mercoledì 24 luglio 2019

IL CIELO SOPRA BERLINO

 
 


(…)Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia
      appese, voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un
      torrente, e questa pozza, il mare.
      Quando il bambino era bambino non sapeva d'essere un
      bambino: per lui tutto aveva un'anima e tutte le anime erano
      tutt'uno.
      Quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione,
      non aveva abitudini, sedeva spesso a gambe incrociate, e di
      colpo sgusciava via, aveva un vortice tra i capelli e non faceva
      facce da fotografo.
     Quando il bambino era bambino,era l'epoca di queste domande:
     perché io sono io e perché non sei tu? Perché sono qui e perché
     non sono lì? Quando comincia il tempo e dove finisce lo spazio?
    La vita sotto il sole è forse solo un sogno?Non è solo l'apparenza
     di un mondo davanti al mondo quello che vedo, sento e odoro?
     C'è veramente il male e la gente veramente cattiva?
     Come può essere che io che sono io non  c'ero prima di
     diventare? E che una volta che io che sono io non sono più
     quello che sono? (…)


               Peter Handke    da   Il cielo sopra Berlino


2 commenti:

  1. Quando era bambino voleva diventare grande, ma non sapere a che rischio si esponeva...

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  2. Credo che sia un desiderio comune a tuti i bambini del mondo quello di diventare grandi e indipendenti ( come vedono esserlo i loro genitori e gli adulti), salvo poi rimpiangere quegli anni come " età dell'oro " della vita… ( ah! se sapessimo tutto!Non era forse anche il sogno di Adamo ed Eva quello di essere onniscenti? )

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