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domenica 8 settembre 2019

OH MA'! ( Storia di Michael, ragazzo difficile ) 1

 
 
 
 
" Odiami ragazzo mio, finchè vorrai… io ti amerò con la stessa intensità… "


INTRODUZIONE

Questo non è il classico libro… Si tratta del mio manoscritto in cui racconto un periodo della mia vita che vede protagonista mio figlio, Michael. Un ragazzo " difficile" che, cresciuto per strada, aveva scelto di vivere fuori dalle regole e dal rispetto della legalità.
Il mio è un racconto diretto, esplicito e senza fronzoli. E' il racconto di una madre.
Mi era stato proposto da più parti di scrivere un vero libro ma - insieme ai miei ricordi , alle mie emozioni, alle mie angosce - sarebbero stati aggiunti quei " fronzoli " di cui vi parlavo. La mano di " qualcuno" che nulla sa di noi, avrebbe dovuto dare  un valore aggiunto al mio racconto. Ma come avrebbe potuto? Chiunque sarebbe stato, che ne avrebbe potuto sapere più di me?
Quindi sappiate che troverete errori, imprecisioni, ripetizioni e la punteggiatura non sempre al posto giusto. Ma i fatti no, i pianti no, questi sono tutti reali, tutti esatti. Leggerete fra le righe il mio infinito amore per i miei figli, nonostante tutto. Apprenderete la fragilità nascosta di Mike, in particolare, il suo malessere, nascosto dietro la sua apparente pacatezza.
Ho inserito alcune lettere estrapolate da un'assidua corrispondenza tra me e lui,  tra me e suo padre e tra quest'ultimo e suo figlio. Ho dedicato a suo padre qualche pagina. Un padre assente, ma che ha amato i suoi figli a modo suo, come ha saputo fare. Un uomo che troppo presto ha lasciato questo mondo ma,prima di esalare l'ultimo respiro, ha chiesto a Dio di poter rivedere e abbracciare i suoi figli.
In questo documento - come io lo chiamo - parlo di Mike e dei suoi rapporti familiari, della sua trasformazione e delle sue certezze; delle sue poche paure… Descrivo il mio stato d'animo a seconda del momento, le mie brevi e rare gioie e le molte sofferenze.
Scriverlo è stato per me uno " sfogo", ma allo stesso tempo un " supplizio": dover rivivere tanti avvenimenti drammatici ha fatto sì che il mio stato psico- fisico si indebolisse ulteriormente.
E mentre lo terminavo, gli eventi sono precipitati, coinvolgendo mio figlio in un'altra brutta storia, la più grave di  tutte, ma sono certa che riuscirete a vedere e a vivere con me gli eventi che hanno portato Michael ad essere definito " un ragazzo difficile ".
Vi emozionerete e piangerete con me: le lacrime di una madre possono scolpire la roccia più dura e quindi anche i cuori di chi non crede nell'amore incondizionato genitoriale, o vi pone dei limiti.
Io penso che non ci siano barriere che impediscano ad una madre di donare la propria vita per i propri figli.  (…)



                Daniela  Manzitti  da   Oh, Ma!  ( introduzione )


OH, MA' ! ( Storia di Michael, ragazzo difficile ) 2


Corato, 20 Novembre 2017

(…) "Carissimo figlio mio,l'altra mattina ho fatto qualcosa che una
         madre non vorrebbe e non dovrebbe mai fare: ho tradito la
         cieca fiducia che tu da 24 anni riponevi in me, consegnandoti
         nelle mani di qualcuno che di te non sa nulla, se non il tuo
         nome e le tue " bravate". E' stato un gesto necessario e
         inevitabile. Le notizie frammentarie e confuse che mi
         giungevano durante la tua assurda latitanza, mi trafiggevano
         il cuore, e purtroppo non avevo modo di poterti raggiungere,
         aiutarti a ragionare e a trasmetterti il malessere che stavo
        vivendo.Ciò che tanto mi opprimeva era il continuare la solita
        vita quotidiana che iniziava la mattina indossando quella
       " maschera " di normalità e finiva la sera quando, rientrata a
        casa, la riponevo sul comodino. Sempre attenta al telefonino,
        accertandomi che fosse carico, acceso e che non fossero
        arrivati sms che non avessi letto, ansiosa di ricevere un tuo
        cenno, una tua notizia. Nel contempo, terrorizzata quando sul
        display compariva un numero a me sconosciuto che potesse
        annunciarmi una disgrazia, un  fatale incidente, un tragico
        epilogo della tua vicenda. Il susseguirsi dei controlli durante
        il giorno e durante la notte a casa nostra, a casa di amici e
        conoscenti, non faceva altro che accentuare l'angoscia di
        saperti in pericolo, braccato da ogni forza di polizia in ogni
        luogo.Spesso leggevo negli occhi di qualcuno di loro la rabbia
        e l'accanimento  nei tuoi confronti, il loro desiderio morboso
        di volerti prendere come per aggiudicarsi " un trofeo " da
        collezionare. Quando se ne andavano, temevo che - se ti
        avessero trovato - anche solo un tuo innocente movimento,
        una innocua mossa che avresti potuto commettere, avrebbe
        potuto scatenare una loro reazione tragica e sproporzionata,
        decretando un drammatico finale.
        Anni fa morì un tuo carissimo amico, un fratello per te.
        Ricordo chiaramente le parole che sua madre mi sussurrò
        quando mi avvicinai a porgerle le condoglianze: " Daniela,
        avrei preferito andare in carcere a fargli visita tutta per tutta
        la vita - almeno avrei potuto vederlo , abbracciarlo e parlargli
        ancora… Tu sei fortunata ! ". Il non sapere dove stavi, dove
        dormivi, chi potevi incontrare durante il tuo " oscuro "
        cammino, mi logorava da mesi. Non c'era più pace nel mio
        cuore e nella mia testa… ero una candela la cui fiamma si
        stava spegnendo giorno dopo giorno, ora dopo ora.
        Quella mattina ti eri accorto che qualcosa non andava. Forse
        leggevi nei miei movimenti l'ansia e l'angoscia che mi
        rendevano incerta e timorosa. Mentre mi avvicinavo a te, i
        nostri occhi erano immersi gli uni negli altri, quasi a
        fondersi in un unico sguardo e io mi sentivo come Giuda che
        tradì suo fratello… Ho abbassato il capo e ti ho consegnato a
        chi ti stava cercando da troppo tempo. Volevo morire, ma mi
        convincevo sempre più di aver fatto la cosa giusta. E poi, il
        Comandante mi aveva dato la sua parola: niente violenza.
        Massima discrezione e rispetto dei tuoi e dei miei diritti di
        madre. Parola mantenuta !
        Anche tu, d'altronde, hai dimostrato maturità, saggezza e
        rispetto del momento così difficile e inaspettato. Mentre ti
        circondavano e ti inducevano a mantenere la calma, io ti
        chiedevo perdono per quello che avevo fatto. Tu cercavi i miei
        occhi e io, con la morte nel cuore, cercavo i tuoi…
        Più volte hai ripetuto che mi avresti odiata per il resto della
        tua vita.
        Odiami, ragazzo mio,odiami finchè vorrai… Io - al contrario -
        continuerò ad amarti con la stessa intensità di sempre e
        anche di più. Un giorno ammetterai che - in cuor tuo -  era ciò
        che volevi anche tu: porre fine a questo supplizio.
        Forse mi vorrai incontrare e io avrò la conferma di essere 
        una madre " fortunata " perché potrò ancora vederti,
        abbracciarti e parlarti…

   
                                           Tua madre   "    (…)


          Daniela  Manzitti  da   Oh, Ma'!  ( Storia di Michael, ragazzo difficile )

 

OH, MA' ! ( Storia di Michael, ragazzo difficile ) 3



                        
                                        Giudici… uomini di Legge…


Corato, 4 Luglio 2018

(…)" Ill.mi Magistrati,non so se la disperazione che provo oggi sia 
      superiore a quella che provai il giorno che feci arrestare mio
      figlio Michael, ma è comunque devastante. Mi rivolgo a Voi,
      che disponete della vita e della morte di coloro che passano
      nelle vostre aule.
      Qualche giorno fa, ci è passato mio figlio e,con tanta freddezza
      e disumanità, avete deciso che il percorso per ricostruire la sua
      vita dovesse essere interrotto perché " qualcuno ha fatto il suo
      nome ", coinvolgendolo in una brutta storia ancora tutta da
      chiarire e da definire.
    Lo avete estrapolato da quel luogo a cui si era affidato con tanta
    buona volontà e lo avete ricatapultato in un mondo che neanche
    Voi - in realtà - conoscete. E' vero, è un ragazzo che, annebbiato
    dagli stupefacenti, ha commesso atti deplorevoli, ma è lo stesso
    ragazzo che, con una forte volontà, ha deciso di diventare un
    buon padre per il suo bambino.
    Me lo avete rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, che
    solo a definirlo, mi si aggroviglia l'animo. Stamattina l'ho
    incontrato: aveva gli occhi che brillavano di un pianto soffocato
    e mi ha solo detto : " Oh, Ma', questa volta mi hanno proprio
    inguaiato; da qui non esco più! ".
    Ho provato a trattenere le lacrime,ma non era possibile:il dolore
    era troppo forte… Me lo avete ributtato nella fossa dei leoni,
    senza tener conto della trasformazione che stava avvenendo in
    lui, annullando completamente ciò che in questi mesi è stato
    fatto con la sua pronta collaborazione.
    Molti attribuiscono il suo comportamento a una mancanza di
    educazione; io non condivido, ma oggi sono qui a dirvi: allora
    condannate me, perché non ho avuto abbastanza tempo per
    stargli vicino… perché l'amore che gli potevo dare era un amore
    veloce, un amore che si esprimeva con i rimproveri, le
    raccomandazioni, le punizioni; non era un amore fatto di baci e
    abbracci come avrebbe dovuto essere, non c'era tempo per
    queste smancerie… Punite me, illustri Magistrati, perché una
    madre che non ha tempo di dare amore a un figlio è una madre
    inetta, una madre indegna di essere chiamata così… E poi,
    augurate a voi stessi, illustri Giudici, di non cadere mai nelle
    mani della" Vostra giustizia",quella fatta di uomini che si ergono
    a Dei,decretando inesorabilmente l'inizio e la fine di un'esistenza
    In quello stesso istante, anche Voi, che di tante vite avete
    disposto, diventereste un numero di protocollo, e la Vostra vita e
    quella dei Vostri cari non varrebbe più di quella di mio figlio e
    della nostra. Spero di non dovermi mai pentire di aver fatto
    arrestare il mio amatissimo figlio, quell'ultimo giorno di un
    Ottobre qualunque. ".  (…)



         Daniela  Manzitti   da  Oh, Ma' !  ( Storia di Michael, ragazzo difficile )