Visualizzazione post con etichetta Sebastiano Adernò. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sebastiano Adernò. Mostra tutti i post

venerdì 24 aprile 2026

LE TORRI DI KIEFER * ( interpretate da Adernò )

 


                                                                               Le Torri di Anselm Kiefer



La poesia di Adernò è da sempre un percorso che conduce a un corpo a corpo con la scrittura e - nella fruizione - con la lettura. Il lettore, oltre la cifra estetica dell' opera letteraria, trova qui il sapore aspro della vita. Attraversare questa poesia è come ripercorrere i solchi di un vinile ondulato con un chiodo di ruggine e sangue : gli alti e i bassi diventano punti di esaltazione e di abisso, di volo e di caduta. Il suono stride e ammalia  nelle frequenze acute del dolore.




Sui polsi i segni di quei 

giorni d' afferrarsi

anche alle gambe del tavolo.

E il singhiozzo di quei basta, basta

in gola. Ancora a ripensarci, tremi

pensando al cattivo Re che ti aveva scambiata

per il suo Regno. In freezer hai mille barattoli

di questo pianto pestato al mortaio.

Qualcuno in chiesa ti accende una candela,

per la favola - dicono - la favola nera.

Aggiunge così peso all' impresa

di questo autunno condominiale.



                                                     ***


A casa, niente. Per cena

silenzi da cose distratte.

Così quel sogno ricorrente :

afferrare la corsa dell' ultimo treno.

Tieni pronto il bagaglio. Ma il viaggio

è quello di una freccia caduta

senza colpire nessun bersaglio.

E ricordando d' aver letto

che nel tempo di fermo delle carovane

le donne gettano sementi nel cielo :

tu invece la sera, davanti allo specchio

tra le dita pareggi le punte

di un salice piangente.



                                                    ***


Al tramonto si dovrebbe

- sui sentieri dell' erba clemente -

togliersi le scarpe

e con piccolo sentimento

a mezzi passi nudi ricordare

il pudore del primo bacio.



                                                    ***


Col tempo impari

a disertare marzo.

A vestirti di sola carta

per il tuo compleanno.

Un commiato con eterno silenzio

di nessuna risposta.



                                                    ***


E' concessa una candela per ogni sentinella, ma

non per me che resto di guardia alla polveriera.

Trema la luna. Qualcuno  nel palazzo si sta

esercitando

col nodo dell' impiccato.

La notte accetto di buon grado questo Ministero

della Parola.

Mi bendo gli occhi

per spremere il baratro di una vita vuota.




                                   Sebastiano  Adernò     da     Le torrri di Kiefer



*   Concepita e presentata per l' apertura di Pirelli Hangar Bicocca nel 2004 da un progetto di Lia Rumma, L' installazione permanente site - specific di Ansalm Kiefer / I Sette Palazzi Celesti, deve il suo nome ai Palazzi descritti nell' antico Trattato ebraico " Sefer  Hechalot ", il " Libro dei Palazzi / Santuari " risalenti al V - VI sec d.C., in cui si narra il simbolico cammino d' iniziazione spirituale di colui che vuole avvicinarsi al cospetto di Dio.



venerdì 29 aprile 2022

IL LUNARIO DI ADERNO'



                                                 E' talmente notte che prendo fiato



" Questo libro nasce da una sfida. Queste poesie sono state scritte in un mese: perciò Lunario. La sfida è quella tra me e la mia psichiatra che insiste - dato il brutto periodo che stiamo vivendo  dovuto al Covid e visto che molti pazienti hanno riperso il senno - nel somministrare ulteriori psicofarmaci. All'ultimo colloquio mensile, al suo : " Ci vogliono più farmaci", io ebbe a controbattere : " Ci vuole più poesia! " . Ed eccoci qui. Dopo molti anni di silenzio, di non scrittura, di blocco, ecco nato un nuovo lavoro. Scritto perlopiù nelle ultime ore della notte, in quel buio mattutino dell'inverno che ti fa rimpiangere il sole che si leva presto nella bella stagione. Sono trentuno poesie, come i giorni del mese, o un ciclo della luna".   ( S. A. )




Tanto da piangere

che resta? La soma

e due dita di minestra?

Il vagito del latte sversato?

Tu che soffochi nel divano?

O un abaco per il conto di via

di questa disgraziata epidemia?



                                        ***


La notte sbraita d'amore

in un cuore

tenuto assieme dal suffragio

e la cenere cova

cumuli di ti amo

pronti a ricevere un boato.



                                        ***


Prima di mettermi in viaggio

ti lascio un bacio sotto la porta.


Perché ogni freddo si smorza

al tocco tiepido della tua bocca.



                                       ***


Cos'è l'amore?


Vivere al tocco più alto

di una prossimità senza errore.



                                              ***


E  di fronte a un'altra morte

taci e scacci gli occhi

come il pane che non ha visto il sale.



                                         ***


Spregiudicato Novembre

collezione d'ossa, a noi

che resta di questa scommessa?


Se non guardarti le spalle

mentre con i guanti

uccidi i morti e sollevi i santi?



                                        ***


E' talmente notte che prendo fiato.


Nel frattempo buio di significato

sento qualcuno che sale le scale

e bussa con forza alla porta

del mio cuore disordinato.



                                            


                        Sebastiano Adernò   da     Lunario