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martedì 28 gennaio 2020

DI UNA CURA ULTERIORE

 
 
 

                                                           Supererò le correnti gravitazionali…


" Lo sai bene, solo di ciò che è in tuo potere affrontare ha senso
  prendersi cura. Ma proprio nel momento in cui pensi di esserti
  preso già abbastanza cura - abbastanza - e che potresti
  accontentarti, rimane in fondo solo quel poco di cui mi occuperò
  domani - solo quel poco, che sarà mai quel poco - questa è la
  sicura spia che non ti stai prendendo cura quanto potresti. E non
  c'è domani, c'è solo la pienezza o il vuoto di oggi - a tua scelta -
 la gioia che oggi ti può dare in ogni condizione e in ogni momento,
anche il più faticoso,solo che tu capisca che c'è solo questo giorno,
questo unico giorno, e te ne stai prendendo cura - adesso - mentre
scende la sera.
Non c'è mai abbastanza cura per la Cura ".



                     Severino  Cesari   da         Con molta cura   


lunedì 16 aprile 2018

VERSO UN ALTROVE. E OLTRE ( La Cura -Severino )


Questo è l'estratto di un articolo apparso su " Il Fatto" il 26 Ottobre scorso. Annunciava una morte, ma era stato scritto quando il protagonista era ancora vivo, pensando alla sua morte.
Lo trascrivo perché  - leggendo e rileggendo e poi leggendo ancora - possiamo diventare  ( o esserlo un po' di più ) - consapevoli. ( f)  


(...) Severino ha vissuto in fin di vita per molti anni, con la grazia e
      la pienezza di chi sa di poter morire il giorno dopo e quello
      prima e allora vive questo giorno qui, ogni giorno che gli è
      dato, senza la zavorra che appesantisce noi che ci proiettiamo
      nel futuro. Senza l'ambizione, senza il pregiudizio, senza il
      cinismo, senza la protervia, senza il rancore.
      Vivere lieve del suo solo stupore, della sua gratitudine, della
      sua curiosità. Severino ha raccontato ogni giorno su Facebook
      il suo vivere di cancro, attirando migliaia di follower  
      riconoscenti e commossi. A migliaia, ogni giorno, spegnevamo
      le homepage dei quotidiani, accorrevamo sulla pagina del suo
      profilo e leggevamo delle cose essenziali - la pazienza, la
      compassione, la meraviglia, la tenerezza - per ricordarci che
      tutto il resto che ci fa smaniare e polemizzare non vale la pena
      quasi mai. Severino assomigliava al protagonista di una
      fantasia che avevo fin da bambina.Quella di un nuovo prototipo
      di essere umano capace di vivere il tempo che gli è concesso
     " in ordine sparso" e non cronologico. Svegliarsi ogni giorno
      in un diverso momento della propria vita: scolaro, marito,
      adolescente, padre, ammalato oggi, sano domani. Svegliarsi
      senza ricordare le preoccupazioni del giorno prima e i
      programmi del giorno dopo. Essere il solo a vivere così, tra gli
      altri condannati a reggersi al tempo che fugge e a quello che
      manca al momento tanto atteso: il sabato, la laurea, la
      promozione, l'estate, la fine delle rate. Domani sarà inverno o
      primavera ( al prototipo non è dato saperlo ): lui vive ogni
      giorno  ora e qui, solo qui. Non ha necessità di puntellare le
      sue convinzioni, di esprimere giudizi per farsi largo tra gli altri
      e trovarsi il giorno dopo un po' più avanti, un po' meno indietro
      nella corsa di tutti contro tutti. Che compassione che ha per gli
      altri, trascinati dalla vita avanti e indietro, senza sosta!
     " Bisogna che io sia molto gentile con loro", pensa il prototipo.
      I giorni in cui avverto il peso del futuro e del passato, provo a
      far finta di svegliarmi così.
      Funziona, e adesso ha un nome: la Cura- Severino .(...)


                       (  f.f. )

LA CURA

 
 
 
                                                Non c'è mai abbastanza cura, per la Cura...



(...) Lo sai bene, solo di ciò che è in tuo potere affrontare ha senso
      prendersi cura. Ma proprio nel momento in cui pensi di esserti
      preso già abbastanza cura, e che potresti accontentarti, rimane
      in fondo solo quel poco di cui mi occuperò domani- solo quel
      poco -che sarà mai quel poco, questa è la sicura spia che non ti
      stai prendendo cura quanto potresti. E non c'è domani, c'è solo
      la pienezza o il vuoto di oggi, a tua scelta, la gioia che oggi ti
      può dare in ogni condizione e in ogni momento, anche il più
      faticoso, solo che tu capisca che c'è solo questo giorno, questo
      unico giorno, e te ne stai prendendo cura, adesso, mentre
      scende la sera.
      Non c'è mai abbastanza cura, per la Cura. (...)


             Severino  Cesari    da        Con molta cura