             " Io t'invidio, o mia sorella:
                              tu sei libera, sei bella,
                              voli amabile tra i fiori,
                              mentre io son condannata
                              tutti i giorni ai miei lavori! " 
                              Ma la vaga farfallina
                              le rispose assai gentile:
                             " Non aver - mia cara - a dire
                              più al lavor che alla beltà.
                              A te il miele, a me che resta
                              Quando il vento tornerà ? ".




                                         A. Alfani


   

FESTA DEL LAVORO 3




                                     
                          EVVIVA OGNI LAVORO

                           La farfalletta vola
                           i bimbi vanno a scuola
                           il gatto fa le fusa
                           se sbaglio chiedo scusa.
                           La rondine è sul tetto
                           il cappellino metto
                           buongiorno buonasera
                           saluto anche una pera.
                           Grazie, per favore,
                            sorrido con amore.
                           Il cavalier cavalca
                           chi pesca è sulla barca.
                            Il pane fa il fornaio
                            tra i fiori sta il fioraio;
                            fa i conti il ragioniere,
                            le aiuole al giardiniere.
                            Fa gli abiti la sarta
                            e c'è chi vende carta.
                            Cantiamo tutti in coro:
                            Evviva ogni lavoro !



                                        Gianni  Rodari



       

mercoledì 1 maggio 2019

1 MAGGIO NEGATO




E Oggi?

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un comunicato di  circa due mesi fa, ha affermato che la Sezione Esecuzioni Penali
del Tribunale di Essen ( dopo anni  di rinvii  dovuti - pare -    anche a difficoltà connesse alla traduzione in tedesco degli  Atti  Processuali ( sic! ),  ha dichiarato AMMISSIBILE l'esecuzione della sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Torino il 29 Maggio 2015 nei confronti dei due dirigenti tedeschi della THYSSENKRUPP condannati per omicidio ( in un primo tempo volontario aggravato dall' omissione volontaria di presidi valsi a tutelare la sicurezza sul lavoro nella loro Ditta; in seguito trasformato in omicidio colposo ).
Ma ha altresì aggiunto che tale sentenza non diverrà ESECUTIVA in quanto i due imputati  hanno impugnato la sentenza presso la Corte d' Appello di Hamm. Il che significa che non potranno essere arrestati prima della pronuncia del verdetto.


A quando la giustizia?

Fino al giorno in cui i colpevoli di gravi reati connessi  alla Tutela del Lavoro ( reato che in questo caso ha portato alla morte in un orribile rogo di 7 operai ),  non pagheranno di persona i propri errori ( sono state versate somme a titolo di " risarcimento " alle famiglie e al Comune di Torino, che si era costituito Parte Civile ),

ogni  1 Maggio sarà negato.



                          frida