domenica 14 giugno 2020

ROGO THYSSEN : GIUSTIZIA E' FATTA ! ( speriamo ! )




                                              Giustizia è fatta ! ( o almeno dovrebbe...)



Sembrerebbe alla conclusione la vicenda  della THYSSENKRUPP  di Torino che risale alla notte del 6 Dicembre 2002 , in cui morirono 7 operai in un incendio che devastò lo stabilimento .
 Dopo lungaggini burocratiche trascinatesi per anni ( si parlò addirittura di  " difficoltà di traduzione dall'italiano al tedesco ! "), pare che i due dirigenti tedeschi, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, già condannati da un tribunale italiano insieme ad altri dirigenti ( italiani già in carcere ) debbano finalmente scontare la loro pena.
" I condannati della Thyssen andranno in carcere: è questione di giorni. Non sono ammissibili pene alternative " dichiara il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, dopo aver ricevuto da EUROJOUST ( Agenzia europea per la cooperazione fra gli Stati in materia di giustizia penale ) una comunicazione relativa all'esecuzione della pena.
Qualche mese fa ( a febbraio, quando è stata emessa la sentenza definitiva, poi messa in  stand by a causa della pandemia Covid-19,) era scoppiata una polemica circa l'eventualità che i due manager potessero beneficiare di misure alternative al carcere. Oggi è stato ribadito a grandi lettere e a ampliato anche dalla voce dei Media, che i due potranno richiedere forme diverse dalla detenzione solo dopo aver scontato in carcere almeno metà della pena stabilita. ( così è ! - staremo a vedere- )

Speriamo che altri cavilli non vengano ( come è accaduto in questi 13 anni ) a modificare una sentenza controversa  e ad alleggerire una condanna già  in parte resa inefficace dai troppi anni passati.

I lettori che volessero saperne di più su questo caso, possono trovare altre notizie ( e un video ) su questo Sito sotto l'etichetta 1 Maggio, dal titolo " 1 Maggio negato".




                                           frida



2 commenti:

  1. ... non trovo parole per una vicenda del genere...
    il dolore non sempre lo si può esprimere.
    Grazie per questo post

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  2. E' vero: ci sono dolori quasi inesprimibili: dolori per perdite avvenute in modo atroce e aggravati da quello per le ingiustizie subite.
    Credo che il compito che spetta ( per quanto uno può, coi mezzi che ha ) ad ogni singolo cittadino di una società civile sia quello della " ribellione per mezzo della parola", che è meno cruenta , ma non meno efficace di quella attuata attraverso il sangue.

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