sabato 4 aprile 2026

IL SILENZIO DEL SABATO SANTO

 


                            Giotto, Cappella degli Scrovegni "  Noli me tangere "




Quanto buio ci si addensa intorno in questa Pasqua, come mai dall' ultimo conflitto mondiale. Guerre così vicine, nelle immagini che il web ci rovescia addosso ogni giorno. E noi qui, a comprare uova di cioccolata. I distributori di benzina sono ancora pieni, e noi qui a sperare che in fondo sia una Pasqua come le altre, e che infine tutto questo buio si sciolga. Oggi è - appunto - il giorno del buio . Che cosa è avvenuto ? Oggi sulla Terra  c'è un grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme... "Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli Inferi " recita un' antica omelia pasquale. Parole che almeno fino a ieri, fino all' addensarsi su di noi dell' angoscia di una guerra non impossibile, forse a molti erano poco comprensibili. La morte in Croce è comprensibile, la Resurrezione - per chi ha fede - anche; ma quel lungo giorno di silenzio ? Dov'era andato Cristo, il Sabato ? " Il Sabato -  in un' omelia di Benedetto XVI - è quell' intervallo unico e irripetibile nella storia dell' umanità e dell' universo in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. " La solidarietà più radicale, al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell' uomo, dove non arriva alcun raggio d' amore, dove regna l' abbandono totale senza alcuna parola di conforto : gli Inferi. Ecco, questo è accaduto il Sabato : dentro la morte è risuonata la voce di Dio. Cristo è sceso laggiù, nel buio della solitudine cieca, nel dolore inconsolato, del peccato incancrenito e della disperazione. Da allora è possibile trovare una mano che da quelle catacombe di morte ci prende e ci conduce fuori. " L' essere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e se anche nello spazio della morte è penetrato l' amore, allora anche là è arrivata la vita. Nelle lunghe e mute ore del Sabato, Cristo è passato dentro la disperazione, stabilendo che nemmeno quella è - in Lui - l' ultima parola. Con la Resurrezione è stata vinta la morte e ci è stato promesso che rinasceremo, e ci ritroveremo. Il Sabato è il silenzio di chi ha perso tutto. Il silenzio dei passi di Maria Maddalena, la prima al sepolcro all' alba dopo una notte di pianto. Lui, che era tutto, Lui che era la vita stessa, era morto. Maddalena scopre il sepolcro vuoto e corre a chiamare gli Apostoli, ma è la prima che riconosce Gesù risorto. L' indicibile felicità di Maddalena, la donna più felice .Chissà che non avvenga un miracolo, chissà che anche noi, uomini e donne di un tempo troppo prodigo  - distratti e troppo sazi - possiamo trovare in questa Pasqua la speranza della Maddalena, una speranza insperata , che sola può nascere da un cuore che non vuole morire.



f.


                                                         

1 commento:

  1. Ti auguro una felice e serena Pasqua di rivoluzione.
    Perché una rivoluzione ci vorrà per finire questo eterno sabato in cui l'uomo si è relegato.
    Un abbraccio

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